Autopsie pericolose: I cadaveri sono ancora pieni di virus

Sandra Bergamelli 18/08/2021 0

 

I malati di Covid-19 restano infettivi anche per un certo lasso di tempo dopo la morte.

Patologi e altri specialisti devono bardarsi di tutto punto e prendere precauzioni per non contrarre il virus.

Chiunque è contagioso prima di morire, lo è anche appena dopo il decesso». Parole di Aurel Perren, direttore dell'istituto di patologia all'Università di Berna. Quanto tempo lo rimanga e però tuttora uno dei tanti punti interrogativi attorno al Covid-19. Per questo motivo anche i patologi, per eseguire l'autopsia, devono bardarsi di tutto punto. «Indossiamo mascherine FFFP3, occhiali di sicurezza, guanti e tute protettive. Proprio come i dottori che eseguono i tamponi a potenziali malati in ospedale.

Le stesse precauzioni sulla sicurezza vengono prese anche dall'istituto di patologia a Basilea. Nell'ospedale universitario renano si è anche cambiato un po' il metodo per effettuare le autopsie. «Non estraiamo più gli organi dai cadaveri per esaminarli. L'osservazione, a eccezione per i polmoni, viene fatta nel corpo», precisa a 20 Minuten Alexander Tzankov, capo del dipartimento d'istopatologia e autopsia presso l'Università renana. 

Questo metodo di autopsia "interno" ha lo scopo di limitare al minimo il contatto con i fluidi corporei e il sangue di un paziente infetto. «Queste secrezioni rappresentano per i patologi il maggior rischio d'infezione». Anche Tzankov non sa esattamente quanto questo virus resti in vita in un cadavere. Poi fa l'esempio dell'Epatite C: «L'agente patogeno che trasmette l'infezione inizia a indebolirsi dopo tre ore dalla morte e ha una carica virale pari a zero dopo 24 ore».

Il lavoro dei patologi basilesi è stato però ripagato e ha contribuito ad acquisire conoscenze importanti nella lotta al coronavirus. Il team condotto da Tzankov ha infatti dimostrato che tutte le dodici vittime di Covid-19 analizzate - due donne e 10 uomini tra i 56 e 96 anni - soffrivano d'ipertensione. Undici su dodici (unica eccezione una donna) erano ancora altamente infettivi quando è sopraggiunto il decesso. «I loro corpi erano ancora pieni di virus», conclude Tzankov.

Il cadavere di chi è morto per il Covid-19 resta contagioso?

 

Il corpo di chi è morto a causa del Covid-19 continua a trasportare e a diffondere il virus? Questa è una nuova (e inquietante) ipotesi sviluppata in un articolo pubblicato sulla rivista Journal of Forensic and Legal Medicine.

 

“occhi possibile porta d’ingresso”

 

Dalle osservazioni raccolte in questo studio, riportate anche su Maxi-Sciences.com, sembrerebbe che un medico forense e un’infermiera di Bangkok, in Thailandia, abbiano contratto la malattia da pazienti deceduti.

«È improbabile che i professionisti forensi possano entrare in contatto con pazienti infetti ma lo è molto meno entrare in contatto con campioni biologici e cadaveri», si legge nell’articolo, rimarcando che i due sono gli unici casi positivi tra il personale sanitario su 272 riscontrati nel Paese a partire dal 20 marzo.

In poche parole, secondo lo studio, la probabilità che il medico e l’infermiere abbiano contratto il Covid-19 al di fuori della struttura professionale è bassa e, quindi, lo scenario più probabile tra quelli considerati è che la contaminazione sia avvenuta a causa delle secrezioni provenienti da un corpo contaminato dal Covid-19.

 

Allerta dai medici inglesi sul Covid-19, emersa complicanza nei bambini

 

«Un cadavere potrebbe essere contagioso almeno per ore, persino per giorni», ha detto il dr. Otto Yang, professore di medicina, microbiologia, immunologia e genetica molecolare presso la David Geffen School of Medicine (Stati Uniti) sul sito specializzato Live Science. «Il virus potrebbe essere ancora presente nelle secrezioni respiratorie e potrebbe potenzialmente riprodursi in cellule che non sono ancora morte nei polmoni», ha spiegato.

