L'importanza dell'ultima immagine

Redazione Tan Magazine 17/09/2020 0

Non appartengo al settore funerario. Mi occupo d’immagine. Immagine di vivi e non di defunti. Fino a non molto tempo fa, ignoravo tutto della tanatoprassi e guardavo con una certa diffidenza tutto ciò che era legato all’attività funebre, attività che consideravo come un male necessario. Necessario, ma sempre un male. Penso tutt’ora che il mio atteggiamento fosse comune a molta gente. Come molte persone, non ero per nulla attratto dal vedere i cadaveri anche se la mia professione mi aveva portato su vari scenari di guerra e calamità naturali dove dolore e morte facevano regolarmente parte dello scenario. Ma in quel caso era diverso: il contatto con la morte apparteneva alla sfera della professione. Era routine.

Dopo essermi avvicinato alla tanatoprassi, sempre per professione, mi sono posto una domanda: perché molte persone sono riluttanti ad avvicinarsi al corpo di un loro caro defunto? Perché sono insensibili? Non penso. La ragione è che l’immagine che vogliono conservare, che vogliono ricordare del loro caro non è quella del morto. La fissità del viso di un cadavere ha una grande forza espressiva e spesso, vi si legge in maniera inesorabile sofferenza e dolore. Si vogliono ricordare immagini di momenti felici. Eppure quell’immagine, quell’espressione sul letto di morte o nella bara, vista anche per un attimo, t’insegue e ti perseguita.

Ed è lì che tanatoprassi e tanatoestetica possono svolgere un importante ruolo sociale e di civiltà: curandone l’aspetto si ridà ad una persona, perché sempre di persona si tratta, la dignità che non di rado aveva perso nell’ultimo periodo della sua vita.

Il mondo di oggi è un mondo dove la cura dell’immagine è quasi portata ad esasperazione. Prodotti per l’estetica, la cura del corpo e del viso non conoscono crisi. La cura dell’immagine diventa una priorità impostata dai rapporti professionali e sociali e non si capisce perché questa cura non dovrebbe riguardare proprio l’ultima immagine che uno lascia di se. Chi rimane dovrebbe percepirlo come un segno di rispetto, un obbligo morale.

Tanatoestetica e tanatoprassi dovrebbero diventare una prassi e non l’eccezionalità. Prassi lo sono già in America e lo stanno diventando nel Regno Unito in Francia e in altri paesi europei. Sono personalmente convinto che se la gente fosse correttamente informata non avrebbe difficoltà ad aderire a patto che non venga spaventata da una terminologia sconosciuta e persino intrigante. Si dovrebbe semplicemente parlare di cure di conservazione come accade in Francia dove la stessa legge recita: “soins de conservation”.

I popoli antichi consideravano la nascita e la morte come due momenti fondamentali ai quali partecipava tutta la comunità. L’era moderna, che ha progressivamente disgregato le comunità, anche quella familiare, tende a limitare le forme e i momenti di partecipazione. Ritrovarsi e magari riallacciare rapporti da tempo affievoliti può essere una grande opportunità e la tanatoprassi può ridare una serenità familiare in un momento così delicato come quello del commiato.

Per avere successo in società si dice che bisogna “nascere bene” a chi ci lascia deve essere consentito “morire bene”.

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Valter Manzone 05/10/2021

Professione e competenze

La regolamentazione delle professioni come la tanatoprassi dovrebbero seguire principi specifici. In particolare nella definizione delle norme di pratica professionale.

 

Il mondo Funerario è seriamente soggetto a interventi normativi, e la nuova regolamentazione dovrebbe essere motivata dall’esigenza di proteggere le famiglie dalle conseguenze di servizi di scarsa qualità qualora esistano problemi di informazione asimmetrica. Per esempio, può essere molto difficile per una persona comune individuare – e quindi evitare – un tanatoprattore incompetente. Poiché essere serviti da un tanatoprattore poco capace può avere conseguenze potenzialmente molto sgradevoli, è preferibile regolamentare l’accesso alla professione tanatopratica per impedire agli incapaci di operare sul mercato.  

