L'I.N.I.T. e l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata istituiscono veri e propri corsi

Nicolas Tiburzi 17/09/2020 0

Andrea Fantozzi è il professionista che, pur avendo incontrato numerosi ostacoli, ha voluto portare la tanatoprassi in Italia. E che dieci anni fa ha incontrato il Professor Giovanni Arcudi, dell’Istituto di medicina legale dell’Università Degli Studi di Roma Tor Vergata, il quale ha riconosciuto la validità di questa procedura, sia per quel che concerne l’ambito igienico-sanitario, sia per quello della medicina legale. Grazie alla collaborazione con l’Init (Istituto nazionale italiano di tanatoprassi), fondato dallo stesso Andrea Fantozzi, sono stati istituiti veri e propri corsi, organizzati nella sede dell’università romana.

Ma che cosa è la tanatoprassi? È la disciplina, non ancora normata legalmente, che racchiude tutte le cure igienico-conservative da mettere in campo non appena sopraggiunge la morte. Spiega Fantozzi: «Il corpo umano inizia la fase della decomposizione e tutto ciò è dovuto alla presenza di liquidi che possono fuoriuscire dal corpo, oppure coaguli che formano macchie ipostatiche sul volto, che rendono ancora più dolorosa la veglia funebre a tutti coloro che vi partecipano. Con la tanatoprassi si cerca di ovviare a questo problema, grazie a una procedura igienica di conservazione temporanea del corpo, che interrompe momentaneamente (per 10-15 giorni) la decomposizione e tutti i segni della morte».

La tanatoprassi non va confusa con la tecnica dell’imbalsamazione in quanto quest’ultima consente la conservazione dei corpi per un lasso di tempo indefinito, mentre la cura igienica consente di ritardare il processo di decomposizione solo per un breve periodo.

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Redazione TanMagazine 17/09/2020

L’O.N.T. Ordine Nazionale Tanatoprattori presenta il nuovo codice deontologico

Composto da 43 articoli detta linee di indirizzo vincolanti per tutti i Tanatoprattori riconosciuti.

Pronto il nuovo Codice deontologico per i tanatoprattori. A presentarlo sarà l’Ordine Nazionale Tanatoprattori  (O.N.T.). Il nuovo Codice, composto da 43 articoli, oltre ai tradizionali precetti deontologici, tra i quali quelli che ribadiscono il fermo 'no' alle Imprese funebri di utilizzare tanatoprattori  per allacciare rapporti di servizio con le strutture sanitarie, detta linee di indirizzo vincolanti per tutti i tanatoprattori  italiani in tema di educazione alla Cura della salma e rapporti con l’ambiente, sicurezza della famiglia e prevenzione del rischio infezioni,  oltre a fenomeni quali l'abusivismo e il prestanomismo.

"L'ordinamento della professione, che aggiorna quello redatto nel 2015 - spiega in una nota Andrea Fantozzi, presidente dell’ ASSOTAN Associazione Italiana Tanatoprassi  - è frutto di un lungo e approfondito confronto all'interno della categoria attenta a recepire e fornire risposte adeguate alle tante tematiche di interesse settoriale che i progressi della Tanatoprassi e l'esercizio quotidiano della professione portano all'attenzione dei tanatoprattori ". Per la prima volta al Codice deontologico sono allegati due regolamenti sull'esercizio della professione tanatopratica quali la pubblicità  e il conflitto di interesse. "Abbiamo voluto ridisegnare un Codice - ha aggiunto Fantozzi - sviluppando quelle tematiche che inevitabilmente entreranno a far parte del bagaglio culturale e professionale dei tanatoprattori italiani. Non si è trattato quindi solo di un intervento di maquillage del Codice del 2015. Ma - conclude Fantozzi - abbiamo cercato di realizzare un documento che ribadisca con forza il concetto che, nella tutela della professione, il tanatoprattore è comunque portatore di un progetto, dove la cura della salma è saldamente correlata al rapporto di fiducia con il sistema sanitario e il  familiare ".

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Redazione Tan Magazine 17/09/2020

La nuova formazione per il tanatoprattore

Diventa abbastanza complicato e restrittivo parlare in poche righe di una nuova e così ampia figura professionale quale il Tanatoprattore, cercheremo comunque di restringere al massimo il campo descrittivo di questa nuova professione e di elencare i numerosissimi vantaggi che tale nuovo mestiere può presentare a chi vi dedica il necessario interesse.