Anche in Francia, inoltre, un paziente morto da cinque giorni ha mostrato ancora segni della malattia, come rivelato da Le Parisien l’11 aprile scorso. «Questo non significa necessariamente che sia ancora attivo» ha affermato il  professor Lorin de la Grandmaison, direttore del servizio di anatomia patologica e medicina legale presso l’ospedale Raymond-Poincaré di Garches (Hauts-de-Seine) .

In assenza di una sufficiente esperienza medica con questa nuova malattia, sarà necessario attendere nuovi studi e nuovi dati per avere certezze sulla trasmissione del virus post mortem. Nel frattempo, si raccomanda ai professionisti forensi di indossare i dispositivi di protezione (tute, guanti, occhiali, maschera).

 

  

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Chiara Ricciarelli 11/11/2020

Toscana e Tanatoprassi: a che punto siamo?

 

Ne parliamo con La Piramide, Casa Funeraria in Versilia

 

La tanatoprassi è un trattamento "post-mortem" che si occupa della

conservazione, cura igienica e presentazione estetica del corpo dopo il suo

trapasso: mentre è molto diffusa al Settentrione, in Toscana, ossia nella

Regione che prenderemo in esame per quest' articolo, sembra ancora non

essere ben radicata. Ne parliamo con La Piramide, Casa Funeraria in

Versilia.

In Toscana, viene praticata la tanatoprassi? Fra Case Funerarie e Sale o

Cappelle del Commiato, in Toscana, esistono ad oggi 29 strutture. Per la

maggior parte si tratta di Sale del Commiato, mentre sono 5 le Case Funerarie,

all' interno delle quali, tuttavia, risulta, da una ricerca da noi svolta, che non

vengono praticate particolari tecniche di tanatoprassi.

Questo mese abbiamo intervistato La Piramide, in Versilia, per parlare di

tanatoprassi e di organizzazione del rito funebre all' interno di una Casa

Funeraria. Ci siamo interfacciati con Emanuele Ricci, titolare, e Roberto

Rebughini, direttore delle Onoranze Funebri.

“All' interno della Vs. Casa Funeraria, viene praticata la tecnica della

tanatoprassi?”

Al momento, no. Adottiamo una serie di procedure per garantire e controllare le

condizioni del cadavere durante la sua permanenza all' interno della struttura;

per quanto riguarda invece la conservazione della salma stessa, in questa Casa

Funeraria, non usiamo mettere in pratica tecniche di tanatoprassi.

Ad esempio, cambiamo l' aria all' interno della sala, almeno 7 volte ogni ora.

Inoltre ci occupiamo del controllo dell' umidità e del controllo della salma, della

temperatura corporea e dei movimenti. Qualora si verificasse un evento in

questo senso, la nostra struttura è dotata di appositi dispositivi di allarme e

segnalazione.

Quella che viene chiamata comunemente “imbalsamazione” della salma, o in

termini migliori la sua cura e conservazione, invece, purtroppo, non è una

pratica molto usata qui nella nostra Regione, tanto che in 20 anni che

esercitiamo la nostra professione, ci è capitata una volta sola una richiesta in

questo senso. Ma stiamo parlando di 12 – 13 anni fa.

Attualmente, bisogna ammettere che nessuno dei nostri clienti ci ha manifestato

particolari richieste od esigenze in questo senso. C'è da dire che purtroppo i

tempi sono anche quelli che sono, dove le famiglie, soprattutto quelle di media

“classificazione” sociale, tendono spesso a risparmiare sulla cerimonia funebre,

 

prediligendo riti minimali.

Prova questa che la tanatoprassi, importante tecnica di cura, conservazione e

trattamento estetico della salma, non è ancora diffusa molto nel nostro Paese, o

quanto meno, praticamente quasi del tutto assente sul nostro territorio toscano.

