La Tanatoprassi nell’idea di Andrea Fantozzi: un excursus fra evoluzioni e conquiste.

Chiara Ricciarelli 17/09/2020 0

Se negli Stati Uniti ed in alcuni Paesi Europei, la tanatoprassi, arte e tecnica di cura rivolta al trattamento estetico delle salme, è consolidata, in Italia è ancora in via di definizione. L’ attuale conoscenza che il nostro Paese dispone in materia è, per grande parte, dovuta all’ opera di Andrea Fantozzi, precursore e innovatore del settore funerario, nonché Presidente e fondatore dell' A.I.T., Associazione Italiana Tanatoprassi, nel 1990, e dell’ I.N.I.T., Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi, nell’ anno successivo.
Da quel momento, Fantozzi ha contribuito in modo decisivo ad una capillare diffusione ed informazione in materia, anche tramite l’ organizzazione di Giornate di Studio, svolte sotto importanti patrocini, nelle maggiori Città italiane, di concerto con diversi attori istituzionali, quali il Ministero della Sanità, l’ Università, le A.S.L., gli Assessorati alla Sanità, le Province, le Aziende Funebri private e municipalizzate, le Federazioni Funerarie.

Nel 1994 la Regione Abruzzo inseri nel proprio Piano Sanitario La possibilità di svolgere cure di tanatoprassi.; da lì, sono tante le A.S.L. che concedono, via via, il nulla osta per autorizzare la cura di tanatoprassi. Nel 2001, ad Avezzano, l’ I.N.I.T. si attrezza con un’ ampia struttura dedicata alla Scuola di Tanatoprassi, nonché alla ricerca e allo studio dei prodotti usati nel campo, apportando davvero un notevole valore aggiunto in materia di innovazione. Lo scopo dell’ Associazione, profuso fin dai suoi albori, è quello di stimolare le diverse realtà territoriali alla promozione della disciplina, nonché dare impulso a corsi intensivi e seminari specialistici. Tramite l’ organizzazione, durante gli anni, di vari corsi di formazione a livello nazionale, l’intento dell’ Istituto è quello di garantire e mettere a disposizione, in maniera rigorosa, professionisti competenti, esperti e specializzati.
La tanatoprassi si fa piano piano strada nel panorama italiano, anche in campo linguistico: è datato infatti 1998 l’importante ottenimento, da parte di Fantozzi, dell’introduzione del vocabolo “tanatoprassi” all’ interno della Dodicesima Edizione del Dizionario della Lingua italiana Lo Zingarelli, in quanto ormai parte ufficiale del patrimonio del nostro paese. L'iniziativa è di importante valore poiché assoluto riconoscimento per l’ impegno profuso dall’ Associazione, nel tentativo di superare gerarchie funzionali, tramite l’ introduzione di una professione “non convenzionale”, ma di estremo interesse e innovazione. 

È poi, ufficialmente, a partire dal 2003, che I.N.I.T. comincia la ricerca di un rapporto di fiducia e di collaborazione ancora più importante con le istituzioni, attraverso la presentazione al Ministero della Sanità di una proposta di ordinamento organico in materia, che chiede l’ introduzione, nel panorama italiano, delle Case Funerarie o Case di Commiato e l’ inserimento della disciplina nei regolamenti di Polizia Mortuaria. È proprio sull’ input di Fantozzi che il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Salute Sirchia, decide, l’ anno stesso, di presentare in Parlamento un disegno di legge per introdurre tali argomenti all’ interno della materia funeraria. 
Per ciò che riguarda le Case funerarie, è necessario sottolineare che la loro presenza è imprescindibilmente legata alla figura del tanatoprattore. Luoghi confortevoli, personali, specializzati: al loro interno sono ospitati i defunti prima di pervenire in cimitero, permettendo ai cari dello scomparso di raccogliersi in maniera più intima intorno alla salma ed effettuare, contestualmente, la cura di tanatoprassi, tecnica ed arte che può servire anche, in modo terapeutico, a lenire il dolore della perdita. Lo scopo ultimo è quello di “umanizzare”, per quanto possibile, la morte. Il disegno di legge chiede la previsione all’ interno nel Regolamento di Polizia Mortuaria, anche della disciplina della tanatoprassi, tramite la strutturazione di precise disposizioni in merito, come quelle che già sono presenti per la pratica dell’ imbalsamazione. 
Anche se ad oggi, i vari disegni di legge sembrano essere nell’ oblio, i tentativi e i passi avanti dell’ Associazione vanno verso l’ asserimento e la richiesta di una tutela e una disciplina rigorosa a livello legislativo. Un impegno importante, tanto da svolgere una preziosa attività anche all’ interno del panorama internazionale, con un valido supporto alla stesura dei programmi di formazione, in quei Paesi europei che già hanno adottato la disciplina.

