Tanatoestetica. Albo Tanatoprattori: “No a sovrapposizioni. La tanatoestetica è un ramo della tanatoprassi e non una professione a se. Solo tanatoprattori abilitati potranno esercitare”

Sandra Bergamelli 10/07/2021 2

In un documento interno  della Commissione di ordine nazionale del tanatoprattore O.N.T. si fa il punto sulla diffusione della tanatoestetica. “Chi esercita prestazioni tanatopratiche senza essere un tanatoprattore abilitato, rischia oggi di incorrere nell’esercizio abusivo di professione”.


 
“Com’è ben noto,  per effetto della nuova Legge sulla disciplina funeraria di prossima uscita è individuata la professione del tanatoprattore. Detta professione dovrà poi essere istituita con la procedura prevista”.
 
“Primo assunto – si precisa -: la pratica della sola tanatoestetica  non sarà istituita, è la tanatoprassi ad esserlo, e la tanatoestetica ha senso solo dopo un corretto trattamento di conservazione igienica del corpo del defunto.  Per la figura professionale del tanatoprattore : la fase istitutiva dovrà seguire il previsto iter normativo sia relativo alla definizione del profilo che del percorso formativo. Allo stato, con nota della Commissione O.N.T.  al Ministero della Salute,  del 5 maggio scorso, si chiarisce che: “Ne consegue che in assenza del profilo della figura del tanatoesteta, la relativa attività professionale non può essere esercitata, a meno che il professionista che pratica la tanatoestetica non sia in possesso di Diploma di tanatoprassi e successiva abilitazione””.

 
“Secondo assunto – precisa la commissione d’Albo O.N.T. - : la tanatoestetica è un’attività complementare della tanatoprassi e come tale può essere posta in essere solo da tanatoprattori professionisti. Si chiarisce, a tal proposito che: “La definizione delle funzioni caratterizzanti la nuova professione della tanatoprassi avviene evitando parcellizzazioni e sovrapposizioni di altre professioni non' riconosciute o con le specializzazioni della stessa””.
 
“Posto che – puntualizza - , con ogni evidenza, le prestazioni tanatoestetiche sono nella competenza dei tanatoprattori regolarmente abilitati, nella creazione di nuove figure professionali non potrà darsi una parcellizzazione o sovrapposizione per tale tipologia di prestazioni”.
 
“Coerentemente – conclude -  questa Commissione d’albo nazionale, assicurerà tutti i contributi necessari affinché il Ministero della Salute e la Conferenza Stato – Regioni possano disporre di ogni elemento utile ad evitare sovrapposizioni o parcellizzazioni con le competenze dei tanatoprattori, essendo chiaro che il trattamento di tanatoestetica costituisce ambito di attività propria della tanatoprassi. Resta invece di tutta evidenza che chi esercita prestazioni tanatopratiche senza essere un tanatoprattore abilitato, rischia oggi di incorrere nell’esercizio abusivo di professione”.

 

(Questo il punto della Commissione nazionale dell’O.N.T. Ordine Nazionale Tanatoprattori del 30 Aprile 2021).

 

Il parere dell’l.N.I.T. Istituto Nazionale Italiano Tanatoprassi:

Molte professioni, tra cui quelle tecniche, possono essere svolte solo in presenza di determinate abilitazioni rilasciate e/o riconosciute dallo Stato.

Esistono, infatti, professioni  “non regolamentate”, per il cui esercizio non è richiesto un determinato titolo professionale, che possono essere esercitate da chiunque, fatto salvo l’assolvimento di determinati obblighi informativi a tutela del consumatore.

Altra cosa sono, invece, le professioni  “regolamentate”, ovvero quelle per il cui esercizio è necessario uno specifico titolo di studio, una particolare abilitazione ovvero un’iscrizione ad un determinato Albo od elenco (cfr. art. 33, comma 5 Cost. e art. 2229 c.c.), la cui sussistenza ammette il professionista allo svolgimento di tutte le attività riservate alla categoria.

  In Italia non è possibile fare il lavoro che si vuole senza le dovute autorizzazioni: per alcune professioni, infatti, occorre una speciale abilitazione che viene rilasciata direttamente dallo Stato dopo il superamento di un apposito esame oppure al conseguimento di uno specifico titolo. Contravvenire a queste norme significa incorrere in un vero e proprio reato: l’esercizio abusivo della professione.

In pratica, chi vuole diventare tanatoprattore, o comunque esercitare la tanatoestetica, può farlo solamente a determinate condizioni che, se non rispettate, fanno scattare il reato. Purtroppo in Italia sono tanti i professionisti che si spacciano per tali ma che, in realtà, non hanno le carte in regola per poter esercitare.