Tuttavia, sarebbe importante una sensibilizzazione della cultura della nostra

società e dei nostri usi e costumi e tradizioni, per riconoscere l' importanza di

una pratica che è di notevole aiuto, sia dal punto di vista dell' igiene che dal

punto di vista della cura dell' ultima immagine del caro defunto scomparso.

“Come è nata la Vs. Casa Funeraria e cosa la contraddistingue?”

La Casa Funeraria è un luogo di ritiro e di preghiera, dove si respira intimità,

calore umano e sensibilità. Onoranze Funebri La Piramide è un azienda

giovane. Dopo quasi 20 anni nel settore, il titolare Emiliano Ricci, infatti, ha

intrapreso questo percorso 2 anni fa. La nostra è una struttura unica perché è la

sola casa funeraria della Versilia, nata adiacente all' area ospedaliera.

Ci sono, al suo interno, 3 Sale del Commiato ed ogni spazio è personalizzabile

per il proprio credo. Nelle Sale, si trova un monitor 38 pollici, dove

tradizionalmente, viene proiettato il manifesto funebre, ma c'è la possibilità di

mettere anche video o una canzone.

I congiunti e i familiari, così, hanno la possibilità di vegliare il proprio caro per

circa 24 ore, fino ad un massimo di 48, anche se non se ne consiglia il

prolungamento oltre questi tempi, per ovvie ragioni igieniche. Ecco quindi, che,

come dicevamo prima, le tecniche di tanatoprassi verrebbero, in queste

occasioni, davvero in aiuto per prolungare la veglia e per offrire il miglior

ricordo del caro scomparso, garantendone un' immagine quanto più dignitosa

possibile, e cercando di alleviare le sofferenze che è necessario spesso

affrontare nel fine vita.

Gli spazi interni sono molto curati, con arredamenti minimalisti ma efficaci per

trasmettere una sensazione di serenità, di quiete, di intimità e di preghiera.

L' ambiente intorno, poi, è degno di nota. La Casa Funeraria nasce all' interno di

una verde pineta, la struttura ha una bella vetrata che offre uno spazio arioso, le

pareti sono dorate, una diversa dall' altra, a testimonianza delle varie

sfaccettature umane. Ci sono anche alcune lastre di vetro, tutte alte uguali:

questo significa che siamo tutti uguali su questa terra.

Abbiamo un percorso, quello dell' acqua, che simboleggia la nascita, ma anche

il percorso della vita, con un paio di ostacoli e un vortice finale, che riporta all'

origine di tutto, come il ciclo di tute le cose.

Certamente, la Casa funeraria è ben diversa da una più semplice Cappella del

Commiato, dove per legge non si può tenere la salma aperta, e che ospita,

quindi, i cadaveri a cassa chiusa; per non parlare delle strutture ospedaliere,

ben più fredde e “ ostiche”.

 

“Qual' è lo scopo della Casa Funeraria? Come cambia, in questo senso, il

rapporto con le persone?”

Se vogliamo dirlo in poche parole, la finalità della Casa Funeraria è trasmettere

questo concetto: umanizzare e valorizzare anche un evento così tanto doloroso,

come l' evento morte. La perdita di un caro congiunto è sempre un evento

traumatico e destabilizzante, ma quello che apprezzano i clienti di una Casa

Funeraria è proprio il calore umano. Il personale mantiene un rapporto

particolare con la famiglia: nella Casa Funeraria, si è a contatto con la famiglia

8 - 10 ore durante la veglia funebre, si ha un rapporto giornaliero e quotidiano,

un rapporto continuativo, se vogliamo, e sicuramente tutto ciò è molto diverso

rispetto alle tradizionali attività che si svolgono in un luogo “freddo” come può

essere l' obitorio, dove il personale dell' impresa funebre si occupa delle

semplice attività ordinarie.

