Come conservo il cadavere?

Barbara Ruscitti 30/11/2023 0

La conservazione dei cadaveri è una pratica che ha origini antiche e che ha assunto diverse forme e significati nel corso della storia. In alcune culture, come quella egizia, la conservazione dei cadaveri era finalizzata a garantire la sopravvivenza dell'anima nell'aldilà, e per questo si ricorreva a complessi rituali di mummificazione artificiale, che prevedevano l'uso di sostanze chimiche, bende e resine. In altre culture, come quella cristiana, la conservazione dei cadaveri era vista come un segno di santità e di miracolo, e per questo si preferiva lasciare che i corpi si mummificassero naturalmente, grazie all'azione di fattori ambientali o biologici. In entrambi i casi, la conservazione dei cadaveri aveva una valenza religiosa e simbolica, che trascendeva la dimensione materiale e biologica. Oggi, la conservazione dei cadaveri ha perso gran parte di questa valenza, e si pone piuttosto come una questione di ordine sanitario, etico e ambientale. Infatti, i cadaveri sono fonte di potenziali rischi per la salute pubblica, in quanto possono essere veicoli di malattie infettive, e per l'ambiente, in quanto possono inquinare il suolo e le acque con i loro liquami. Per questo motivo, si prevede che i cadaveri siano sottoposti a trattamenti di disinfezione e di conservazione prima di essere sepolti o cremati, al fine di ridurre al minimo questi rischi. Tuttavia, i trattamenti più comunemente usati, come la formalina o il fenolo, hanno degli svantaggi, in quanto sono sostanze tossiche, irritanti e cancerogene, che possono danneggiare sia i lavoratori che li maneggiano, sia i parenti e i visitatori dei defunti, sia gli animali e le piante che entrano in contatto con essi. Per questo motivo, si sta diffondendo sempre di più l'interesse per l'uso di sostanze naturali per conservare i cadaveri, che abbiano una minore impatto negativo sulla salute e sull'ambiente, e che allo stesso tempo garantiscano una buona conservazione dei tessuti e una maggiore dignità dei defunti. Tra queste sostanze, una delle più promettenti è il Fluytan, un prodotto che serve è capace di recuperare la decomposizione dei tessuti organici, sia umani che animali. Il Fluytan ha alcuni vantaggi rispetto alla formalina, come una minore tossicità, una maggiore elasticità e flessibilità dei tessuti, e una migliore preservazione dell'antigenicità per le tecniche speciali di Genetica Forense¹. Il Fluytan si presenta in diverse formulazioni, a seconda dell'uso che se ne vuole fare, e può essere usato in diversi ambiti, come la tanatoestetica, la tanatoprassi, la medicina legale, la tassidermia e la patologia¹. Un altro esempio di sostanza naturale per conservare i cadaveri è l’Ecofluytan, che ha la proprietà di disidratare i tessuti e di impedire la proliferazione dei batteri. L’Ecofluytan viene usato per iniezione intravasale per la conservazione e mummificazione artificiale al contrario il Fluytan può essere usato a livello topico e ha un’azione di preservare un cadavere per 2/3 giorni.  In conclusione, l'uso di sostanze naturali per conservare i cadaveri è una pratica che ha delle implicazioni positive sia dal punto di vista sanitario che ambientale, ma anche dal punto di vista etico e culturale. Infatti, queste sostanze consentono di rispettare la volontà dei defunti e dei loro familiari, di preservare la memoria storica e culturale, e di riscoprire il valore simbolico e spirituale della morte.

maggiori informazioni sul prodotto Fluytan  www.fluytan.it

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Pasqualino Caterisano 02/07/2021

Morire in Italia da immigrati.

