Un Centro nazionale di servizi di Igiene Funeraria

Chiara Ricciarelli 17/05/2021 0

 tanatoprattori professionisti di pronto intervento

 

I tanatoprattori professionisti della Italtan a disposizione del sistema funerario per applicare, all’ interno delle case funerarie, delle strutture sanitarie, e nei domicili le utili tecniche di conservazione ed igiene della salma tipiche della Tanatoprassi.

Che importanza assume oggi la figura del tanatoprattore all’ interno del settore funebre italiano? Benchè si sia già fatta sentire, prepotentemente, l'esigenza di uniformare a livellonazionale una legislazione ancora frammentaria relativa alle norme fondamentali sul settore funerario e sulla tanatoprassi, il complesso ed articolato disegno di legge che ne è conseguito è ancora fermo e stagnante all’ esame delle Camere. Ma nella pratica, il discorso è ben altro.

Nella pratica, infatti, il fenomeno delle Case Funerarie, nato nei paesi anglosassoni, ha fatto la sua bella comparsa anche in Italia, diffondendosi a macchia d’olio, soprattutto nel Settentrione e prendendo piede un po’ ovunque: la Casa Funeraria, ambiente accogliente, dove poter dare l’ estremo saluto al caro scomparso, in silenzio, raccoglimento e meditazione, offrendo la possibilità di un vero e proprio luogo di memoria, per creare una nuova concezione del rito funebre, ben lontano dai tradizionali luoghi, come le mura domestiche e i freddi obitori.

Ma sela società moderna ha senza dubbio necessità delle Case Funerarie, che umanizzano e sdogmatizzano lentamente il doloroso evento morte - vissuto ancora, purtroppo, come un tabù -; altrettanto vero è che una Casa Funeraria che si esime dall’ applicazione delle utili tecniche di Tanatoprassi, possiamo quasi dire che venga meno alla sua finalità principale, al suo scopo ultimo.

Ci spieghiamo meglio: noi come Italtan siamo fermamente convinti che il ruolo della disciplina della Tanatoprassi all’ interno di una Casa Funeraria è tutt’ altro che secondario, ma, bensì, essenziale per riuscire a perseguire il fine per il quale, d’ altronde, nasce il concetto di Casa Funeraria stessa, quello di ridare dignità alla morte.

Essenziali e propedeutiche al giusto “funzionamento” di una Casa Funeraria, le tecniche di Tanatoprassi, ossia quell'insieme di cure rivolte alla salma prima delle esequie - in termini di igiene, di conservazione e di presentazione estetica -, svolgono la funzione di preservare il corpo il più a lungo possibile, in condizioni di sicurezza, e di trattare la salma in modo da renderla, esteticamente, il più vicina possibile a rappresentare un’ immagine serena del defunto, laddove, e questo succede sia in casi straordinari che ordinari (pensiamo al deturpamento di un corpo causato da una malattia o da un incidente), nelle ore che seguono immediatamente l’ evento morte, essa subisce naturalmente una - più o meno - repentina trasformazione, con la fuoriuscita di liquidi organici o la presenza di vapori nauseanti, che la rendono, se non trattata, ai limiti della decenza e della presentabilità. Ossia, in altre parole, la Tanatoprassi ha lo scopo di umanizzare l’ evento morte, volendone cancellare o alleggerire (anche agli occhi dei cari, della famiglia o degli amici) i segni inevitabili della sofferenza.

Ecco perché crediamo fermamente che le Case Funerarie, senza la pratica della Tanatoprassi, non svolgono completamente la loro funzione, ossia quella di riportare il povero “caro scomparso” ad essere protagonista”, con grande dignità, dell’ inevitabile ultima fase della propria esistenza.