Le persone vedono sicuramente il nostro lavoro in modo diverso. Diciamo che

questa differenza si fa sentire molto. Un tempo, e parlo di 20 o 30 anni fa, si

faceva di tutto per poter vegliare il caro congiunto a casa. Adesso le cose però

sono cambiate: spesso e volentieri gli spazi delle mura domestiche sono quelli

che sono e sono mutate anche le esigenze familiari. Ci sono bimbi piccoli...

oppure, parenti che fanno visita a qualsiasi ora. In una Casa Funeraria è un' altra

cosa, l' ambiente è più intimo e raccolto, si ha tempo a disposizione in un

contesto di “tranquillità.”

Certo, si parla di un contesto più sano, anche igienicamente, anche se le

tecniche di tanatoprassi darebbero indubbiamente un nuovo impulso in questo

senso, contribuendo a migliorare il settore e sensibilizzare verso un' ottica

diversa, per porre massima attenzione sulla cura, sull' igiene, sull' estetica per

offrire un' immagine quanto più serena possibile del caro scomparso.

In questo modo, inoltre, si potrebbero, col tempo, correggere anche molte

concezioni. Il rito funebre sta cambiando, e nonostante il tabù e la riluttanza

verso le tematiche della morte siano sempre presenti (ci permettiamo di

segnalare anche una certa mancanza di valori, soprattutto da parte delle nuove

generazioni), il nostro auspicio è sicuramente quello di poter rivalorizzare e

umanizzare, a livello di costumi e di società, di pensieri, e di credi, questa fase

così importante della nostra esistenza.

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Chiara Ricciarelli 03/02/2021

Fluytan un collaboratore eccellente all'interno delle Case Funerarie e non solo.

IL FLUYTAN: RIVOLUZIONARIO FISSATIVO DALLE SORPRENDENTI

PRESTAZIONI!

In questo articolo, conduciamo una panoramica e un' analisi sul FLUYTAN,

fissativo innovativo utilizzabile nel settore funerario (pensiamo alla

Tanatoprassi e Tanatoestetica), ma anche nell'istologia, nell'istopatologia e

nelle tecniche di immunoistochimica. Il FLUYTAN è una validissima

alternativa alla Formalina: scopriamo perché.

 

Esistono fissativi non tossici che permettono di essere utilizzati in una pluralità di

campi, come nel settore funerario, nell'istologia, nell'istopatologia e nelle tecniche

di immunoistochimica?

Oggi la formalina è uno dei fissativi più comunemente usati per la protezione della

materia organica: questo fissativo generalmente è usato diluito con acqua e / o

alcool.

Abitualmente, la formalina viene impiegata come Formalina tamponata al 10%,

prodotto semplice ed economico sì, ma non privo di effetti indesiderati, come alta

tossicità, effetti dannosi sul sistema nervoso e mutageni, irritazioni per pelle e

mucose.

Anche a livello di efficacia d' impiego, l' effetto della formalina non è molto

duraturo nel tempo. Essa infatti viene consumata durante il suo processo

d'azione, in cui il lavoro della luce e dell'ossigeno ne determinano la conversione

in acido formico.

Non solo. La formalina è anche una sostanza tossica. Il pericolo per la salute

umana è stato pienamente confermato anche dall'Agenzia internazionale per la

ricerca sul cancro (AIRC) che nel 2004 l'ha inclusa nell'elenco delle sostanze con

cancerogenicità accertata per la specie umana.

Esiste quindi un' alternativa efficace? Sì, il FLUYTAN, che nasce appunto come

fissativo alternativo.

Vari studi ed esperimenti condotti su cadaveri di animali, sia vertebrati che non,

ma anche nel campo dell'anatomia umana, come conservazione dei cadaveri,

hanno dimostrato la sua utilità ed efficacia.

L' utilizzo del FLUYTAN, infatti, diluito con alcol isobutilico (caratterizzato da bassa

tossicità) e glicerina, è stato sottoposto ad analisi, secondo una scadenza

temporale determinata dai 3 mesi ad un anno.

Dopo una valutazione, in comparazione delle due sostanze, della qualità delle

immagini citistologiche convenzionali in alcuni tipi di campioni di tessuto e il

 

confronto delle prestazioni, dopo tempi fissi diversi e in condizioni di

conservazione, il FLUYTAN ha dimostrato la sua piena efficacia.