I decessi di cittadini stranieri, poco più di 5.000 l’anno (circa 1 ogni 1.450 persone, inclusa la componente irregolare, mentre tra gli italiani sono circa 1 ogni 140) sono molto meno numerosi rispetto alle nascite. In ogni caso, sempre più anche gli immigrati di prima generazione desiderano essere seppelliti in Italia, dove si sono insediati stabilmente anche i loro figli, seppure in uno scenario molto modificato rispetto alle tradizioni caratteristiche dei Paesi d’origine. Per alcuni, però, la tumulazione in patria conserva una grande importanza, rappresentando un ritorno “simbolico” nella terra degli avi e delle proprie tradizioni, anche se questo desiderio è fonte per i familiari di notevoli complessità. Ragioni di sensibilità umana e religiosa inducono a porre riflessione su questa delicata questione, partendo da brevi considerazioni relative al rituale-religioso e dai dati statistici per entrare nel merito degli aspetti economici, normativi e burocratici, per giungere, quindi, ad alcune conclusioni pratiche. In generale gli immigrati cristiani incontrano meno difficoltà in un Paese come l’Italia, dove però i protestanti, così come avveniva per gli ebrei, nel passato non potevano essere sepolti nei cimiteri comunali, che altrimenti sarebbero stati sconsacrati. Per questo venivano loro riservate apposite aree o costruiti speciali cimiteri, soluzione tuttora valida e adottata anche per i musulmani. Il rito hindu e quello sikh contemplano la cremazione, alla quale in patria si provvede bruciando la salma su una pira e disperdendo le ceneri nei luoghi riconosciuti come importanti per il defunto. La collettività cinese, nel suo insieme, pur favorevole all’inumazione basata sul taoismo popolare, ricorre di regola alla cremazione, che consente di tenere le ceneri presso le abitazioni dei congiunti in Italia o di inviarle a quelli rimasti in Cina. Secondo una parte delle religioni tradizionali africane, il rito funebre deve accompagnare le anime dei defunti così da farle diventare parte del mondo degli antenati, che rappresentano una sorta di autorità suprema, intermediaria tra i mortali e il divino. Per i musulmani, da una parte, è importante “riposare in terra d’Islam” e, dall’altra, è preferibile seppellire il corpo (che secondo la tradizione andrebbe avvolto nel solo sudario) in terra d’immigrazione per provvedere al seppellimento entro breve tempo, prescrizione impossibile in caso di rimpatrio delle salme, che può richiedere anche dei mesi.

 

 

Aspetti burocratici di un rimpatrio

Per avere un’idea della complessità della trafila burocratica, seguiamo il trasporto di una salma dall’Italia al Marocco. Come prescritto per tutti gli immigrati, la rappresentanza diplomatica o consolare, contattata dai familiari del defunto, deve inoltrare una richiesta al Comune italiano dove si è verificato il decesso per ottenere il “nulla osta all’introduzione della salma

” (indispensabile per l’agenzia di pompe funebri), come anche si deve presentare la denuncia di morte ed eventualmente una relazione dettagliata sul decesso dell’autorità giudiziaria. A complicare le cose si aggiunge il fatto che più della metà degli stranieri che muoiono in Italia non sono residenti, in pratica persone di passaggio o, più di frequente, immigrati irregolari che

non possono contare sulla rete di parenti e di amici. Se il defunto non ha documenti, non è regolarmente residente o non si è certi della sua identità, si richiedono le impronte digitali per l’identificazione; i documenti e il passaporto vengono annullati.

Il consolato deve inoltrare una richiesta al ministero degli Affari Esteri del Marocco, dove sono indicate le generalità, il luogo del

