ESPOSIZIONE OCCUPAZIONALE A FORMALDEIDE IN SALE SETTORIE E IN LABORATORI DI ANATOMIA PATOLOGICA

Barbara Ruscitti 07/12/2023 0

La formaldeide, uno dei composti organici volatili (COV) più diffusi, è un gas incolore ed irritante, in passato commercializzato sotto forma di soluzione acquosa (al 35-40%) detta formalina e utilizzata a fini di sanificazione e come conservante di materiale organico. Presente in natura come prodotto del metabolismo dei sistemi viventi, le principali fonti espositive per la popolazione generale sono i processi di combustione, il fumo, le vernici, alcuni tipi di colle, i tessuti, alcuni alimenti e in particolare i cibi affumicati. L’utilizzo della formaldeide di maggior rilievo è oggi nell’industria dei polimeri, nell’industria del legno che viene trattato con resine a base di urea-formaldeide, nelle sintesi delle materie plastiche e come biocida. Nel comparto sanitario, è ampiamente utilizzata a tutt’oggi nelle operazioni di allestimento di preparati istologici e nelle attività funerarie. EFFETTI SULL’UOMO Questo composto è altamente reattivo, molto solubile in acqua e facilmente assimilabile dal corpo umano. L’esposizione più significativa è quella inalatoria; il 90% circa di formaldeide aero-dispersa viene assorbita dal tratto respiratorio superiore (World Health Organization, WHO 2010) [1] inducendo irritazione delle mucose, degli occhi, della gola e del tratto respiratorio. Secondo la classificazione ed etichettatura armonizzata approvata dall’Unione Europea [2] la formaldeide è cancerogeno di categoria 1B, mutageno di categoria 2 e tossico per tossicità acuta di categoria 3. L’International Agency for Research on Cancer (IARC) già nel 2006 [3], la classifica cancerogeno certo per l’uomo (Gruppo 1). Successivi approfondimenti (monografia 100F del 2012) confermano tale classificazione sulla base di un’evidenza epidemiologica sufficiente per tumori della rinofaringe e leucemia. VALORI LIMITE PER L’ESPOSIZIONE PROFESSIONALE Le agenzie internazionali hanno fissato i valori limite per l’esposizione occupazionale riportati in Tabella 1. Nel 2019 l’Europa ha emanato la Direttiva EU 2019/983 (recepita in Italia dal d.m. 11/02/2021), che sulla base delle raccomandazioni dello SCOEL (Scientific Committee on Occupational Exposure Limits) modifica la precedente (Direttiva 2004/37/EC) sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall’esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni durante il lavoro, introduce limiti più stringenti ed inserisce una nota relativa alla sensibilizzazione cutanea. Insieme ai provvedimenti della Direttiva UE 2019/130, queste disposizioni aggiornano e sostituiscono gli Allegati XLII e XLIII del d.lgs. 81/2008. La sorveglianza sanitaria per i lavoratori potenzialmente esposti a formaldeide è comunque necessaria in ordine non solo al suo potenziale cancerogeno, ma anche per i suoi effetti irritativi e sensibilizzanti, in applicazione dell’art. 229 del d.lgs. 81/2008

 

