18 articoli dell'autore Andrea Pastore

Andrea Pastore 10/04/2026 0

Formaldeide e tanatoprassi: rischi, limiti e nuove prospettive per la conservazione dei cadaveri

I cadaveri umani rappresentano ancora oggi uno strumento didattico di straordinario valore per l’insegnamento dell’anatomia, della fisiologia e di molte altre discipline mediche. Nessun modello virtuale, per quanto avanzato, riesce infatti a riprodurre in modo pienamente fedele la resistenza dei tessuti, la loro consistenza e le proprietà meccaniche che solo il corpo umano reale può offrire alla formazione di studenti e professionisti.

Tuttavia, il corpo umano è un materiale biologico e, come tale, è naturalmente soggetto a decomposizione. Per rallentare e inibire questo processo sono state sviluppate nel tempo pratiche di tanatoprassi e di imbalsamazione, basate soprattutto sull’impiego di fluidi conservanti. Tra questi, la formaldeide ha occupato per oltre un secolo un ruolo centrale, diventando il cardine delle formulazioni utilizzate per la preservazione dei cadaveri.

Negli ultimi anni, però, il dibattito scientifico e professionale si è intensificato. La tossicità della formaldeide, sia per gli operatori sia per l’ambiente, ha spinto ricercatori e professionisti del settore a cercare soluzioni alternative, più sicure ma ugualmente efficaci. In questo scenario si inserisce una riflessione sempre più attuale: è davvero possibile sostituire la formaldeide? E, soprattutto, esistono strategie intermedie capaci di ridurre l’esposizione professionale senza compromettere la qualità della conservazione?

Il cadavere umano tra formazione e innovazione

Nell’ambito della formazione universitaria in medicina e nelle discipline correlate, il corpo umano continua a rappresentare un supporto essenziale. La dissezione anatomica e l’osservazione di preparati prosettici mantengono un valore didattico insostituibile, nonostante l’evoluzione delle tecniche di imaging post mortem e dei modelli digitali tridimensionali.

Negli ultimi anni, il ricorso alla tomografia computerizzata post mortem, all’angiografia post mortem e alla risonanza magnetica ha ampliato le possibilità di studio. Eppure, molti clinici e anatomisti continuano a sostenere la centralità della dissezione, poiché essa consente di apprendere caratteristiche strutturali e tattili che nessun simulatore artificiale è ancora in grado di replicare in modo completo.

Per questo motivo, modelli virtuali e cadaveri reali non devono essere considerati strumenti in competizione, bensì complementari. Ma l’utilizzo del corpo umano a fini didattici richiede necessariamente un’adeguata conservazione, ottenuta attraverso specifici trattamenti di tanatoprassi.

Tanatoprassi e imbalsamazione: obiettivi e definizioni

La tanatoprassi comprende l’insieme delle tecniche moderne destinate a rallentare la decomposizione del cadavere, distruggere i microrganismi patogeni e consentire una presentazione del corpo decorosa e il più possibile naturale. Essa comprende sia la conservazione a freddo, positiva o in congelamento, sia l’iniezione di sostanze chimiche ad azione biocida e conservante.

L’imbalsamazione, in questo contesto, può essere considerata una sottocategoria della tanatoprassi, oggi intesa principalmente come la perfusione del corpo con fluidi conservanti durante le operazioni tanatopratiche.

Gli obiettivi fondamentali della tanatoprassi sono tre: sanificazione, presentazione e conservazione. I primi due dipendono in larga parte dai fluidi impiegati e dalle cure mortuarie complementari, come il grooming post mortem e il make-up funerario. La qualità del fluido conservante rimane dunque centrale per il risultato finale.

Il ruolo storico della formaldeide

Le moderne soluzioni imbalsamanti contengono una grande varietà di sostanze: conservanti, biocidi, agenti umettanti, coloranti e altri componenti capaci di garantire una conservazione completa, tessuti morbidi, buona colorazione muscolare e vascolare e una presentazione naturale del corpo.

Tra tutti questi ingredienti, la formaldeide si è affermata storicamente come il composto più importante. Grazie alle sue proprietà battericide, fungicide e insetticide, i fluidi a base di formaldeide sono stati, fin dall’inizio del Novecento, la principale alternativa alle antiche miscele contenenti sali di metalli pesanti, assai più pericolose e tossiche.

Dal punto di vista chimico, la formaldeide è un’aldeide altamente reattiva. La sua efficacia deriva dalla capacità di reagire con proteine, lipidi e acidi nucleici, producendo legami crociati che stabilizzano i tessuti e ne rallentano drasticamente la degradazione.

Formaldeide come fissativo dei tessuti

L’azione fissativa della formaldeide si basa soprattutto sulla formazione di ponti metilenici tra proteine adiacenti. In altre parole, il composto “lega” tra loro le strutture proteiche, rendendo i tessuti più stabili e meno soggetti a decomposizione.

Questa capacità di reticolazione chimica è alla base del suo straordinario successo in anatomia patologica, istologia e tanatoprassi. Tuttavia, il processo deve essere attentamente controllato: un eccesso di formaldeide può portare a un irrigidimento eccessivo dei tessuti, con perdita di elasticità e comparsa di un aspetto meno naturale.

Per limitare questi effetti, la formaldeide viene normalmente impiegata in soluzione acquosa, come formalina. Le formulazioni moderne cercano di calibrare la concentrazione in modo da garantire una fissazione adeguata senza determinare un indurimento eccessivo del cadavere.

Formaldeide come conservante e disinfettante

Oltre alla fissazione tissutale, la formaldeide svolge un’importante azione conservante e disinfettante. Il composto possiede un ampio spettro antimicrobico ed è in grado di contrastare efficacemente i microrganismi responsabili della putrefazione.

La sua reazione con proteine e acidi nucleici non solo distrugge i microrganismi presenti, ma crea anche un ambiente chimicamente sfavorevole alla proliferazione batterica futura. In questo senso, la formaldeide agisce sia come agente di sanificazione immediata sia come barriera conservativa nel tempo.

Anche in questo caso, però, il vantaggio ha un prezzo. La concentrazione deve essere sufficientemente alta da impedire la crescita microbica, ma non tanto elevata da provocare tossicità eccessiva o alterazioni strutturali indesiderate nei tessuti.

I limiti della formaldeide

Se da un lato la formaldeide rappresenta ancora oggi uno dei migliori compromessi tra capacità conservativa, azione fissativa e costo, dall’altro i suoi limiti sono ormai ben documentati.

La formalina è considerata un composto pericoloso, soprattutto a causa dei vapori tossici che può liberare. Già a basse concentrazioni nell’aria può provocare irritazione oculare e delle mucose, disturbi respiratori, riduzione dell’olfatto, irritazioni cutanee e dermatiti allergiche da contatto.

A ciò si aggiunge un aspetto ancora più critico: l’associazione tra esposizione a formaldeide e rischio oncologico. Studi epidemiologici e valutazioni internazionali hanno collegato l’esposizione professionale a un aumento del rischio di alcuni tumori, in particolare a carico del distretto nasale e nasofaringeo, ma anche del sistema ematopoietico e di altre sedi.

Nel laboratorio anatomico, nei reparti di anatomia patologica e negli ambienti di tanatoprassi, gli effetti avversi dell’esposizione sono stati oggetto di numerose indagini. Anche livelli inferiori ai limiti professionali in alcuni casi sono stati associati a danni citogenetici nei lavoratori esposti.

Di conseguenza, la formaldeide pone problemi non solo sanitari, ma anche ambientali, normativi e gestionali.

Altri svantaggi pratici nelle formulazioni imbalsamanti

Oltre alla tossicità, la formaldeide presenta diversi inconvenienti tecnici. Coagula rapidamente il sangue, può conferire ai tessuti una colorazione grigiastra quando si mescola con il sangue residuo, fissa eventuali discromie, disidrata i tessuti, restringe i capillari, invecchia chimicamente nel tempo e produce un odore sgradevole.

Per compensare questi limiti, le formulazioni a base di formaldeide includono spesso agenti bagnanti, glicerina, anticoagulanti come il citrato di sodio, coloranti come l’eosina, profumazioni e altri correttivi chimici. Il problema è che ottenere una miscela veramente equilibrata resta complesso, poiché ciascun componente possiede caratteristiche fisico-chimiche differenti in termini di pH, viscosità, solubilità e comportamento in diluizione.

Anche il rapporto tra formaldeide e alcoli richiede attenzione. L’aggiunta di etanolo, metanolo o isopropanolo può migliorare alcune prestazioni del fluido, ridurre parte dei vapori liberi e contribuire alla conservazione di glicogeno e acidi nucleici. Tuttavia, gli alcoli possono accentuare la retrazione e l’indurimento dei tessuti, oltre ad aumentare l’infiammabilità delle miscele.

Le alternative senza formaldeide

Per evitare i limiti dei fluidi tradizionali, negli ultimi anni sono stati testati numerosi sostituti della formaldeide. Alcuni sono già stati studiati in ambito anatomico, istologico o funerario, ma i risultati restano eterogenei.

