Vado all'Università e Studio Tanatoprassi.

Chiara Ricciarelli 25/07/2021 0

Tanatoprassi: i percorsi formativi dell’ I.N.I.T in collaborazione con l’ Università sono garanzia di professionalità e qualità!

 

La tanatoprassi: materia e arte tanto complessa quanto delicata. E’possibile formare tanatoprattori competenti e specializzati con percorsi riconosciuti dallo Stato Italiano e dalle Istituzioni? Sì, grazie alla preziosa collaborazione fra I.N.I.T., Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi e l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. La conoscenza delle tecniche di tanatoprassi, arte di cura necessaria al trattamento igienico ed estetico delle salme, nel nostro paese, se pur ancora in via di definizione, è senza dubbio per grande parte dovuta all’ opera di Andrea Fantozzi, precursore e innovatore del settore funerario. Presidente e fondatore, nel lontano 1990, dell' A.I.T., Associazione Italiana Tanatoprassi, e dell’ I.N.I.T., Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi, nel 1991, Fantozzi sta continuando a portare avanti, da quegli anni, con determinazione, molteplici iniziative per promuovere la disciplina e per farne capire e comprendere l’ importanza e la necessità, sia a livello istituzionale, che da parte della società civile. Ecco perché, a tal proposito, si è ritenuto che la formazione sia un canale altamente rilevante e propedeutico a tale scopo: formare figure professionali qualificate e distinguersi per esperienza, qualità, competenza dei servizi offerti.

A tal proposito, non a caso, l’ I.N.I.T. ha da sempre previsto una formazione qualificata e professionale, con percorsi non solo fortemente specializzati, ma anche riconosciuti ed accreditati dallo Stato Italiano. Da menzionare infatti la collaborazione decennale con l’ Università degli Studi di Roma Tor Vergata, laddove, a tal proposito, dopo l’ incontro con il Professor Giovanni Arcudi, che ha permesso il riconoscimento della validità dei percorsi formativi nel sistema sanitario nazionale e in quello di medicina legale, all’interno della sede dell’ Università, sono stati istituiti, da parte dell’ I.N.I.T., veri e propri corsi organizzati professionalizzanti. Tutto questo ha consentito che anche il nostro paese, a partire già dal 2013, disponesse dei suoi primi tanatoprattori, formati con i percorsi formativi I.N.I.T. Le iniziative tuttavia, non si sono certo fermate, e i corsi professionalizzanti, in collaborazione con l’ Università, hanno previsto nuove e diverse edizioni, negli anni 2022/2023, a testimonianza che l’ importante sinergia con quest’ istituto specialistico determina per i percorsi I.N.I.T. ufficialità, professionalità e competenza.

Qualità, insomma, che non possono certamente scarseggiare in una disciplina che abbisogna doverosamente di una preparazione professionale accurata sia sul piano teorico che pratico, ben lungi da quei corsi formativi proposti da alcuni Istituti di dubbio credito, o, ancora, dalle Regioni, nei centri di formazione professionale.

Questi sono luoghi dove non si ha, e non si può avere, una reale conoscenza della disciplina, nei quali sono formate, contemporaneamente, figure professionali che nulla c’ entrano col tanatoprattore (vedesi ad esempio l’ idraulico, l’ elettricista, il parrucchiere….). Oggi molti enti formativi, e non, si vogliono mettere sul mercato con il solo scopo di fare “business” nel settore. Magari ottenendo anche finanziamenti dal Fondo Sociale Europeo!

E tutto questo per fare una formazione blanda e inefficiente: ossia, per svolgere percorsi, se così si possono chiamare, di tanatoprassi di pochi giorni, spesso anche costosi, in strutture non accreditate, con una parte teorica carente e una parte pratica insufficiente, promettendo un futuro da tanatoprattore con attestati di dubbia validità.

Ma è davvero oro tutto quel che luccica?! Certamente no. In questo modo, ci ritroviamo solamente sul mercato dei professionisti che così non si possono chiamare... (Ricordiamo che la figura professionale del tanatoprattore è tale soltanto se in possesso di regolare diploma riconosciuto dallo Stato Italiano!!)