decesso, la causa e il luogo di inumazione; da lì è possibile, in seguito, avvertire i familiari. Il Ministero invia al consolato un codice da inserire nel lasciapassare mortuario per provvedere al trasporto della salma. In seguito all’agenzia di pompe funebri, prescelta dai familiari, vengono rilasciati alcuni documenti: il passaporto mortuario; la dichiarazione che la morte non è riconducibile a malattie contagiose (in caso contrario la Asl prescrive che la cassa non venga aperta per alcun motivo), un documento in lingua francese indispensabile per la dogana marocchina e, infine, il lasciapassare del consolato in lingua italiana. Questi documenti, firmati dal Console, vengono consegnati dall’agenzia di pompe funebri alla Prefettura per legalizzare la firma, così che poi si possa procedere al trasporto della cassa. Quando il feretro arriva in Marocco, sono necessari il visto della dogana e della polizia di frontiera; inoltre deve essere comunicato l’orario di arrivo dell’aereo per far trovare un Carro Funebre che si occuperà  del trasporto della salma fino al cimitero ubicato nel luogo di sepoltura indicato nel lasciapassare. Sono le agenzie di pompe funebri a sapersi districare in questa selva di adempimenti e negli ultimi anni ne sono nate diverse anche tra gli immigrati. In conclusione, la questione del trasporto salme richiede che si intervenga per temperare i costi praticati finora dal “mercato” e a questo scopo si auspica: la Costituzione di un Tavolo nazionale ad hoc per coinvolgere i Ministeri interessati (Interno, Lavoro Salute e Politiche Sociali, Infrastrutture), il Coordinamento delle Regioni, le Compagnie aeree; la semplificazione e riduzione degli oneri burocratici (passaporto mortuario e oneri locali) che pesano per circa un quarto sui costi complessivi; una maggiore considerazione di queste necessità sia nella legislazione nazionale che negli interventi regionali che nella contrattazione collettiva, con specifiche agevolazioni per i parenti chiamati a far fronte al trasporto delle loro salme.

Aspetti statistici

I decessi tra gli stranieri sono poco diffusi rispetto a quanto si rileva tra gli italiani. Ciò si giustifica per il fatto che a emigrare sono solitamente i soggetti più giovani e di robusta costituzione, destinati semmai a conoscere un peggioramento della loro salute a causa delle pregiudizievoli condizioni di insediamento: è il cosiddetto “effetto migrante sano” posto in rilievo dalla medicina delle migrazioni. Nel periodo 1992-2002 sono stati registrati 32.738 decessi di cittadini stranieri. Dall’archivio dell’Istat risulta che poco più della metà di questi riguarda cittadini stranieri non residenti, per lo più maschi, giovani, provenienti da Paesi a forte pressione migratoria e in condizione di irregolarità. Negli ultimi anni i decessi dei residenti hanno superato per la prima volta di oltre le 2.000 unità . Nel 2018 sono state superate per la prima volta le 5.000 unità. Poiché nel complesso i decessi delle persone non residenti hanno superato sempre quello delle persone residenti, è ragionevole ipotizzare che i numeri riportati  vanno all’incirca raddoppiati. La Regione con il più alto numero di morti è stata la Lombardia (983), seguita dal Lazio (644) e dal Veneto e l’Emilia Romagna, con più di 500 decessi ciascuna, e dal Piemonte e la Toscana con 400, mentre il Molise e la Basilicata registrano appena una ventina di decessi. L’archivio Istat, dove sono registrate le cause di morte, pone in risalto una differenza rispetto all’origine nazionale. Per gli italiani e gli immigrati provenienti dall’Occidente industrializzato le malattie del sistema circolatorio e i tumori sono le prime cause di morte, mentre per gli immigrati provenienti dai Paesi a forte pressione migratoria lo sono i traumatismi e gli avvelenamenti: così, ad esempio,  è stato per gli albanesi (50,2% per questi motivi) e per i marocchini (55,5%), mentre per gli italiani l’incidenza è stata solo del 4,7%. Per traumatismi e avvelenamenti si intendono diverse cause, quali infortuni mortali sul lavoro, incidenti stradali, omicidi, suicidi, incidenti domestici e altro. Tra le cause di morte dei cittadini stranieri sono molto ricorrenti anche le malattie dell’apparato digerente, i disturbi psichici e le malattie del sistema nervoso e delle ghiandole endocrine. Per quanto riguarda la mortalità infantile gli studiosi hanno sottolineato che le disuguaglianze tra italiani e stranieri si riducono nel corso del tempo, tuttavia con l’eccezione di alcune aree di origine che presentano aspetti problematici meritevoli di ulteriori approfondimenti.  Elaborazioni su dati Istat Una quota non trascurabile di questi eventi è legata agli infortuni mortali sul lavoro, con un tasso di ricorrenza più elevato rispetto a quanto avviene tra gli italiani, essendo gli immigrati impegnati in settori a più alto rischio, segnatamente in edilizia.

