Eirenè srl SB: la prima Società Benefit del settore funerario in Italia

Innovazione, sostenibilità e formazione al centro di una nuova cultura del settore funerario

Società Benfit

Barbara Ruscitti 10/09/2025 0

Il settore funerario italiano vive un momento di profonda trasformazione, sospeso tra innovazione, sostenibilità e tradizione. In questo scenario si inserisce Eirenè srl SB, la prima Società Benefit in Italia dedicata ai servizi e ai prodotti funerari, capace di coniugare competenza tecnica, ricerca scientifica e responsabilità sociale.

Un primato che porta l’Italia a collocarsi tra i paesi europei più attenti alla sostenibilità ambientale in un comparto storicamente complesso e delicato.

Una visione innovativa per il settore funerario

Eirenè nasce dall’esperienza pluriennale di professionisti della tanatoprassi, disciplina che si occupa della conservazione e del trattamento delle salme, nonché dalla volontà di garantire una formazione qualificata ai tanatoprattori, figure sempre più richieste in un contesto che valorizza dignità, sicurezza e professionalità.

La società si distingue anche per la produzione di articoli e sostanze non tossiche e non pericolose, un passo fondamentale per ridurre l’impatto ambientale di un comparto tradizionalmente legato all’uso di prodotti chimici ad alto rischio.

Un brevetto europeo che fa la differenza

Tra i traguardi più significativi, Eirenè vanta una licenza di un brevetto europeo per un prodotto innovativo di altissima efficacia nella conservazione delle salme e della materia organica umana e animale il Fluytan. Questo risultato non solo innalza gli standard qualitativi del settore, ma rappresenta anche un punto di svolta in termini di sicurezza ambientale e tutela della salute degli operatori.

Società Benefit: un impegno verso la collettività

La scelta di diventare Società Benefit testimonia la volontà di Eirenè di assumere un ruolo attivo non solo nel proprio ambito professionale, ma anche nel più ampio tessuto sociale e ambientale.
Gli obiettivi statutari si intrecciano con quelli del “Programma Operativo Nazionale Ambiente” e con i piani del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), che mirano a:

  • Promuovere l’economia circolare e la gestione sostenibile dei rifiuti.

  • Ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi attraverso soluzioni ecocompatibili.

  • Tutela delle acque e del territorio, con attenzione alle aree più fragili dal punto di vista idrogeologico.

  • Sviluppare pratiche rispettose della biodiversità e del paesaggio, in linea con il Green Deal europeo.

  • Contrastare i cambiamenti climatici, favorendo l’uso di tecnologie innovative e meno inquinanti.

In particolare, la missione di Eirenè si sposa con le finalità del programma LIFE, che sostiene progetti per la conservazione della natura e la lotta al cambiamento climatico, e con le strategie del PON Ambiente dedicate all’efficienza energetica, alla gestione dei rifiuti e alla valorizzazione delle risorse naturali.

Etica, formazione e sostenibilità

Essere la prima società benefit del comparto funerario non significa soltanto introdurre nuovi prodotti o processi, ma anche promuovere una cultura etica della professione.
Eirenè investe nella formazione dei futuri tanatoprattori, trasmettendo non solo competenze tecniche, ma anche una visione responsabile e sostenibile del proprio lavoro.

Le partnership strategiche

Uno dei punti di forza di Eirenè è la collaborazione con Assotan, l’Associazione Italiana Tanatoprattori, e con I.N.I.T., l’Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi.
Due realtà che da anni lavorano per valorizzare la figura del tanatoprattore e per creare standard formativi di eccellenza in Italia.

Grazie a questa partnership, Eirenè diventa non solo un centro di produzione e ricerca, ma anche un punto di riferimento per la formazione e l’aggiornamento dei professionisti, contribuendo a costruire una filiera qualificata e rispettosa delle normative europee in materia di sicurezza e ambiente.

«La tanatoprassi – sottolinea Assotan – non è soltanto tecnica, ma anche cultura del rispetto. La collaborazione con Eirenè ci permette di dare valore al nostro lavoro e di offrire al Paese una prospettiva nuova e più sostenibile».

Dal canto suo, I.N.I.T. conferma: «L’Italia aveva bisogno di un polo capace di unire ricerca, formazione e responsabilità sociale. Con Eirenè abbiamo l’opportunità di fare un salto di qualità, guardando ai modelli piu avanzati del Mondo.

