Tanatoprassi: parlano i fatti

Julie Carpentieri Tanatoprattrice Diplomata presso I.N.I.T. Istituto Nazionale Italiano Tanatoprassi collabora con la società Italtan Srl per i servizi di tanatoprassi in Italia.

Julie Carpentieri 17/09/2020 0

Ci sono delle cose, delle tecniche o delle discipline che esistono nei fatti prima di essere codificati. Qualche decennio fa non c’era nessuna norma che disciplinava l’uso dei computer eppure i computer esistevano e nessuno poteva dubitare della loro reale esistenza. Così è della tanatoprassi. Quando la Chiesa la richiede per il proprio pontefice, quando un’università ne sancisce l’apprendimento con un diploma, quando alcune disposizioni regionali la regolamentano, chiedersi se esiste o meno in Italia è stare fuori dalla realtà.

E’ proprio perché esiste che va disciplinata. E’ una materia che ha molteplici risvolti e implicazioni di tipo sociale, morale e anche legale dato il suo crescente utilizzo nel campo della medicina legale, dove in alcuni casi particolari può risultare addirittura determinante.

E’ una materia troppo importante per essere lasciata al dilettantismo e all’improvvisazione. Siamo stati i primi a portare la tanatoprassi in Italia dopo averla studiata in Francia, conseguendo un regolare diploma, ma vogliamo che la tanatoprassi sia di tutti e per tutti e che sia tutelata contro facili speculazioni.

L’obiettivo di TAN è quindi di documentare e informare allargando l’orizzonte al di fuori dei nostri confini non solo geografici ma anche e soprattutto conoscitivi.

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Redazione TanMagazine 24/11/2020

UN TESTO PER LA NUOVA TANATOPRASSI
Con la scoperta di Fluytan il sostituto della formalina nasce la nuova tanatoprassi:
Nuove tecniche, nuovi metodi di intervento, cambia il modo di svolgere la cura di tanatoprassi che il mondo conosce.
I.N.I.T. Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi in collaborazione con Assotan e Alphatan Academy stanno preparando un libro per studiare e per apprendere la Nuova Tanatoprassi. Questo testo vi assisterà e vi porterà passo passo fino al momento dei test per l'esame finale dei corsi riconosciuti dallo Stato Italiano.
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Redazione Tan Magazine 17/09/2020

Jean-Nicolas Gannal, ideatore della tanatoprassi moderna

Personaggio eccentrico e controverso, Jean-Nicolas Gannal (1791-1852) ha dato il suo nome al metodo Gannal, considerato il metodo alla base della tanatoprassi moderna. Come molto spesso accade, la fama di cui gode Gannal nel campo della tanatoprassi, è in parte usurpata in quanto il procedimento di conservazione dei corpi per via d’iniezione vascolare era già stato attuato dal medico italiano Giuseppe Tranchina qualche anno prima di Gannal, e addirittura un secolo prima

dall’anatomista olandese Frederik Ruysch che con il suo liquor balsamicum è considerato il primo ad avere utilizzato l’iniezione arteriosa per la conservazione dei cadaveri.

Le parti anatomiche e i corpi conservati da Ruysch suscitarono un notevole interesse tanto che, a quasi un secolo dalla sua morte, Giacomo Leopardi scrisse un’ opera intitolata Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie.

Sembra che, attraverso le sue mummie, Ruysch volesse trasmettere il messaggio che lui – e solo lui – fosse in grado di sfidare la morte rendendo l’aspetto di un morto simile a quello di un dormiente. Enfatizzò sempre la naturalezza delle forme e la flessibilità dei corpi diversi da quelli vivi solo per la mancanza di movimento. Era convinto che nessuno sarebbe stato in grado di raggiungere il suo livello di perfezione. Per questo non volle divulgare il suo metodo. Mantenendo il segreto sarebbe potuto rimanere l’unico valido intermediario tra il mondo dei vivi e la morte. Il metodo non sopravvisse quindi all’autore.

Tornando a scrivere di Gannal va altresì ricordato che l’americano Holmes, che gode di fama ancora maggiore rispetto allo stesso Gannal, specie negli Stati Uniti dove l’embalming nel senso moderno del termine è diventata ormai routine, trasse il suo metodo dalla traduzione in inglese di Histoire des Embaumements scritto da Gannal nel 1838 e tradotto in inglese nel 1840.

Fino al XIX° secolo i metodi di conservazione dei corpi erano molto invasivi, con asportazione di alcuni organi e tagli sulla muscolatura per fare penetrare polveri, aromi e altre sostanze.