USO IN ANATOMIA PATOLOGICA E CASE FUNERARIE

Nonostante le possibili alternative indicate dalla letteratura scientifica (alcool etilico al 70% tamponato con tampone fosfato, glutaraldeide, acido acetico al 5%, acido picrico), nel comparto sanitario la formaldeide rimane il fissativo più utilizzato nelle operazioni di allestimento di preparati istologici. La fissazione non è un processo semplice; impiega dalle 24-48 ore a seconda della grandezza del frammento e consiste nel trattare il tessuto, con procedimenti chimici o fisici a seconda della specificità dell’esame. La soluzione acquosa di formaldeide, ottimo fissativo, economico e versatile, permette di svolgere diversi esami diagnostici e trova ampio uso non solo nella fissazione dei tessuti in anatomia patologica, in quanto efficace nel mantenere inalterata la morfologia cellulare, ma anche nella conservazione e nel trasporto di materiali biologici prelevati nelle sale operatorie e negli ambulatori di prelievo bioptico (endoscopico, radiologico ecc.) durante gli interventi chirurgici e le biopsie. La formaldeide è anche usata per il trattamento conservativo di salme che devono essere trasportate a distanza e nelle attività di imbalsamazione. Diverse sono quindi le figure potenzialmente esposte, dal personale medico in sala operatoria a chi opera sui campioni biologici in laboratorio, fino a tutto il personale coinvolto nel processo di conservazione, archiviazione e smaltimento degli stessi. Diversi i punti critici e/o i fattori che possono influenzare l’esposizione: ■ raccolta, trasporto, tracciabilità e archiviazione del campione; ■ concentrazione della soluzione di formaldeide; ■ dimensione e numero di parti anatomiche da processare; ■ metodo e numero di postazioni di lavoro nella stessa stanza; ■ dimensioni dei locali; ■ tipo ed efficienza delle cappe e dei sistemi di ventilazione. PREVENIRE E RIDURRE L’ESPOSIZIONE La gestione dell’esposizione a formaldeide si avvale di molteplici soluzioni, che non riguardano solo l’uso di dispositivi di protezione individuale e collettiva, ma anche di disposizioni tecniche che possano in ogni fase ridurre al minimo l’esposizione. L’obiettivo primario è ridurre o limitarne l’uso e ove questo non sia possibile, servirsi di tutte le soluzioni idonee a ridurre il rischio di esposizione, che vanno dall’uso di dispositivi di protezione individuale adeguati, fino all’impiego di contenitori sotto vuoto o muniti di tappi a tenuta per le possibili fuoriuscite di vapori, e all’uso di temperature basse e controllate sia durante il trasporto che durante lo stazionamento dei contenitori in sala operatoria e in laboratorio. Esistono contenitori di sicurezza per la gestione di piccoli campioni istologici nei quali la formalina è contenuta in capsula sigillata e solo dopo aver introdotto il campione biooptico all’interno della base (vuota), è possibile erogare la formaldeide. Adottare misure organizzative adeguate: il materiale biologico che giunge presso il laboratorio di anatomia patologica, deve essere trattato per quanto possibile a fresco, in un’adeguata postazione che abbia una cappa biohazard, al fine di tutelare non solo l’operatore ma anche l’ambiente circostante. I locali in cui si gestisce la formalina devono essere forniti di adeguati ricambi d’aria; l’apertura delle finestre è spesso la soluzione più frequente, ma l’uso della ventilazione forzata o di depuratori d’aria con filtri specifici, è sicuramente più efficace a garantire la salubrità di tutto l’ambiente. In caso di sversamenti accidentali, è necessario indicare una specifica procedura che individui i dispositivi individuali e gli strumenti da adottare per la rimozione in sicurezza del materiale versato al fine di riportare l’ambiente in sicurezza. Inoltre si ricordano, ai sensi del d.lgs. 81/2008, la necessità di limitare al minimo possibile il numero dei lavoratori esposti, di effettuare le misurazioni della formaldeide aerodispersa, di svolgere la formazione e informazione dei lavoratori, la sorveglianza sanitaria e l’iscrizione dei lavoratori esposti nel registro degli esposti a cancerogeni.

Scegliere materiali e prodotti senza formaldeide

Il primo passo per rendere la propria azienda sicura e priva di formaldeide consiste nell’imparare a scegliere e conoscere i materiali sicuri e privi di sostanze nocive.

Che si tratti di conservazione o di disinfezione, è importante leggere le etichette e le dichiarazioni ambientali dei produttori, che forniscono informazioni in merito alle sostanze contenute, alla tipologia di lavorazione eseguita e alla naturalezza di quanto utilizzato. Queste informazioni possono dirci anche se un materiale è privo di formaldeide.

 

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Chiara Ricciarelli 27/07/2022

UNA RIVOLUZIONE PER LA CONSERVAZIONE E IL TRATTAMENTO DELLE SALME

Fluytan è un prodotto rivoluzionario, specifico e professionale, per trattare e conservare in igiene

e sicurezza le salme (fino a quattro giorni!), indispensabile per Case Funerarie e imprese funebri.

Non diciamo certo una novità quando affermiamo che lo scopo della Casa Funeraria e dell’ impresa funebre è quello di dare dignità alla morte e rappresentare al meglio le volontà e i desideri delle famiglie e delle persone vicine al defunto.

Questi hanno il diritto di vegliare sulla salma, in un ambiente idoneo e adeguato, in grado di custodirla al meglio, in un’ atmosfera serena, ma soprattutto in sicurezza ed igiene. 