Società Benefit e sostenibilità

La scelta di costituirsi come Società Benefit non è casuale: si tratta di un modello giuridico che affianca all’obiettivo economico finalità di impatto positivo sulla società e sull’ambiente.
Eirenè si allinea così agli obiettivi del Programma Operativo Nazionale Ambiente e ai piani del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), che puntano su:

  • efficienza energetica e riduzione dell’impatto ambientale;

  • gestione sostenibile dei rifiuti e promozione dell’economia circolare;

  • tutela delle acque, del territorio e della biodiversità;

  • contrasto ai cambiamenti climatici attraverso innovazione e tecnologie pulite.

Un nuovo paradigma per il futuro

Con Eirenè srl SB, il settore funerario italiano entra in una nuova era: quella in cui innovazione, etica e sostenibilità non sono solo valori aggiunti, ma pilastri fondanti di un’attività che tocca le vite delle persone e il benessere della collettività.

La nascita di questa realtà dimostra che anche in ambiti tradizionalmente conservatori è possibile innovare nel rispetto dell’ambiente, della salute e della dignità umana, contribuendo concretamente agli obiettivi nazionali ed europei di sostenibilità.

Essere società benefit per coniugare lo scopo del profitto con quello del beneficio comune: un binomio che piace sempre più a finanziatori e investitori.

una forma giuridica d'impresa che nell'esercizio dell'attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, persegue una o più finalità di beneficio comune e opera in modo responsabile , sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori, ambiente, enti e associazioni ed altri portatori di interesse. Significa fare impresa in maniera sostenibile: l’impatto positivo sull’ambiente e sulle persone è tangibile attraverso progetti concreti.
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Sandra Bergamelli 02/12/2021

A causa della vodka il 25% dei Russi muore prima dei 55 anni

In Russia, la vodka rappresenta la principale causa di morte per le persone di sesso maschile sotto i 55 anni di età. A riportare questo allarmante dato è la rivista scientifica Lancet , dopo aver raccolto i dati provenienti dal Centro sul cancro di Mosca, dall'Università di Oxford e dall'Agenzia per la ricerca sul cancro dell'Oms (Organizzazione mondiale della Sanità). Lo studio, iniziato nel 1999 e conclusosi nel 2008, è stato condotto su un campione di 150 mila persone per esaminare il fenomeno dell’uso di alcol tra la popolazione russa e il tasso di mortalità correlato.

Dalla ricerca si evince che gli adulti russi, in particolare gli uomini, presentano rischio maggiore di morte prematura rispetto ai loro coetanei di altri paesi europei. Nel 2005, il 37% degli uomini russi è deceduta prima dell'età di 55 anni. Il 25% della popolazione russa muore per patologie legate all’alcol, in particolare al consumo di vodka. Per fare un paragone, in Gran Bretagna, paese con numerose storie di alcolismo, il tasso di mortalità è del 7%.

 

Si stima che, nel 2011, ogni abitante russo beveva in media 13 litri di alcol all’anno, otto dei quali di vodka. Inoltre, anche il consumo di sigarette è risultato maggiore tra coloro che facevano un alto consumo di vodka. In particolare, tra 57.361 fumatori di sesso maschile con nessuna malattia precedente, la stima del rischio di morte nei successivi 20 anni, all’età di 35-54 anni, era del 16% per coloro che avevano riferito di bere meno di una bottiglia di vodka a settimana, il 20% per coloro che consumavano 1-2 bottiglie a settimana e il 35% per coloro che ne consumavano oltre 3 a settimana. I corrispondenti rischi di morte, in età 55-74 anni, per lo stesso tipo di consumo di vodka, erano invece del 50%, 54% e 64%. In entrambe le fasce di età, il maggior rischio di mortalità si trovava in corrispondenza di bevitori cronici.

 

Il Direttore del Centro di ricerca russo contro il cancro afferma che nessun paese ha mai fatto registrare statistiche simili e che un tale tasso di mortalità è paragonabile ad un periodo di guerra o ad una profonda crisi demografica. Il governo della Federazione Russa ha varato dei provvedimenti per contrastare il fenomeno dell’alcolismo, compresi gli alcolici con una gradazione decisamente inferiore come la birra. Il nuovo giro di vite ha introdotto ferree restrizioni, come il divieto di vendita di bottiglie dalle ore 23.00 fino alle 8.00 del mattino. Altro punto saliente è il divieto di promozione commerciale su mezzi di trasporto pubblici o sui mezzi d’informazione di massa come tv, radio e stampa. Infine, il Cremlino ha fatto scattare il “piano aumento alcolici” che prevede l’incremento delle accise del 30% (36% per la vodka). Con questa strategia, la Russia mira a ridurre drasticamente i consumi, arginando al contempo una terribile piaga sociale.