Una rivista del 1842 descrive così il metodo Gannal: “Grazie al procedimento inventato dal sig. Gannal nulla è più come prima. Una piccola incisione sulla parte laterale del collo per introdurre il liquore di conservazione, tramite una pompa; poi, all’esterno, tessuti bagnati con liquori aromatici; due ore di tempo ed è tutto finito … non serve nemmeno spogliare il corpo che deve essere imbalsamato … il corpo di un bambino trattato con questo metodo è stato esposto per tre mesi nell’obitorio di Parigi … Un condannato, imbalsamato dal sig. Gannal è stato esposto a Londra per due anni agli occhi del pubblico … è auspicabile che il procedimento del sig. Gannal diventi popolare e questo sarà possibile grazie al prezzo contenuto di questo trattamento …

Su Gannal si sono scritte tante cose. Ad esempio che avesse sperimentato il suo metodo per rimpatriare i corpi di alcuni soldati morti nella battaglia della Berezina durante la campagna di Russia di Napoleone. Questo appare molto improbabile in quanto lo stesso Gannal fu fatto prigioniero dai russi alla Berezina. E’ invece vero che, come addetto ai reparti sanitari, partecipò a numerose campagne napoleoniche, fu fatto sette volte prigioniero e riuscì sempre ad evadere. Sopravvisse a Waterloo.

Tornato a Parigi lavora come chimico al laboratorio di chimica del Politecnico di Parigi prima e a quello dell’Accademia delle scienze, dopo.

E’ protagonista di diverse invenzioni: cere industriali, collanti, inchiostri, gelatine da sotto-prodotti animali che conserva con procedimenti chimici.

Fa ricerche sulla conservazione dei cadaveri per i laboratori di anatomia. Nel 1837, l’accademia delle scienze lo invita a fare delle prove sul metodo di conservazione dei corpi dell’italiano Tranchina per via di iniezione arteriosa di acido arsenico. Dà parere negativo insistendo sui pericoli, per la salute pubblica, rappresentati dall’arsenico. Facendo così finta di dimenticare che anche il suo liquido di conservazione, brevettato nello stesso anno 1837 contiene arsenico.

Ma quando nel 1845 l’Accademia di Medicina di Parigi fa un confronto tra il metodo Gannal e il metodo Sucquet, viene rivelata la presenza di arsenico nel liquido di Gannal che proprio per questo viene screditato. Il suo liquido è soppiantato da quello del suo concorrente, l’imbalsamatore J.P. Sucquet, a base di cloruro di zinco. Nonostante le critiche del mondo accademico e scientifico, grazie alla traduzione in inglese del suo libro, Gannal è noto in America ed è studiando il suo metodo e il suo liquido che Thomas Holmes svilupperà il proprio fluido togliendo la componente d’arsenico. Il metodo di Holmes conoscerà un notevole successo con la guerra di secessione. Holmes dichiarerà di aver praticato personalmente 4028 trattamenti. Al prezzo di 100 dollari per intervento, Holmes tornò nella sua natia Brooklyn da uomo ricco. Successo e ricchezza dovute in gran parte ad un eccentrico inventore parigino di nome Jean-Nicolas Gannal.

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Chiara Ricciarelli 17/09/2020

Ddl Foscolo: la disciplina del settore funerario è ancora in itinere

L'esigenza di uniformare a livello nazionale una legislazione frammentaria, relativa alle norme fondamentali circa il settore funerario ha portato alla nascita di un complesso ed articolato disegno di legge. Ripercorriamolo in dettaglio, in attesa dei prossimi sviluppi: ad oggi, l’ Iter alla Camera non è ancora concluso, poiché in corso di Esame in Commissione.

È passato circa un anno ormai da quando il disegno di legge relativo alla disciplina delle attività funerarie, della cremazione e della conservazione o dispersione delle ceneri è stato presentato - illustrato da Sara Foscolo, esponente della Lega e relatrice del provvedimento - all’ esame della Commissione Affari Sociali della Camera.

Ad oggi, l’ Iter di questo disegno di legge alla Camera dei Deputati non è ancora concluso: allo stato attuale, infatti è in corso di Esame in Commissione. Ciò significa, dunque, che non esiste ancora una riforma a carattere complessivo che possa garantire un' organica sistemazione alla materia.

Mentre le Regioni definiscono la normativa di riferimento e i Comuni regolamentano le modalità di svolgimento dell'azione amministrativa nel settore, il compito dello Stato è quello di dettare i principi fondamentali in materia. L'esigenza quindi di uniformare a livello nazionale una legislazione frammentaria, relativamente alle norme fondamentali concernenti il settore funerario, ha portato alla nascita di un complesso disegno di legge, in 34 punti e articoli essenziali.