Naturalmente, limitare l’accesso a un mercato come quello della tanatoprassi ha necessariamente un costo: rispetto a uno non regolamentato, vi opererà un minor numero di professionisti e di conseguenza i prezzi saranno più elevati. Non c’è dubbio che preservare o migliorare la qualità dei servizi (tanatopratici) offerti a un sistema funerario che si trova in un momento storico come quello che stiamo attraversando con la nascita e diffusione delle Case Funerarie su tutto il territorio sia desiderabile o forse necessario.

Nonostante la ragionevolezza del principio oggi il settore funebre italiano manca sul problema più serio: nella maggior parte dei casi si osservano persone del settore o impresari funebri partecipare a corsi di 3/5 giorni senza alcun esercizio pratico su casi reali, quando per una buona formazione accorerebbero almeno 100 casi reali a partecipante. No invece gli impresari italiani a fine dei 3/5 giorni  portano a casa un attestato che  subito appendono dietro la loro scrivania e si sentono tanatoprattori super professionisti. Tutto questo assolutamente non garantisce il miglioramento della qualità dei servizi rivolti alla salma oggi sempre più presenti. 

Questi risultati sul comportamento delle imprese funebri italiane  deve necessariamente portarci a concludere che si debba Regolamentare  l’accesso alla professione sulla cura della salma. Infatti, è del tutto evidente che in alcuni casi le conseguenze di un cattivo servizio sono talmente disastrose da giustificare largamente una forma di regolamentazione dell’accesso alla formazione sulla cura delle salme.

In realtà il punto cruciale riguarda il livello minimo di conoscenze (di vario tipo, comportamentali incluse) necessario per esercitare la professione del tanatoprattore.

Il tanatoprattore professionista iscritto all’Ordine Nazionale Tanatoprattori O.N.T. avrà dei requisiti professionali che saranno oggetto di verifiche periodiche perche si mantenga l’appartenenza all’ordine o alla professione.

L’Ordine è composto da quasi 30 professionisti.

Attraverso un numero verde è possibile richiedere un iscritto all’Albo, richiedere la sua scheda personale con la descrizione delle esperienze effettuate e trovare i suoi contatti.

La ricerca a breve potrà essere effettuata anche online per cognome o numero di matricola oppure in base alle esperienze professionali e ai principali ruoli svolti. Questo secondo criterio è valido solo per i professionisti che hanno compilato il proprio profilo professionale attraverso l’area iscritti.

I professionisti preparati e competenti hanno l’esigenza di essere tutelati dalla concorrenza non qualificata di professionisti improvvisati, offrendo al mercato la verifica oggettiva delle competenze realmente possedute.

I clienti, per affidarsi ad un professionista, hanno necessità di disporre di una forma di “garanzia preventiva” per ottenere prestazioni adeguate alle loro esigenze ed essere salvaguardati dal rischio di affrontare inconvenienti o incorrere, nella peggiore delle ipotesi, nel danno.

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Chiara Ricciarelli 17/09/2020

Ddl Foscolo: la disciplina del settore funerario è ancora in itinere

L'esigenza di uniformare a livello nazionale una legislazione frammentaria, relativa alle norme fondamentali circa il settore funerario ha portato alla nascita di un complesso ed articolato disegno di legge. Ripercorriamolo in dettaglio, in attesa dei prossimi sviluppi: ad oggi, l’ Iter alla Camera non è ancora concluso, poiché in corso di Esame in Commissione.

È passato circa un anno ormai da quando il disegno di legge relativo alla disciplina delle attività funerarie, della cremazione e della conservazione o dispersione delle ceneri è stato presentato - illustrato da Sara Foscolo, esponente della Lega e relatrice del provvedimento - all’ esame della Commissione Affari Sociali della Camera.

Ad oggi, l’ Iter di questo disegno di legge alla Camera dei Deputati non è ancora concluso: allo stato attuale, infatti è in corso di Esame in Commissione. Ciò significa, dunque, che non esiste ancora una riforma a carattere complessivo che possa garantire un' organica sistemazione alla materia.