Con un po’ di scetticismo si potrebbe pensare che l’affacciarsi di una nuova figura professionale possa portare a promesse di nuove occupazioni ed eventuali riscontri economici/sociali che lasciano il tempo che trovano ed invece il nuovo mestiere del Tanatoprattore apre nuovi orizzonti e nuove soluzioni sia a chi ancora deve affacciarsi al mondo del lavoro, sia a chi opera già da tempo nel campo e deve riqualificare la propria impresa. Ecco che la Tanatoprassi si rivolge allo stesso tempo al disoccupato in cerca di lavoro e all’imprenditore che ha già insita nel suo mestiere l’idea di pratica funeraria e vuole ampliare le proprie conoscenze con un’eventuale utile e completa formazione alla Tanatoprassi stessa.

E’ chiaro che per diffondere un mestiere con pratiche nuove e poco conosciute, è necessaria una preparazione di base adatta a formare Tanatoprattori sempre più motivati e competenti ed è qui che la formazione stessa può essere appoggiata da meritati riconoscimenti sia a livello governativo che delle stesse regioni ed è da qui che si può attingere per l’ottenimento di eventuali agevolazioni che già favoriscono sia i disoccupati che le nuove imprese anche nella nuova realtà europea.

Un’eventuale e necessaria formazione è un mezzo indispensabile per creare nuovi posti di lavoro a professionisti ai quali sia riconosciuto anche un titolo nazionale dai vertici ministeriali competenti.

In quest’ottica è più facile capire come una nuova figura professionale possa offrire i propri vantaggi e radicarsi nel mondo del lavoro come un mestiere sempre al servizio del sociale e aperto    ogni giorno a nuove e moderne soluzioni applicative dettate dai tempi.

Alla luce di quanto detto finora diventa ovvio comprendere come il Tantoprattore possa farsi largo nel mondo del lavoro come una figura di chiara necessità nell’ambito sociale ed è altrettanto ovvio constatare quelle che possono essere negli anni le garanzie economico/sociali che questa nuova figura professionale potrà offrire ai suoi intermediari più assidui e competenti.

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Andrea Fantozzi 17/09/2020

Tanatoprattore: una professione multidisciplinare

Dal 17 luglio 2013 anche l’Italia dispone dei suoi primi Tanatoprattori. Grazie al primo corso di Tanatoprassi  effettuato dall’I.N.I.T. con il sostegno della cattedra di medicina legale dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata diretta dal direttore, Prof Giovanni Arcudi.

Lentamente, ma inesorabilmente, la tanatoprassi si sta facendo strada anche in Italia dove si riscontra una maggiore presa di coscienza su questa nuova ed emergente disciplina. Ne consegue che i nostri servizi sono sempre maggiormente richiesti. Per questo, l’Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi ha deciso di iniziare a Roma un secondo corso di tanatoprassi sempre con la collaborazione dell'Università.

La collaborazione con l’Università sancisce i nostri corsi con quell’ufficialità che non può mancare in una disciplina che necessita di un’accurata preparazione sia sul piano teorico che pratico. Un livello di preparazione che non si può raggiungere con corsetti di 10 giorni come alcuni vogliono far credere.

La figura del Tanatoprattore è multidisciplinare in quanto la materia contempla varie discipline: chimica, anatomia e anche concetti di psicologia nei confronti delle famiglie. Ricordiamo in proposito che il tanatoprattore, pur lavorando sul corpo dei morti, svolge la sua attività a beneficio dei vivi.

Il programma del corso dell’I.N.I.T. è stato accuratamente studiato e preparato sulla base degli attuali programmi tutt’oggi in vigore in alcuni paesi europei ed anglosassoni come la Francia e l’Inghilterra dove la tanatoprassi viene regolarmente studiata e praticata da moltissimi anni. Corsi che richiedono uno studio in profondità sia a livello pratico che teorico.

Il corso è a numero chiuso e ha una durata di due anni, ma qualora i candidati non abbiano raggiunto il numero massimo di cure per poter accedere agli esami finali, si dilungherà fino al raggiungimento del numero minimo di cure stabilito dal programma.

I requisiti richiesti per frequentare il corso di Tanatoprattore sono un diploma di scuola superiore e soprattutto una buona predisposizione alla materia.

L’obbiettivo dell’I.N.I.T. è quello di formare e immettere nel mondo del lavoro un’equipe di Tanatoprattori professionisti, qualificati e riconosciuti  ufficialmente dalle autorità italiane per poter coprire le richieste del nostro paese, crescere insieme e diffondere questa disciplina che tende a rafforzare la coesione familiare e quella sociale in un mondo che scivola pericolosamente verso l’isolamento e l’individualismo.

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