Tra le sostanze prese in considerazione figurano sali metallici come il cloruro di zinco e il solfato di alluminio, composti come il cloralio idrato, dialdeidi quali glutaraldeide e glicoal, miscele di etanolo-glicerina-timolo, derivati iodati, soluzioni saline sature, tannini vegetali, resine acriliche, liquidi ionici e altre formulazioni sperimentali.

Molti di questi candidati presentano proprietà interessanti sotto il profilo conservativo e antimicrobico, ma nessuno ha ancora raggiunto un consenso unanime come sostituto perfetto della formaldeide. Le criticità riguardano la stabilità in miscela, il costo, la tossicità residua, la capacità di penetrazione tissutale, l’effetto estetico finale e la durata della conservazione.

In altre parole, sostituire la formaldeide non significa soltanto trovare una sostanza meno tossica, ma riuscire a riprodurre un equilibrio molto complesso di proprietà fisiche, chimiche e biologiche.

Una strada intermedia: i formaldehyde releasers

In questo scenario emerge una proposta particolarmente interessante: l’impiego di sostanze rilascatrici di formaldeide, i cosiddetti formaldehyde releasers.

Si tratta di composti capaci di generare formaldeide nel tempo, direttamente per decomposizione di una molecola precursore oppure indirettamente come sottoprodotto di specifiche reazioni chimiche. Queste sostanze sono già ampiamente utilizzate in altri settori, come la cosmetica, i fluidi industriali, le vernici e i trattamenti tessili.

L’idea alla base del loro impiego in tanatoprassi è semplice ma promettente: ridurre la presenza immediata di formaldeide libera nel fluido imbalsamante, e quindi l’esposizione professionale durante la preparazione del corpo, mantenendo però la capacità conservativa grazie al rilascio progressivo di formaldeide nel tempo, durante la fase di stoccaggio del cadavere.

In questo modo, la preservazione del corpo resterebbe garantita, ma con una potenziale diminuzione del rischio per gli operatori.

I vantaggi e le criticità dei releasers

L’aspetto più interessante dei formaldehyde releasers è il possibile controllo dell’emissione di formaldeide nel tempo. In teoria, la sostanza attiva sarebbe presente in quantità minore al momento della manipolazione, mentre la sua azione conservante si svilupperebbe progressivamente durante la conservazione del corpo.

Tuttavia, questo approccio presenta ancora importanti criticità. La principale riguarda la cinetica di rilascio, cioè la velocità e la quantità con cui la formaldeide viene effettivamente liberata nelle diverse condizioni di impiego.

Il rilascio dipende infatti da numerosi fattori: pH, temperatura, matrice chimica, diluizione, forza ionica e presenza di altri componenti del fluido o dei tessuti corporei. Questo rende estremamente difficile prevedere il comportamento reale della miscela in condizioni operative.

Alcuni composti, come il Bronopol, la DMDM idantoina, l’imidazolidinil urea, la diazolidinil urea e il quaternium-15, sono stati studiati più a fondo. I dati disponibili mostrano che il rilascio di formaldeide può essere significativo, ma è fortemente influenzato dal contesto chimico. In alcuni casi il rilascio è rapido, in altri molto limitato; in alcuni ambienti aumenta con il pH, in altri con la temperatura, mentre in matrici complesse il comportamento può cambiare radicalmente.

La sfida analitica: misurare la formaldeide reale

Un ulteriore problema riguarda la misurazione della formaldeide effettivamente libera nei fluidi contenenti releasers. La formaldeide è una molecola altamente reattiva e può legarsi rapidamente ai componenti della matrice. Allo stesso tempo, le stesse procedure analitiche possono indurre un rilascio artificiale di formaldeide dai releasers, falsando i risultati.

Per questa ragione, i metodi tradizionali di quantificazione non sempre sono affidabili in presenza di rilascatori. Si rischia sia di sovrastimare sia di sottostimare il contenuto reale di formaldeide disponibile.

Nuove metodiche di analisi, come l’estrazione per diffusione in contenitore chiuso o la microestrazione gas-diffusiva con derivatizzazione simultanea, sono state proposte proprio per ridurre questi errori e ottenere misurazioni più attendibili.

Una prospettiva concreta per la tanatoprassi?

L’uso dei formaldehyde releasers non rappresenta ancora una soluzione definitiva, ma apre una direzione di ricerca molto interessante. L’obiettivo non è necessariamente eliminare del tutto la formaldeide, bensì ripensarne la somministrazione in modo più controllato e più sicuro.

Dal punto di vista pratico, questa strategia potrebbe consentire di formulare fluidi imbalsamanti meno pericolosi nella fase operativa, mantenendo al tempo stesso il livello di conservazione richiesto per finalità didattiche, scientifiche o funerarie.

Occorre però grande prudenza. Ogni releaser deve essere valutato individualmente, considerando non solo la quantità teorica di formaldeide che può generare, ma anche il suo comportamento reale nella miscela e nei tessuti. Inoltre, alcuni rilascatori possono generare sottoprodotti indesiderati o presentare rischi tossicologici specifici.

In Fine

La formaldeide ha dominato per decenni le pratiche di tanatoprassi, imbalsamazione e fissazione istologica grazie al suo eccellente equilibrio tra efficacia conservativa, azione antimicrobica e capacità di fissazione dei tessuti. Allo stesso tempo, però, la sua tossicità ha reso sempre più urgente la ricerca di alternative.

Le formulazioni completamente prive di formaldeide hanno prodotto risultati interessanti ma ancora disomogenei. In questo contesto, i formaldehyde releasers rappresentano una possibile via intermedia: ridurre l’esposizione professionale senza rinunciare del tutto ai benefici conservativi della formaldeide.

Il futuro della tanatoprassi passerà probabilmente attraverso questa doppia esigenza: garantire sicurezza agli operatori e preservare al meglio il corpo umano, sia per la formazione medico-scientifica sia per la dignità della presentazione funeraria. La sfida sarà trovare fluidi sempre più efficaci, controllabili e compatibili con i nuovi standard sanitari, ambientali e professionali.

Per il settore funerario e tanatopratico, il tema non è soltanto tecnico: riguarda direttamente l’evoluzione della professione, la tutela dei lavoratori e la qualità del servizio offerto alle famiglie. Ed è proprio per questo che il dibattito sulla formaldeide, oggi più che mai, merita attenzione.

Leggi tutto

Andrea Pastore 13/03/2026 0

Sorbel – Polvere Superassorbente Ecologica Multiuso per il Settore Funerario

Nel settore funerario la gestione dei liquidi biologici rappresenta un aspetto fondamentale sia dal punto di vista igienico-sanitario sia per garantire decoro e sicurezza durante tutte le fasi della gestione della salma. Sorbel nasce proprio con questo obiettivo: offrire agli operatori funerari un prodotto altamente assorbente, rapido ed efficace, progettato per rispondere alle esigenze specifiche del settore.

Elevato potere assorbente

Sorbel è una polvere superassorbente ad alta capacità, formulata per catturare rapidamente grandi quantità di liquidi biologici. Grazie alla sua particolare composizione granulare, il prodotto è in grado di assorbire i liquidi in tempi molto rapidi, trasformandoli in una massa compatta e stabile.

Questa caratteristica permette di:

  • ridurre rapidamente la presenza di liquidi all'interno della bara

  • limitare la formazione di percolazioni

  • migliorare le condizioni igieniche durante la preparazione della salma

L'elevata velocità di assorbimento consente agli operatori di intervenire in modo immediato ed efficace, garantendo sicurezza e controllo della situazione.

Sicurezza per operatori e ambiente

Uno degli aspetti distintivi di Sorbel è la sua formulazione ecologica e non tossica.

Il prodotto è infatti:

  • non tossico

  • non infiammabile

  • biodegradabile

  • sicuro per gli operatori professionali

Questo lo rende ideale per l'utilizzo quotidiano nelle attività funerarie, senza rischi per la salute degli operatori e con un impatto ambientale ridotto.

Applicazioni professionali

Sorbel è stato sviluppato per essere un prodotto multiuso specifico per il settore funerario, con diverse applicazioni operative.

Tamponamento della salma

La polvere può essere utilizzata per il tamponamento delle cavità della salma, in particolare:

  • bocca

  • naso

  • altre cavità anatomiche

In questi casi Sorbel contribuisce ad assorbire i liquidi biologici e a mantenere condizioni di maggiore igiene durante la preparazione della salma.

Raccolta dei liquidi nella bara

Un utilizzo fondamentale è la distribuzione sul fondo della cassa, in particolare sulla vasca di zinco prima dell'imbottitura. In questo modo il prodotto:

  • raccoglie i liquidi che si depositano nel tempo

  • evita accumuli indesiderati

  • contribuisce a mantenere la bara asciutta più a lungo

Assorbimento nei loculi cimiteriali

Sorbel è inoltre particolarmente utile nei loculi cimiteriali, dove può essere impiegato per:

  • assorbire liquidi che fuoriescono dalle bare

  • neutralizzare eventuali percolazioni

  • mantenere condizioni igieniche adeguate negli spazi cimiteriali

Utilizzi aggiuntivi

Grazie alla sua versatilità, il prodotto può essere utilizzato in tutte le situazioni in cui sia necessario assorbire liquidi, offrendo una soluzione efficace, semplice e sicura.