Il prestigio di Andrea Fantozzi e delle sue Associazioni, d'altronde, è indiscusso, come brillantemente testimonia l’ incarico, conferitogli nel 2005, di effettuare il trattamento di tanatoprassi sulla salma di Papa Giovanni Paolo II; tuttavia, sono davvero tanti i personaggi famosi che nel corso degli anni, si sono affidati a I.N.I.T. dopo la morte, quali Benetton, Pavarotti, Pininfarina, Chiara Lubich, Cremonini, Enzo Iannacci, e molti altri. 
Attualmente, la popolarità del settore è in crescita e le prerogative che, con assiduo impegno, Fantozzi sta portando avanti, stanno prendendo forma nella realtà: gli interessati ai corsi e gli iscritti all’A.I.T. sono sempre di più. La formazione è un canale altamente rilevante, con la previsione, da parte dell’I.N.I.T, di percorsi fortemente specializzati, riconosciuti ed accreditati dallo Stato Italiano. Da ricordare, a tal proposito, la collaborazione, ormai da 10 anni, con l’ Università degli studi di Roma Tor Vergata, per la quale, dopo il riconoscimento da parte del Professor Giovanni Arcudi, della validità dei percorsi formativi in ambito igienico sanitario e in ambito di medicina legale, sono stati istituiti corsi organizzati all’interno della sede dell’ Università. 
Ma non solo. Le Case funerarie in Italia si stanno affermando rapidamente, un fenomeno in boom negli anni recenti, particolarmente nelle Regioni del Nord. I servizi di tipo tanatopratico, infine, sono diventati “uno strumento di lavoro” estremamente innovativo, nel suo genere. 
L’ obiettivo delle Associazioni è quello di offrire dunque un servizio quanto più esaustivo, nonché importanti strumenti di approfondimento e di studio. Le conquiste, del resto, non mancano di certo, una fra tutte il brevetto del Fluytan, un prodotto innovativo all’ interno del processo pratico della tanatoprassi. Si tratta di un fluido capace di intervenire brillantemente come conservante, sostituendo, dopo ben 150 anni, la Formalina: esso nasce per conservare l’architettura e la composizione dei tessuti, con un’ efficacia molto più durevole e senza gli spiacevoli inconvenienti della precedente sostanza, quali ad esempio l’ elevata tossicità e gli effetti nocivi, mutagenici ed irritanti. Un fissativo davvero all’ avanguardia, distribuito da ItalTan Srl, e capace di poter essere utilizzato universalmente, in tutta tranquillità, nel campo funerario, ma anche in quello dell'istologia e dell'istopatologia.

Ma Andrea Fantozzi e le sue Associazioni non si fermano sicuramente qui, nel tentativo costante e continuo di restituire un assetto organico, funzionale, e ben organizzato alla materia, dargli visibilità e lustro, fra ricerca e innovazione, con un’attenzione particolare e precisa ai bisogni più “ umanizzati” dell’ evento morte.

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Chiara Ricciarelli 17/09/2020

Ddl Foscolo: la disciplina del settore funerario è ancora in itinere

L'esigenza di uniformare a livello nazionale una legislazione frammentaria, relativa alle norme fondamentali circa il settore funerario ha portato alla nascita di un complesso ed articolato disegno di legge. Ripercorriamolo in dettaglio, in attesa dei prossimi sviluppi: ad oggi, l’ Iter alla Camera non è ancora concluso, poiché in corso di Esame in Commissione.

È passato circa un anno ormai da quando il disegno di legge relativo alla disciplina delle attività funerarie, della cremazione e della conservazione o dispersione delle ceneri è stato presentato - illustrato da Sara Foscolo, esponente della Lega e relatrice del provvedimento - all’ esame della Commissione Affari Sociali della Camera.