Mentre le Regioni definiscono la normativa di riferimento e i Comuni regolamentano le modalità di svolgimento dell'azione amministrativa nel settore, il compito dello Stato è quello di dettare i principi fondamentali in materia. L'esigenza quindi di uniformare a livello nazionale una legislazione frammentaria, relativamente alle norme fondamentali concernenti il settore funerario, ha portato alla nascita di un complesso disegno di legge, in 34 punti e articoli essenziali.

Ma proviamo ad analizzarlo nel dettaglio.

Il primo articolo del provvedimento mira a definire chiaramente la necessità di assicurare, per quanto concerne la disposizione del proprio corpo in caso di decesso, una completa dignità e libertà di scelta personale, nel pieno rispetto dell’ individuo. Tutti i cittadini godono della piena libertà di  manifestazione del lutto e della libertà di scelta del tipo di sepoltura dei propri defunti: ciò, imprescindibilmente, nel rispetto delle volontà del defunto, delle tradizioni, delle convinzioni e del credo religioso.

Si determinano dunque le finalità, i principi e l'ambito di applicazione del Ddl, mirato a disciplinare il complesso dei servizi e delle funzioni nell' ambito funebre, cimiteriale e della polizia mortuaria, per perseguire l’ importante finalità di tutela primaria dell'interesse degli utenti dei servizi. Inoltre, l’attenzione è rivolta altresì ad uniformare le attività ai principi di evidenza scientifica, efficienza, economicità ed efficacia delle prestazioni: tutto ciò, ovviamente, senza prescindere dalla dovuta osservanza dei superiori interessi pubblici alla tutela della salute pubblica, dell' igiene e della sicurezza.

Mentre poi l’ articolo 2 chiarisce le definizioni normative di alcuni termini specifici della materia, nell’ articolo 3 si ricordano i compiti e le attribuzioni assegnati alle Regioni, quali la programmazione, l'indirizzo, il coordinamento e il controllo. Si stabilisce qui che, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento, una deliberazione, - da adottare in sede di Conferenza Stato-regioni - , dovrà andare a dare una precisa definizione ad altre questioni importanti, tra le quali ad esempio i necessari requisiti strutturali dei cimiteri e dei crematori; nonché delle strutture destinate al servizio obitoriale e dei mezzi di trasporto funebre. Ma non solo, dovrà essere definito un elenco delle malattie infettive, che richiedono particolari prescrizioni per la sepoltura o per la cremazione. Si chiariranno i criteri e gli obiettivi in materia di controllo, trasparenza e informazione dei servizi, nonché le modalità per la formazione e la tenuta degli elenchi delle imprese funebri e direttori tecnici autorizzati dai Comuni. Le competenze delle Regioni sono definite ulteriormente anche nell’ articolo 19, - che ricorda che esse dovranno predisporre e approvare il piano generale dei cimiteri e dei crematori - , e nell’ articolo 20, - che definisce i principi relativi a tali strutture, assicurando che il piano generale venga predisposto tenuto conto delle strutture esistenti e del fabbisogno delle singole comunità.

Al fine di garantire, infatti, funzionalità e produttività del servizio reso all’ utente, l’ esercizio dell’ attività funebre, come recita l’ articolo 5, deve essere sottoposto ad una precisa programmazione territoriale, che dovrà essere determinata dalle Regioni, considerando il rapporto tra popolazione e numero delle sedi autorizzabili. 

Per quello che riguarda i Comuni, invece, essi, come chiarisce l’ articolo 4, hanno, principalmente, il dovere di assicurare la sepoltura o la cremazione dei cadaveri delle persone residenti e di quelle decedute nel proprio territorio, provvedendo a tal fine, alla realizzazione di cimiteri e crematori. Anche l’ articolo 25 interviene in questo senso, a ricordare che l'affidamento della gestione dei cimiteri, (e non solo, anche dei crematori e dei servizi cimiteriali), deve essere rimessa ai Comuni.