In Italia, il numero annuale di morti causate dall’alcol è stimato intorno a 20 mila. L’Istituto superiore di Sanità, nella sua ultima indagine, conferma come il consumo di alcol stia diminuendo in modo costante, pur essendo in crescita la quota di chi beve alcolici fuori dai pasti, in modo particolare tra i giovani. Sul territorio romano, dall’analisi dei dati raccolti nella “Relazione Annuale sullo stato delle tossicodipendenze nei Servizi erogati dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, edizione 2013”, emerge che quasi tre quarti (73,7%) del campione totale, composto di 6.498 persone, dichiara di avere consumato bevande alcoliche. All’interno del gruppo dei bevitori, il 38,8% consuma per lo più cocktails e la maggioranza (57,6%) dichiara di cambiare bevanda, a seconda di ciò che desidera, mentre il il 6,2% riporta di aumentare la gradazione.

 

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Andrea Pastore 02/02/2022

Parliamo di Cremazione

In Italia la cremazione è comparsa per la prima volta nella Legge sanitaria del 1887; attualmente è disciplinata dal Regolamento di polizia mortuaria (D.P.R. n. 285/1990) e dalla Legge n. 130/2001.

  

 Cosa è la cremazione e chi l’autorizza

Per cremazione si intende l’eliminazione di un cadavere mediante il fuoco. La pratica ha origini antichissime ed è seconda, per numero, solo alla inumazione. In Italia la cremazione è comparsa per la prima volta nella Legge sanitaria del 1887;  attualmente è disciplinata dal Regolamento di polizia mortuaria (D.P.R. n. 285/1990) e dalla Legge n. 130/2001.
La cremazione di ciascun cadavere deve essere autorizzata dal 
sindaco del comune in cui è avvenuto il decesso (vedi schema di Domanda di autorizzazione alla cremazione).

 Chi può richiedere la cremazione di un cadavere

La cremazione può essere richiesta dallo stesso defunto attraverso una specifica volontà testamentaria, dal coniuge o dai parenti più prossimi. È fondamentale, in questi casi, la chiara manifestazione di volontà.
La legge prevede che la volontà del coniuge o dei parenti deve risultare da atto scritto (vedi schema di Manifestazione di volontà per la cremazione).
Un altro modo per manifestare la volontà di essere cremato è quello di aderire ad associazioni riconosciute che abbiano tra i propri fini quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati; in questo caso sarà sufficiente la presentazione di una dichiarazione in carta libera scritta e datata, sottoscritta dall’associato di proprio pugno o, se questi non sia in grado di scrivere, confermata da due testimoni, dalla quale chiaramente risulti la volontà di essere cremato. La dichiarazione dovrà essere convalidata dal presidente dell’associazione.

 Quale documentazione serve per ottenere l’autorizzazione alla cremazione

In aggiunta alla documentazione descritta nel precedente paragrafo, è necessario produrre il certificato in carta libera redatto dal medico curante o dal medico necroscopo, con firma autenticata dal coordinatore sanitario, dal quale risulti escluso il sospetto di morte dovuta a reato.
Nel caso di morte improvvisa o sospetta occorre anche il nulla-osta dell’Autorità giudiziaria.

 Quanto costa la cremazione

La cremazione, così come la tumulazione, non è gratuita, salvo i casi di salma di persona indigente o appartenente a famiglia bisognosa o per la quale vi sia disinteresse dei familiari. I costi variano a seconda dei regolamenti tariffari approvati dalle singole amministrazioni locali. Inoltre, la dichiarazione del coniuge o dei parenti va presentata in bollo (Euro 16,00). Una marca da bollo di pari importo andrà apposta sull’eventuale richiesta di trasporto e consegna delle ceneri.