Occorre sottolineare che la professione del tanatoprattore è soggetta all’iscrizione all’ordine professionale o Albo, nonché all’iscrizione presso le relative Casse previdenziali.

L’iscrizione consente loro di svolgere le attività tipiche della professione .

Possiamo dire che la vigilanza da parte degli Ordini ci preserva da prestazioni professionali che, se escluse dal controllo, non garantiscono quei modelli qualitativi e rigorosi necessari alla tutela dell’interesse generale e della professionalità della maggior parte di coloro i quali hanno fatto della professione una scelta di vita.

Ad ogni buon conto, nel dubbio, possiamo sempre consultare gli ALBI, anche on line, per verificare la relativa iscrizione del professionista a cui abbiamo dato fiducia e mandato.

 

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Valter Manzone 17/09/2020

Tanatoprassi: ovvero dare dignità ai defunti

«Ho sempre avuto la passione per l’anatomia. Quando però ho visto morire una cugina di 19 anni, stroncata da un cancro che l’aveva devastata anche fisicamente, ho deciso che mi sarei dedicata a ridare dignità alle persone defunte, specialmente a quelle che la malattia cambia, in modo sostanziale». Antonia Fiorentino, che da Bolzano è giunta nella città di Zizzola, svolge una professione davvero particolare, essendo una tanatoprattrice. Insieme a una decina di colleghi in tutta Italia, dedica la sua attività lavorativa all’arte della tanatoprassi, la disciplina che si occupa della cura e della conservazione temporanea delle salme. Disciplina questa che nasce in America, durante la guerra di Secessione, e che viene portata in Italia da Andrea Fantozzi, che si è impegnato a lungo per diffondere questa pratica.

Continua Antonia: «Dopo i miei studi a Roma, sono diventata tanatoprattrice; Svolgendo un corso organizzato dall’I.N.I.T. (Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi) e dall'Università Degli Studi di Roma Tor Vergata, della durata di 3 anni, succesivamnete mi sono dedicata insieme ad ASSOTAN e I.N.I.T.  a parlare di questa disciplina, facendo dei convegni in giro per l’Italia. E questo ha indotto dottori e impresari di pompe funebri a rendersi sempre più conto dell’importanza e della valenza di questa disciplina. E dopo l’interesse che ci ha dimostrato l’Asl Cn2, stiamo lavorando per proporre e divulgare i servizi di tantatoprassi anche in questo territorio».

Antonia Fiorentino, oggi lavora con la Società Italtan srl una società di servizi e prodotti di tanatoprassi sempre fondata da Andrea Fantozzi, presidente dell’I.N.I.T. e fondatore dell’Ait (Associazione italiana di tanatoprassi), insieme ad Antonia ci sono altri tanatoprattori ufficialmente riconosciuti dall’Ordine Nazionale Tanatoprattori O.N.T., conclude: «le onoranze funebri si occupano di tutta la parte burocratica e della realizzazione del funerale. La nostra attività comporta l’igienizzazione, la cura, la conservazione e la conseguente presentazione del defunto alla famiglia.

La nostra tecnica deve essere regolamentata giustamente dallo Stato italiano, perchè oggi, ha una forte utilità nelle varie case funerarie che stanno sorgendo in tutta Italia, e che anche a Bra sono presenti».

Valter Manzone

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Chiara Ricciarelli 25/07/2021

Vado all'Università e Studio Tanatoprassi.

Tanatoprassi: i percorsi formativi dell’ I.N.I.T in collaborazione con l’ Università sono garanzia di professionalità e qualità!

 

La tanatoprassi: materia e arte tanto complessa quanto delicata. E’possibile formare tanatoprattori competenti e specializzati con percorsi riconosciuti dallo Stato Italiano e dalle Istituzioni? Sì, grazie alla preziosa collaborazione fra I.N.I.T., Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi e l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. La conoscenza delle tecniche di tanatoprassi, arte di cura necessaria al trattamento igienico ed estetico delle salme, nel nostro paese, se pur ancora in via di definizione, è senza dubbio per grande parte dovuta all’ opera di Andrea Fantozzi, precursore e innovatore del settore funerario. Presidente e fondatore, nel lontano 1990, dell' A.I.T., Associazione Italiana Tanatoprassi, e dell’ I.N.I.T., Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi, nel 1991, Fantozzi sta continuando a portare avanti, da quegli anni, con determinazione, molteplici iniziative per promuovere la disciplina e per farne capire e comprendere l’ importanza e la necessità, sia a livello istituzionale, che da parte della società civile. Ecco perché, a tal proposito, si è ritenuto che la formazione sia un canale altamente rilevante e propedeutico a tale scopo: formare figure professionali qualificate e distinguersi per esperienza, qualità, competenza dei servizi offerti.

