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Andrea Pastore 13/06/2021 0

La Tanatoprassi nei trasporti delle salme in Italia e all’estero

Il problema del trasporto sicuro delle salme  sia che avvenga all'interno della stessa Regione o tra luoghi diversi, per esempio da una regione ad un’altra, o da uno Stato ad un altro è oggetto di particolare attenzione perché se non eseguito correttamente può comportare notevoli disagi e rischi per gli operatori  e per tutti gli addetti al trasporto.

 

 

Per i trasporti internazionali delle salme diversi Consolati e sempre piu compagnie aeree  pretendono che tutti i trasporti di cadaveri devono garantire la massima garanzia sotto il profilo igienico sanitario e richiedono che venga eseguita una cura di conservazione sull’intero corpo del defunto, il tutto dovrà essere accompagnato dai relativi documenti che vanno riposti in una busta impermeabile di plastica che va collocata all'interno del sacco che avvolge la cassa. 

 

Oggi l’unico trattamento conservativo,  specificamente contemplato dall’attuale Regolamento di polizia mortuaria è l’iniezione nell’addome del cadavere di 500 c.c. di formalina,  ma in prospettiva dell’attesa riforma che introdurrà, anche in Italia, nuovi  interventi  di conservazione come la tanatoprassi che già oggi viene praticata ottenendo regolari autorizzazioni dalle Autorità Sanitarie Territoriali dai tanatoprattori dell’I.N.I.T. Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi in tutto il territorio nazionale si stanno garantendo trasporti nazionale ed internazionali nel totale rispetto delle norme igienico sanitarie.

Riguardo la formalina un vasto fronte, composto da esperti ed addetti ai lavori, si mostra apertamente contro l’uso della formaldeide per i trattamenti conservativi disposti dai regolamenti sanitari, soprattutto riguardo la salvaguardia degli operatori che si occupano della conservazione ma anche gli addetti al trasporto delle salme.

Guardiamo la normativa  in questione, prima affrontare l’argomento in questione.

L’art. 32 del vigente regolamento di polizia mortuaria prescrive alcuni comportamenti igienici, da osservarsi nel trasporto dei cadaveri.

Nei mesi primaverili o estivi, infatti, sino ai primi giorni dell’autunno, quando il rischio di giornate calde è ancora presente, per le salme destinate al trasporto da comune ad altro comune, oppure in partenza verso l’estero o, ancora, provenienti da un paese straniero, le norme nazionali di polizia mortuaria impongono di praticare sul cadavere l’iniezione antiputrefattiva , che altro non è che l’introduzione nelle cavità addominali di 500 c.c. di formalina, dopo che sia trascorso il periodo d’osservazione e non vi sia più dubbio alcuno sull’accertamento di morte effettiva (Art. 8 DPR n. 285/1990).

Tale trattamento antiputrefattivo sarà eseguito anche in caso la destinazione finale del feretro sia raggiunta dopo 24 ore di tempo, oppure quando siano già trascorse 48 ore dal decesso, prima del trasferimento dello stesso nel cimitero.

E’utile far notare che l’iniezione antiputrefattiva iniettata solo nell’addome agisce solo in quella parte e tutto il resto del corpo prosegue la sua fisiologica decomposizione. Da notare che nel regolamento: l’articolo 30, dedicato interamente alle modalità in cui il trasporto funebre debba esser svolto precisa, come la doppia cassa (cofano di legno con vasca zincata, chiusa con saldatura a tenuta stagna per il trasporto da comune a comune sia da ritenersi obbligatoria solo per i tragitti che superino i 100 Kilometri.

Nell’ipotesi di un trasporto funebre che si svolga, in un giorno di caldo estivo, verso una meta, distante meno di 100 kilometri, il rivestimento zincato della cassa non sarebbe dunque necessario ed i gas della decomposizione,  accellerata dalle alte temperature, verrebbero contrastati solo dall’azione di una cura di conservazione dell’intero corpo ossia una cura di tanatoprassi..

Chiediamoci  quale potrebbe esser la conseguenza se le cure di conservazione delle salme  non venissero praticate.

Una regola assai conosciuta in ambito medico-legale istituisce una precisa relazione tra ambiente esterno e processi degenerativi della materia organica.