Le Aziende sanitarie locali, invece, secondo l’ articolo 6, avranno alcuni compiti fondamentali: assicurare il servizio di medicina necroscopica; impartire prescrizioni per la tutela della salute pubblica; esercitare vigilanza e controllo per gli aspetti igienico-sanitari; rilasciare, infine, pareri, certificazioni e nulla osta. 

Va chiarito che per l'esercizio dell'attività funebre, così come definisce l’articolo 7, l’ impresa o la ditta deve essere in possesso dell'apposita autorizzazione rilasciata dal Comune, sulla base di specifici requisiti. É fatto inoltre divieto di intermediazione nell' attività funebre e procacciamento di affari per acquisire ed eseguire servizi funebri. Si determinano poi di seguito alcuni casi di incompatibilità con l'attività funebre quali: la gestione dei servizi cimiteriali istituzionali; la gestione del servizio obitoriale e delle camere mortuarie delle strutture sanitarie, socio-assistenziali, di ricovero e cura; ed infine, il servizio di ambulanza e trasporto di malati. Il provvedimento chiarisce che il Comune dovrà verificare annualmente la persistenza dei requisiti strutturali e gestionali. Ma non solo. Le disposizioni sono varie, precise e concordanti. Si determina infatti, altresì, che il conferimento dell’incarico di servizio non possa avvenire all'interno di strutture sanitarie e socio-assistenziali di ricovero e cura, e nemmeno di strutture obitoriali e di cimiteri; ma soltanto presso le sedi di imprese funebri autorizzate o, eccezionalmente su richiesta degli interessati, presso l'abitazione del defunto.

L'attività funebre, - in quanto attività a carattere imprenditoriale attinente alla salute pubblica e alla pubblica sicurezza, con fondamentali aspetti di natura igienico-sanitaria – può erogare dunque particolari servizi. Su mandato dei familiari o altri aventi titolo, può infatti determinare pratiche amministrative ed organizzare le onoranze funebri, con servizi relativi connessi quali la vendita di casse funebri; la preparazione del defunto; il trasferimento dello stesso nelle diverse fasi funebri; il recupero di cadaveri su disposizione dell' autorità giudiziaria, nonché effettuare trattamenti di tanatocosmesi e di tanatoprassi.

Per quello che caratterizza, infatti, l’ oggetto di trattazione di questo nostro magazine, - il trattamento di tanatoprassi (processo conservativo del cadavere) e le attività ad esso correlato- , esse vengono ad essere disciplinate dagli articoli 16 e 17 del provvedimento. Ovviamente, tali trattamenti potranno essere eseguiti solo dopo l'accertamento di morte compilato da un operatore abilitato. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della proposta in esame, sarà necessario adottare un decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell'Ambiente, nel quale verranno finalmente definiti i requisiti minimi validi su tutto il territorio nazionale, relativi al profilo professionale dell'operatore di tanatoprassi.

Nell’ articolo 8 e 9 del provvedimento, l'attività dell’ impresa funebre viene definita nel dettaglio. I servizi, in quanto - come abbiamo già visto -, attività imprenditoriali vere e proprie, debbono essere esercitati nel rispetto dei principi di concorrenza nel mercato e con modalità che difendono l'effettiva libertà di scelta delle famiglie, anche per quello che riguarda la forma di sepoltura (articolo 20). Dall’ altra parte, anche ogni impresa funebre è totalmente libera, per quanto concerne la definizione del proprio listino prezzi di forniture e servizi.

Si chiarisce ulteriormente che i servizi funebri devono essere erogati da soggetti titolari dell' apposita autorizzazione comunale, per ottenere la quale, come recita l’ articolo 9, l’ impresa deve operare nel rispetto della norma UNI EN 15017. Tale autorizzazione è rilasciata all’ impresa per l’ esercizio dell’ attività, per motivi di interesse generale, quali la tutela dell'ordine pubblico e della sanità pubblica, oltre al rispetto dei principi di non discriminazione e di proporzionalità.