Allo scopo, sicuramente è indispensabile che la visione del caro defunto non sia deturpata, ossia dotata di quella sgradevolezza tipica dei fisiologici processi di trasformazione post mortem (fuoriuscita di liquidi organici, presenza di vapori nauseanti, lividi, ecchimosi sul corpo…).

Siamo tutti d’accordo che una salma non trattata non può essere certamente adeguatamente presentabile, davanti agli occhi delle famiglie e dei cari, per poter conservare un buon ricordo del caro scomparso, ma anche della veglia.

E questo discorso vale sia per le imprese funebri, quanto anche per le Case Funerarie, che, fra l’ altro, ampliano la veglia per diversi giorni.

Ecco che la necessità, soprattutto per queste strutture, di avvalersi dell tecniche all' avanguardia della Tanatoprassi, e nello specifico del rivoluzionario fissativo Fluytan, per dare la migliore dignità alla morte, è, secondo noi, quanto mai stringente.

La domanda ci sorge spontanea. Le strutture delle Case Funerarie e delle imprese funebri sono ad oggi dotate di strumenti adeguati per arrestare il processo esterno di putrefazione della salma? E per fronteggiare opportunamente uno stato avanzato di decomposizione?

Ovviamente no! Ecco che Italtan ha brevettato allo scopo un prodotto rivoluzionario: il Fluytan!!

Alternativa migliore alla formalina (strumento generalmente usato allo scopo, economico sì, ma pieno di effetti indesiderati, come alta tossicità, effetti dannosi sul sistema nervoso e mutageni, irritazioni per pelle e mucose, e non da ultima, breve efficacia d’ impiego nel tempo), il Fluytan è stato concepito per essere utilizzato in Case Funerarie, ospedali e domicili.

Ideale per conservare le salme fino a quattro giorni, e sappiamo bene che con altre alternative questo sarebbe impossibile!

Il Fluytan paralizza il processo di putrefazione, arresta la decomposizione, quanto meno quella aerobica, ed elimina i cattivi odori dei liquidi cadaverici.

Ma non solo! Oltre a conservare bene la salma, ha un’ ottima efficacia anche col sangue, poiché agisce eliminando totalmente la lividità cadaverica e donando grande elasticità ai tessuti, con un semplice utilizzo topico su tutto il corpo o a profusione sul viso.

Trattato in questo modo, il cadavere presenta molteplici aspetti positivi:

1 – è conservato igienicamente, in sicurezza e a lungo (fino a

quattro giorni!) tramite l’ utilizzo di un prodotto funzionale, atossico,

davvero efficace e dotato di estrema facilità di utilizzo.

 

2 - può essere esposto a temperatura ambiente, senza dover

ricorrere alla conservazione in ambienti refrigerati.

3 – presenta un aspetto esteriore che consente di ridargli dignità: i

tessuti sono maggiormente elastici, la lividità e le ecchimosi

spariscono, l’ aspetto estetico è più disteso e sereno (per quanto

possibile!).

E se cadono del sangue o dei liquidi sulle tavole d’acciaio delle strutture preposte, sugli abiti e sulle superfici adibite alla vestizione della salma? Con Fluytan questo non può succedere!

 

Le cure della Tanatoprassi sono quindi indispensabili per un’ impresa funebre o una Casa Funeraria!

Mirando a conservare il corpo il più a lungo possibile in condizioni di sicurezza, ma anche a trattarlo in modo da renderlo, esteticamente, il più possibile vicino a rappresentare un’ immagine serena del defunto, sono tecniche all’ avanguardia assolutamente doverose di utilizzo nel settore!

 

*Fluytan è un prodotto distribuito da Italtan Srl.

Fluytan Topic: ad applicazione topica, utilizzabile da tutti, non ha bisogno di nessuna formazione specifica per il suo uso.

Fluytan Neutral: specifico per il settore cimiteriale, risolve la fuoriuscita di liquidi e cattivi odori dai loculi.

Fluytan Professional: prodotto professionale, ad uso di coloro che esercitano la professione della Tanatoprassi.

 

Per informazioni: tel 800.136.086 o mail italtansrl@gmail.com

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Chiara Ricciarelli 17/09/2020

La Tanatoprassi nell’idea di Andrea Fantozzi: un excursus fra evoluzioni e conquiste.