Come? Con un' ottima conservazione nel tempo, a temperatura ambiente, di

forma, volume e colore e senza fenomeni putrefattivi del cadavere, per un periodo

medio di oltre sei mesi.

 

Ma c'è di più. Il FLUYTAN, oltre a non essere tossico come la Formalina, fa sì che

non sia necessario, successivamente, nessun altro metodo di conservazione sul

cadavere, garantendo una pluralista di applicazioni (sopra o sotto cute, vascolare

o ad immersione).

Il FLUYTAN in definitiva mantiene e preserva il cadavere, consentendone il

successivo trattamento, conservazione e colorazione dei suoi tessuti utilizzando

più tecniche. Questo fissativo, oltre ad agire rapidamente e ad essere efficace a

lungo, non è tossico per gli occhi, la pelle e il tratto respiratorio, al contrario della

formalina, configurandosi quindi come ottima alternativa.

D' altronde, il FLUYTAN è un fissativo sorprendente e rivoluzionario, utilizzabile in

una pluralità di contesti e discipline.

Nel settore cimiteriale, infatti, il FLUYTAN è concepito come soluzione al

problema della fuoriuscita di liquami cadaverici da cimiteri o tombe a terra.

Tramite l' applicazione diretta sulle parti da trattare, si elimina in pochi minuti il

problema degli odori sgradevoli generati dal liquido che fuoriesce dalla tomba

cimiteriale.

In secondo luogo, il FLUYTAN permette la conservazione del cadavere,

contrastando la proliferazione di batteri e funghi: il corpo può essere preservato

per 2/4 giorni senza che compaiano i segni di decomposizione in assenza di

sistemi o ambienti di refrigerazione. Queste caratteristiche rendono il FLUYTAN

particolarmente adatto per i trattamenti di tanatoestetica e tanatoprassi,

permettendo così di ottenere e mantenere un colore della salma il più possibile

naturale.

ll corpo trattato con FLUYTAN, poi, ha un notevole grado di elasticità e flessibilità

del tessuto, garantendo la possibilità di svolgere tecniche di tanatoprassi su tutti i

tipi di cadaveri. Questa sostanza garantisce una corretta igiene del corpo e

un'evidente naturalezza, elasticità e flessibilità.

 

Ma non solo, il FLUYTAN trova applicazione anche nella ricerca genetica forense

e nella tassidermia.

In medicina legale, infatti è pratica comune che i tessuti biologici fissati in

formalina e possibilmente incorporati nella paraffina debbano talvolta essere

utilizzati come fonte di DNA.

Come abbiamo già detto la formalina è certamente uno dei fissativi più popolari,

ma purtroppo nel tempo questa ha un negativo effetto di degradazione chimica sul

 

DNA, di cui diversi studi hanno dimostrato una significativa perdita di quantità di

informazioni utili dei campioni di tessuti in essa mantenuti.

Rispetto alla formalina, quindi, il fissativo FLUYTAN garantisce una migliore

preservazione degli acidi nucleici e non interferisce particolarmente con le

eventuali indagini medico legali e tossicologiche, in quanto non altera le molecole

esogene eventualmente presenti nei tessuti/fluidi biologici e non disturba la

determinazione dell’alcol etilico. Ciò rende sicuramente il FLUYTAN alleato anche

delle indagini di “molecular profiling”.

Infine, in tassidermia il FLUYTAN permette di conservare nel tempo le “pelli da

studio”, di preservarne il materiale biologico, per renderlo disponibile agli scienziati

per le loro ricerche, e di conoscere più approfonditamente l’anatomia animale.