Non solo. Anche il personale dell'impresa funebre, secondo quanto disposto dall’ articolo 10, deve possedere i requisiti formativi e i relativi titoli abilitanti validi nel territorio nazionale. Pure per quello che riguarda i Cimiteri, come definito poi dall’ articolo 19, gli operatori hanno necessità di seguire percorsi professionali definiti dalla Regione: la normativa ribadisce qui l’ esigenza della necessità, in tutti i suoi aspetti, di un personale dunque qualificato.

Tornando all’ articolo 10, si chiarisce altresì che i titoli e le modalità per la formazione professionale del personale dovranno poi in seguito essere definiti, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del Ddl, attraverso un apposito decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con i Ministri dell' Istruzione e della Salute, e con il prezioso apporto delle federazioni nazionali di settore.

La procedura di accertamento dei requisiti per lo svolgimento dell'attività funeraria, effettuata da comuni e Asl, è invece definita dall’articolo 11: si stabilisce che, entro i termini stabiliti in sede di Conferenza Stato-regioni, è doveroso munirsi della certificazione apposita, che verrà rilasciata a cadenza annuale, su chiara richiesta delle imprese funebri, dagli organi certificatori individuati dalle Regioni. L’ articolo 12 ribadisce che il Comune, con il supporto delle Asl relativamente agli aspetti igienico-sanitari, vigila e controlla lo svolgimento delle attività funebri, con specifico riferimento alla tutela della garanzia al diritto di scegliere liberamente l'impresa funebre.

Inoltre, il fatto che i Comuni e le Asl debbano vigilare e controllare l'osservanza delle norme sulle attività funebri nel territorio di riferimento, è ribadito poi anche nell’ articolo 18. Per quanto concerne invece il trasporto funebre ( articolo 13), esso è poi ovviamente riservato ai soggetti abilitati all'esercizio dell'attività funebre titolati alla sua esecuzione. L’ articolo 14 prevede invece che la disciplina specifica dei feretri in relazione alla loro destinazione finale e alle caratteristiche fisiche che devono avere al riguardo, venga successivamente adottata con decreto del Ministro della Salute.

L’ articolo 15 disciplina invece sulla realizzazione delle strutture delle case funerarie e dei servizi mortuari, e definisce che la loro gestione sia assolutamente eseguita previa autorizzazione da parte del Comune territorialmente competente. Il soggetto gestore, in questo caso, opererà in completa autonomia per quanto riguarda gli orari di apertura e di fissazione dei funerali, nonché circa l'organizzazione aziendale.

Per ciò che concerne la disciplina delle attività cimiteriali, invece, l'articolo 22 detta disposizioni sulla costruzione e l'ampliamento dei cimiteri: essi devono avere collocazione a non meno di cento metri dal centro abitato, determinando che entro tale fascia, non possano essere eseguiti lavori di nuova costruzione od ampliamento di edifici esistenti.  Il divieto di effettuare sepolture in luogo diverso dal cimitero è sancito, poi, dall’ articolo 23: solo in via eccezionale le Regioni, con il parere del Comune e dell'Azienda sanitaria territorialmente competente, possono autorizzarne la sepoltura in luogo diverso, purché nel rispetto delle disposizioni di legge. Mentre l’ articolo 24 del Ddl dispone in tema di tumulazione aerata e di caratteristiche dei feretri, nell’ articolo 26, è stabilito che gli oneri di gestione dei servizi cimiteriali sono a carico dei Comuni o, comunque, dei soggetti affidatari.

Per ciò che concerne la disciplina della cremazione, poi, l 'articolo 27 interviene ricordando che la libera decisione di scelta relativa alla volontà di essere cremati oppure alla destinazione delle ceneri, si viene a determinare come garanzia, necessaria sull’ intero territorio nazionale, di un livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.

Il seguente articolo 28 prevede, invece, che l'ufficiale dello stato civile rilasci l'autorizzazione alla cremazione, soltanto successivamente all'acquisizione di un certificato del medico necroscopo, dal quale risulti escluso il sospetto di morte dovuta a reato. Tale autorizzazione è esente da bollo.