Ma proviamo ad analizzarlo nel dettaglio.

Il primo articolo del provvedimento mira a definire chiaramente la necessità di assicurare, per quanto concerne la disposizione del proprio corpo in caso di decesso, una completa dignità e libertà di scelta personale, nel pieno rispetto dell’ individuo. Tutti i cittadini godono della piena libertà di  manifestazione del lutto e della libertà di scelta del tipo di sepoltura dei propri defunti: ciò, imprescindibilmente, nel rispetto delle volontà del defunto, delle tradizioni, delle convinzioni e del credo religioso.

Si determinano dunque le finalità, i principi e l'ambito di applicazione del Ddl, mirato a disciplinare il complesso dei servizi e delle funzioni nell' ambito funebre, cimiteriale e della polizia mortuaria, per perseguire l’ importante finalità di tutela primaria dell'interesse degli utenti dei servizi. Inoltre, l’attenzione è rivolta altresì ad uniformare le attività ai principi di evidenza scientifica, efficienza, economicità ed efficacia delle prestazioni: tutto ciò, ovviamente, senza prescindere dalla dovuta osservanza dei superiori interessi pubblici alla tutela della salute pubblica, dell' igiene e della sicurezza.

Mentre poi l’ articolo 2 chiarisce le definizioni normative di alcuni termini specifici della materia, nell’ articolo 3 si ricordano i compiti e le attribuzioni assegnati alle Regioni, quali la programmazione, l'indirizzo, il coordinamento e il controllo. Si stabilisce qui che, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento, una deliberazione, - da adottare in sede di Conferenza Stato-regioni - , dovrà andare a dare una precisa definizione ad altre questioni importanti, tra le quali ad esempio i necessari requisiti strutturali dei cimiteri e dei crematori; nonché delle strutture destinate al servizio obitoriale e dei mezzi di trasporto funebre. Ma non solo, dovrà essere definito un elenco delle malattie infettive, che richiedono particolari prescrizioni per la sepoltura o per la cremazione. Si chiariranno i criteri e gli obiettivi in materia di controllo, trasparenza e informazione dei servizi, nonché le modalità per la formazione e la tenuta degli elenchi delle imprese funebri e direttori tecnici autorizzati dai Comuni. Le competenze delle Regioni sono definite ulteriormente anche nell’ articolo 19, - che ricorda che esse dovranno predisporre e approvare il piano generale dei cimiteri e dei crematori - , e nell’ articolo 20, - che definisce i principi relativi a tali strutture, assicurando che il piano generale venga predisposto tenuto conto delle strutture esistenti e del fabbisogno delle singole comunità.

Al fine di garantire, infatti, funzionalità e produttività del servizio reso all’ utente, l’ esercizio dell’ attività funebre, come recita l’ articolo 5, deve essere sottoposto ad una precisa programmazione territoriale, che dovrà essere determinata dalle Regioni, considerando il rapporto tra popolazione e numero delle sedi autorizzabili. 

Per quello che riguarda i Comuni, invece, essi, come chiarisce l’ articolo 4, hanno, principalmente, il dovere di assicurare la sepoltura o la cremazione dei cadaveri delle persone residenti e di quelle decedute nel proprio territorio, provvedendo a tal fine, alla realizzazione di cimiteri e crematori. Anche l’ articolo 25 interviene in questo senso, a ricordare che l'affidamento della gestione dei cimiteri, (e non solo, anche dei crematori e dei servizi cimiteriali), deve essere rimessa ai Comuni.

Le Aziende sanitarie locali, invece, secondo l’ articolo 6, avranno alcuni compiti fondamentali: assicurare il servizio di medicina necroscopica; impartire prescrizioni per la tutela della salute pubblica; esercitare vigilanza e controllo per gli aspetti igienico-sanitari; rilasciare, infine, pareri, certificazioni e nulla osta. 