Secondo quest’equazione l’esposizione di un cadavere agli agenti atmosferici, in una sola ora d’estate, corrisponde all’abbandono dello stesso all’aggressione ossidativa dell’aria e dei suoi batteri nell’arco di un’intera settimana in inverno.

Non è quindi sbagliato immaginare che, nel tempo necessario a percorrere i 100 Km scarsi fissati dalla legge, potrebbe già essere iniziata la fase della decomposizione cadaverica enfisematosa, con la conseguente produzione di una notevole quantità di gas e liquidi.

Quando venisse a mancare la cura di tanatoprassi nei trasporti oltre i 100 km  i processi putrefattivi potrebbero soprattutto d’estate compromettere la ermeticità,  che la lamiera zincata, per definizione impermeabile a liquidi e gas, potrebbe garantire, i nauseabondi composti liquidi e gas, sprigionati dal cadavere, sarebbero completamente liberi di fuoriuscire dalla cassa e diffondersi nell’ambiente circostante con grave pregiudizio per l’incolumità stessa degli addetti ai lavori e per i dolenti.

Sulla base di queste informazioni, da più parti nel mondo sanitario, si auspica il divieto di praticare l’iniezione antiputrefattiva classica, proprio perché le cure di tanatoprassi,  sarebbero in grado di risolvere il problema e arrestare per diverso tempo i processi putrefattivi della salma, assicurando condizioni di massima igiene durante il trasporto della salma , la veglia funebre e la celebrazione delle esequie.

Riguardo all’uso del prodotto da utilizzare la formalina è ormai bandita da molti paesi nel mondo per la sua tossicità e pericolosità sia per gli operatori che per le famiglie e l’ambiente. In tutti i trattamenti rivolti alla conservazione della salma oggi gli operatori del settore cercano nuovi prodotti per sostituire la formalina e lavorare senza rischi per la salute.

Oggi in Italia grazie al brevetto Europeo Fluytan (www.fluytan.it) un affidabile fluido di conservazione, gli operatori del settore riescono a garantire conservazioni delle salme per i trasporti internazionali anche per oltre 60 giorni. Sono numerose le testimonianze di interventi eseguiti con il Fluytan con risultati a dir poco fenomenali. Eppure nei paesi anglosassoni ed anche in Francia, dove risiedono le più prestigiose scuole di tanatoprassi,  gli addetti ai lavori  di questa disciplina continuano a consigliare l’uso di una soluzione, anche se molto annacquata, di formalina da iniettare nei vasi sanguigni dei cadaveri .

In occasione di trasporto salma internazionale la cura di tanatoprassi potrebbe esser ingiunta, in quanto diversi stati (il Canada, Australia, Inghilterra, e altri) per accogliere il rimpatrio di un cadavere pretendono che lo stesso sia stato sottoposto ad attenti trattamenti conservativi.

Proviamo ad immaginare un’ipotesi molto realistica..

Nel mese di luglio, con temperature oltre i 30 gradi centigradi, un’impresa è incaricata di un trasporto funebre di notevole distanza, anche se rimane, in ogni caso, entro i confini nazionali.

Se sulla salma non viene eseguita una corretta cura di tanatoprassi o, per motivi ideologici, o semplicemente economici, la famiglia non la richiede, gli addetti al trasporto dovranno rassegnarsi alla poco piacevole idea di viaggiare magari per un’intera giornata, in compagnia di un feretro, già, dopo poche ore dal suo confezionamento, fradicio di liquami e rigonfio di maleodoranti vapori cadaverici se il viaggio e su terra. Al contrario se il viaggio e via aereo sorgono molti dubbi sul fatto che quella salma sia accettata a bordo.

Si deve poi valutare il rischio, sempre presente, nonostante l’azione della valvola depuratrice, di un’improvvisa rottura della lamiera zincata con relativa perdita di liquidi organici fuori della vasca metallica cosa che accade molto frequentemente nel periodo estivo.

Inoltre se lo zinco è a diretto contato con la salma e non sono stati applicati materassini assorbenti o polveri super-assorbenti occorrono anche reggette  oppure, in alternativa, altro sistema idoneo a neutralizzare i gas e i liquidi causati dalla decomposizione.