Qualità e affidabilità professionale

Sorbel rappresenta una soluzione professionale ad alte prestazioni, progettata per offrire:

  • elevata capacità assorbente

  • rapidità di intervento

  • sicurezza operativa

  • rispetto per l'ambiente

Per queste caratteristiche si configura come un prodotto di riferimento per le imprese funebri, gli operatori di tanatoprassi e le strutture cimiteriali che necessitano di un sistema affidabile per la gestione dei liquidi biologici.

Il controllo assoluto dei liquidi biologici

Per effettuare ordini o richiedere preventivi scrivere a : eirene.srlsb@gmail.com

Leggi tutto

Andrea Pastore 08/03/2025 0

La Tanatoprassi: Un'Importante Azione di Sanità Pubblica

La tanatoprassi è una pratica che, sebbene ancora poco conosciuta dal grande pubblico, riveste un ruolo fondamentale nel contesto della sanità pubblica. Essa consiste in una serie di trattamenti conservativi del corpo del defunto, volti a garantirne una migliore presentazione estetica e un rallentamento del processo di decomposizione. Questa disciplina si configura non solo come un supporto per le famiglie in lutto, ma anche come un'importante misura igienico-sanitaria.

Il Ruolo della Tanatoprassi nella Sanità Pubblica

Uno degli obiettivi principali della sanità pubblica è la tutela della salute collettiva attraverso la prevenzione delle malattie e il controllo delle situazioni potenzialmente pericolose per la comunità. In questo contesto, la tanatoprassi contribuisce a:

  1. Prevenire la diffusione di agenti patogeni I corpi in decomposizione possono rappresentare un veicolo per la diffusione di batteri e virus. Grazie alle tecniche di tanatoprassi, è possibile ridurre significativamente il rischio biologico, proteggendo sia gli operatori del settore funerario che i familiari del defunto.

  2. Migliorare le condizioni igienico-sanitarie nei contesti funerari L'uso di soluzioni disinfettanti e conservanti permette di mantenere gli ambienti funerari più salubri, riducendo il rischio di contaminazione ambientale. Questo è particolarmente importante in situazioni di emergenza sanitaria o in presenza di epidemie.

  3. Favorire una gestione più sicura del corpo nei trasporti funebri Il trattamento tanatoprattico è essenziale quando il corpo del defunto deve essere trasportato su lunghe distanze, sia a livello nazionale che internazionale. La stabilizzazione del corpo impedisce la fuoriuscita di liquidi organici e il diffondersi di cattivi odori, migliorando le condizioni sanitarie durante il trasporto.

  4. Supportare la dignità del defunto e il benessere psicologico dei familiari Una presentazione dignitosa del corpo del defunto aiuta i familiari nel processo di elaborazione del lutto. Questo aspetto psicologico è strettamente collegato alla sanità pubblica, poiché un miglior benessere emotivo riduce l'insorgenza di disturbi psicologici legati alla perdita di una persona cara.

L'Integrazione della Tanatoprassi nei Protocolli Sanitari

In molti paesi europei, la tanatoprassi è già regolamentata e riconosciuta come una pratica essenziale per la gestione igienico-sanitaria dei defunti. In Italia, tuttavia, manca ancora una normativa specifica che ne disciplini l'applicazione su larga scala. L'integrazione della tanatoprassi nei protocolli sanitari potrebbe portare numerosi benefici, tra cui:

  • Miglioramento della sicurezza per il personale funebre: grazie all'utilizzo di prodotti chimici sicuri e procedure standardizzate, si ridurrebbe il rischio di esposizione a patogeni.

  • Maggiore efficienza nella gestione delle salme: l'adozione di questa pratica potrebbe snellire le procedure amministrative, facilitando il lavoro delle autorità sanitarie e degli operatori del settore.

  • Adattamento alle esigenze moderne della società: con l'aumento della mobilità internazionale, la tanatoprassi si rivela essenziale per garantire un'adeguata conservazione dei corpi durante i rimpatri e i lunghi trasporti funebri.

La tanatoprassi non è solo una pratica estetica, ma rappresenta una vera e propria azione di sanità pubblica. I suoi benefici in termini di igiene, sicurezza e benessere psicologico sono innegabili e dovrebbero essere riconosciuti e regolamentati a livello normativo. L'integrazione di questa disciplina nella gestione sanitaria dei decessi potrebbe rappresentare un passo significativo verso un miglioramento complessivo della sanità pubblica, contribuendo a garantire dignità ai defunti e sicurezza ai vivi.

Leggi tutto

Andrea Pastore 13/10/2024 0

Il Regolamento di Polizia Mortuaria: un quadro in evoluzione

Il Regolamento di Polizia Mortuaria, introdotto con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 285 del 10 settembre 1990, rappresenta un punto di riferimento fondamentale nell'ambito della gestione dei defunti in Italia. Questo complesso di norme, costantemente aggiornato in base alle evoluzioni sociali, sanitarie e tecnologiche, definisce le procedure da seguire in caso di decesso, dalla constatazione medica alla sepoltura, passando per il trasporto e la conservazione delle salme.

L'importanza di un quadro normativo aggiornato

Il settore funerario è profondamente legato alle tradizioni culturali e religiose di un paese, ma allo stesso tempo è soggetto a rapidi cambiamenti. L'allungamento della vita media, l'evoluzione delle pratiche mediche, l'emergenza sanitaria globale e le nuove esigenze della società civile richiedono un continuo adeguamento del Regolamento di Polizia Mortuaria.

Quali potrebbero essere i prossimi aggiornamenti?

Sulla base delle tendenze attuali e delle sfide future, è possibile ipotizzare alcune possibili evoluzioni del Regolamento:

  • Digitalizzazione dei processi: L'introduzione di strumenti digitali per la gestione delle pratiche funerarie potrebbe semplificare le procedure, ridurre i tempi e garantire una maggiore trasparenza. Si potrebbe pensare a un'anagrafe dei defunti digitalizzata, alla dematerializzazione dei certificati e alla possibilità di effettuare alcune operazioni online.
  • Valorizzazione della volontà anticipata: Sempre più persone desiderano esprimere le proprie volontà in merito alle proprie esequie. Una revisione del regolamento potrebbe prevedere una maggiore tutela della volontà anticipata, facilitando la sua espressione e garantendone il rispetto.
  • Sostenibilità ambientale: Il tema della sostenibilità ambientale sta diventando sempre più centrale in tutti i settori. Anche il settore funerario potrebbe essere interessato da un processo di ecologizzazione, con l'incentivazione di pratiche più rispettose dell'ambiente, come la cremazione o la sepoltura naturale.
  • Tutela dei diritti dei familiari: Il decesso di un congiunto rappresenta un momento molto delicato per i familiari. Il regolamento potrebbe essere aggiornato per garantire una maggiore assistenza e tutela dei loro diritti, sia dal punto di vista emotivo che pratico.

Conclusioni

Il Regolamento di Polizia Mortuaria è uno strumento dinamico, che si adatta ai cambiamenti della società. I prossimi anni potrebbero portare a significative novità in questo ambito, con l'obiettivo di garantire un servizio sempre più efficiente, trasparente e rispettoso delle esigenze di tutti.

Leggi tutto

Andrea Pastore 17/02/2024 0

Collezionisti e studiosi: Le follie per le reliquie della storia

Nel vasto panorama della storia, alcuni oggetti atipici e macabri diventano oggetto di desiderio per una particolare categoria di individui: collezionisti e studiosi. Il fenomeno delle reliquie storiche, in particolare i resti di persone celebri, ha attraversato i secoli, coinvolgendo personaggi come Napoleone, Lenin, Stalin e altri illustri defunti. Queste reliquie, da alcuni considerate preziose testimonianze del passato, diventano spesso oggetto di controversia e dibattito.

 

Uno degli esempi più discussi è il pene di Napoleone, attualmente custodito in una collezione privata a New York. Il percorso di questo "reperto" ha attraversato continenti e case d'aste, suscitando indignazione tra coloro che ritengono la sua conservazione un atto di cattivo gusto. La storia di questa particolare reliquia è stata trasformata in un romanzo, "Peter Doyle" di John Vernon, mentre molti americani chiedono la sua restituzione alla Francia. L'amputazione del membro imperiale avvenne durante l'autopsia di Napoleone nel maggio del 1821, motivata più dalla vendetta personale del medico corso che lo curava che da un rispetto reverenziale per il defunto.

 

Ma il desiderio di possedere frammenti dei grandi personaggi della storia non si limita al periodo napoleonico. La Napoleonic Society of America ha recentemente messo all'asta una ciocca dei capelli di Napoleone, un altro pezzo controverso di questa collezione di reliquie.