Se negli Stati Uniti ed in alcuni Paesi Europei, la tanatoprassi, arte e tecnica di cura rivolta al trattamento estetico delle salme, è consolidata, in Italia è ancora in via di definizione. L’ attuale conoscenza che il nostro Paese dispone in materia è, per grande parte, dovuta all’ opera di Andrea Fantozzi, precursore e innovatore del settore funerario, nonché Presidente e fondatore dell' A.I.T., Associazione Italiana Tanatoprassi, nel 1990, e dell’ I.N.I.T., Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi, nell’ anno successivo.
Da quel momento, Fantozzi ha contribuito in modo decisivo ad una capillare diffusione ed informazione in materia, anche tramite l’ organizzazione di Giornate di Studio, svolte sotto importanti patrocini, nelle maggiori Città italiane, di concerto con diversi attori istituzionali, quali il Ministero della Sanità, l’ Università, le A.S.L., gli Assessorati alla Sanità, le Province, le Aziende Funebri private e municipalizzate, le Federazioni Funerarie.

Nel 1994 la Regione Abruzzo inseri nel proprio Piano Sanitario La possibilità di svolgere cure di tanatoprassi.; da lì, sono tante le A.S.L. che concedono, via via, il nulla osta per autorizzare la cura di tanatoprassi. Nel 2001, ad Avezzano, l’ I.N.I.T. si attrezza con un’ ampia struttura dedicata alla Scuola di Tanatoprassi, nonché alla ricerca e allo studio dei prodotti usati nel campo, apportando davvero un notevole valore aggiunto in materia di innovazione. Lo scopo dell’ Associazione, profuso fin dai suoi albori, è quello di stimolare le diverse realtà territoriali alla promozione della disciplina, nonché dare impulso a corsi intensivi e seminari specialistici. Tramite l’ organizzazione, durante gli anni, di vari corsi di formazione a livello nazionale, l’intento dell’ Istituto è quello di garantire e mettere a disposizione, in maniera rigorosa, professionisti competenti, esperti e specializzati.
La tanatoprassi si fa piano piano strada nel panorama italiano, anche in campo linguistico: è datato infatti 1998 l’importante ottenimento, da parte di Fantozzi, dell’introduzione del vocabolo “tanatoprassi” all’ interno della Dodicesima Edizione del Dizionario della Lingua italiana Lo Zingarelli, in quanto ormai parte ufficiale del patrimonio del nostro paese. L'iniziativa è di importante valore poiché assoluto riconoscimento per l’ impegno profuso dall’ Associazione, nel tentativo di superare gerarchie funzionali, tramite l’ introduzione di una professione “non convenzionale”, ma di estremo interesse e innovazione. 

È poi, ufficialmente, a partire dal 2003, che I.N.I.T. comincia la ricerca di un rapporto di fiducia e di collaborazione ancora più importante con le istituzioni, attraverso la presentazione al Ministero della Sanità di una proposta di ordinamento organico in materia, che chiede l’ introduzione, nel panorama italiano, delle Case Funerarie o Case di Commiato e l’ inserimento della disciplina nei regolamenti di Polizia Mortuaria. È proprio sull’ input di Fantozzi che il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Salute Sirchia, decide, l’ anno stesso, di presentare in Parlamento un disegno di legge per introdurre tali argomenti all’ interno della materia funeraria. 
Per ciò che riguarda le Case funerarie, è necessario sottolineare che la loro presenza è imprescindibilmente legata alla figura del tanatoprattore. Luoghi confortevoli, personali, specializzati: al loro interno sono ospitati i defunti prima di pervenire in cimitero, permettendo ai cari dello scomparso di raccogliersi in maniera più intima intorno alla salma ed effettuare, contestualmente, la cura di tanatoprassi, tecnica ed arte che può servire anche, in modo terapeutico, a lenire il dolore della perdita. Lo scopo ultimo è quello di “umanizzare”, per quanto possibile, la morte. Il disegno di legge chiede la previsione all’ interno nel Regolamento di Polizia Mortuaria, anche della disciplina della tanatoprassi, tramite la strutturazione di precise disposizioni in merito, come quelle che già sono presenti per la pratica dell’ imbalsamazione. 
Anche se ad oggi, i vari disegni di legge sembrano essere nell’ oblio, i tentativi e i passi avanti dell’ Associazione vanno verso l’ asserimento e la richiesta di una tutela e una disciplina rigorosa a livello legislativo. Un impegno importante, tanto da svolgere una preziosa attività anche all’ interno del panorama internazionale, con un valido supporto alla stesura dei programmi di formazione, in quei Paesi europei che già hanno adottato la disciplina.

