L'ultima birra prima di morire: la foto che emoziona il Mondo

Redazione Tan Magazine 17/09/2020 0

Un brindisi l'ultima birra prima di volare in cielo. Un tweet diventato virale in pochissimo tempo, una foto che trasmette emozione. L'ultima birra prima di morire. Un'immaggine commovente di tutta la famiglia attorno al nonno sul punto di morte con le birre, per un brindisi di fine vita commovente. L'ha postata Adam Schemm. "Mio nonno è morto oggi. Ieri sera voleva bere l'ultima birra con i suoi figli" Ha scritto Adam che vive negli USA in Milwaukee. 

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Andrea Fantozzi 17/09/2020

La sepoltura celeste

LA SEPOLTURA CELESTE

(ATTENZIONE IMMAGINI FORTI, NON GUARDARE SE FACILMENTE IMPRESSIONABILI)

La sepoltura celeste (anche conosciuta come "funerale celeste") è un antico rito funerario tibetano, ancora oggi largamente praticato. Il rito prevede che il corpo del defunto venga scuoiato, smembrato con un'ascia ed esposto agli avvoltoi per cibarsene. In Tibet la pratica è nota come JATHOR, che vuol dire fare l'elemosina agli uccelli. Negli anni '60-'70 la Cina ha vietato questa pratica, che è tornata ad essere legale dagli anni '80.

IL RITUALE
Il tomden, il maestro buddhista del cerimoniale, scuoia il cadavere dalla testa ai piedi, lasciando al contatto dell'aria le interiora e le ossa. Gli avvoltoi cominciano a volteggiare sopra il luogo del rituale, attirati dal fumo del ginepro e dall'odore della carne. Il tomden chiama gli avvoltoi usando l'espressione Shey, Shey ("Cibatevi, cibatevi"). Gli uccelli, attirati dalla carne, discendono così dal cielo e si nutrono del corpo dell'uomo morto. Le ossa e il cervello poi vengono frantumati con un martello di pietra e mescolati con farina d'orzo. Il tomden richiama ancora gli avvoltoi, che ridiscendono per mangiare gli ultimi resti.

SCOPO E SIGNIFICATO
La sepoltura celeste rappresenta la morte come episodio del tutto naturale, parte dell'eterno ciclo delle rinascite. Secondo la cultura buddhista, il corpo è un semplice involucro che permette di compiere il viaggio della vita. Dopo la morte generalmente i lama svolgono la pratica del Phowa il "trasferimento della coscienza", in presenza della persona morta, lo spirito abbandona il corpo che di conseguenza rimane vuoto e non ha alcuna necessità di essere conservato. Lasciare il proprio corpo in pasto agli avvoltoi è un atto finale di generosità da parte del defunto nei confronti del mondo della natura che crea un legame con il ciclo della vita e facendo questo il defunto ripaga i suoi 'debiti karmici' con gli altri esseri. Gli avvoltoi infatti sono uccelli che si cibano solo di animali morti e inoltre sono venerati e considerati dai tibetani una manifestazione delle ḍākinī, gli equivalenti tibetani degli angeli (ḍākinī, in tibetano khandroma che significa "colei che percorre lo spazio").

MOTIVAZIONI PRATICHE
Benché abbia un significato religioso, questo tipo di sepoltura risponde ad esigenze pratiche: in gran parte del Tibet, a causa delle grandi altitudini, il terreno è principalmente roccioso e spesso ghiacciato, rendendo difficile lo scavo di fosse. Inoltre, trovandosi la maggioranza del Tibet al di sopra della linea degli alberi, la scarsità di legname rende poco praticabile la cremazione.
Dal punto di vista pratico questo tipo di funerale è il miglior sistema ecologico per lo smaltimento dei cadaveri considerate le condizioni locali di cui sopra. Dal punto di vista ecologico, la miglior soluzione è comunque l'interramento (perché più lento), la peggiore essendo l'incenerimento (cremazione) che provoca anche la formazione di diossina.

ATTENZIONE IMMAGINI FORTI, NON GUARDARE SE FACILMENTE IMPRESSIONABILI

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Redazione Tan Magazine 17/09/2020

Furti e atti vandalici: una piaga dei Cimiteri Italiani

Le strutture cimiteriali sono purtroppo interessate da diversi anni da problematiche di varia natura, primi tra tutti i furti, gli atti vandalici ed una urgente necessità di interventi, anche di semplice manutenzione ordinaria.

I cimiteri spesso difettano per una effettiva mancanza di supervisione (e quindi facilità di accesso) ed un crescente bisogno di spazi aggiuntivi. Tale scenario, caratterizzato da una pesante incuria e mancanza di controlli, si ripete tristemente in tutta la nostra penisola, senza distinzione fra Nord e Sud.