 

MA VEDIAMO ORA NEL DETTAGLIO COME PUO' ESSERE UTILE ALL'INTERNO DELLE CASE FUNERARIE

E’ la soluzione idonea per una conservazione delle salme, per un periodo che oscilla tra due e quattro giorni. Paralizza il processo di putrefazione, permettendo di esporre il cadavere a temperatura ambiente, senza dover ricorrere alla  conservazione in ambienti refrigerati. Agisce dando grande elasticità ai tessuti, facendo sparire il rigor mortis, attenuando la lividità cadaverica. Per il suo utilizzo non è necessario pulire il cadavere, si applica in modo topico con cotone su tutto il corpo e con profusione sul viso. E' un ottimo conservante che consente di eliminare la lividità cadaverica totalmente. È stato concepito per essere utilizzato in Case Funerarie come in ospedali e domicili.

 

 F L U Y T A N ®

F l u y t a n   p e r  il  s e t t o r e  f u n e r a r i o .

-Tecnica Fluytan di presentazione (FTP) È un procedimento che permette di migliorare e semplificare le operazioni di preparazione del cadavere per la sua esposizione. La sua applicazione è molto semplice, potendosi realizzare anche nel domicilio del defunto in presenza dei familiari, senza la necessità di nessun altro tipo di mezzo ausiliario. L’operazione consiste nello  spalmare con una spugna, o con il contenitore spray già presente nella confezione , circa 25 ml di FLUYTAN TOPIC sul viso, 200 ml per il corpo e altri 5 ml per ogni mano, praticando, simultaneamente, un massaggio nelle suddette zone, per facilitarne la penetrazione epidermica. Questa operazione si realizza in un tempo inferiore ai 5 minuti con un costo minimo di prodotto. Il primo effetto che si ottiene è la scomparsa del “rictus cadaverico”, o la prevenzione della sua comparsa, a seconda della tempistica con cui il prodotto viene applicato, dona l'impressione di non essere di fronte ad un cadavere, bensì ad una persona addormentata. Grazie alla sua applicazione, le operazioni di chiusura degli occhi e della bocca diventano particolarmente agevoli. Inoltre, qualora il cadavere presentasse macchie ipostatiche, o lividi sul volto o sulle mani, queste possono essere eliminate insistendo con il FLUYTAN nella zona interessata esse spariranno dopo qualche decina di minuti.

VANTAGGI

· Prodotto atossico

· Non è necessario dopo l’applicazione nessun altro metodo di conservazione

· Elimina la lividità cadaverica

· Permette una facile applicazioneper via:

* sopracutanea

* sottocutanea

* vascolare

 · Sostituisce completamente la Formalina

 Insomma, il FLUYTAN è un eccellente conservante e fissativo dei tessuti organici, dalle sorprendenti proprietà, alternativa validissima alla formalina.

FLUYTAN è un prodotto distribuito da Italtan SRL. Per conoscere i dettagli e tutte le informazioni utili, puoi visitare  www.fluytan.it

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Chiara Ricciarelli 27/05/2021

La Tanatoprassi nella tragedia del drammatico incidente in funivia Stresa-Mottarone

La Tanatoprassi nella tragedia del tragico incidente in funivia Stresa-Mottarone.

Dei 14 morti, vittime di quest’ immane tragedia, uno, di nazionalità iraniana, è stato affidato agli operatori dell'I.N.I.T. Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi per la conservazione del corpo, tramite il trattamento di Tanatoprassi, e per il successivo rimpatrio in Iran.

E' di nazionalità iraniana il ragazzo di 23 anni morto lo scorso 23 maggio - data della terribile notizia della tragedia della funivia di Stresa-Mottarone, la cui salma è stata affidata agli operatori dell'I.N.I.T. per la conservazione del corpo, tramite il trattamento di Tanatoprassi, e per il successivo rimpatrio in Iran.

Nell'incidente, che ha recentemente sconvolto tutto il paese sono morte ben 14 persone, tra cui anche Mohammadreza Shahaisavandi, di soli 23anni.

Mohammadreza era residente a Diamante, in Calabria, ma viveva e studiava a Roma. Fatalmente, in quei giorni il ragazzo era andato a trovare la fidanzata a Verbania, anch’ essa calabrese, di Diamante, trasferitasi da poco in loco, dopo aver vinto un concorso come borsista di ricerca al CNR.