Ad oggi, l’ Iter di questo disegno di legge alla Camera dei Deputati non è ancora concluso: allo stato attuale, infatti è in corso di Esame in Commissione. Ciò significa, dunque, che non esiste ancora una riforma a carattere complessivo che possa garantire un' organica sistemazione alla materia.

Mentre le Regioni definiscono la normativa di riferimento e i Comuni regolamentano le modalità di svolgimento dell'azione amministrativa nel settore, il compito dello Stato è quello di dettare i principi fondamentali in materia. L'esigenza quindi di uniformare a livello nazionale una legislazione frammentaria, relativamente alle norme fondamentali concernenti il settore funerario, ha portato alla nascita di un complesso disegno di legge, in 34 punti e articoli essenziali.

Ma proviamo ad analizzarlo nel dettaglio.

Il primo articolo del provvedimento mira a definire chiaramente la necessità di assicurare, per quanto concerne la disposizione del proprio corpo in caso di decesso, una completa dignità e libertà di scelta personale, nel pieno rispetto dell’ individuo. Tutti i cittadini godono della piena libertà di  manifestazione del lutto e della libertà di scelta del tipo di sepoltura dei propri defunti: ciò, imprescindibilmente, nel rispetto delle volontà del defunto, delle tradizioni, delle convinzioni e del credo religioso.

Si determinano dunque le finalità, i principi e l'ambito di applicazione del Ddl, mirato a disciplinare il complesso dei servizi e delle funzioni nell' ambito funebre, cimiteriale e della polizia mortuaria, per perseguire l’ importante finalità di tutela primaria dell'interesse degli utenti dei servizi. Inoltre, l’attenzione è rivolta altresì ad uniformare le attività ai principi di evidenza scientifica, efficienza, economicità ed efficacia delle prestazioni: tutto ciò, ovviamente, senza prescindere dalla dovuta osservanza dei superiori interessi pubblici alla tutela della salute pubblica, dell' igiene e della sicurezza.

Mentre poi l’ articolo 2 chiarisce le definizioni normative di alcuni termini specifici della materia, nell’ articolo 3 si ricordano i compiti e le attribuzioni assegnati alle Regioni, quali la programmazione, l'indirizzo, il coordinamento e il controllo. Si stabilisce qui che, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento, una deliberazione, - da adottare in sede di Conferenza Stato-regioni - , dovrà andare a dare una precisa definizione ad altre questioni importanti, tra le quali ad esempio i necessari requisiti strutturali dei cimiteri e dei crematori; nonché delle strutture destinate al servizio obitoriale e dei mezzi di trasporto funebre. Ma non solo, dovrà essere definito un elenco delle malattie infettive, che richiedono particolari prescrizioni per la sepoltura o per la cremazione. Si chiariranno i criteri e gli obiettivi in materia di controllo, trasparenza e informazione dei servizi, nonché le modalità per la formazione e la tenuta degli elenchi delle imprese funebri e direttori tecnici autorizzati dai Comuni. Le competenze delle Regioni sono definite ulteriormente anche nell’ articolo 19, - che ricorda che esse dovranno predisporre e approvare il piano generale dei cimiteri e dei crematori - , e nell’ articolo 20, - che definisce i principi relativi a tali strutture, assicurando che il piano generale venga predisposto tenuto conto delle strutture esistenti e del fabbisogno delle singole comunità.

Al fine di garantire, infatti, funzionalità e produttività del servizio reso all’ utente, l’ esercizio dell’ attività funebre, come recita l’ articolo 5, deve essere sottoposto ad una precisa programmazione territoriale, che dovrà essere determinata dalle Regioni, considerando il rapporto tra popolazione e numero delle sedi autorizzabili. 

Per quello che riguarda i Comuni, invece, essi, come chiarisce l’ articolo 4, hanno, principalmente, il dovere di assicurare la sepoltura o la cremazione dei cadaveri delle persone residenti e di quelle decedute nel proprio territorio, provvedendo a tal fine, alla realizzazione di cimiteri e crematori. Anche l’ articolo 25 interviene in questo senso, a ricordare che l'affidamento della gestione dei cimiteri, (e non solo, anche dei crematori e dei servizi cimiteriali), deve essere rimessa ai Comuni.