Aspetti economici

La sepoltura all’estero riveste per gli immigrati notevoli implicazioni di natura finanziaria, più di quanto avvenga per gli italiani che, peraltro, talvolta in caso di sepoltura hanno dovuto ricorrere agli usurai. I costi comuni riguardano il tipo e qualità della cassa, il servizio auto, i fiori, gli annunci mortuari. Ad essi si aggiungono quelli proprio delle spese di rimpatrio della salma. Per il trasporto della salma dalla località di residenza all’aeroporto la tariffa minima è di 1 euro al chilometro con una spesa che può arrivare, a seconda delle località di partenza, fino a 3.500 euro. I costi di trasporto internazionale variano in considerazione dell’aeroporto di partenza in Italia, del Paese di destinazione, del periodo dell’anno e del vettore e possono arrivare mediamente fino a 2.600 euro. Nell’ipotesi che il defunto sia un immigrato originario della Costa d’Avorio, le spese complessive possono aggirarsi tra poco più di 4.000 euro fino a più di 5.500 euro. 3 Le spese sono più contenute nell’ipotesi di convenzioni tra le agenzie funebri e le agenzie assicurative che coprono le polizze in caso di morte e le compagnie aeree, le quali possono effettuare il rimpatrio della salma con forti sconti (lo fa gratuitamente quella di bandiera bangladese). Naturalmente, nel caso di un’apposita polizza, sono la banca o l’agenzia assicurativa a intervenire. La banca nazionale marocchina (Wafabank) per pochi euro al mese garantisce la copertura delle spese del rimpatrio e dei funerali. Anche le banche italiane hanno iniziato a prevedere pacchetti specifici che garantiscono un contributo differenziato (da 2.500 a 6.000 euro). Tra gli immigrati sono sorte anche associazioni che secondo statuto si occupano dell’assistenza burocratica ed economica in caso di malattia e di decesso. Aspetti normativi A livello internazionale i precedenti normativi sono scarsi. È datata 10 febbraio 1937 la Convenzione di Berlino ed è del 5-13 dicembre 1965 la Dichiarazione della Conferenza dell’Organizzazione Panamericana della Sanità, che si sono occupati dei documenti necessari per il trasporto delle salme e dell’obbligo di una bara chiusa ermeuticamente La questione è stata affrontata anche dal Parlamento Europeo, partendo dalla constatazione che, sono numerosi i cittadini comunitari che abitano in uno Stato membro diverso da quello in cui, in caso di morte, deve aver luogo l’inumazione o la cremazione. Ciò nonostante non esistono disposizioni che disciplinino in maniera uniforme il rimpatrio di una salma senza eccessive spese e procedure amministrative, mentre questo obiettivo deve essere considerato un corollario del diritto di cui dispone ciascun cittadino europeo di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Perciò il Parlamento Europeo, con la Risoluzione 2003/2032(INI ha chiesto alla Commissione di adoperarsi per un’armonizzazione delle procedure e delle norme applicate al trasporto transfrontaliero delle salme sull’intero territorio dell’Unione e di cercare di addivenire in questo contesto, per quanto possibile, a una assimilazione dei cittadini comunitari a quelli nazionali. In Italia, in passato, la copertura per i lavoratori non comunitari era stata praticata a livello previdenziale. Il Fondo Inps per il rimpatrio, istituito nel 1986 (art. 13 legge 943 del 1986) e poi confluito nella gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti (art. 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88), veniva alimentato dallo 0,5% prelevato dalle retribuzioni dei lavoratori non comunitari. Scopo del Fondo era quello di coprire le spese per il rimpatrio, in pratica il biglietto di viaggio degli immigrati regolari restati privi di mezzi dopo aver versato almeno un contributo obbligatorio e anche le spese per il trasporto delle salme di lavoratori morti in Italia, tramite le agenzie funebri. Dopo l’entrata in vigore della legge 40/1998 (Turco-Napolitano), che ha inquadrato l’immigrazione come una realtà stabile, il Fondo per il rimpatrio ha operato fino al 31 dicembre 1999 e poi è stato soppresso. La legge 189/2002 (Bossi-Fini) ha introdotto il pagamento del viaggio di ritorno, ponendolo a carico della ditta o della persona che assume il lavoratore immigrato chiamato dall’estero, mentre non viene affrontata la copertura del trasporto delle salme. In assenza di una legge nazionale, la competenza specifica è degli Enti Locali. Sostanzialmente le ipotesi che ricorrono sono due. 1.Alcune Regioni prevedono nelle loro leggi sull’immigrazione interventi a sostegno del trasporto delle salme. L’Emilia Romagna (L. R. 5/2004, art. 5) attua un rimborso di almeno il 50% dell’importo complessivo documentato, mentre la Toscana favorisce l’adozione di apposite misure volte a facilitare il rimpatrio delle salme (L.R. 29/2009, art. 54). 2.Le altre leggi regionali sull’immigrazione non dispongono appositi interventi (Piemonte, Veneto, Umbria, Marche, Campania, Puglia, Sardegna e Provincia di Trento). A maggior ragione questa è l’ipotesi riguardante le Regioni sprovviste di una legge specifica sugli immigrati. Ciò non esclude che i Comuni possano erogare un contributo o con i propri fondi o attingendo al fondo regionale per l’immigrazione o a quello per l’emergenza sociale (Basilicata, Campania, Sardegna). 4 La richiesta del contributo può essere inoltrata dai parenti, residenti in Italia o nei Paesi di origine, da organismi rappresentativi degli immigrati, dalle associazioni registrate di cittadini stranieri immigrati o di italiani che si occupano degli immigrati. Naturalmente, si procede all’erogazione del contributo previa acquisizione della documentazione di tipo anagrafico e contabile e le spese ammissibili sono solo quelle riconducibili alla procedura di traslazione di salme, cadaveri e resti mortali di cittadini stranieri immigrati. 