Va chiarito che per l'esercizio dell'attività funebre, così come definisce l’articolo 7, l’ impresa o la ditta deve essere in possesso dell'apposita autorizzazione rilasciata dal Comune, sulla base di specifici requisiti. É fatto inoltre divieto di intermediazione nell' attività funebre e procacciamento di affari per acquisire ed eseguire servizi funebri. Si determinano poi di seguito alcuni casi di incompatibilità con l'attività funebre quali: la gestione dei servizi cimiteriali istituzionali; la gestione del servizio obitoriale e delle camere mortuarie delle strutture sanitarie, socio-assistenziali, di ricovero e cura; ed infine, il servizio di ambulanza e trasporto di malati. Il provvedimento chiarisce che il Comune dovrà verificare annualmente la persistenza dei requisiti strutturali e gestionali. Ma non solo. Le disposizioni sono varie, precise e concordanti. Si determina infatti, altresì, che il conferimento dell’incarico di servizio non possa avvenire all'interno di strutture sanitarie e socio-assistenziali di ricovero e cura, e nemmeno di strutture obitoriali e di cimiteri; ma soltanto presso le sedi di imprese funebri autorizzate o, eccezionalmente su richiesta degli interessati, presso l'abitazione del defunto.

L'attività funebre, - in quanto attività a carattere imprenditoriale attinente alla salute pubblica e alla pubblica sicurezza, con fondamentali aspetti di natura igienico-sanitaria – può erogare dunque particolari servizi. Su mandato dei familiari o altri aventi titolo, può infatti determinare pratiche amministrative ed organizzare le onoranze funebri, con servizi relativi connessi quali la vendita di casse funebri; la preparazione del defunto; il trasferimento dello stesso nelle diverse fasi funebri; il recupero di cadaveri su disposizione dell' autorità giudiziaria, nonché effettuare trattamenti di tanatocosmesi e di tanatoprassi.

Per quello che caratterizza, infatti, l’ oggetto di trattazione di questo nostro magazine, - il trattamento di tanatoprassi (processo conservativo del cadavere) e le attività ad esso correlato- , esse vengono ad essere disciplinate dagli articoli 16 e 17 del provvedimento. Ovviamente, tali trattamenti potranno essere eseguiti solo dopo l'accertamento di morte compilato da un operatore abilitato. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della proposta in esame, sarà necessario adottare un decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell'Ambiente, nel quale verranno finalmente definiti i requisiti minimi validi su tutto il territorio nazionale, relativi al profilo professionale dell'operatore di tanatoprassi.

Nell’ articolo 8 e 9 del provvedimento, l'attività dell’ impresa funebre viene definita nel dettaglio. I servizi, in quanto - come abbiamo già visto -, attività imprenditoriali vere e proprie, debbono essere esercitati nel rispetto dei principi di concorrenza nel mercato e con modalità che difendono l'effettiva libertà di scelta delle famiglie, anche per quello che riguarda la forma di sepoltura (articolo 20). Dall’ altra parte, anche ogni impresa funebre è totalmente libera, per quanto concerne la definizione del proprio listino prezzi di forniture e servizi.

Si chiarisce ulteriormente che i servizi funebri devono essere erogati da soggetti titolari dell' apposita autorizzazione comunale, per ottenere la quale, come recita l’ articolo 9, l’ impresa deve operare nel rispetto della norma UNI EN 15017. Tale autorizzazione è rilasciata all’ impresa per l’ esercizio dell’ attività, per motivi di interesse generale, quali la tutela dell'ordine pubblico e della sanità pubblica, oltre al rispetto dei principi di non discriminazione e di proporzionalità.

Non solo. Anche il personale dell'impresa funebre, secondo quanto disposto dall’ articolo 10, deve possedere i requisiti formativi e i relativi titoli abilitanti validi nel territorio nazionale. Pure per quello che riguarda i Cimiteri, come definito poi dall’ articolo 19, gli operatori hanno necessità di seguire percorsi professionali definiti dalla Regione: la normativa ribadisce qui l’ esigenza della necessità, in tutti i suoi aspetti, di un personale dunque qualificato.

Tornando all’ articolo 10, si chiarisce altresì che i titoli e le modalità per la formazione professionale del personale dovranno poi in seguito essere definiti, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del Ddl, attraverso un apposito decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con i Ministri dell' Istruzione e della Salute, e con il prezioso apporto delle federazioni nazionali di settore.

La procedura di accertamento dei requisiti per lo svolgimento dell'attività funeraria, effettuata da comuni e Asl, è invece definita dall’articolo 11: si stabilisce che, entro i termini stabiliti in sede di Conferenza Stato-regioni, è doveroso munirsi della certificazione apposita, che verrà rilasciata a cadenza annuale, su chiara richiesta delle imprese funebri, dagli organi certificatori individuati dalle Regioni. L’ articolo 12 ribadisce che il Comune, con il supporto delle Asl relativamente agli aspetti igienico-sanitari, vigila e controlla lo svolgimento delle attività funebri, con specifico riferimento alla tutela della garanzia al diritto di scegliere liberamente l'impresa funebre.