Per portare un esempio recente, negli ultimi mesi, ad esempio, il cimitero di Pizzoli, in Abruzzo, è stato teatro di furti a raffica. Vasi ma anche fiori e oggetti: questo il “macabro” bottino e certamente è stata un’ amara scoperta per i congiunti dei defunti che ivi riposano, che hanno visto le tombe dei propri cari private di piccoli oggetti collocati in ricordo. Seppur di non effettivo e considerevole valore econimico, il furto al caro estinto rappresenta soprattutto una privazione affettiva per coloro che avrebbero piacere di mantenere un contatto con il proprio congiunto scomparso, anche solo con un fiore. Ancora, ad Avezzano, sempre in Abruzzo, nei mesi scorsi, si sono verificate diverse segnalazioni di furti di arredi e suppellettili sacre in rame e in bronzo.

I furti al cimitero, dunque, non rappresentano casi isolati nel territorio, ma veri e propri atti di delinquenza reiterati nel tempo: se in precedenza esso veniva considerato un luogo verso cui portare rispetto e quasi, se vogliamo, timore reverenziale; oggi è diventato supermarket, senza casse per pagare, per ladri e figure borderline. Furti, dispetti, atti di vandalismo, gesti sconsiderati di persone con disturbi psichici hanno visto protagonisti nel corso degli ultimi anni, non di meno, anche i cimiteri di Milano e provincia. Dal punto di vista morale, questi gesti sono sicuramente atti di viltà che non possono in nessun modo essere riconducibili ad un mondo civile e gli enti pubblici non devono voltare le spalle a questa emergenza. Nel caso ad esempio del Cimitero Monumentale di Legnano, la cittadinanza spesso ha chiesto al Comune di riferimento l’installazione di telecamere, oppure l’ intensificazione di controlli, ma sembra che, ad oggi, non sia stato fatto abbastanza per risolvere questo problema.

Il Comune avrebbe inoltre risposto che l’ installazione delle telecamere sarebbe lesiva della privacy, ma c’è da chiedersi se effettivamente la mancata messa a disposizione di questa misura preventiva, possa essere davvero efficace e non controproducente, lasciando in tal modo agire indisturbati i delinquenti.

Oppure, ancora, in altri casi, la risposta delle amministrazioni sarebbe quella di non lasciare oggetti di valore davanti alle lapidi, ma il vero problema è che i ladri si portano via con sè di tutto, senza rispetto alcuno del defunto e dei suoi cari che piangono sulla sua tomba.

É necessario inoltre notare che la penisola è punteggiata di "lavori in corso", di ampliamento e ristrutturazione di diversi cimiteri, creando sicuramente scenari favorevoli ai ladri, che, nel frattempo, non perdono occasione di agire indisturbati.

Durante gli ultimi anni, per portare un esempio, in provincia di Frosinone si verificano da qualche tempo danneggiamenti alle tombe e furti sacrilegi. Infatti, nel cimitero Pareti a Ferentino, ladri e vandali scatenati hanno compiuto atti contrari al buon costume e al buon senso. Ad essere rubati sono fiori, vasi, discendenti in rame ed addirittura, durante una scorsa notte, i delinquenti hanno saccheggiato le coperture in piombo di alcune cappelle.

I ladri hanno, in quell’ occasione, agito effettivamente indisturbati nella notte, avendo a disposizione tutto il tempo necessario per compiere il malefatto, senza la benchè minima ombra di alcun controllo o sorveglianza. La famiglia ha ovviamente sporto denuncia ai carabinieri della locale stazione, che hanno avviato le indagini per risalire agli autori del gesto di pessimo gusto. Probabilmente la banda di malviventi era composta da piu' persone, in quanto smontare e portare via una copertura in piombo tagliata in lastre non è un’ impresa certamente facile per uno solo.

Ma quello non è stato l'unico caso. Come abbiamo già ampiamente detto, in diverse tombe mancano infatti fiori, vasi ed addirittura anche i discendenti in rame. Spesso, la situazione viene alla luce all’ indomani mattina, quando le famiglie si recano al cimitero per fare visita ai cari defunti.

I delinquenti colpiscono gli affetti e gesti come questi non hanno altra spiegazione, se non quella di persone senza scrupoli pronti a tutto pur di avere qualche piccolo guadagno. Nonostante nel caso di Ferentino, per esempio, fosse stato presentato negli anni scorsi un progetto che potesse garantire  l'ampliamento del cimitero e la previsione di un sistema di sicurezza con telecamere e vigilanza h24, tale proposito è purtoppo andato incontro a non poche problematiche con la giustizia, per accuse di estorsione e corruzione.

Insomma, a Ferentino, come in altre parti di Italia, la situazione cimiteriale è sostanzialmente immutata, i loculi continuano a scarseggiare e quelli che ci sono sono preda di atti vandalici senza alcun ritegno e rispetto.

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