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Barbara Ruscitti 29/03/2026

S.I.F. Service D’Igiene Funerario: eccellenza professionale nella tanatoprassi in Italia

Nel panorama dei servizi funerari italiani, S.I.F. Service D’Igiene Funerario si distingue come una realtà altamente specializzata, nata con l’obiettivo di offrire un supporto concreto, professionale e continuativo alle imprese funebri su tutto il territorio nazionale.

Grazie a un’organizzazione efficiente e a un team qualificato, S.I.F. mette a disposizione tanatoprattori professionisti operativi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, garantendo interventi tempestivi e standard qualitativi elevati in ogni contesto.


Un servizio dedicato alle imprese funebri

S.I.F. rappresenta un partner strategico per tutte le imprese funebri italiane che desiderano offrire ai propri clienti un servizio completo, moderno e rispettoso della dignità del defunto.

La tanatoprassi, infatti, non è solo una pratica tecnica, ma un insieme di trattamenti conservativi, igienici ed estetici che consentono di:

  • preservare il corpo nel tempo
  • migliorare l’aspetto del defunto
  • garantire condizioni igienico-sanitarie ottimali
  • offrire ai familiari un ultimo ricordo sereno e dignitoso

Affidarsi a professionisti qualificati significa elevare la qualità del servizio funebre e rispondere alle esigenze sempre più attente e consapevoli delle famiglie.