Le Aziende sanitarie locali, invece, secondo l’ articolo 6, avranno alcuni compiti fondamentali: assicurare il servizio di medicina necroscopica; impartire prescrizioni per la tutela della salute pubblica; esercitare vigilanza e controllo per gli aspetti igienico-sanitari; rilasciare, infine, pareri, certificazioni e nulla osta. 

Va chiarito che per l'esercizio dell'attività funebre, così come definisce l’articolo 7, l’ impresa o la ditta deve essere in possesso dell'apposita autorizzazione rilasciata dal Comune, sulla base di specifici requisiti. É fatto inoltre divieto di intermediazione nell' attività funebre e procacciamento di affari per acquisire ed eseguire servizi funebri. Si determinano poi di seguito alcuni casi di incompatibilità con l'attività funebre quali: la gestione dei servizi cimiteriali istituzionali; la gestione del servizio obitoriale e delle camere mortuarie delle strutture sanitarie, socio-assistenziali, di ricovero e cura; ed infine, il servizio di ambulanza e trasporto di malati. Il provvedimento chiarisce che il Comune dovrà verificare annualmente la persistenza dei requisiti strutturali e gestionali. Ma non solo. Le disposizioni sono varie, precise e concordanti. Si determina infatti, altresì, che il conferimento dell’incarico di servizio non possa avvenire all'interno di strutture sanitarie e socio-assistenziali di ricovero e cura, e nemmeno di strutture obitoriali e di cimiteri; ma soltanto presso le sedi di imprese funebri autorizzate o, eccezionalmente su richiesta degli interessati, presso l'abitazione del defunto.

L'attività funebre, - in quanto attività a carattere imprenditoriale attinente alla salute pubblica e alla pubblica sicurezza, con fondamentali aspetti di natura igienico-sanitaria – può erogare dunque particolari servizi. Su mandato dei familiari o altri aventi titolo, può infatti determinare pratiche amministrative ed organizzare le onoranze funebri, con servizi relativi connessi quali la vendita di casse funebri; la preparazione del defunto; il trasferimento dello stesso nelle diverse fasi funebri; il recupero di cadaveri su disposizione dell' autorità giudiziaria, nonché effettuare trattamenti di tanatocosmesi e di tanatoprassi.

Per quello che caratterizza, infatti, l’ oggetto di trattazione di questo nostro magazine, - il trattamento di tanatoprassi (processo conservativo del cadavere) e le attività ad esso correlato- , esse vengono ad essere disciplinate dagli articoli 16 e 17 del provvedimento. Ovviamente, tali trattamenti potranno essere eseguiti solo dopo l'accertamento di morte compilato da un operatore abilitato. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della proposta in esame, sarà necessario adottare un decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell'Ambiente, nel quale verranno finalmente definiti i requisiti minimi validi su tutto il territorio nazionale, relativi al profilo professionale dell'operatore di tanatoprassi.

Nell’ articolo 8 e 9 del provvedimento, l'attività dell’ impresa funebre viene definita nel dettaglio. I servizi, in quanto - come abbiamo già visto -, attività imprenditoriali vere e proprie, debbono essere esercitati nel rispetto dei principi di concorrenza nel mercato e con modalità che difendono l'effettiva libertà di scelta delle famiglie, anche per quello che riguarda la forma di sepoltura (articolo 20). Dall’ altra parte, anche ogni impresa funebre è totalmente libera, per quanto concerne la definizione del proprio listino prezzi di forniture e servizi.

Si chiarisce ulteriormente che i servizi funebri devono essere erogati da soggetti titolari dell' apposita autorizzazione comunale, per ottenere la quale, come recita l’ articolo 9, l’ impresa deve operare nel rispetto della norma UNI EN 15017. Tale autorizzazione è rilasciata all’ impresa per l’ esercizio dell’ attività, per motivi di interesse generale, quali la tutela dell'ordine pubblico e della sanità pubblica, oltre al rispetto dei principi di non discriminazione e di proporzionalità.