Il prestigio di Andrea Fantozzi e delle sue Associazioni, d'altronde, è indiscusso, come brillantemente testimonia l’ incarico, conferitogli nel 2005, di effettuare il trattamento di tanatoprassi sulla salma di Papa Giovanni Paolo II; tuttavia, sono davvero tanti i personaggi famosi che nel corso degli anni, si sono affidati a I.N.I.T. dopo la morte, quali Benetton, Pavarotti, Pininfarina, Chiara Lubich, Cremonini, Enzo Iannacci, e molti altri. 
Attualmente, la popolarità del settore è in crescita e le prerogative che, con assiduo impegno, Fantozzi sta portando avanti, stanno prendendo forma nella realtà: gli interessati ai corsi e gli iscritti all’A.I.T. sono sempre di più. La formazione è un canale altamente rilevante, con la previsione, da parte dell’I.N.I.T, di percorsi fortemente specializzati, riconosciuti ed accreditati dallo Stato Italiano. Da ricordare, a tal proposito, la collaborazione, ormai da 10 anni, con l’ Università degli studi di Roma Tor Vergata, per la quale, dopo il riconoscimento da parte del Professor Giovanni Arcudi, della validità dei percorsi formativi in ambito igienico sanitario e in ambito di medicina legale, sono stati istituiti corsi organizzati all’interno della sede dell’ Università. 
Ma non solo. Le Case funerarie in Italia si stanno affermando rapidamente, un fenomeno in boom negli anni recenti, particolarmente nelle Regioni del Nord. I servizi di tipo tanatopratico, infine, sono diventati “uno strumento di lavoro” estremamente innovativo, nel suo genere. 
L’ obiettivo delle Associazioni è quello di offrire dunque un servizio quanto più esaustivo, nonché importanti strumenti di approfondimento e di studio. Le conquiste, del resto, non mancano di certo, una fra tutte il brevetto del Fluytan, un prodotto innovativo all’ interno del processo pratico della tanatoprassi. Si tratta di un fluido capace di intervenire brillantemente come conservante, sostituendo, dopo ben 150 anni, la Formalina: esso nasce per conservare l’architettura e la composizione dei tessuti, con un’ efficacia molto più durevole e senza gli spiacevoli inconvenienti della precedente sostanza, quali ad esempio l’ elevata tossicità e gli effetti nocivi, mutagenici ed irritanti. Un fissativo davvero all’ avanguardia, distribuito da ItalTan Srl, e capace di poter essere utilizzato universalmente, in tutta tranquillità, nel campo funerario, ma anche in quello dell'istologia e dell'istopatologia.

Ma Andrea Fantozzi e le sue Associazioni non si fermano sicuramente qui, nel tentativo costante e continuo di restituire un assetto organico, funzionale, e ben organizzato alla materia, dargli visibilità e lustro, fra ricerca e innovazione, con un’attenzione particolare e precisa ai bisogni più “ umanizzati” dell’ evento morte.

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Chiara Ricciarelli 16/01/2023

Riconoscimento giuridico della Tanatoprassi a che punto siamo?

Eppur qualcosa si muove. Nel corso della scorsa legislatura, la Commissione permanente Igiene eSanità ha esaminato congiuntamente tre diversiDisegni diLegge concernenti i servizi funebri adottando, durante l’ Iter, un testo unificato. Nello scorso 18 dicembre,si è arrivati alla presentazione del Fascicolo Iter DDL S. 963, Disciplina delle attività funerarie, nel tentativo di definire una normativa puntuale e cogente.Esaminiamo nel dettaglio le novità, anche per il tema “Tanatoprassi”.

 

   Da tempo,ed è un dato di fatto,il settore funerario è in profonda crisi e necessita di un radicale cambiamento.

 

  Abbiamo già spesso fatto notare quanto sia decisamente necessario garantire un' organica sistemazione alla materia del settore funerario, i cui servizi intervengono nei momenti più dolorosi e difficili della vita e devono essere garantiti come efficienti, trasparenti ed adeguati all'evolversi della odierna società.

 

           Il primo problema riguarda sicuramente il quadro normativo, caratterizzatonon soloda normestatalisuperate e inadeguate(Testo Unico,decisamente vetusto;regolamento di polizia mortuaria del 1990 e legge statale, datata 2001, recante le disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri) ma anche da normeregionalieprovvedimenti comunalispesso difformi tra loro.