Tanatoprattori certificati e altamente formati

Uno dei punti di forza di S.I.F. è la qualità della propria équipe. Tutti i professionisti coinvolti sono tanatoprattori diplomati presso l’I.N.I.T. – Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi, ente di riferimento per la formazione nel settore.

Questa preparazione garantisce:

  • competenze tecniche avanzate
  • aggiornamento continuo
  • rispetto delle normative igienico-sanitarie
  • approccio etico e professionale

Ogni intervento viene eseguito con precisione, discrezione e massima attenzione ai dettagli.


Una rete capillare su tutto il territorio

L’équipe di S.I.F. è distribuita su tutto il territorio italiano, permettendo interventi rapidi e organizzati anche nelle situazioni più complesse.

Questa presenza capillare consente di:

  • ridurre i tempi di attesa
  • offrire un servizio uniforme in tutta Italia
  • garantire disponibilità continua, giorno e notte

La reperibilità H24 rappresenta un valore fondamentale per le imprese funebri, che possono contare su un supporto affidabile in ogni momento.


Uno sguardo al futuro della professione

Il settore della tanatoprassi in Italia è in una fase di evoluzione importante. Con il riconoscimento giuridico della figura del tanatoprattore, si aprono nuove prospettive per la regolamentazione e la valorizzazione della professione.

S.I.F. è pronta a essere protagonista di questo cambiamento:
nei prossimi mesi verranno attivati nuovi corsi di formazione, che porteranno all’ingresso di nuovi professionisti qualificati all’interno dell’équipe.

Questo sviluppo permetterà di:

  • ampliare ulteriormente la rete operativa
  • garantire standard sempre più elevati
  • rispondere alla crescente domanda di servizi di tanatoprassi

Entra a far parte dell’équipe S.I.F.

S.I.F. è anche una realtà aperta ai professionisti del settore.
Chi già svolge l’attività di tanatoprattore e desidera entrare a far parte di una squadra strutturata, dinamica e in crescita, può candidarsi per collaborare con il network.

Entrare in S.I.F. significa:

  • lavorare in un contesto professionale qualificato
  • operare su scala nazionale
  • crescere insieme a una realtà in forte sviluppo

Per candidarsi è possibile inviare una richiesta via email a:

eirene.srlsb@gmail.com

Tel. 392.18.18.118

Un servizio pensato per le imprese funebri che vogliono distinguersi, offrendo ai propri clienti professionalità, dignità e qualità senza compromessi, 24 ore su 24.

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Chiara Ricciarelli 14/12/2022

Fluytan conservante e fissativo innovativo nel settore cimiteriale funerario sanitario

Mentre nei cimiteri il problema della fuoriuscita di liquami cadaverici dalle

tombe o dai fornetti è una questione all’ ordine del giorno, nel settore delle

imprese funebri, il bisogno di trattare una salma per preservarla,

conservandola il più a lungo possibile, è una stringente necessità.

Fluytan è la soluzione a entrambe queste esigenze, nelle sue versioni

commerciale e professionale! Potente rivoluzione nel settore, è l’ alternativa

alla formalina che permette di conservare il cadavere a lungo senza ulteriori

trattamenti.

Nel settore cimiteriale e nel settore funebre, la necessità di conservazione dei cadaveri è

quanto mai un’ urgente necessità.

E questo perché, innanzitutto, nei cimiteri il problema della fuoriuscita di liquami

cadaverici dalle tombe o dai fornetti è una questione all’ ordine del giorno (seppur poco

se ne parli).

Ma anche perché, nel settore funerario, sia con la diffusione del fenomeno delle Case

Funerarie, che all’ interno delle stesse imprese funebri, il bisogno di trattare una salma

per preservarla, conservandola il più a lungo possibile prima che il processo di

decomposizione faccia il suo – inevitabile – corso, non si rifà soltanto a criteri di ordine

igienico - sanitario, ma anche di presentabilità

In un’ottica fiduciosa verso il riconoscimento anche a livello giuridico delle tecniche di

Tanatoprassi, non possiamo ad ogni modo non constatare che una salma non trattata

non può essere adeguatamente presentabile.