Non solo. Anche il personale dell'impresa funebre, secondo quanto disposto dall’ articolo 10, deve possedere i requisiti formativi e i relativi titoli abilitanti validi nel territorio nazionale. Pure per quello che riguarda i Cimiteri, come definito poi dall’ articolo 19, gli operatori hanno necessità di seguire percorsi professionali definiti dalla Regione: la normativa ribadisce qui l’ esigenza della necessità, in tutti i suoi aspetti, di un personale dunque qualificato.

Tornando all’ articolo 10, si chiarisce altresì che i titoli e le modalità per la formazione professionale del personale dovranno poi in seguito essere definiti, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del Ddl, attraverso un apposito decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con i Ministri dell' Istruzione e della Salute, e con il prezioso apporto delle federazioni nazionali di settore.

La procedura di accertamento dei requisiti per lo svolgimento dell'attività funeraria, effettuata da comuni e Asl, è invece definita dall’articolo 11: si stabilisce che, entro i termini stabiliti in sede di Conferenza Stato-regioni, è doveroso munirsi della certificazione apposita, che verrà rilasciata a cadenza annuale, su chiara richiesta delle imprese funebri, dagli organi certificatori individuati dalle Regioni. L’ articolo 12 ribadisce che il Comune, con il supporto delle Asl relativamente agli aspetti igienico-sanitari, vigila e controlla lo svolgimento delle attività funebri, con specifico riferimento alla tutela della garanzia al diritto di scegliere liberamente l'impresa funebre.

Inoltre, il fatto che i Comuni e le Asl debbano vigilare e controllare l'osservanza delle norme sulle attività funebri nel territorio di riferimento, è ribadito poi anche nell’ articolo 18. Per quanto concerne invece il trasporto funebre ( articolo 13), esso è poi ovviamente riservato ai soggetti abilitati all'esercizio dell'attività funebre titolati alla sua esecuzione. L’ articolo 14 prevede invece che la disciplina specifica dei feretri in relazione alla loro destinazione finale e alle caratteristiche fisiche che devono avere al riguardo, venga successivamente adottata con decreto del Ministro della Salute.

L’ articolo 15 disciplina invece sulla realizzazione delle strutture delle case funerarie e dei servizi mortuari, e definisce che la loro gestione sia assolutamente eseguita previa autorizzazione da parte del Comune territorialmente competente. Il soggetto gestore, in questo caso, opererà in completa autonomia per quanto riguarda gli orari di apertura e di fissazione dei funerali, nonché circa l'organizzazione aziendale.

Per ciò che concerne la disciplina delle attività cimiteriali, invece, l'articolo 22 detta disposizioni sulla costruzione e l'ampliamento dei cimiteri: essi devono avere collocazione a non meno di cento metri dal centro abitato, determinando che entro tale fascia, non possano essere eseguiti lavori di nuova costruzione od ampliamento di edifici esistenti.  Il divieto di effettuare sepolture in luogo diverso dal cimitero è sancito, poi, dall’ articolo 23: solo in via eccezionale le Regioni, con il parere del Comune e dell'Azienda sanitaria territorialmente competente, possono autorizzarne la sepoltura in luogo diverso, purché nel rispetto delle disposizioni di legge. Mentre l’ articolo 24 del Ddl dispone in tema di tumulazione aerata e di caratteristiche dei feretri, nell’ articolo 26, è stabilito che gli oneri di gestione dei servizi cimiteriali sono a carico dei Comuni o, comunque, dei soggetti affidatari.

Per ciò che concerne la disciplina della cremazione, poi, l 'articolo 27 interviene ricordando che la libera decisione di scelta relativa alla volontà di essere cremati oppure alla destinazione delle ceneri, si viene a determinare come garanzia, necessaria sull’ intero territorio nazionale, di un livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.

Il seguente articolo 28 prevede, invece, che l'ufficiale dello stato civile rilasci l'autorizzazione alla cremazione, soltanto successivamente all'acquisizione di un certificato del medico necroscopo, dal quale risulti escluso il sospetto di morte dovuta a reato. Tale autorizzazione è esente da bollo.