 

Le autopsie diventano un momento magico per i cacciatori di tesori macabri. Nel caso di Einstein, oltre agli occhi, il suo cervello fu trafugato durante l'autopsia. Thomas Harvey, il protagonista di questo colpo, risiede nel Kansas e talvolta regala microspicci di cervello a scienziati desiderosi di esplorare i segreti della mente del celebre scienziato.

 

Anche Lenin e Stalin non sfuggono a questa strana forma di venerazione post mortem. I loro cervelli sono stati asportati e studiati per cercare prove della loro straordinarietà. Nel caso di Lenin, la storia narra di uno scambio di cervelli orchestrato dallo stesso Stalin per nascondere le malattie del fondatore dell'URSS.

 

La febbre collezionistica arriva persino a coinvolgere il genio musicale di Mozart. Un teschio attribuito al compositore è stato ritrovato a Mosca, avvolto in un giornale datato 1896 con la scritta "Mozart" in caratteri latini. Sebbene siano sorti dubbi sull'autenticità, il mistero attorno a queste reliquie persiste.

 

In diverse parti del mondo, si conservano frammenti di personalità storiche come Lucrezia Borgia, i capelli di cui sono custoditi negli oscuri sotterranei dell'arcivescovado di Milano. Questi oggetti diventano oggetto di desiderio, suscitando emozioni contrastanti tra chi li osserva.

 

In conclusione, la passione per le reliquie della storia continua a ispirare collezionisti e studiosi, creando un curioso connubio tra il macabro e l'ammirazione per la grandezza del passato.

Leggi tutto

Andrea Pastore 13/01/2024 0

L'Espansione delle Attività Funebri nel Mondo del Private Equity: Un Nuovo Capitolo nel Settore Funerario

*Il mercato delle attività funerarie, spesso sottovalutato e misconosciuto, sta attirando l'attenzione di investitori private equity in tutto il mondo. L'evoluzione delle tendenze culturali, demografiche e l'aumento della domanda di servizi di qualità stanno facendo emergere il settore come un campo di investimento attraente. Questo articolo esplora l'espansione delle attività funerarie attraverso l'occhio degli investitori private equity e le implicazioni di questa tendenza.*

**Il Contesto del Mercato:**

Negli ultimi anni, l'industria funeraria ha sperimentato una serie di cambiamenti significativi. La crescente nascita delle Case funerarie, la sempre piu accettazione delle cremazioni, i cambiamenti nelle preferenze culturali e una maggiore attenzione alla personalizzazione dei servizi funebri stanno ridefinendo il panorama del settore. Questi fattori stanno aprendo opportunità di investimento per gli operatori del private equity che cercano settori resilienti e in crescita.

**Dati di Mercato:**

A livello globale, il settore delle attività funerarie genera miliardi di euro di entrate ogni anno. La domanda di servizi funerari rimane costante, con un aumento significativo delle richieste di servizi personalizzati e soluzioni innovative. Investire in questo settore può essere redditizio, considerando la sua natura resiliente e la crescente richiesta di qualità e professionalità.

**Fattori Trainanti dell'Interesse Private Equity:**

1. **Stabilità del Settore:** Il settore funerario è noto per essere resistente alle fluttuazioni economiche. Indipendentemente dalle condizioni economiche generali, la domanda di servizi funerari rimane costante, rendendo questo settore attraente per gli investitori alla ricerca di stabilità.

2. **Crescente Domanda di Innovazione:** Con una clientela più informatizzata e orientata alla personalizzazione, c'è una crescente domanda di innovazione nel settore funerario. Gli investitori private equity possono sfruttare questa opportunità per introdurre tecnologie avanzate, servizi personalizzati e soluzioni digitali.

3. **Globalizzazione dell'Industria:** La tendenza all'espansione globale delle attività private equity sta raggiungendo anche il settore funerario. Le aziende stanno cercando di espandersi oltre i confini nazionali, creando opportunità di investimento per fondi che possono facilitare questa crescita.

**Casi di Successo:**

Uno dei casi più recenti che riflette questa tendenza è la fusione tra Altair e Funecap Groupe, che ha dato vita al più grande gruppo paneuropeo dei servizi funerari. Questa operazione dimostra l'interesse crescente degli investitori nel consolidare e espandere le attività nel settore.

**Sfide e Opportunità:**

Mentre l'interesse degli investitori private equity nel settore funerario è in aumento, ci sono anche sfide da considerare. La gestione sensibile delle questioni culturali e la necessità di mantenere un approccio etico nei confronti dei servizi offerti sono fattori critici.

**Conclusioni:**

L'espansione delle attività funerarie nel settore private equity indica una crescente consapevolezza delle opportunità di investimento in settori tradizionali ma in evoluzione. Gli investitori che sono disposti a navigare in un territorio spesso ignorato possono trovare nel settore funerario un'occasione unica di crescita e successo finanziario, mantenendo al contempo un impegno etico nei confronti delle comunità servite. Con una domanda costante e la ricerca di servizi innovativi, il settore funerario potrebbe essere destinato a diventare una delle prossime frontiere per gli investitori private equity.

Leggi tutto

Andrea Pastore 04/12/2023 0

Il Kit Fluytan che ti permette di eseguire la cura di base da solo!!

Fluytan srl lancia il Kit per il recupero della decomposizione  della salma, una soluzione innovativa per la cura di base e la breve conservazione della salma. Questo kit è progettato con l'obiettivo di garantire un trattamento rispettoso e adeguato dei cari defunti, offrendo contemporaneamente un metodo efficace e discreto per la preparazione della salma senza dover avere autorizzazioni per eseguirlo.

  1. Introduzione al Kit Fluytan

Il Kit Fluytan rappresenta un passo avanti nell'ambito della cura e della eliminazione della decomposizione dei defunti. È stato sviluppato con cura e attenzione per fornire un processo semplice ma efficace, garantendo nel contempo un aspetto naturale e dignitoso della salma.

  1. Componenti e Utilizzo

Questo kit comprende una serie di strumenti e prodotti specializzati che consentono una preparazione e preservazione della salma utilizzando il Fluytan topic sul corpo applicandolo con una spugna/guanto o con un nebulizzatore  su tutto il corpo. Include sostanze di conservazione delicate e sicure per preservare la salma, rispettando le normative e le buone pratiche in materia di igiene e sicurezza.

  1. Benefici del Kit Fluytan
  • Eliminazione della decomposizione efficace: Il Fluytan offre una preservazione temporanea della salma, consentendo ai familiari di avere una veglia e il funerale senza preoccupazioni e in un ambiente rispettoso.
  • Facilità d'uso: Progettato per essere intuitivo e semplice da utilizzare, il kit offre istruzioni chiare per un'applicazione senza problemi.
  • Rispetto e dignità: Garantisce un trattamento rispettoso del defunto, mantenendo un aspetto naturale durante il periodo della veglia.
  1. Conclusioni

Il Kit Fluytan si presenta come un alleato prezioso per gli operatori nel settore funerario, offrendo un metodo affidabile e discreto per la cura e la preservazione temporanea della salma.

Per ulteriori informazioni o per scoprire come il Kit Fluytan può essere un valido supporto durante questi momenti, vi invitiamo a contattare i nostri rappresentanti dedicati al numero 392.18.18.118 o mail info@italtan.com

Leggi tutto

Andrea Pastore 24/09/2023 0

Produttori di zinco sconfitti dal via libera alle bare in polipropilene di una ditta friulana

PORDENONE - Nel mondo dei produttori di bare e accessori funebri anche l’utilizzo di un nuovo materiale può portare scompiglio e stravolgere un business che non conosce crisi. L’ingresso nel mercato dei cofani di polipropilene prodotti dalla KB-Plast srl di San Giorgio di Nogaro, dove c’è la sede produttiva della Karton Spa di Sacile, ha innescato una battaglia legale portata avanti nel nome del “federalismo amministrativo” da Bragagnolo Renzo Srl, C.F.Z. Srl, Zinco Cofani Srl, Zincof Srl, Zinco Meridionale Srl, Zinco Puglia Srl e Gruppo Sicilzinco Srl, società che hanno sede in Sicilia, Puglia, Veneto e Lombardia. L’indice era puntato contro il decreto dell’Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale in cui si autorizza KB-Plast a produrre e commercializzare in ambito nazionale casse in polipropilene al posto dei feretri in zinco per la tumulazione con trasporto di salme a una distanza inferiore ai 100 chilometri, quindi anche in Veneto.

Il confronto aveva già dato ragione alla ditta friulana davanti al Tar del Fvg. A togliere ogni altro dubbio ci ha pensato il Consiglio di Stato mettendo una pietra tombale sulla questione e dando il via libera ai nuovi cofani nel momento in cui i rincari dei prezzi si fanno sentire anche nel settore, soprattutto per quanto riguarda lo zinco, metallo che ha fatto oscillare i costi per il “caro estinto” tra i 100 e 150 euro.