Come conservare il cadavere a lungo? Come contrastare la proliferazione di batteri e

funghi, senza che compaiano subito i segni di decomposizione in assenza di sistemi o

ambienti di refrigerazione? Come mantenerne l’ igiene, attenuarne le lividità, ridare una

certa elasticità alla pelle, per “offrire” al cadavere un aspetto quanto più naturale

possibile?

Fluytan è la risposta a tutti questi quesiti!

Si tratta di un fissativo innovativo utilizzabile nel settore cimiteriale e funerario, ma utile

anche a livello “domestico”. Concepito, brevettato da Italtan nelle sue varianti, per

essere utilizzato in Case Funerarie, ospedali e domicili e per sostituire la formalina:

sostanza utilizzata ancora adesso largamente, ma molto tossica, irritante,

potenzialmente cancerogena, e, cosa non di poco conto, dotata di una scarsa efficacia

d’ impiego nel tempo.

Ma quali sono i vantaggi di Fluytan? Tramite svariate sue possibili applicazioni (sopra

cutanea, sotto cutanea, vascolare ecc.) agisce rapidamente, è efficace a lungo e non è

tossico per gli occhi, la pelle e il tratto respiratorio.

Inoltre, è in grado di mantenere e preservare il cadavere, facendo sì che non sia

necessario, successivamente, nessun altro metodo di conservazione e consentendone il

successivo eventuale ulteriore trattamento.

Per comprendere meglio nel dettaglio le caratteristiche del prodotto, dobbiamo

distinguere fra la versione commerciale e la versione professionale, o ad uso esclusivo

 

del Tanatoprattore. Nella prima rientrano Fluytan Topic e Fluytan Neutral, per la seconda

versione, invece parliamo del Fluytan Professional.

 

Fluytan Topic

 

Fluytan Topic è un conservante ad ampio spettro d’azione, ad applicazione topica,

utilizzabile da tutti. Ciò significa che può essere usato sia in ambito domestico, che negli

ospedali, che da parte degli operatori di Tanatoprassi.

Il prodotto migliora e semplifica le operazioni di preparazione del cadavere per la sua

esposizione. La sua applicazione è molto semplice, potendosi realizzare anche all’

interno dell’ abitazione del defunto in presenza dei familiari.

E tutto questo, senza la necessità di nessun altro tipo di mezzo ausiliario, in quanto a

differenza della versione Professional, non ha bisogno di nessuna “formazione

specifica”per essere applicato.

Come si utilizza? Per nebulizzazione (o per applicazione tramite una spugna) su tutto il

corpo e, laddove necessario, sul viso. Poi, spesso, si esegue un massaggio, per favorire

la penetrazione nell’ epidermide. E i risultati?

• Scomparsa del “Rictus Cadaverico”, o la prevenzione della sua comparsa, a

seconda delle tempistiche con cui il prodotto viene applicato.

• Eliminazione dei segni delle ipostasi, in particolare in seguito ad un’applicazione

ripetuta del prodotto.

• Neutralizzazione della flora batterica aerobica, data la sua ampia efficacia contro

batteri e funghi.

• Eliminazione dei cattivi odori causati dalla decomposizione cadaverica.

• Conseguente conservazione del cadavere, per almeno un periodo di un paio di

giorni, senza l’ausilio di sistemi o ambienti refrigeranti.

 

Inoltre, grazie alle sue azioni battericida, funghicida e virucida consente

all’operatore di lavorare in totale sicurezza.

Ad ogni modo, per una conservazione più a lungo, è sempre raccomandato, ad opera

esclusiva di operatori competenti, l’ uso di un prodotto professionale, per via arteriosa o

per cavità, che prolunga la conservazione del corpo anche per 4-5 giorni e oltre.