E noi di Italtan ci battiamo da sempre in questa direzione, non solo augurandoci che le prossime tendenze mutino completamente, in modo radicale e rivoluzionario, il concetto della morte e il relativo rito funebre; ma lo facciamo anche, e soprattutto, tramite azioni concrete, ossia mettendo direttamente i nostri tanatoprattori - professionisti formati con corsi altamente qualificati e riconosciuti, abilitati ad esercitare ed operare la professione -, a disposizione di tutte quelle strutture e Case Funerarie che vogliono contribuire a diffondere questa nuova cultura dell’ evento morte.

I nostri esperti sono a disposizione in tutta Italia, Isole comprese, 24 h su 24, mettendo a servizio la propria competenza e professionalità, ed eseguendo, ovviamente, tutti gli interventi di Tanatoprassi con le regolari e necessarie autorizzazioni sanitarie, il cui ottenimento ed ottemperanza è curato direttamente da Italtan.

 

Per avere ulteriori informazioni sull’ essenziale ruolo del Tanatoprattore all’ interno di una Casa Funeraria, oppure per richiedere l’ intervento di un nostro professionista in struttura, contattaci con le seguenti modalità: 

Mail   italtansrl@gmail.com

N. verde  800.136.086 / cell 392.18.18.118

Wathsapp  366.433.4454

 

 

 

 

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Nicolas Tiburzi 17/09/2020

L'I.N.I.T. e l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata istituiscono veri e propri corsi

Andrea Fantozzi è il professionista che, pur avendo incontrato numerosi ostacoli, ha voluto portare la tanatoprassi in Italia. E che dieci anni fa ha incontrato il Professor Giovanni Arcudi, dell’Istituto di medicina legale dell’Università Degli Studi di Roma Tor Vergata, il quale ha riconosciuto la validità di questa procedura, sia per quel che concerne l’ambito igienico-sanitario, sia per quello della medicina legale. Grazie alla collaborazione con l’Init (Istituto nazionale italiano di tanatoprassi), fondato dallo stesso Andrea Fantozzi, sono stati istituiti veri e propri corsi, organizzati nella sede dell’università romana.

Ma che cosa è la tanatoprassi? È la disciplina, non ancora normata legalmente, che racchiude tutte le cure igienico-conservative da mettere in campo non appena sopraggiunge la morte. Spiega Fantozzi: «Il corpo umano inizia la fase della decomposizione e tutto ciò è dovuto alla presenza di liquidi che possono fuoriuscire dal corpo, oppure coaguli che formano macchie ipostatiche sul volto, che rendono ancora più dolorosa la veglia funebre a tutti coloro che vi partecipano. Con la tanatoprassi si cerca di ovviare a questo problema, grazie a una procedura igienica di conservazione temporanea del corpo, che interrompe momentaneamente (per 10-15 giorni) la decomposizione e tutti i segni della morte».

La tanatoprassi non va confusa con la tecnica dell’imbalsamazione in quanto quest’ultima consente la conservazione dei corpi per un lasso di tempo indefinito, mentre la cura igienica consente di ritardare il processo di decomposizione solo per un breve periodo.

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Julie Carpentieri 17/05/2022

COME SI DIVENTA TANATOPRATTORE PROFESSIONALE: FORMAZIONE ED ESPERIENZA

In Italia non esistono corsi di laurea o corsi professionali dedicati, motivo per cui L'l.N.I.T. in collaborazione con l'università degli Studi di Roma Tor Vergata ha dato il via ad un progetto pilota per formare i primi Tanatoprattori italiani.

Come sappiamo il tanatoprattore deve essere dotato di un bagaglio di conoscenze e competenze piuttosto ampio: tecniche di conservazione topiche e intravasali;  principi basilari di psicologia, conoscenza di norme in materia di disciplina funeraria, principi di anatomia.

 

La formazione dei Tanatoprattori, in linea con l'unico corso pilota già effettuato, e in linea con l'analoga formazione a livello Europeo dovrà seguire il seguente percorso teorico pratico, una volta che tale attività sia stata legalmente  riconosciuta.

 

La formazione teorica avrà una durata minima di 150 ore così distribuite:

1° Storia e teoria della cura e della conservazione. Durata minima: 60 ore.