 

La figura del tanatoprattore è infatti qualcosa di delicato e complesso. Una figura a tutto tondo che necessita di una preparazione completa e multidisciplinare in quanto la materia tocca una rosa di varie discipline: chimica, anatomia, Medicina legale, psicologia.

 

La Tanatoprassi non è per tutti, è una disciplina estremamente complessa, ed è in

questo contesto, che la partnership con l’ Università degli Studi di Roma Tor Vergata è certamente

sacrosanta per l’ I.N.I.T. per garantire una formazione professionale, specialistica,

qualificata e riconosciuta!

L’obiettivo dell’Istituto è infatti quello di formare e immettere soprattutto all’interno di Case Funerarie e nel mondo del lavoro un’equipe di operatori della tanatoprassi PROFESSIONISTI, qualificati e riconosciuti 

ufficialmente dalle autorità italiane per poter ottemperare alle crescenti richieste, in

materia, nel nostro paese, nonché per diffondere una nuova cultura funeraria in

maniera efficace, scardinando tutta quella “fuffa” formativa che già da troppo

tempo riempie il mercato danneggiando certamente tutto il settore!

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Andrea Fantozzi 17/09/2020

Tanatoprattore: una professione multidisciplinare

Dal 17 luglio 2013 anche l’Italia dispone dei suoi primi Tanatoprattori. Grazie al primo corso di Tanatoprassi  effettuato dall’I.N.I.T. con il sostegno della cattedra di medicina legale dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata diretta dal direttore, Prof Giovanni Arcudi.

Lentamente, ma inesorabilmente, la tanatoprassi si sta facendo strada anche in Italia dove si riscontra una maggiore presa di coscienza su questa nuova ed emergente disciplina. Ne consegue che i nostri servizi sono sempre maggiormente richiesti. Per questo, l’Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi ha deciso di iniziare a Roma un secondo corso di tanatoprassi sempre con la collaborazione dell'Università.

La collaborazione con l’Università sancisce i nostri corsi con quell’ufficialità che non può mancare in una disciplina che necessita di un’accurata preparazione sia sul piano teorico che pratico. Un livello di preparazione che non si può raggiungere con corsetti di 10 giorni come alcuni vogliono far credere.

La figura del Tanatoprattore è multidisciplinare in quanto la materia contempla varie discipline: chimica, anatomia e anche concetti di psicologia nei confronti delle famiglie. Ricordiamo in proposito che il tanatoprattore, pur lavorando sul corpo dei morti, svolge la sua attività a beneficio dei vivi.

Il programma del corso dell’I.N.I.T. è stato accuratamente studiato e preparato sulla base degli attuali programmi tutt’oggi in vigore in alcuni paesi europei ed anglosassoni come la Francia e l’Inghilterra dove la tanatoprassi viene regolarmente studiata e praticata da moltissimi anni. Corsi che richiedono uno studio in profondità sia a livello pratico che teorico.

Il corso è a numero chiuso e ha una durata di due anni, ma qualora i candidati non abbiano raggiunto il numero massimo di cure per poter accedere agli esami finali, si dilungherà fino al raggiungimento del numero minimo di cure stabilito dal programma.

I requisiti richiesti per frequentare il corso di Tanatoprattore sono un diploma di scuola superiore e soprattutto una buona predisposizione alla materia.

L’obbiettivo dell’I.N.I.T. è quello di formare e immettere nel mondo del lavoro un’equipe di Tanatoprattori professionisti, qualificati e riconosciuti  ufficialmente dalle autorità italiane per poter coprire le richieste del nostro paese, crescere insieme e diffondere questa disciplina che tende a rafforzare la coesione familiare e quella sociale in un mondo che scivola pericolosamente verso l’isolamento e l’individualismo.