 Il trattamento delle ceneri

La cremazione deve essere eseguita da personale appositamente autorizzato dall’autorità comunale, ponendo nel crematorio l’intero feretro. Le ceneri devono essere raccolte in apposita urna cineraria con all’esterno l’indicazione del nome, del cognome, della data di nascita e di morte del defunto.
Nel cimitero deve essere predisposto un edificio per accogliere queste urne; le urne possono essere collocate anche in spazi dati in concessione ad enti morali o privati.
Con il testamento il defunto può disporre di 
disperdere le sue ceneri; ciò può avvenire in aree appositamente destinate all’interno dei cimiteri, in natura  (esempio in mare, lago, fiume, bosco) o in aree private all’aperto, con il consenso del proprietario.
Il trasporto delle urne contenenti i residui della cremazione non è soggetto ad alcuna delle misure precauzionali igieniche stabilite per il trasporto delle salme, salvo diverse indicazioni del coordinatore sanitario.

 La cremazione di un cittadino straniero

In applicazione delle disposizioni previste dal diritto internazionale privato, nel caso di cittadini stranieri l’autorizzazione alla cremazione deve essere rilasciata sulla base delle norme che regolano la cremazione nell’ordinamento giuridico cui il cadavere era soggetto in vita. Va pertanto acquisita una dichiarazione rilasciata dalle autorità competenti del Paese di appartenenza da cui risultino le norme del diritto applicabili ai fini del rilascio della prescritta autorizzazione alla cremazione.


Ricapitolando
:
è l'unica soluzione definitiva, cioè che non richiede ulteriori interventi in futuro. esclude problemi di tipo igienico-sanitario. costa di più rispetto all'inumazione (perché c'è da pagare la tariffa del forno crematorio e il trasporto) ma molto meno rispetto alla tumulazione.

Perché no alla cremazione?
A lungo la Chiesa cattolica ha osteggiato la pratica della cremazione perché ritenuta espressione antireligiosa, atto di negazione dell'immortalità dell'anima e della resurrezione di corpi. Il veto è caduto nel 1963, ad opera di papa Paolo VI.


Cosa accade al corpo durante la cremazione?
In questo stato, i tessuti muscolari tendono a contrarsi. ... Dopo 20 minuti i tessuti molli come la pelle, gli organi, i muscoli e il grasso iniziano a sciogliersi facendo così apparire le ossa. Durante questa fase dal corpo possono uscire spruzzi di liquido.


Chi può assistere alla cremazione?
La maggior parte dei forni crematori consente ai parenti di seguire il carro funebre fino all'ingresso dell'edificio dove avverrà la cremazione, ma senza potervi assistere. ... È il personale addetto che si occupa di cremare il corpo, non ammettendovisitatori esterni.

Perche si sceglie la cremazione?
Si evita il processo biologico della decomposizione. Ragioni ambientali, civili, filosofiche o estetiche. Rifiuto del cimitero, dei riti e degli obblighi ad esso connessi, della superficie da essi occupata. Aspirazione a un ideale ritorno al “ciclo della natura”, attraverso la dispersione delle ceneri.

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Redazione TanMagazine 27/10/2021

Esempio di vero Amore

Londra: aspetta la metro solo per ascoltare l'annuncio del marito morto nel 2007

"A Londra c'è una donna che si reca ogni giorno dentro la metropolitana e resta seduta sulla banchina solo per ascoltare l'annuncio registrato dal marito nel lontano 1950. Margaret McCollum dopo che è morto il suo Oswald Laurence, si siede sulla panchina e aspetta di sentire quella registrazione diventata uno dei piu' celebri" Mind the Gap" di Londra. Nel 2003 Oswald è morto lasciando un grande vuoto nel cuore di Margaret.

Così da quel momento Margaret ha trovato il modo di sentire la sua presenza piu' vicina.

Ma da un giorno all'altro, dopo oltre mezzo secolo, quella voce è stata sostituita da una fredda e vuota voce elettronica.

Presa dallo sconforto Margaret ha fatto la richiesta di quel nastro all'azienda dei trasporti della metropolitana Londinese, per continuare ad ascoltare la voce di suo marito a casa sua. Ma, venuta a conoscenza dell'emozionante storia, l'azienda ha deciso di ripristinare l'annuncio nell'unica fermata in prossimità della casa dove vive la donna, precisamente alla fermata di Enbankment della Norther Line, dove oggi tutti i passeggeri possono ascoltare la voce di Oswald Laurence e pensare che l'Amore Eterno esiste davvero..."

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