In tema di affidamento, custodia e dispersione delle ceneri, l’ articolo 29 detta alcune disposizioni, tali per cui i soggetti a cui è consentito, per legge, ottenere la consegna dell'urna – sigillata e con i dati anagrafici del defunto – possono disporne la tumulazione al cimitero o conferirla presso edifici destinati alla loro custodia. All'interno dei cimiteri o in aree appositamente destinate, oppure, ancora, in natura, all'aperto, è consentita inoltre la dispersione delle ceneri, che deve essere comunque effettuata nel rispetto della volontà del defunto e nel rispetto di determinate condizioni, la cui non osservanza comporta, secondo quanto detta l 'articolo 30, una sanzione amministrativa pecuniaria da 300 a 3.000 euro. Nell’ articolo 31 sono chiariti essenzialmente i modi in cui deve essere eseguita la cremazione, mentre per ciò che concerne i cimiteri per animali di affezione, la disciplina è rimandata all’ articolo 32.

Infine, l'articolo 33 stabilisce che entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge, debba essere perfezionata un'intesa in sede di Conferenza Stato-regioni, per la corretta e necessaria definizione delle linee di indirizzo, alle quali si attengono le Regioni per il recepimento delle disposizioni contenute. L'articolo 34 sancisce, in definitiva, l'abrogazione, a decorrere dall'entrata in vigore della legge, di alcuni articoli del Testo unico delle leggi sanitarie.

Questo, dunque, il testo di disegno di legge sulla disciplina delle attività funerarie, della cremazione e della conservazione o dispersione delle ceneri: un provvedimento articolato, che se entrasse in vigore e diventasse legge, assurgerebbe sicuramente a competente e chiaro dettato in materia, definendo aree di competenza e di professionalità. L’ Iter è ancora lungo, esso infatti è in corso di Esame in Commissione alla Camera: attenderemo i prossimi sviluppi con trepidante attesa. 

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Andrea Pastore 04/12/2023

Il Kit Fluytan che ti permette di eseguire la cura di base da solo!!

Fluytan srl lancia il Kit per il recupero della decomposizione  della salma, una soluzione innovativa per la cura di base e la breve conservazione della salma. Questo kit è progettato con l'obiettivo di garantire un trattamento rispettoso e adeguato dei cari defunti, offrendo contemporaneamente un metodo efficace e discreto per la preparazione della salma senza dover avere autorizzazioni per eseguirlo.

  1. Introduzione al Kit Fluytan

Il Kit Fluytan rappresenta un passo avanti nell'ambito della cura e della eliminazione della decomposizione dei defunti. È stato sviluppato con cura e attenzione per fornire un processo semplice ma efficace, garantendo nel contempo un aspetto naturale e dignitoso della salma.

  1. Componenti e Utilizzo

Questo kit comprende una serie di strumenti e prodotti specializzati che consentono una preparazione e preservazione della salma utilizzando il Fluytan topic sul corpo applicandolo con una spugna/guanto o con un nebulizzatore  su tutto il corpo. Include sostanze di conservazione delicate e sicure per preservare la salma, rispettando le normative e le buone pratiche in materia di igiene e sicurezza.

  1. Benefici del Kit Fluytan
  • Eliminazione della decomposizione efficace: Il Fluytan offre una preservazione temporanea della salma, consentendo ai familiari di avere una veglia e il funerale senza preoccupazioni e in un ambiente rispettoso.
  • Facilità d'uso: Progettato per essere intuitivo e semplice da utilizzare, il kit offre istruzioni chiare per un'applicazione senza problemi.
  • Rispetto e dignità: Garantisce un trattamento rispettoso del defunto, mantenendo un aspetto naturale durante il periodo della veglia.
  1. Conclusioni

Il Kit Fluytan si presenta come un alleato prezioso per gli operatori nel settore funerario, offrendo un metodo affidabile e discreto per la cura e la preservazione temporanea della salma.

Per ulteriori informazioni o per scoprire come il Kit Fluytan può essere un valido supporto durante questi momenti, vi invitiamo a contattare i nostri rappresentanti dedicati al numero 392.18.18.118 o mail info@italtan.com

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