A tal proposito, non a caso, l’ I.N.I.T. ha da sempre previsto una formazione qualificata e professionale, con percorsi non solo fortemente specializzati, ma anche riconosciuti ed accreditati dallo Stato Italiano. Da menzionare infatti la collaborazione decennale con l’ Università degli Studi di Roma Tor Vergata, laddove, a tal proposito, dopo l’ incontro con il Professor Giovanni Arcudi, che ha permesso il riconoscimento della validità dei percorsi formativi nel sistema sanitario nazionale e in quello di medicina legale, all’interno della sede dell’ Università, sono stati istituiti, da parte dell’ I.N.I.T., veri e propri corsi organizzati professionalizzanti. Tutto questo ha consentito che anche il nostro paese, a partire già dal 2013, disponesse dei suoi primi tanatoprattori, formati con i percorsi formativi I.N.I.T. Le iniziative tuttavia, non si sono certo fermate, e i corsi professionalizzanti, in collaborazione con l’ Università, hanno previsto nuove e diverse edizioni, negli anni 2022/2023, a testimonianza che l’ importante sinergia con quest’ istituto specialistico determina per i percorsi I.N.I.T. ufficialità, professionalità e competenza.

Qualità, insomma, che non possono certamente scarseggiare in una disciplina che abbisogna doverosamente di una preparazione professionale accurata sia sul piano teorico che pratico, ben lungi da quei corsi formativi proposti da alcuni Istituti di dubbio credito, o, ancora, dalle Regioni, nei centri di formazione professionale.

Questi sono luoghi dove non si ha, e non si può avere, una reale conoscenza della disciplina, nei quali sono formate, contemporaneamente, figure professionali che nulla c’ entrano col tanatoprattore (vedesi ad esempio l’ idraulico, l’ elettricista, il parrucchiere….). Oggi molti enti formativi, e non, si vogliono mettere sul mercato con il solo scopo di fare “business” nel settore. Magari ottenendo anche finanziamenti dal Fondo Sociale Europeo!

E tutto questo per fare una formazione blanda e inefficiente: ossia, per svolgere percorsi, se così si possono chiamare, di tanatoprassi di pochi giorni, spesso anche costosi, in strutture non accreditate, con una parte teorica carente e una parte pratica insufficiente, promettendo un futuro da tanatoprattore con attestati di dubbia validità.

Ma è davvero oro tutto quel che luccica?! Certamente no. In questo modo, ci ritroviamo solamente sul mercato dei professionisti che così non si possono chiamare... (Ricordiamo che la figura professionale del tanatoprattore è tale soltanto se in possesso di regolare diploma riconosciuto dallo Stato Italiano!!)

 

La figura del tanatoprattore è infatti qualcosa di delicato e complesso. Una figura a tutto tondo che necessita di una preparazione completa e multidisciplinare in quanto la materia tocca una rosa di varie discipline: chimica, anatomia, Medicina legale, psicologia.

 

La Tanatoprassi non è per tutti, è una disciplina estremamente complessa, ed è in

questo contesto, che la partnership con l’ Università degli Studi di Roma Tor Vergata è certamente

sacrosanta per l’ I.N.I.T. per garantire una formazione professionale, specialistica,

qualificata e riconosciuta!

L’obiettivo dell’Istituto è infatti quello di formare e immettere soprattutto all’interno di Case Funerarie e nel mondo del lavoro un’equipe di operatori della tanatoprassi PROFESSIONISTI, qualificati e riconosciuti 

ufficialmente dalle autorità italiane per poter ottemperare alle crescenti richieste, in

materia, nel nostro paese, nonché per diffondere una nuova cultura funeraria in

maniera efficace, scardinando tutta quella “fuffa” formativa che già da troppo

tempo riempie il mercato danneggiando certamente tutto il settore!

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Redazione Tan Magazine 17/09/2020

La nuova tanatoprassi

Con la scoperta di Fluytan, il sostituto della formalina nasce la nuova tanatoprassi: nuove tecniche, nuovi metodi di intervento, cambia il modo di svolgere la cura di tanatoprassi che il mondo conosce.
I.N.I.T. Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi in collaborazione con Assotan e Alphatan Academy stanno preparando un libro per studiare e per apprendere la Nuova Tanatoprassi. Questo testo vi assisterà e vi porterà passo passo fino al momento dei test per l'esame finale dei corsi riconosciuti dallo Stato Italiano.

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Carmelo Bisconti

Mi potete contattare 10/07/2021
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