Etica della tanatoprassi

Pasqualino Caterisano, Tanatoprattore diplomato all'Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi, collabora con la società Italtan srl per i servizi di tanatoprassi in Italia.

Pasqualino Caterisano 17/09/2020 0

Diversi termini sono utilizzati dai direttori delle pompe funebri per designare questo trattamento, come conservazione sanitaria, trattamento igienico, preparazione del cadavere ecc.. Nel far conoscere la Tanatoprassi al grande pubblico, il direttore delle pompe funebri, deve egli stesso essere convinto che essa è efficace e che fa parte di un moderno procedimento funerario. Legalmente, bisogna ottenere il permesso prima di procedere al trattamento, dando come ragioni di impiego le seguenti:

  1. in primo luogo ciò assicura che non sussistano rischi o paura d’infezione nel contatto con il cadavere;
  2. in secondo luogo ciò produce, senza mutilazioni, un colore e un’aria naturale sul corpo tali da far pensare ad un essere vivente;
  3. in terzo luogo ciò arresta le modificazioni dovute alla putrefazione che si presentano come emissioni e scoli da tutti gli orifizi del corpo.

La Tanatoprassi diventerà una pratica usuale in un circondario se la persona responsabile della sua introduzione darà a ciascun caso la cura e l’attenzione necessarie, se sarà all’altezza professionalmente e userà ogni misura igienica raccomandata per ogni articolo, persona o locale utilizzati sia nel trasporto che nella cura del cadavere: ciò è più importante delle costruzioni e delle apparecchiature ultra moderne. E’ importante avere dalla propria parte la classe medica e perciò è bene effettuare incontri con medici ed ufficiali sanitari locali e incoraggiarli a dare sostegno al trattamento. Come già detto in precedenza, il procedimento attuale di tanatoprassi è un metodo di conservazione temporanea e di presentazione del defunto, relativamente semplice in termini di principio, ma che richiede da parte del tanatoprattore delle solide conoscenze sia teoriche che pratiche, senza contare alcune qualità morali indispensabili per esercitare una professione così delicata.Si tratta in realtà di una iniezione intra-arteriosa di un liquido antisettico che disinfetta e conserva, ad una pressione abbastanza forte da farlo mescolare al sangue, la maggiore fonte di decomposizione. Viene praticato un drenaggio venoso di lieve entità, seguito dal drenaggio delle cavità addominali e toraciche, soprattutto in presenza di determinate malattie.

Questi trattamenti vengono completati da una accurata pulizia e sistemazione del cadavere e dalle cure al viso che renderanno così alla famiglia un defunto "tranquillo e tranquillizzante", una immagine serena che rimarrà per molto tempo nei loro ricordi. È forse necessario ricordare le orribili smorfie della morte, il rictus dell'agonia, la cianosi dei tessuti che mostra i corpi lividi e accartocciati.Tutti conosciamo la perfetta descrizione di Ippocrate del volto cadaverico, tanto osservato e sempre attuale.Non c'è bisogno di ricordare gli stadi classici iniziali della tanatomorfosi che cominciano con l'immobilità, la rigidità e l'adattamento alla temperatura ambiente; la lividezza che precede le macchie verdi, il rigonfiamento, l'odore e l'evacuazione delle cavità naturali. La descrizione del processo di decomposizione si ferma qui, ma tutti gli specialisti sanno benissimo fin dove può arrivare la putrefazione! Tutti questi esempi ci dimostrano qual è il contributo della tanatoprassi in particolare. Di seguito vengono riportate delle immagini dove possiamo osservare un corpo prima del trattamento e verificare il buon risultato su di esso di un trattamento di Tanatoprassi

Al contrario di altre professioni, il comportamento individuale del Tanatoprattore è considerato indice di comportamento dell’intera categoria e quindi occorre essere molto prudenti ai fini di una pubblicità negativa.

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Valter Manzone 17/09/2020

Tanatoprassi: ovvero dare dignità ai defunti

«Ho sempre avuto la passione per l’anatomia. Quando però ho visto morire una cugina di 19 anni, stroncata da un cancro che l’aveva devastata anche fisicamente, ho deciso che mi sarei dedicata a ridare dignità alle persone defunte, specialmente a quelle che la malattia cambia, in modo sostanziale». Antonia Fiorentino, che da Bolzano è giunta nella città di Zizzola, svolge una professione davvero particolare, essendo una tanatoprattrice. Insieme a una decina di colleghi in tutta Italia, dedica la sua attività lavorativa all’arte della tanatoprassi, la disciplina che si occupa della cura e della conservazione temporanea delle salme. Disciplina questa che nasce in America, durante la guerra di Secessione, e che viene portata in Italia da Andrea Fantozzi, che si è impegnato a lungo per diffondere questa pratica.