In tema di affidamento, custodia e dispersione delle ceneri, l’ articolo 29 detta alcune disposizioni, tali per cui i soggetti a cui è consentito, per legge, ottenere la consegna dell'urna – sigillata e con i dati anagrafici del defunto – possono disporne la tumulazione al cimitero o conferirla presso edifici destinati alla loro custodia. All'interno dei cimiteri o in aree appositamente destinate, oppure, ancora, in natura, all'aperto, è consentita inoltre la dispersione delle ceneri, che deve essere comunque effettuata nel rispetto della volontà del defunto e nel rispetto di determinate condizioni, la cui non osservanza comporta, secondo quanto detta l 'articolo 30, una sanzione amministrativa pecuniaria da 300 a 3.000 euro. Nell’ articolo 31 sono chiariti essenzialmente i modi in cui deve essere eseguita la cremazione, mentre per ciò che concerne i cimiteri per animali di affezione, la disciplina è rimandata all’ articolo 32.

Infine, l'articolo 33 stabilisce che entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge, debba essere perfezionata un'intesa in sede di Conferenza Stato-regioni, per la corretta e necessaria definizione delle linee di indirizzo, alle quali si attengono le Regioni per il recepimento delle disposizioni contenute. L'articolo 34 sancisce, in definitiva, l'abrogazione, a decorrere dall'entrata in vigore della legge, di alcuni articoli del Testo unico delle leggi sanitarie.

Questo, dunque, il testo di disegno di legge sulla disciplina delle attività funerarie, della cremazione e della conservazione o dispersione delle ceneri: un provvedimento articolato, che se entrasse in vigore e diventasse legge, assurgerebbe sicuramente a competente e chiaro dettato in materia, definendo aree di competenza e di professionalità. L’ Iter è ancora lungo, esso infatti è in corso di Esame in Commissione alla Camera: attenderemo i prossimi sviluppi con trepidante attesa. 

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Andrea Fantozzi 17/09/2020

Corsi di tanatoprassi, attenti alle truffe!

In questi ultimi anni, stiamo assistendo ad un susseguirsi,  su Internet e sulle testate giornalistiche del settore funebre, di svariati articoli che propongono corsi di tanatoprassi e di tanatoestetica; attenzione però, perché il pericolo è quello di una certa speculazione sull' argomento. Tale rischio è stato avvertito anche da ASSOTAN (Associazione Nazionale

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Redazione TanMagazine 29/03/2021

Ultimo viaggio a zero emissioni? Ecco la Tesla trasformata in carro funebre

Sembra quasi scontato ricordarlo, ma le auto elettriche sono perfette come carro funebre. Devono infatti solitamente percorrere brevi distanze, a volte davanti a cortei, e non avere i gas di scarico è un vantaggio notevole. Uno specialista norvegese ha trasformato questa Tesla Model S, allungando l'auto di 80 cm, modificando gli interni e la carrozzeria, ed ora è in vendita per l'equivalente di 200.000 dollari.

In Norvegia è noto che il settore delle auto elettriche è in piena espansione, in particolare hanno riscosso un grande successo tutti i modelli Tesla attribuendo al paese il titolo di mercato europeo più interessante per la casa automobilistica americana della grande T.

Un successo così importante lascia spazio anche ad una rapida e varia personalizzazione delle auto,  il mercato delle quattro ruote elettriche è riuscito a conquistare anche quello delle onoranze funebri: in vendita infatti un carro funebre su base Tesla Model S proposto al prezzo di ben 200.000 $.

Opportunamente ampliato e modificato questa autofunebre elettrica, se ci soffermiamo a pensare, la destinazione d'uso  si sposa molto bene con la funzione che dovrà svolgere nei cortei funebri, risultando un'abbinata molto azzeccata:

  • Percorrenza di distanze relativamente corte
  • Possibili lunghi tempi di ricaricare
  • Completamente silenziose
  • Zero emissioni
  • In grado di procedere anche a velocità molto lente

Il modello in questione è del 2018 ed ha all'attivo solo 1.000 km, è stato realizzato dall'artigiano Jan Erik Naley il quale, oltre a modificare gli interni, ha dovuto allungare l'intera vettura di oltre 80 cm per poter realizzare a dovere tutta la dotazione interna, con il prezzo di 1.999.000 SEK, circa 207.500 $, può sembrare una vettura costosa, ma in realtà è in linea con gli standard del settore, senza contare i costi più bassi di alimentazione.

Sicuramente, in prima battuta, l'originalità del mezzo attira l'attenzione, ma lascia comunque un fondamento di interesse per le caratteristiche azzeccate per il settore al quale è destinato

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