 

CASO PILOTA

La sentenza potrebbe aprire nuovi fronti in altre regioni italiane. Finora il problema si è posto soltanto in Friuli Venezia Giulia, nonostante l’impiego di polipropilene al posto dello zinco, sia stato autorizzato dal ministero della Salute già nel 2007. Nessuno ha mai impugnato il provvedimento perché nessuno aveva mai chiesto alla propria Regione di competenza l’autorizzazione a produrre con materiali alternativi. E così Assocofani si è mossa soltanto quando la Regione Fvg ha delegato all’Asufc la valutazione della richiesta della KB-Plast. «Il Consiglio di Stato - spiega l’avvocato Pio Rinaldi - è entrato nel merito della questione confermando la legittimità dell’autorizzazione. È inoppugnabile».

LIBERA CONCORRENZA

Ai ricorrenti i giudici ricordando che se dovessero trovarsi a operare in un mercato totalmente liberalizzato, non potrebbero opporsi a nuovi soggetti che «propongano di operare in modo concorrenziale grazie all’utilizzo di materiali e tecnologie in grado di consentire loro, anche in ipotesi, di sottrarre quote di utenza alle imprese già presenti». È anche vero che in questo caso il mercato deve rispettare regole di sanità pubblica. Il Tar aveva scisso interesse pubblico e aspetti concorrenziale. Un «errore logico» secondo il Consiglio di Stato, perché «i due profili vanno esaminati congiuntamente, tenuto conto che le società appellanti hanno l’interesse qualificato degli operatori economici che agiscono in un mercato regolamentato a opporsi agli atti amministrativi con cui è consentito, a loro dire illegittimamente, a soggetti terzi l’ingresso nel mercato medesimo, a tutela proprio della regolarità della concorrenza e non in funzione anticoncorrenziale». L’errata ricostruzione del quadro normativo, dove si evidenzia che la Regione Fvg ha violato le prerogative statali in materia di sanità pubblica trasferendo le funzioni di accertamento alle Aziende sanitarie, ha dato ragione alla KB-Plast, che si è mossa correttamente e potrà continuare a produrre i suoi cofani per trasportare salme nell’arco di 100 chilometri.

(da il Gazzettino.it)

Leggi tutto

Andrea Pastore 16/01/2023 0

Riconoscimento giuridico della Tanatoprassi a che punto siamo?

Eppur qualcosa si muove. Nel corso della scorsa legislatura, la Commissione permanente Igiene e Sanità ha esaminato congiuntamente tre diversi Disegni di Legge concernenti i servizi funebri adottando, durante l’ Iter, un testo unificato. Nello scorso 18 dicembre,si è arrivati alla presentazione del Fascicolo Iter DDL S. 963, Disciplina delle attività funerarie, nel tentativo di definire una normativa puntuale e cogente. Esaminiamo nel dettaglio le novità, anche per il tema “Tanatoprassi”.

 Da tempo, ed è un dato di fatto, il settore funerario è in profonda crisi e necessita di un radicale cambiamento.

 Abbiamo spesso fatto notare quanto sia decisamente necessario garantire un' organica sistemazione alla materia del settore funerario, i cui servizi intervengono nei momenti più dolorosi e difficili della vita e devono essere garantiti come efficienti, trasparenti ed adeguati all'evolversi della odierna società.

 Il primo problema riguarda sicuramente il quadro normativo, caratterizzato non solo da norme statali superate e inadeguate (Testo Unico, decisamente vetusto; regolamento di polizia mortuaria del 1990 e legge statale, datata 2001, recante le disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri) ma anche da norme regionali e provvedimenti comunali spesso difformi tra loro.

L’ esigenza di armonizzazione è quanto mai un’ impellente necessità, a livello sia nazionale che regionale: bisogna uniformare la legislazione frammentaria, relativa alle norme fondamentali circa il settore funerario, semplificare e riorganizzare.

Anche se va detto che tali condizioni, sicuramente hanno portato, nel tempo, alla nascita di alcuni complessi ed articolati Disegni di Legge ( ad esempio il FOSCOLO che è ancora in corso di Esame in Commissione alla Camera), ad oggi dobbiamo però attestare ancora il “niente di fatto”.

Esiste fortemente non soltanto la necessità di definire in modo chiaro le competenze spettanti ai vari soggettie di determinare un quadro normativo omogeneo valido su tutto il territorio nazionale, ma anche quella di stabilire un sistema di controlli le cui finalità principali devono essere trasparenza, legalità ed efficienza, decisamente mancanti negli ultimi anni, nei quali è proliferato, invece, il malcostume incontrollato.

Una vera e propria piaga. Un crescendo di reati, abusi diffusi, compravendita di informazioni sui decessi nelle strutture sanitarie e varie illegalità, ai danni del defunto e dei parenti, da parte degli operatori sanitari o delle imprese funebri.

Tantissimi poi i casi di gestione funeraria da parte di associazioni criminali e infiltrazioni mafiose nel settore, per non parlare dell’evasione fiscale e della progressiva difficoltà finanziaria di alcuni particolari comuni a gestire i servizi funebri.

Infine, il terzo ma non ultimo problema del settore funebre: il riconoscimento giuridico dell’ attività della Tanatoprassi, per il quale ci battiamo da anni!

La Tanatoprassi è, oggi più che mai, una disciplina che ha estrema necessità di un riconoscimento, non solo perché si configura come necessaria attività, in una società odierna, dal punto di vista sociale, sanitario e civile, per la ridefinizione del rito funebre e per dargli la dignità che merita, ma anche, dal lato pratico, perché c’è l’ esigenza che l’operatore sia autorizzato in maniera formale da un' autorità sanitaria e da istituzioni che ne riconoscano, definitivamente, la legittimità.

La Tanatoprassi, insomma, è un’attività che deve essere svolta secondo le dovute autorizzazioni e previsioni normative, garantendo i necessari requisiti di professionalità e di affidabilità per la disciplina, nel pieno rispetto degli standard sanitari, attraverso metodologie e strumenti innovativi. Un’ attività svolta da operatori professionali preparati, competenti sulla quale sono impellenti i necessari controlli.

 Eppure, in questo contesto, qualcosa, recentemente, si muove.

Nel corso della scorsa legislatura, infatti, la Commissione permanente Igiene e Sanità ha esaminato congiuntamente tre diversi Disegni di Legge concernenti i servizi funebri adottando, durante l’ Iter, un testo unificato, risultato di un accurato lavoro di sintesi. Nello scorso 18 dicembre, quindi, si è arrivati alla presentazione del Fascicolo Iter DDL S. 963, Disciplina delle attività funerarie, nel tentativo di definire una normativa puntuale e cogente.

Un nuovo sistema di regole strutturale che possa definire, finalmente, una riforma organica e complessa del settore, anche in considerazione del fatto che, pur essendo un dato di fatto che i servizi necroscopici e cimiteriali rientrino tra le funzioni fondamentali dei comuni, la confusione che regna in questo settore è decisamente tanta.

Esaminiamone velocemente i punti.

•  Per quanto ci riguarda più da vicino, il Disegno di Legge definisce le sale del commiato, precisa i requisiti minimi strutturali per le Case Funerarie (di cui è vietata la presenza nelle strutture sanitarie di quelle gestite da imprese funebri), e punto fondamentale, introduce formalmente nell'ordinamento mortuario italiano la possibilità di effettuare la pratica della Tanatoprassi, intesa appunto come tutto quell’ insieme di tecniche sul corpo del defunto che ne consentono una esposizione più dignitosa, in termini sia di igiene che di presentabilità. Con l’ entrata in vigore della legge e  previa definizione dei requisiti minimi per la disciplina, si autorizza quindi e definitivamente l’ operato dei Tanatoprattori.

 Ma le tematiche toccate sono davvero tante, e a 360 gradi.

•  Il Disegno di Legge punta a definire, una volta per tutte e con chiarezza, i compiti e le funzioni degli enti locali, delle aziende sanitarie locali (ASL), delle regioni e dello Stato, demandando ad appositi regolamenti le disposizioni attuative della legge per le materie rientranti nella competenza esclusiva statale, al fine di garantire un omogeneo esercizio delle attività e superare l'attuale frammentazione delle disposizioni regionali e locali.

•  Viene stabilito che le attività funebri sono attività economiche da svolgere secondo liberi principi di concorrenza nel mercato, ma sempre nel pieno rispetto della dignità e del diritto di ogni individuo di scegliere liberamente circa la propria persona: ideali e valori, questi, che rappresentano il cardine del documento.

•  Per operare, l'impresa funebre deve possedere una sede adeguata, il titolo ad esercitare la vendita di beni in sede fissa, la previsione della figura del direttore tecnico dell'impresa  e la disponibilità di un numero di dipendenti idoneo, con specifici requisiti qualitativi e di competenza professionale. Inoltre, i centri di servizio funebre possono operare a supporto delle imprese funebri, mediante la stipula di formali contratti di appalto di servizi. 