 

Fluytan Neutral

 

Fluytan Neutral, invece, è un prodotto specifico per il settore cimiteriale, in grado di

risolvere la fuoriuscita di liquidi e cattivi odori dai loculi.

In questo caso, è possibile utilizzare il prodotto a priori, tramite l' applicazione diretta

sulle parti da trattare, ma soprattutto a posteriori, dove il liquido che fuoriesce dalla

tomba cimiteriale può causare un problema non indifferente di odori fortemente

sgradevoli.

Sarà capitato a tutti di sentire notizie di bare del cimitero che scoppiano e vedono la

fuoriuscita di gas e liquami nauseabondi.

 

In verità, poi, si tratta di un problema tipico soprattutto dei fornetti.

Ecco, in queste situazioni, Fluytan Neutral è decisamente risolutivo, laddove gli operatori

funebri o gli addetti competenti possono intervenire nebulizzando con una cannula il

prodotto all’ interno del loculo e annullare la fastidiosa questione.

 

Fluytan Professional

 

Fluytan Professional infine è un prodotto professionale, ad uso esclusivo di coloro che

esercitano la professione della Tanatoprassi. La soluzione più idonea per una corretta e

valida conservazione della salma a 360°.

Si tratta di un prodotto innovativo e altamente funzionale.

• E’ in grado di conservare la salma, per un periodo generalmente equivalente a

quattro giorni e oltre, poiché utilizzato con un’ alta concentrazione di principi attivi.

• Ad uso esclusivo degli operatori competenti tanatoprattori, può essere utilizzato in

Case Funerarie, ma anche in ospedali e domicili.

• Anche il Professional, come la versione commerciale, può essere utilizzato per uso

topico, ma soprattutto per via arteriosa e all’ interno delle cavità del cadavere.

• Paralizzando e arrestando temporaneamente il processo di putrefazione, infatti,

permette di esporre il cadavere a temperatura ambiente, senza dover ricorrere alla

conservazione in ambienti refrigerati. Al termine del tempo ovviamente il processo di

decomposizione ricomincerà, ma lo farà in maniera controllata.

• L’ igiene è massima: anche qui grazie all’ azione battericida, funghicida e virucida

del prodotto, si consente all’operatore di lavorare in totale sicurezza.

• Fluytan Professional è un ottimo conservante che consente di eliminare la lividità

cadaverica totalmente, donando elasticità ai tessuti e conferendogli un aspetto

maggiormente naturale.

 

Ecco perché, per tutte le ragioni che abbiamo elencato, la veglia della salma può essere

garantita a lungo senza fastidiose visioni di trasformazioni cadaveriche sia negli ospedali

che all’ interno delle Case Funerarie.

Ma non solo. Queste caratteristiche rendono il Fluytan particolarmente adatto per

conservare il cadavere senza ulteriori tecniche aggiuntive per un periodo abbastanza

lungo e per trattarlo eventualmente con i trattamenti di Tanatoprassi.

 

Fluytan: conclusioni

 

Alla luce di quanto detto, si rivela quindi la piena efficacia del prodotto. La necessità del

suo utilizzo all’ interno del settore cimiteriale, negli ospedali e nelle Case Funerarie è

quanto mai stringente e noi di Italtan auspichiamo che sopraggiunga spontanea la

richiesta del suo uso, in considerazione degli ampi vantaggi in grado di condurre all’

interno del nostro settore di riferimento!

Atossicità, estrema facilità di utilizzo, igiene e sicurezza, alta efficacia di conservazione

permettono di esporre e conservare il cadavere a lungo, contribuendo a conferirgli un

aspetto quanto più dignitoso.

 

Tutto questo si ricollega alla nostra Tanatoprassi, tecnica all’ avanguardia assolutamente

indispensabile per un’ impresa funebre o una Casa Funeraria!

 

* Fluytan è un prodotto brevettato e distribuito da Italtan SRL. Per conoscere i dettagli e

tutte le informazioni utili, numero verde: 800 136086 (o altri contatti utili)

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