Inoltre, il fatto che i Comuni e le Asl debbano vigilare e controllare l'osservanza delle norme sulle attività funebri nel territorio di riferimento, è ribadito poi anche nell’ articolo 18. Per quanto concerne invece il trasporto funebre ( articolo 13), esso è poi ovviamente riservato ai soggetti abilitati all'esercizio dell'attività funebre titolati alla sua esecuzione. L’ articolo 14 prevede invece che la disciplina specifica dei feretri in relazione alla loro destinazione finale e alle caratteristiche fisiche che devono avere al riguardo, venga successivamente adottata con decreto del Ministro della Salute.

L’ articolo 15 disciplina invece sulla realizzazione delle strutture delle case funerarie e dei servizi mortuari, e definisce che la loro gestione sia assolutamente eseguita previa autorizzazione da parte del Comune territorialmente competente. Il soggetto gestore, in questo caso, opererà in completa autonomia per quanto riguarda gli orari di apertura e di fissazione dei funerali, nonché circa l'organizzazione aziendale.

Per ciò che concerne la disciplina delle attività cimiteriali, invece, l'articolo 22 detta disposizioni sulla costruzione e l'ampliamento dei cimiteri: essi devono avere collocazione a non meno di cento metri dal centro abitato, determinando che entro tale fascia, non possano essere eseguiti lavori di nuova costruzione od ampliamento di edifici esistenti.  Il divieto di effettuare sepolture in luogo diverso dal cimitero è sancito, poi, dall’ articolo 23: solo in via eccezionale le Regioni, con il parere del Comune e dell'Azienda sanitaria territorialmente competente, possono autorizzarne la sepoltura in luogo diverso, purché nel rispetto delle disposizioni di legge. Mentre l’ articolo 24 del Ddl dispone in tema di tumulazione aerata e di caratteristiche dei feretri, nell’ articolo 26, è stabilito che gli oneri di gestione dei servizi cimiteriali sono a carico dei Comuni o, comunque, dei soggetti affidatari.

Per ciò che concerne la disciplina della cremazione, poi, l 'articolo 27 interviene ricordando che la libera decisione di scelta relativa alla volontà di essere cremati oppure alla destinazione delle ceneri, si viene a determinare come garanzia, necessaria sull’ intero territorio nazionale, di un livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.

Il seguente articolo 28 prevede, invece, che l'ufficiale dello stato civile rilasci l'autorizzazione alla cremazione, soltanto successivamente all'acquisizione di un certificato del medico necroscopo, dal quale risulti escluso il sospetto di morte dovuta a reato. Tale autorizzazione è esente da bollo.

In tema di affidamento, custodia e dispersione delle ceneri, l’ articolo 29 detta alcune disposizioni, tali per cui i soggetti a cui è consentito, per legge, ottenere la consegna dell'urna – sigillata e con i dati anagrafici del defunto – possono disporne la tumulazione al cimitero o conferirla presso edifici destinati alla loro custodia. All'interno dei cimiteri o in aree appositamente destinate, oppure, ancora, in natura, all'aperto, è consentita inoltre la dispersione delle ceneri, che deve essere comunque effettuata nel rispetto della volontà del defunto e nel rispetto di determinate condizioni, la cui non osservanza comporta, secondo quanto detta l 'articolo 30, una sanzione amministrativa pecuniaria da 300 a 3.000 euro. Nell’ articolo 31 sono chiariti essenzialmente i modi in cui deve essere eseguita la cremazione, mentre per ciò che concerne i cimiteri per animali di affezione, la disciplina è rimandata all’ articolo 32.

Infine, l'articolo 33 stabilisce che entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge, debba essere perfezionata un'intesa in sede di Conferenza Stato-regioni, per la corretta e necessaria definizione delle linee di indirizzo, alle quali si attengono le Regioni per il recepimento delle disposizioni contenute. L'articolo 34 sancisce, in definitiva, l'abrogazione, a decorrere dall'entrata in vigore della legge, di alcuni articoli del Testo unico delle leggi sanitarie.

Questo, dunque, il testo di disegno di legge sulla disciplina delle attività funerarie, della cremazione e della conservazione o dispersione delle ceneri: un provvedimento articolato, che se entrasse in vigore e diventasse legge, assurgerebbe sicuramente a competente e chiaro dettato in materia, definendo aree di competenza e di professionalità. L’ Iter è ancora lungo, esso infatti è in corso di Esame in Commissione alla Camera: attenderemo i prossimi sviluppi con trepidante attesa. 

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