•  Il Disegno di Legge introduce poi una sorta di transitorietà, per cui i soggetti che, alla data di entrata in vigore della legge, sono titolari di autorizzazioni all'esercizio delle attività funerarie possano continuare ad esercitare le stesse attività fino al termine massimo di due anni dalla medesima data.

•  In materia di trasporto funebre, invece, sono definiti in modo più puntale gli adempimenti, conferendo poteri dispositivi immediatamente efficaci all'autorità sanitaria intervenuta dopo il decesso.

Parliamo quindi di principi importanti, come equità e rispetto della dignità dei defunti e delle loro famiglie. E ancora, trasparenza, legalità, controllo.

•  Dal divieto di pubblicità e di procacciamento di funerali all'interno di strutture sanitarie, obitori, locali di osservazione delle salme, cimiteri fino al  tema dei costi, che devono essere definiti secondo criteri di chiarezza commerciale e di comparabilità, con l'indicazione analitica delle prestazioni minime di beni e di servizi da prevedere in preventivo e fatturazione.

•  Dalla necessità delle attività di vigilanza e di controllo sui servizi funebri, da parte di comuni e ASL, alle sanzioni per l'inosservanza delle disposizioni.

•  Dal piano regolatore cimiteriale territoriale, che deve essere adottato da città metropolitane e enti di area vasta, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge, al fine di prevedere specifiche indicazioni concernenti le funzioni e le attività dei comuni compresi nel rispettivo territorio; alla definizione delle modalità di affidamento del servizio di illuminazione votiva, di competenza dei comuni, le cui concessioni in essere alla data di entrata in vigore della legge, debbano cessare alla data di scadenza indicata nel contratto senza possibilità di proroga.

•  Dall’ introduzione di forme assicurative in ambito funebre e cimiteriale per permettere alle famiglie di scegliere indipendentemente dalle urgenze e dai condizionamenti che scaturiscono nell'immediatezza della perdita, all’ opportunità per i soggetti stipulanti di poter decidere anticipatamente alla propria morte circa esequie e mantenimento della sepoltura.

•  Infine, dal punto di vista del trattamento fiscale delle spese funebri e cimiteriali, incoerenza con altri stati UE, il Disegno di Legge introduce diverse novità: supera l'attuale esenzione per alcuni servizi, che vengono assoggettati ad IVA ad aliquota ridotta; eleva la soglia di deducibilità delle spese ricomprendendo anche le opere edili e lapidee cimiteriali, nonché la relativa accessoristica funebre; prevede particolari agevolazioni fiscali per facilitare la diffusione della previdenza funebre e cimiteriale; incentiva in fine le spese di mantenimento e di recupero dei sepolcri e delle tombe antiche, che rappresentano certamente un patrimonio artistico e storico, oggi in una situazione di quasi totale abbandono.

In conclusione, noi di Tanmagazine attendiamo gli sviluppi dell’ Iter con trepidante attesa, sicuri che l’ ordinamento funebre possa definitivamente avere la disciplina che merita e che la Tanatoprassi venga formalmente riconosciuta dall’ ordinamento mortuario del nostro paese!

 

Leggi tutto

Andrea Pastore 08/05/2022 0

Disposizione del proprio corpo post mortem a fini di studio e ricerca

E' stata pubblicata sulla G.U. del 4 marzo 2020, la legge 10 febbraio 2020, n. 10 Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica. La proposta di legge è stata approvata (in sede legislativa) in via definitiva e all'unanimità dalla XII Commissione Affari sociali della Camera nella seduta del 29 gennaio 2020 (proposta di legge A.C. 1806).

La materia è stata più volte affrontata nelle passate Legislature. In sintesi, essa prevede che la dichiarazione di consenso alla donazione post mortem del proprio corpo o dei tessuti per fini di ricerca, debba essere redatta, in analogia con la legge n. 219/2017 sul consenso informato e sulle DAT, nelle forme previste per le dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT), vale a dire per atto pubblico, per scrittura privata autenticata o per scrittura privata consegnata personalmente dal disponente presso l'Ufficio dello stato civile del comune di residenza. Inoltre, la dichiarazione di consenso deve essere consegnata alla Asl di appartenenza a cui spetta il compito di conservarla e di trasmetterla telematicamente alla Banca dati DAT. La revoca al consenso può essere effettuata in qualsiasi momento e con le modalità appena illustrate.

A differenza della legge n. 219/2017, che prevede la possibilità di indicare nelle DAT un fiduciario chiamato a rappresentare il disponente nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie, nella dichiarazione di consenso alla donazione post mortem deve essere obbligatoriamente indicato un fiduciario a cui spetta l'onere di comunicare al medico che accerta il decesso l'esistenza del consenso. Al fine di ottimizzare l'utilizzo dei corpi dei defunti, il decreto 23 agosto 2021 ha individuatoi Centri di riferimento per la conservazione e l'utilizzazione dei corpi dei defunti e un Elenco degli stessi presso il Ministero della salute.

Infine, la definizione delle norme attuative viene demandata ad un regolamento da emanarsi entro tre mesi l'entrata in vigore del provvedimento. Dopo il decesso e la dichiarazione di morte, il corpo del defunto deve restare all'obitorio almeno ventiquattro ore prima di essere destinato allo studio, alla formazione e alla ricerca scientifica. In proposito si ricorda che la legge di Bilancio 2021 ha previsto (commi 499-501, art. 1, L. n. 178/2020) un'autorizzazione di spesa di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023 per le finalità di cui alla legge n. 10/2020 in esame a fini di studio, ricerca scientifica e formazione, con modalità contenute in un apposito decreto del Ministero della salute per l'individuazione dei centri di riferimento, le modalità di svolgimento del training e la simulazione sui cadaveri.

Un ulteriore decreto del Ministero della salute dovrà stabilire i criteri e le modalità per la ripartizione delle risorse autorizzate, anche al fine di individuare le specifiche attività da finanziare. Disposizione del proprio corpo post mortem a fini di studio e ricerca Nella seduta dl 29 gennaio la XII Commissione affar sociali della Camera ha approvato in sede legislativa, all'unanimità, in via definitiva, la proposta di legge A.C. 1806, già approvata dal Senato (ora legge n. 10 del 10 febbraio 2020), recante Norme in materia di disposizione del roprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica. Il provvedimento è stato approvato dall'Assembea del Senato il 29 aprile 2019 (qui i documenti acquisiti nel corso delle audizioni al Senato). Va ricordato che la materia è stata più volte affrontata durante le passate Legislature. Nel corso della XVII Legislatura, il Testo unificato delle proposte A.C. 100 (Binetti), A.C. 702 (Grassi ed altri) e A.C. 1250 (Dorina Bianchi) è stato approvato in sede legislativa dalla XII commissione affari sociali della Camera. Trasmesso al Senato (A.S. 1534) l'esame non è proseguito a causa dello scioglimento delle Camere.

La legge n. 10 del 10 febbraio 2020, si compone di 10 articoli. In sintesi, essa prevede che la dichiarazione di consenso alla donazione post mortem del proprio corpo o dei tessuti debba essere redatta, in analogia con la legge n.219/2017 sul consenso informato e sulle DAT, nelle forme previste per le dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT), vale a dire per atto pubblico o per scrittura privata autenticata o per scrittura privata consegnata personalmente dal disponente presso l'Ufficio dello stato civile del comune di residenza. Inoltre, la dichiarazione di consenso deve essere consegnata alla Asl di appartenenza a cui spetta il compito di conservarla e di trasmetterla telematicamente alla Banca dati DAT. La revoca al consenso può essere effettuata in qualsiasi momento e con le modalità appena illustrate. A differenza della legge n. 219/2017, che prevede la possibilità di indicare nelle DAT un fiduciario chiamato a rappresentare il disponente nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie, nella dichiarazione di consenso alla donazione post mortem deve essere obbligatoriamente indicato un fiduciario (facoltativamente anche un sostituto del fiduciario) a cui spetta l'onere di comunicare al medico che accerta il decesso l'esistenza del consenso.

Al fine di ottimizzare l'utilizzo dei corpi dei defunti, vengono istituiti Centri di riferimento per la conservazione e l'utilizzazione dei corpi dei defunti e un Elenco degli stessi presso il Ministero della salute. Infine, la definizione delle norme attuative viene demandata ad un regolamento da emanarsi entro tre mesi dall'entrata in vigore del provvedimento. Dopo il decesso e la dichiarazione di morte, il corpo del defunto deve restare all'obitorio almeno ventiquattro ore prima di essere destinato allo studio, alla formazione e alla ricerca scientifica. La legge 578/1993 stabilisce che la morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo. Tale condizione può presentarsi in seguito ad un arresto prolungato della circolazione sanguigna (elettrocardiogramma piatto per non meno di 20 minuti) o per una lesione devastante e definitiva dell'intero cervello. In questo secondo caso i medici eseguono accurati accertamenti clinici e strumentali per stabilire la causa precisa della lesione e la contemporanea presenza delle seguenti condizioni: stato di incoscienza ; assenza di tutti i riflessi del tronco dell'encefalo ; assenza di respiro spontaneo dopo la massima stimolazione (test di apnea); assenza di attività elettrica cerebrale all'elettroencefalogramma alle massime amplificazioni. L'art. 4 del decreto ministeriale 11 aprile 2008, n. 136 (che aggiorna il D.M. 22 agosto 1994 n. 582) sancisce che, per tutti e indipendentemente dal trapianto, la durata dell'osservazione ai fini dell'accertamento della morte deve essere non inferiore a 6 ore per gli adulti e i bambini di età superiore ai 6 anni; sotto i sei anni di età sono richiesti ulteriori test strumentali.