Continua Antonia: «Dopo i miei studi a Roma, sono diventata tanatoprattrice; Svolgendo un corso organizzato dall’I.N.I.T. (Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi) e dall'Università Degli Studi di Roma Tor Vergata, della durata di 3 anni, succesivamnete mi sono dedicata insieme ad ASSOTAN e I.N.I.T.  a parlare di questa disciplina, facendo dei convegni in giro per l’Italia. E questo ha indotto dottori e impresari di pompe funebri a rendersi sempre più conto dell’importanza e della valenza di questa disciplina. E dopo l’interesse che ci ha dimostrato l’Asl Cn2, stiamo lavorando per proporre e divulgare i servizi di tantatoprassi anche in questo territorio».

Antonia Fiorentino, oggi lavora con la Società Italtan srl una società di servizi e prodotti di tanatoprassi sempre fondata da Andrea Fantozzi, presidente dell’I.N.I.T. e fondatore dell’Ait (Associazione italiana di tanatoprassi), insieme ad Antonia ci sono altri tanatoprattori ufficialmente riconosciuti dall’Ordine Nazionale Tanatoprattori O.N.T., conclude: «le onoranze funebri si occupano di tutta la parte burocratica e della realizzazione del funerale. La nostra attività comporta l’igienizzazione, la cura, la conservazione e la conseguente presentazione del defunto alla famiglia.

La nostra tecnica deve essere regolamentata giustamente dallo Stato italiano, perchè oggi, ha una forte utilità nelle varie case funerarie che stanno sorgendo in tutta Italia, e che anche a Bra sono presenti».

Valter Manzone

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Redazione Tan Magazine 17/09/2020

La nuova tanatoprassi

Con la scoperta di Fluytan, il sostituto della formalina nasce la nuova tanatoprassi: nuove tecniche, nuovi metodi di intervento, cambia il modo di svolgere la cura di tanatoprassi che il mondo conosce.
I.N.I.T. Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi in collaborazione con Assotan e Alphatan Academy stanno preparando un libro per studiare e per apprendere la Nuova Tanatoprassi. Questo testo vi assisterà e vi porterà passo passo fino al momento dei test per l'esame finale dei corsi riconosciuti dallo Stato Italiano.

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Redazione TanMagazine 17/09/2020

L’O.N.T. Ordine Nazionale Tanatoprattori presenta il nuovo codice deontologico

Composto da 43 articoli detta linee di indirizzo vincolanti per tutti i Tanatoprattori riconosciuti.

Pronto il nuovo Codice deontologico per i tanatoprattori. A presentarlo sarà l’Ordine Nazionale Tanatoprattori  (O.N.T.). Il nuovo Codice, composto da 43 articoli, oltre ai tradizionali precetti deontologici, tra i quali quelli che ribadiscono il fermo 'no' alle Imprese funebri di utilizzare tanatoprattori  per allacciare rapporti di servizio con le strutture sanitarie, detta linee di indirizzo vincolanti per tutti i tanatoprattori  italiani in tema di educazione alla Cura della salma e rapporti con l’ambiente, sicurezza della famiglia e prevenzione del rischio infezioni,  oltre a fenomeni quali l'abusivismo e il prestanomismo.

"L'ordinamento della professione, che aggiorna quello redatto nel 2015 - spiega in una nota Andrea Fantozzi, presidente dell’ ASSOTAN Associazione Italiana Tanatoprassi  - è frutto di un lungo e approfondito confronto all'interno della categoria attenta a recepire e fornire risposte adeguate alle tante tematiche di interesse settoriale che i progressi della Tanatoprassi e l'esercizio quotidiano della professione portano all'attenzione dei tanatoprattori ". Per la prima volta al Codice deontologico sono allegati due regolamenti sull'esercizio della professione tanatopratica quali la pubblicità  e il conflitto di interesse. "Abbiamo voluto ridisegnare un Codice - ha aggiunto Fantozzi - sviluppando quelle tematiche che inevitabilmente entreranno a far parte del bagaglio culturale e professionale dei tanatoprattori italiani. Non si è trattato quindi solo di un intervento di maquillage del Codice del 2015. Ma - conclude Fantozzi - abbiamo cercato di realizzare un documento che ribadisca con forza il concetto che, nella tutela della professione, il tanatoprattore è comunque portatore di un progetto, dove la cura della salma è saldamente correlata al rapporto di fiducia con il sistema sanitario e il  familiare ".

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