Al di là dell’ umana sofferenza che questi eventi trascinano con sé, non possiamo fare a meno di considerare che ancora una volta, in tragedie di simile portata, la Tanatoprassi, intesa come quell'insieme di cure rivolte alla salma prima delle esequie, in termini di igiene, di conservazione e di presentazione estetica, si rivela essenziale! Infatti, in simili situazioni, il corpo, a causa di incidenti, come in questo caso, o malattie, non ha una morte naturale, ma viene certamente sfigurato e snaturalizzato. In analoghe circostanze, la salma si presenta, appunto, se non trattata, ai limiti della presentabilità davanti agli occhi delle proprie famiglie e dei propri cari, contribuendo sicuramente a offrire un’ ultima immagine del proprio congiunto non rispondente al reale, non serena e certamente deturpata.

Tutto questo rende non solo il rito funebre traumatico, ma anche il ricordo del proprio caro congiunto si fa davvero scioccante! Ecco appunto che l’obiettivo della Tanatoprassi, conservando il corpo il più a lungo possibile, in condizioni igieniche e di sicurezza e trattando la salma in modo da renderla, esteticamente, il più possibile vicina a rappresentare un’ immagine serena del defunto, interviene certamente ad umanizzare, per quanto possibile, l’ evento “trapasso”.

La morte si fa ancora più traumatizzante in casi di malattie o di eventi tragici ed imprevedibili come questo! Allora la Tanatopassi ha uno scopo: l’alleviamento dei segni inevitabili della sofferenza, che nel caso di 4 giorni fa è certamente devastante. 14 persone, che quella domenica erano andate insieme a fare una gita sul Mottarone, prendendo quella funivia: l’ impianto di risalita, nel comune piemontese di Stresa, che, salendo fino ad un’ altezza di 1500 metri, collega la celebre cittadina del bellissimo Lago Maggiore con la vetta del Mottarone.

Doveva essere una domenica spensierata, quella. Tanti turisti, sia italiani che stranieri, che con l’ arrivo della bella stagione, desideravano trascorrere una giornata in alta quota. Invece, il tragico epilogo.

Nel punto più alto del percorso di salita, con 15 persone dentro ( e menomale le disposizioni anti Covid ne hanno limitato la capienza piena di 40!), intorno alle 12 del pomeriggio, un cavo cede. Tutt’ un tratto la cabina indietreggia, sbatte su di un pilone e via giù, precipitando disastrosamente nel bosco e trovando fermezza a terra, accartocciata terribilmente. Su 15 persone si salva, miracolosamente, solo un bambino. Un incidente davvero disarmante le cui cause ancora sono da chiarire, anche se sembra che la cabina precipitata, secondo le ultime indagini, presentasse il sistema di emergenza dei freni manomesso.

Un sistema che mostra anomalie, quindi, di cui risponderà chi di dovere. Una tragica omissione che, pur richiamando certamente, ancora una volta, al rigoroso rispetto di qualsiasi norma di sicurezza per ogni condizione che riguarda i trasporti di persone, ha causato, tuttavia, nel frattempo, un dolore all’ Italia tutta, per una tragedia che poteva evitarsi. Le vittime sono famiglie distrutte: due di Varese (una coppia di giovani fidanzati e un papà con mamma e figlio piccolo), due coniugi pugliesi che erano venuti al Nord, trasferendosi a Piacenza, una famiglia di origini israeliane, residente a Pavia, la ragazza di origini calabrese, e il suo fidanzato, il ragazzo iraniano, che appunto è stato affidato alle cure dellaTanatoprassi.

Andrea Fantozzi Presidente dell'I.N.I.T. si augura che, operando la cura di tanatoprassi sulla povera salma, si possa dare un contribuito ad alleviare in parte il dolore immenso della famiglia, restituendo al giovane un aspetto quanto più possibile “naturale” e “sereno”.

Centrale Operativa Servizi Tanatoprassi N° Verde 800.136.086

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