L'articolo 2 prevede la promozione di iniziative di informazione, da parte del Ministro della salute, nel rispetto di una libera e consapevole scelta. Le iniziative, dirette a diffondere tra i cittadini la conoscenza delle disposizioni sulla donazione del corpo post mortem a fini di ricerca, di formazione e studio, devono essere realizzate utilizzando le risorse disponibili a legislazione vigente per la realizzazione di progetti di comunicazione istituzionale. Da parte loro, le regioni e le aziende sanitarie locali adottano, in conformità alla disciplina posta dal regolamento di attuazione (di cui all'articolo 8 del provvedimento in esame), iniziative volte a: a) diffondere tra i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta e tra i medici delle strutture sanitarie pubbliche e private e gli esercenti le professioni sanitarie la conoscenza delle disposizioni in materia; b) diffondere tra i cittadini, attraverso idonea pubblicizzazione presso le amministrazioni comunali e anche attraverso le organizzazioni di volontariato, una corretta informazione sull'utilizzo del corpo umano e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione medica e di ricerca scientifica.

L'articolo 3 dispone, al comma 1, che la dichiarazione di consenso alla donazione post mortem del proprio corpo o dei tessuti sia redatta in una delle forme previste, dall'articolo 4, comma 6, della legge 22 dicembre 2017, n. 219, per le Dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT) . Si ricorda che le DAT sono dichiarazioni attraverso le quali ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un'eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari. Pertanto, ai sensi dell'articolo in esame, la dichiarazione di consenso alla donazione post mortem del corpo o dei tessuti potrà essere redatta nelle forme previste per le DAT con: atto pubblico; scrittura privata autenticata; scrittura privata consegnata personalmente dal disponente presso l'ufficio dello stato civile del comune di residenza del disponente medesimo.

L'articolo in esame, prevede poi esplicitamente che la dichiarazione di consenso all'utilizzo post mortem del proprio corpo o dei tessuti sia consegnata all'azienda sanitaria di appartenenza, cui spetta l'obbligo di conservarla e di trasmetterne telematicamente i contenuti informativi alla Banca dati DAT, istituita presso il Ministero della salute (Banca dati di cui al comma 418 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205). La legge di bilancio 2018 (legge 205/2017, articolo 1, commi 418 e 419) ha previsto l'istituzione, presso il Ministero della salute, di una banca dati destinata alla registrazione delle DAT e ha autorizzato, per il 2018, la spesa di 2 milioni di euro. Recentemente, la legge di bilancio 2019 (art. 1, comma 573, della legge 145/2018) ha autorizzato la spesa di ulteriori 400 mila euro annui per l'esercizio a regime della Banca dati. Il regolamento, approvato con decreto 10 dicembre 2019, n. 168, ha disciplinato le modalità di raccolta delle copie delle DAT nella banca dati nazionale prevedendone la disciplina, i contenuti informativi e i soggetti autorizzati ad alimentarla, oltre che le modalità di accesso ai dati. Una specifica norma è volta a prevedere l'interoperabilità tra la Banca dati nazionale, la Rete unitaria del notariato e le altre banche dati regionali previste dalla legge in esame.

La revoca del consenso alla donazione post mortem può essere effettuata dal disponente in qualsiasi momento e con le stesse modalità richieste per la sua espressione dal comma 1. La revoca deve essere comunicata all'azienda sanitaria di appartenenza che la trasmette alla Banca dati DAT. Nei casi in cui ragioni di emergenza ed urgenza impediscono di procedere alla revoca del consenso nelle forme di cui al comma 1, essa può essere espressa con dichiarazione verbale raccolta o videoregistrata da un medico, con l'assistenza di due testimoni (comma 5). I commi da 2 a 4 sono dedicati alla figura del fiduciario, indicato obbligatoriamente dal disponente nella dichiarazione di consenso, e all'eventuale figura del sostituto del fiduciario (tale indicazione è facoltativa). Al fiduciario spetta l'onere di comunicare l'esistenza del consenso specifico al medico che accerta il decesso; il sostituto subentra nei compiti del fiduciario in caso di morte o di sopravvenuta incapacità di quest'ultimo, nonché nel caso di oggettiva impossibilità per il fiduciario di svolgere tempestivamente il proprio ruolo. Sia il fiduciario sia l'eventuale suo sostituto devono essere persone maggiorenni e capaci di intendere e di volere. L'accettazione della nomina, da parte di ciascuno di essi, avviene attraverso la sottoscrizione della suddetta dichiarazione di consenso; è sempre possibile revocare la propria accettazione, con atto scritto, che è comunicato al disponente. L'incarico dato loro può essere revocato dal disponente in qualsiasi momento (con le stesse modalità previste per la nomina e senza obbligo di motivazione). Il comma 6 specifica che, per i minorenni, il consenso all'utilizzo del corpo o dei tessuti post mortem deve essere manifestato (nelle medesime forme di cui al comma 1) da entrambi i genitori esercenti la responsabilità genitoriale ovvero dai tutori oppure dai soggetti affidatari ai sensi della legge 184/1983; la revoca può essere espressa anche da uno solo dei soggetti summenzionati.

L'articolo 4 istituisce i centri di riferimento per la conservazione e l'utilizzazione dei corpi dei defunti. I Centri sono individuati - dal Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, previa intesa in sede di Conferenza Stato-regioni -, fra le strutture universitarie, le aziende ospedaliere di alta specialità e gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS). Le attività dei centri di riferimento che richiedono il ricorso al corpo di cadavere o ai suoi organi o tessuti devono essere conformi ai progetti di ricerca scientifica per i quali il Comitato etico indipendente territorialmente competente - individuato ai sensi della disciplina, ivi richiamata, sulle sperimentazioni cliniche relative ai medicinali per uso umano ed ai dispositivi medici - abbia rilasciato parere favorevole. L'attività chirurgica di formazione, laddove in linea con i percorsi didattici dei centri di riferimento autorizzati, può essere invece svolta previa autorizzazione da parte della sola direzione sanitaria della struttura di appartenenza.

L'articolo 5 prevede l'istituzione (senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica), presso il Ministero della salute, dell'Elenco nazionale dei Centri di riferimento. L'Elenco, consultabile sul sito internet del Ministero, è aggiornato tempestivamente, in modo da consentire al medico che accerti il decesso l'individuazione del centro di riferimento (competente per territorio) a cui il medesimo debba comunicare la notizia della morte del disponente. Il centro di riferimento, acquisita, mediante la Banca dati DAT, la prova del consenso espresso, provvede al prelievo del corpo del defunto, dandone notizia all'azienda sanitaria di appartenenza del disponente.

L'articolo 6 dispone che i centri di riferimento siano tenuti a restituire la salma alla famiglia in condizioni dignitose entro dodici mesi dalla consegna. Gli oneri per il trasporto del corpo, dal momento del decesso fino alla sua restituzione, le spese relative alla tumulazione, nonché le spese per l'eventuale cremazione sono a carico dei centri medesimi, che provvedono nell'ambito delle risorse destinate ai progetti di ricerca.

L'articolo 7 afferma che l'utilizzo del corpo umano, di parti di esso, o dei tessuti post mortem non può avere fini di lucro e destina alla gestione dei centri di riferimento suddetti le eventuali donazioni di denaro effettuate da privati per fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica mediante uso dei corpi dei defunti (ivi compresa l'ipotesi di risorse derivanti da una donazione diretta ad un progetto di ricerca, nell'ambito del quale si ricorra all'uso di corpi di defunti).

L'articolo 8 demanda la definizione delle norme attuative ad un regolamento governativo, da adottarsi, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente disciplina, su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'interno e con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, previa intesa in sede di Conferenza Stato-regioni. Con tale regolamento si provvede a: stabilire le modalità e i tempi della gestione delle salme (comunque non superiori a 12 mesi) e prevedere che si proceda alla sepoltura dei corpi di cui non sia stata richiesta la restituzione; definire le modalità di comunicazione tra i centri di riferimento e l'ufficiale di stato civile; stabilire le cause di esclusione di utilizzo dei corpi; prevedere disposizioni di raccordo con l'ordinamento dello stato civile; definire la disciplina delle iniziative di informazione (di cui all'articolo 2, comma 2). L'articolo 9 reca le clausole di invarianza degli oneri a carico della finanza pubblica. L'articolo 10 dispone l'abrogazione dell'articolo 32 del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore (di cui al R.D. 31 agosto 1933, n. 1592) che riservava all'insegnamento e alle indagini scientifiche i cadaveri di coloro il cui trasporto non avveniva a spese dei congiunti del nucleo familiare o di confraternite e sodalizi, nonché i cadaveri non richiesti da congiunti compresi nello stesso gruppo familiare (esclusi i casi di suicidio).