 

 L’ esigenza di armonizzazione è quanto mai un’ impellente necessità, a livello sia nazionale che regionale: bisogna uniformare la legislazione frammentaria, relativa alle norme fondamentali circa il settore funerario, semplificare e riorganizzare.

 

          Anche se va detto che tali condizioni, sicuramente hanno portato, nel tempo, alla nascita di alcuni complessi ed articolatiDisegni diLegge(vedesi ad esempio ilFOSCOLOche èancora in corso di Esame in Commissione alla Camera),ad oggi dobbiamo però attestareancorail “niente di fatto”.

 

     Esiste fortemente non soltantola necessità di definire in modo chiaro le competenze spettanti ai vari soggettie di determinareun quadro normativo omogeneovalidosu tutto il territorio nazionale, ma anche quella di stabilire un sistema di controlli le cui finalità principali devono essere trasparenza, legalità ed efficienza, decisamente mancanti negli ultimi anni, nei quali è proliferato, invece, il malcostume incontrollato.

 

          Una vera e propria piaga.Un crescendo di reati, abusi diffusi, compravendita di informazioni sui decessi nelle strutture sanitarie evarieillegalità,ai danni del defunto e dei parenti,da partedeglioperatori sanitari odellepompe funebri.

 

      Tantissimi poi icasi di gestione funeraria da parte di associazioni criminali e infiltrazioni mafiosenel settore, per non parlare dell’evasione fiscale edellaprogressiva difficoltà finanziariadi alcuni particolari comuni a gestire i servizi funebri.

 

     Infine, ilterzo ma non ultimoproblema del settore funebre:il riconoscimento giuridico dell’ attività della Tanatoprassi, perilquale ci battiamo da anni!

 

      LaTanatoprassi è, oggi più che mai, una disciplina cheha estrema necessità di un riconoscimento, non solo perché si configura come necessaria attività, in una società odierna, dal punto di vista sociale, sanitario e civile, per la ridefinizione del rito funebre e per dargli la dignità che merita, ma anche, dal lato pratico, perché c’è l’ esigenzache l’operatore siaautorizzato in maniera formale da un' autoritàsanitaria e da istituzioni che ne riconoscano, definitivamente, la legittimità.

 

    La tanatoprassi, insomma, è un’attività che deveessere svolta secondo le dovute autorizzazioni e previsioni normative, garantendo i necessari requisiti di professionalità e di affidabilità per la disciplina, nel pieno rispetto degli standard sanitari, attraverso metodologie e strumenti innovativi.Un’ attività svolta da operatori professionali preparati, competenti sulla quale sono impellenti i necessari controlli.

 

 

  Eppure, in questo contesto,qualcosa, recentemente, si muove.

 

            Nel corso della scorsa legislatura,infatti,la Commissione permanente Igiene eSanità ha esaminato congiuntamente tre diversiDisegni diLeggeconcernenti i servizi funebriadottando,durante l’ Iter, un testo unificato, risultato di un accurato lavoro di sintesi. Nello scorso 18 dicembre, quindi, si è arrivati alla presentazione del Fascicolo IterDDL S. 963, Disciplina delle attività funerarie, nel tentativo di definire una normativapuntuale e cogente.

 

  Un nuovo sistema di regole strutturaleche possa definire, finalmente, una riforma organica e complessa del settore, anche in considerazione del fatto che, pur essendo un dato di fatto che i servizi necroscopici e cimiteriali rientrino tra le funzioni fondamentali dei comuni, la confusione che regna in questo settore è decisamente tanta.

 

Esaminiamone velocemente i punti.

 

•                 Per quanto ci riguarda più da vicino, il Disegno di Legge definiscele sale del commiato, precisa i requisitiminimi strutturali per leCaseFunerarie(di cuiè vietata la presenza nelle strutture sanitariedi quellegestite da imprese funebri), e punto fondamentale, introduce formalmente nell'ordinamentomortuario italiano la possibilità di effettuare la pratica della Tanatoprassi, intesaappuntocome tutto quell’ insieme di tecniche sul corpo del defunto che ne consentono una esposizione più dignitosa, in termini sia di igiene che di presentabilità.Conl’ entrata in vigore della legge eprevia definizione dei requisiti minimi per la disciplina, siautorizzaquindi e definitivamentel’ operato dei Tanatoprattori.

 

 Ma le tematiche toccate sono davvero tante, e a 360 gradi.