2° Anatomia. Durata minima: 21 ore.

3° Medicina legale. Durata minima: 21 ore.

4° Microbiologia, igiene, tossicologia. Durata minima: 12 ore.

5° Istologia, anatomia patologica. Durata minima: 10 ore.

6° Regolamento Polizia Mortuaria Durata minima: 10 ore.

7° Elementi di gestione. Durata minima: 10 ore.

8° Scienze umane della morte. Durata minima: 6 ore.

Totale: 150 ore.

La formazione pratica in materia di conservazione, della durata minima di 200 ore equivalente a 100 operazioni di conservazione su casi reali, è impartita da tanatoprattori autorizzati.

Tale formazione deve essere integrata da un insegnamento pratico in arte ricostruttiva della durata minima di 20 ore.

La formazione teorica e pratica in materia di conservazione deve essere stata completata dai candidati al diploma nazionale di tanatoprattore per un periodo di 12 mesi consecutivi.

 

L'esame per l'accesso al diploma nazionale di tanatoprattore deve prevedere prove teoriche e prove pratiche.

 

 

Per accedere al corso sarà necessario superare un test di ingresso finalizzato ad una prima selezione dei candidati più motivati e più predisposti all’oggetto formativo.

La Commissione d’esame sarà composta da un rappresentante del Ministero della Salute, un Anatomo patologo, un docente Universitario di medicina Legale, e 2 tanatoprattori.

 

Il presidente della Commissione verrà individuato tra i membri della commissione stessa.

 

L'aspetto formativo riteniamo sia fondamentale e imprescindibile affinché venga raggiunto

l'obbiettivo primario: “immettere sul mercato professionisti seri e preparati”. Di contro, oggi è

usuale che impresari funebri e persone estranee al settore, partecipino a corsi di 5/7 giorni senza alcun esercizio pratico su casi reali né con adeguate nozioni, con il risultato che questa pratica porta nocumento e pregiudizio ad un settore che richiede alta professionalità.

 

E' del tutto evidente che le disastrose conseguenze di un cattivo servizio giustificano largamente una iniziativa di regolamentazione sull’accesso alla professione.

 

A dimostrazione invece del grande interesse per una rigida formazione professionale è significativo che ad oggi abbiamo più di 400 iscritti al corso di tanatoprassi in progetto (speriamo a breve riconosciuto) provenienti dai più diversi settori compreso quello sanitario.

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L'l.N.I.T. è pronto a ripartire al più presto, confidando in una regolamentazione che qualifichi la formazione rilasciando cosi diplomi finalmente riconosciuti dallo stato.

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Chiara Ricciarelli 25/07/2021

Vado all'Università e Studio Tanatoprassi.

Tanatoprassi: i percorsi formativi dell’ I.N.I.T in collaborazione con l’ Università sono garanzia di professionalità e qualità!

 

La tanatoprassi: materia e arte tanto complessa quanto delicata. E’possibile formare tanatoprattori competenti e specializzati con percorsi riconosciuti dallo Stato Italiano e dalle Istituzioni? Sì, grazie alla preziosa collaborazione fra I.N.I.T., Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi e l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. La conoscenza delle tecniche di tanatoprassi, arte di cura necessaria al trattamento igienico ed estetico delle salme, nel nostro paese, se pur ancora in via di definizione, è senza dubbio per grande parte dovuta all’ opera di Andrea Fantozzi, precursore e innovatore del settore funerario. Presidente e fondatore, nel lontano 1990, dell' A.I.T., Associazione Italiana Tanatoprassi, e dell’ I.N.I.T., Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi, nel 1991, Fantozzi sta continuando a portare avanti, da quegli anni, con determinazione, molteplici iniziative per promuovere la disciplina e per farne capire e comprendere l’ importanza e la necessità, sia a livello istituzionale, che da parte della società civile. Ecco perché, a tal proposito, si è ritenuto che la formazione sia un canale altamente rilevante e propedeutico a tale scopo: formare figure professionali qualificate e distinguersi per esperienza, qualità, competenza dei servizi offerti.