Leggi tutto

Andrea Pastore 18/03/2022 0

Regolamentiamo la tanatoprassi

Ci troviamo di fronte ad una società, caratterizzata da una evoluzione socio culturale e da mutamenti in termini di valori e di consuetudini ad essa collegati, il comparto delle Onoranze Funebri non rimane fuori da questo processo che influenza il culto della morte: prolungare la veglia, avere un lutto in un luogo confortevole e personale e non di poca importanza è la possibilità di godere del buon aspetto del caro defunto nel caso di incidenti e lesioni fisiche.

 

Molti sono gli operatori che credono fortemente nella propria professionalità e in un codice deontologico, ciò porta alla consapevolezza dell’esigenza di adeguarsi agli elevati standard delle Nazioni più evolute che vedono, nello sviluppo di nuove figure professionali, quali gli Esperti in tanatoprassi, una grande opportunità di crescita, sia in termini economici che culturali.

 

Non è affatto sciocco considerare la Tanatoprassi un importante bagaglio culturale del futuro pur affondando le proprie radici storiche in epoche lontane, lo  spiega il fatto che sia un'arte già radicata in molti paesi civili:

nel Nordamerica, con oltre il 95% dei corpi trattati, seguito dalla Gran Bretagna con oltre l'80% nelle grandi città e la Francia con una percentuale superiore al 40%.

Possiamo citare anche il Belgio, la Spagna, il Venezuela e, ben presto, anche altri paesi dell'America Latina, nei paesi scandinavi la tanatoprassi viene praticata con una percentuale superiore al 70%, ma con un procedimento diverso, che comporta obbligatoriamente l'autopsia, in alcuni paesi africani, sono diffuse altre forme di conservazione su oltre il 90% della popolazione.

 

Per quanto riguarda il resto dell'Europa, cresce la richiesta di formazione di Tanatoprattori in Germania, Svizzera e, anche, nei paesi dell'Est.

Nel nostro Paese, il primo ponte in tale direzione è stato gettato agli inizi degli anni novanta in Lazio, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Umbria, Campania,  Abruzzo, Sardegna, Sicilia, Trentino Alto Adige ecc.  questo grazie a ASSOTAN (Associazione Italiana di Tanatoprassi), e I.N.I.T. (Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi). Oggi la tanatoprassi è in attesa di una regolamentazione Statale.

La Tanatoprassi, presenta i suoi vantaggi anche nell'ambito della medicina legale, infatti fermando la decomposizione della salma, si fissano i tessuti e le lesioni come in una preparazione istologica, agevolando le indagini.

 

In conclusione, possiamo dire che la tanatoprassi risponde a diverse esigenze, infatti, se da un lato assolve il bisogno umano di onorare il proprio defunto, dall’altro soddisfa un livello igienico completo ed efficace per il periodo della veglia funebre che può protrarsi anche per più giorni.

 

 

 

 

 

 

 

Leggi tutto

Andrea Pastore 02/02/2022 0

Parliamo di Cremazione

In Italia la cremazione è comparsa per la prima volta nella Legge sanitaria del 1887; attualmente è disciplinata dal Regolamento di polizia mortuaria (D.P.R. n. 285/1990) e dalla Legge n. 130/2001.

  

 Cosa è la cremazione e chi l’autorizza

Per cremazione si intende l’eliminazione di un cadavere mediante il fuoco. La pratica ha origini antichissime ed è seconda, per numero, solo alla inumazione. In Italia la cremazione è comparsa per la prima volta nella Legge sanitaria del 1887;  attualmente è disciplinata dal Regolamento di polizia mortuaria (D.P.R. n. 285/1990) e dalla Legge n. 130/2001.
La cremazione di ciascun cadavere deve essere autorizzata dal 
sindaco del comune in cui è avvenuto il decesso (vedi schema di Domanda di autorizzazione alla cremazione).

 Chi può richiedere la cremazione di un cadavere

La cremazione può essere richiesta dallo stesso defunto attraverso una specifica volontà testamentaria, dal coniuge o dai parenti più prossimi. È fondamentale, in questi casi, la chiara manifestazione di volontà.
La legge prevede che la volontà del coniuge o dei parenti deve risultare da atto scritto (vedi schema di Manifestazione di volontà per la cremazione).
Un altro modo per manifestare la volontà di essere cremato è quello di aderire ad associazioni riconosciute che abbiano tra i propri fini quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati; in questo caso sarà sufficiente la presentazione di una dichiarazione in carta libera scritta e datata, sottoscritta dall’associato di proprio pugno o, se questi non sia in grado di scrivere, confermata da due testimoni, dalla quale chiaramente risulti la volontà di essere cremato. La dichiarazione dovrà essere convalidata dal presidente dell’associazione.

 Quale documentazione serve per ottenere l’autorizzazione alla cremazione

In aggiunta alla documentazione descritta nel precedente paragrafo, è necessario produrre il certificato in carta libera redatto dal medico curante o dal medico necroscopo, con firma autenticata dal coordinatore sanitario, dal quale risulti escluso il sospetto di morte dovuta a reato.
Nel caso di morte improvvisa o sospetta occorre anche il nulla-osta dell’Autorità giudiziaria.

 Quanto costa la cremazione

La cremazione, così come la tumulazione, non è gratuita, salvo i casi di salma di persona indigente o appartenente a famiglia bisognosa o per la quale vi sia disinteresse dei familiari. I costi variano a seconda dei regolamenti tariffari approvati dalle singole amministrazioni locali. Inoltre, la dichiarazione del coniuge o dei parenti va presentata in bollo (Euro 16,00). Una marca da bollo di pari importo andrà apposta sull’eventuale richiesta di trasporto e consegna delle ceneri.

 Il trattamento delle ceneri

La cremazione deve essere eseguita da personale appositamente autorizzato dall’autorità comunale, ponendo nel crematorio l’intero feretro. Le ceneri devono essere raccolte in apposita urna cineraria con all’esterno l’indicazione del nome, del cognome, della data di nascita e di morte del defunto.
Nel cimitero deve essere predisposto un edificio per accogliere queste urne; le urne possono essere collocate anche in spazi dati in concessione ad enti morali o privati.
Con il testamento il defunto può disporre di 
disperdere le sue ceneri; ciò può avvenire in aree appositamente destinate all’interno dei cimiteri, in natura  (esempio in mare, lago, fiume, bosco) o in aree private all’aperto, con il consenso del proprietario.
Il trasporto delle urne contenenti i residui della cremazione non è soggetto ad alcuna delle misure precauzionali igieniche stabilite per il trasporto delle salme, salvo diverse indicazioni del coordinatore sanitario.

 La cremazione di un cittadino straniero

In applicazione delle disposizioni previste dal diritto internazionale privato, nel caso di cittadini stranieri l’autorizzazione alla cremazione deve essere rilasciata sulla base delle norme che regolano la cremazione nell’ordinamento giuridico cui il cadavere era soggetto in vita. Va pertanto acquisita una dichiarazione rilasciata dalle autorità competenti del Paese di appartenenza da cui risultino le norme del diritto applicabili ai fini del rilascio della prescritta autorizzazione alla cremazione.


Ricapitolando
:
è l'unica soluzione definitiva, cioè che non richiede ulteriori interventi in futuro. esclude problemi di tipo igienico-sanitario. costa di più rispetto all'inumazione (perché c'è da pagare la tariffa del forno crematorio e il trasporto) ma molto meno rispetto alla tumulazione.

Perché no alla cremazione?
A lungo la Chiesa cattolica ha osteggiato la pratica della cremazione perché ritenuta espressione antireligiosa, atto di negazione dell'immortalità dell'anima e della resurrezione di corpi. Il veto è caduto nel 1963, ad opera di papa Paolo VI.


Cosa accade al corpo durante la cremazione?
In questo stato, i tessuti muscolari tendono a contrarsi. ... Dopo 20 minuti i tessuti molli come la pelle, gli organi, i muscoli e il grasso iniziano a sciogliersi facendo così apparire le ossa. Durante questa fase dal corpo possono uscire spruzzi di liquido.


Chi può assistere alla cremazione?
La maggior parte dei forni crematori consente ai parenti di seguire il carro funebre fino all'ingresso dell'edificio dove avverrà la cremazione, ma senza potervi assistere. ... È il personale addetto che si occupa di cremare il corpo, non ammettendovisitatori esterni.

Perche si sceglie la cremazione?
Si evita il processo biologico della decomposizione. Ragioni ambientali, civili, filosofiche o estetiche. Rifiuto del cimitero, dei riti e degli obblighi ad esso connessi, della superficie da essi occupata. Aspirazione a un ideale ritorno al “ciclo della natura”, attraverso la dispersione delle ceneri.

Leggi tutto