Con la pratica della tanatoprassi i trasporti nazionali e internazionali delle salme sono garantiti sotto ogni profilo igienico sanitario eliminando tutti i processi di decomposizione per più settimane.

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Andrea Pastore 17/09/2020 0

Bentornato! Riparte oggi «TanMagazine»

Festeggiamo l'avvio della sedicesima edizione del progetto TanMagazine con un bellissimo articolo di Andrea Fantozzi, direttore dell’I.N.I.T., nonché autore del libro di formazione per il tanatoprattore, presto in pubblicazione.

«TanMagazine» riparte:
il bruco è diventato farfalla.

ARRIVA IL NUOVO TANMAGAZINE
TanMagazine tanatoprassi & Informazione per le Case Funerarie

Cari amici e lettori, «TanMagazine» riparte finalmente, dopo le iniziali difficoltà riscontrate dal nostro progetto editoriale relativamente alla versione cartacea, nella quale purtroppo il sistema distributivo si è rivelato inadeguato al fine di consentire la necessaria sostenibilità per una nuova rivista di nicchia di un piccolo editore. 
Sono economie, queste, che non permettono alle nuove iniziative di decollare: si pensi al fatto che, ad esempio, per raggiungere tutte le ASL e le imprese funebri italiane, sarebbe necessario stampare oltre 10 mila copie, con tutti i costi fissi – stampa, distribuzione e resi – che ciò comporterebbe.

Tuttavia, convinti della qualità del nostro prodotto e sicuri della necessità di diffonderne i contenuti, in linea con la nuova prospettiva funeraria italiana, - che via via si sta delineando - , non ci siamo certamente arresi e, dopo un lungo periodo di lavoro e di impegno, abbiamo rivisto e ripensato completamente - insieme agli amici di I.N.I.T. (Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi) e di Assotan (Associazione Italiana Tanatoprassi) - la rivista, prevedendo un formato digitale interattivo e una distribuzione gratuita, attraverso una vasta rete di contatti sul Web.
Essa infatti ci permetterà di raggiungere tutte le ASL (Aziende Sanitarie Locali) e tutte le Case Funerarie e le tradizionali imprese funebri, per mezzo di una aggiornata e interessante newsletter; inoltre il nostro sito e i nostri social networks saranno a disposizione di tutta la cittadinanza e ciò permetterà una capillare informazione, per coloro che desiderano saperne di più sul tema della tanatoprassi. Non solo, in «TanMagazine» si parlerà anche di case funerarie e tratteremo ovviamente anche la legislazione del settore.

E' da sottolineare che il passaggio dal cartaceo al digitale non è sicuramente stato facile, in quanto si è resa necessaria una cessione della testata dalla precedente editrice F.M. di Maurizia Fantozzi, - che pur ringraziando per la fiducia iniziale, non si è purtroppo, successivamente, mostrata interessata a questa nuova sfida sul Web - , alla ASSOTAN e all’ I.N.I.T. - le quali, invece, hanno fortemente creduto nell’ enorme potenzialità di questa conversione.
Inoltre, abbiamo dovuto far fronte ad un lungo iter burocratico, per la concessione delle autorizzazioni necessarie, nonché ad un importante adeguamento tecnico della rivista al nuovo formato digitale interattivo.

Dopo lunghi mesi, siamo adesso finalmente pronti a ripartire, con un rinnovato entusiasmo e con una grande fiducia nel nostro nuovo progetto, certi delle grandi potenzialità e colmi di ottome aspettative.
Eccovi dunque il sedicesimo numero della rivista « TANMAGAZINE”, la quale, come abbiamo finora ampiamente spiegato, uscirà da ora in poi nel nuovo formato digitale interattivo, sempre con cadenza bimestrale.
Scusandoci dunque per la lunga assenza, siamo convinti che apprezzerete la qualità di questo nuovo progetto editoriale. Un grazie di cuore, infine, a tutti coloro (giornalisti, sponsor, reti associative, grafici, informatici…) i quali non hanno mai smesso di crederci e hanno reso possibile - stando sempre al nostro fianco - ripartire insieme.

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