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Pasqualino Caterisano 17/09/2020

Etica della tanatoprassi

Diversi termini sono utilizzati dai direttori delle pompe funebri per designare questo trattamento, come conservazione sanitaria, trattamento igienico, preparazione del cadavere ecc.. Nel far conoscere la Tanatoprassi al grande pubblico, il direttore delle pompe funebri, deve egli stesso essere convinto che essa è efficace e che fa parte di un moderno procedimento funerario. Legalmente, bisogna ottenere il permesso prima di procedere al trattamento, dando come ragioni di impiego le seguenti:

  1. in primo luogo ciò assicura che non sussistano rischi o paura d’infezione nel contatto con il cadavere;
  2. in secondo luogo ciò produce, senza mutilazioni, un colore e un’aria naturale sul corpo tali da far pensare ad un essere vivente;
  3. in terzo luogo ciò arresta le modificazioni dovute alla putrefazione che si presentano come emissioni e scoli da tutti gli orifizi del corpo.

La Tanatoprassi diventerà una pratica usuale in un circondario se la persona responsabile della sua introduzione darà a ciascun caso la cura e l’attenzione necessarie, se sarà all’altezza professionalmente e userà ogni misura igienica raccomandata per ogni articolo, persona o locale utilizzati sia nel trasporto che nella cura del cadavere: ciò è più importante delle costruzioni e delle apparecchiature ultra moderne. E’ importante avere dalla propria parte la classe medica e perciò è bene effettuare incontri con medici ed ufficiali sanitari locali e incoraggiarli a dare sostegno al trattamento. Come già detto in precedenza, il procedimento attuale di tanatoprassi è un metodo di conservazione temporanea e di presentazione del defunto, relativamente semplice in termini di principio, ma che richiede da parte del tanatoprattore delle solide conoscenze sia teoriche che pratiche, senza contare alcune qualità morali indispensabili per esercitare una professione così delicata.Si tratta in realtà di una iniezione intra-arteriosa di un liquido antisettico che disinfetta e conserva, ad una pressione abbastanza forte da farlo mescolare al sangue, la maggiore fonte di decomposizione. Viene praticato un drenaggio venoso di lieve entità, seguito dal drenaggio delle cavità addominali e toraciche, soprattutto in presenza di determinate malattie.

Questi trattamenti vengono completati da una accurata pulizia e sistemazione del cadavere e dalle cure al viso che renderanno così alla famiglia un defunto "tranquillo e tranquillizzante", una immagine serena che rimarrà per molto tempo nei loro ricordi. È forse necessario ricordare le orribili smorfie della morte, il rictus dell'agonia, la cianosi dei tessuti che mostra i corpi lividi e accartocciati.Tutti conosciamo la perfetta descrizione di Ippocrate del volto cadaverico, tanto osservato e sempre attuale.Non c'è bisogno di ricordare gli stadi classici iniziali della tanatomorfosi che cominciano con l'immobilità, la rigidità e l'adattamento alla temperatura ambiente; la lividezza che precede le macchie verdi, il rigonfiamento, l'odore e l'evacuazione delle cavità naturali. La descrizione del processo di decomposizione si ferma qui, ma tutti gli specialisti sanno benissimo fin dove può arrivare la putrefazione! Tutti questi esempi ci dimostrano qual è il contributo della tanatoprassi in particolare. Di seguito vengono riportate delle immagini dove possiamo osservare un corpo prima del trattamento e verificare il buon risultato su di esso di un trattamento di Tanatoprassi

Al contrario di altre professioni, il comportamento individuale del Tanatoprattore è considerato indice di comportamento dell’intera categoria e quindi occorre essere molto prudenti ai fini di una pubblicità negativa.

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Chiara Ricciarelli 17/05/2021

Un Centro nazionale di servizi di Igiene Funeraria

 tanatoprattori professionisti di pronto intervento

 

I tanatoprattori professionisti della Italtan a disposizione del sistema funerario per applicare, all’ interno delle case funerarie, delle strutture sanitarie, e nei domicili le utili tecniche di conservazione ed igiene della salma tipiche della Tanatoprassi.

Che importanza assume oggi la figura del tanatoprattore all’ interno del settore funebre italiano? Benchè si sia già fatta sentire, prepotentemente, l'esigenza di uniformare a livellonazionale una legislazione ancora frammentaria relativa alle norme fondamentali sul settore funerario e sulla tanatoprassi, il complesso ed articolato disegno di legge che ne è conseguito è ancora fermo e stagnante all’ esame delle Camere. Ma nella pratica, il discorso è ben altro.