A tal proposito, non a caso, l’ I.N.I.T. ha da sempre previsto una formazione qualificata e professionale, con percorsi non solo fortemente specializzati, ma anche riconosciuti ed accreditati dallo Stato Italiano. Da menzionare infatti la collaborazione decennale con l’ Università degli Studi di Roma Tor Vergata, laddove, a tal proposito, dopo l’ incontro con il Professor Giovanni Arcudi, che ha permesso il riconoscimento della validità dei percorsi formativi nel sistema sanitario nazionale e in quello di medicina legale, all’interno della sede dell’ Università, sono stati istituiti, da parte dell’ I.N.I.T., veri e propri corsi organizzati professionalizzanti. Tutto questo ha consentito che anche il nostro paese, a partire già dal 2013, disponesse dei suoi primi tanatoprattori, formati con i percorsi formativi I.N.I.T. Le iniziative tuttavia, non si sono certo fermate, e i corsi professionalizzanti, in collaborazione con l’ Università, hanno previsto nuove e diverse edizioni, negli anni 2022/2023, a testimonianza che l’ importante sinergia con quest’ istituto specialistico determina per i percorsi I.N.I.T. ufficialità, professionalità e competenza.

Qualità, insomma, che non possono certamente scarseggiare in una disciplina che abbisogna doverosamente di una preparazione professionale accurata sia sul piano teorico che pratico, ben lungi da quei corsi formativi proposti da alcuni Istituti di dubbio credito, o, ancora, dalle Regioni, nei centri di formazione professionale.

Questi sono luoghi dove non si ha, e non si può avere, una reale conoscenza della disciplina, nei quali sono formate, contemporaneamente, figure professionali che nulla c’ entrano col tanatoprattore (vedesi ad esempio l’ idraulico, l’ elettricista, il parrucchiere….). Oggi molti enti formativi, e non, si vogliono mettere sul mercato con il solo scopo di fare “business” nel settore. Magari ottenendo anche finanziamenti dal Fondo Sociale Europeo!

E tutto questo per fare una formazione blanda e inefficiente: ossia, per svolgere percorsi, se così si possono chiamare, di tanatoprassi di pochi giorni, spesso anche costosi, in strutture non accreditate, con una parte teorica carente e una parte pratica insufficiente, promettendo un futuro da tanatoprattore con attestati di dubbia validità.

Ma è davvero oro tutto quel che luccica?! Certamente no. In questo modo, ci ritroviamo solamente sul mercato dei professionisti che così non si possono chiamare... (Ricordiamo che la figura professionale del tanatoprattore è tale soltanto se in possesso di regolare diploma riconosciuto dallo Stato Italiano!!)

 

La figura del tanatoprattore è infatti qualcosa di delicato e complesso. Una figura a tutto tondo che necessita di una preparazione completa e multidisciplinare in quanto la materia tocca una rosa di varie discipline: chimica, anatomia, Medicina legale, psicologia.

 

La Tanatoprassi non è per tutti, è una disciplina estremamente complessa, ed è in

questo contesto, che la partnership con l’ Università degli Studi di Roma Tor Vergata è certamente

sacrosanta per l’ I.N.I.T. per garantire una formazione professionale, specialistica,

qualificata e riconosciuta!

L’obiettivo dell’Istituto è infatti quello di formare e immettere soprattutto all’interno di Case Funerarie e nel mondo del lavoro un’equipe di operatori della tanatoprassi PROFESSIONISTI, qualificati e riconosciuti 

ufficialmente dalle autorità italiane per poter ottemperare alle crescenti richieste, in

materia, nel nostro paese, nonché per diffondere una nuova cultura funeraria in

maniera efficace, scardinando tutta quella “fuffa” formativa che già da troppo

tempo riempie il mercato danneggiando certamente tutto il settore!

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