 

•       IlDisegno di Legge punta a definire, una volta per tutte econ chiarezza,i compiti e le funzioni degli enti locali, delle aziende sanitarie locali (ASL), delle regioni e dello Stato, demandando ad appositi regolamenti le disposizioni attuative della legge per le materie rientranti nella competenza esclusiva statale, al finedigarantire un omogeneo esercizio delle attività e superare l'attuale frammentazione delle disposizioni regionali e locali.

 

•     Viene stabilito chele attività funebri sono attività economiche da svolgere secondo liberi principi di concorrenza nel mercato, masemprenel pieno rispetto della dignità e del diritto di ogni individuo di scegliere liberamentecirca la propria persona: ideali e valori, questi, che rappresentano il cardine del documento.

 

•Per operare, l'impresa funebre deve possedere una sede adeguata, il titolo ad esercitare la vendita di beni in sede fissa, la previsione della figura del direttore tecnico dell'impresa  e la disponibilità di un numero di dipendentiidoneo, con specifici requisiti qualitativi e di competenza professionale. I noltre, icentri di servizio funebre possono operare a supporto delle imprese funebri, mediante la stipula di formali contratti di appalto di servizi. 

 

•     IlDisegno diLegge introduce poi una sorta di transitorietà, per cui i soggetti che, alla data di entrata in vigore della legge, sono titolari di autorizzazioni all'esercizio delle attività funerarie possano continuare ad esercitare lestesseattività fino al termine massimo di due anni dalla medesima data.

 

•  In materia di trasporto funebre, invece, sono definiti in modo più puntale gliadempimenti, conferendo poteri dispositivi immediatamente efficaci all'autorità sanitaria intervenuta dopo il decesso.

 

  Parliamo quindi di principi importanti, come equità e rispetto della dignità dei defunti e delle loro famiglie.E ancora, trasparenza, legalità, controllo.

 

•    Dal divieto di pubblicità e di procacciamento di funerali all'interno di strutture sanitarie, obitori, locali di osservazione delle salme, cimiterifinoal tema dei costi, chedevono essere definiti secondo criteri di chiarezza commerciale e di comparabilità, con l'indicazione analitica delle prestazioni minime di beni e di servizi da prevedere in preventivo e fatturazione.

 

•        Dalla necessitàdelleattività di vigilanza e di controllo sui servizifunebri,da parte dicomuni eASL,allesanzioni per l'inosservanza delle disposizioni.

 

•     Dalpiano regolatore cimiteriale territoriale, che deve essere adottato dacittà metropolitane e enti di area vasta, entro un anno dalladata di entrata in vigore della legge,al fine diprevedere specifiche indicazioni concernenti le funzioni e le attività dei comuni compresi nel rispettivo territorio; alla definizione delle modalità di affidamento del servizio di illuminazione votiva, di competenza dei comuni, le cui concessioni in essere alla data di entrata in vigore della legge, debbano cessare alla data di scadenza indicata nel contratto senza possibilità di proroga.

 

•  Dall’ introduzione di forme assicurative in ambito funebre ecimiteriale per permettere alle famiglie di scegliere indipendentemente dalle urgenze e dai condizionamenti che scaturiscono nell'immediatezza della perdita, all’ opportunità per i soggetti stipulanti di poter decidere anticipatamente alla propria morte circa esequie e mantenimento della sepoltura.

 

•             Infine, dal punto di vistadeltrattamento fiscale delle spese funebri e cimiteriali, incoerenza con altri stati UE,il Disegno di Legge introduce diverse novità:supera l'attuale esenzione per alcuniservizi, che vengono assoggettati ad IVA ad aliquota ridotta; eleva la sogliadeducibilità delle spese ricomprendendo anche le opere edili e lapidee cimiteriali,nonché la relativa accessoristica funebre; prevedeparticolari agevolazioni fiscali per facilitare la diffusione della previdenza funebre e cimiteriale; incentivainfinele spese di mantenimento e di recupero dei sepolcri e delle tombe antiche, che rappresentano certamente un patrimonio artistico e storico, oggi in una situazione di quasi totaleabbandono.

 

   In conclusione,noi di Tanmagazine attendiamogli sviluppi dell’ Iter con trepidante attesa, sicuri che l’ ordinamento funebre possa definitivamente avere la disciplina che meritae che la Tanatoprassi venga formalmente riconosciuta dall’ ordinamento mortuario del nostro paese!

 

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