Nella pratica, infatti, il fenomeno delle Case Funerarie, nato nei paesi anglosassoni, ha fatto la sua bella comparsa anche in Italia, diffondendosi a macchia d’olio, soprattutto nel Settentrione e prendendo piede un po’ ovunque: la Casa Funeraria, ambiente accogliente, dove poter dare l’ estremo saluto al caro scomparso, in silenzio, raccoglimento e meditazione, offrendo la possibilità di un vero e proprio luogo di memoria, per creare una nuova concezione del rito funebre, ben lontano dai tradizionali luoghi, come le mura domestiche e i freddi obitori.

Ma sela società moderna ha senza dubbio necessità delle Case Funerarie, che umanizzano e sdogmatizzano lentamente il doloroso evento morte - vissuto ancora, purtroppo, come un tabù -; altrettanto vero è che una Casa Funeraria che si esime dall’ applicazione delle utili tecniche di Tanatoprassi, possiamo quasi dire che venga meno alla sua finalità principale, al suo scopo ultimo.

Ci spieghiamo meglio: noi come Italtan siamo fermamente convinti che il ruolo della disciplina della Tanatoprassi all’ interno di una Casa Funeraria è tutt’ altro che secondario, ma, bensì, essenziale per riuscire a perseguire il fine per il quale, d’ altronde, nasce il concetto di Casa Funeraria stessa, quello di ridare dignità alla morte.

Essenziali e propedeutiche al giusto “funzionamento” di una Casa Funeraria, le tecniche di Tanatoprassi, ossia quell'insieme di cure rivolte alla salma prima delle esequie - in termini di igiene, di conservazione e di presentazione estetica -, svolgono la funzione di preservare il corpo il più a lungo possibile, in condizioni di sicurezza, e di trattare la salma in modo da renderla, esteticamente, il più vicina possibile a rappresentare un’ immagine serena del defunto, laddove, e questo succede sia in casi straordinari che ordinari (pensiamo al deturpamento di un corpo causato da una malattia o da un incidente), nelle ore che seguono immediatamente l’ evento morte, essa subisce naturalmente una - più o meno - repentina trasformazione, con la fuoriuscita di liquidi organici o la presenza di vapori nauseanti, che la rendono, se non trattata, ai limiti della decenza e della presentabilità. Ossia, in altre parole, la Tanatoprassi ha lo scopo di umanizzare l’ evento morte, volendone cancellare o alleggerire (anche agli occhi dei cari, della famiglia o degli amici) i segni inevitabili della sofferenza.

Ecco perché crediamo fermamente che le Case Funerarie, senza la pratica della Tanatoprassi, non svolgono completamente la loro funzione, ossia quella di riportare il povero “caro scomparso” ad essere protagonista”, con grande dignità, dell’ inevitabile ultima fase della propria esistenza.

E noi di Italtan ci battiamo da sempre in questa direzione, non solo augurandoci che le prossime tendenze mutino completamente, in modo radicale e rivoluzionario, il concetto della morte e il relativo rito funebre; ma lo facciamo anche, e soprattutto, tramite azioni concrete, ossia mettendo direttamente i nostri tanatoprattori - professionisti formati con corsi altamente qualificati e riconosciuti, abilitati ad esercitare ed operare la professione -, a disposizione di tutte quelle strutture e Case Funerarie che vogliono contribuire a diffondere questa nuova cultura dell’ evento morte.

I nostri esperti sono a disposizione in tutta Italia, Isole comprese, 24 h su 24, mettendo a servizio la propria competenza e professionalità, ed eseguendo, ovviamente, tutti gli interventi di Tanatoprassi con le regolari e necessarie autorizzazioni sanitarie, il cui ottenimento ed ottemperanza è curato direttamente da Italtan.

 

Per avere ulteriori informazioni sull’ essenziale ruolo del Tanatoprattore all’ interno di una Casa Funeraria, oppure per richiedere l’ intervento di un nostro professionista in struttura, contattaci con le seguenti modalità: 

Mail   italtansrl@gmail.com

N. verde  800.136.086 / cell 392.18.18.118

Wathsapp  366.433.4454

 

 

 

 

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