Marsica, ombre sul settore funerario: medici, segnalazioni e imprese privilegiate. È ora di fare chiarezza

Marsica sotto la lente: segnalazioni ad Avezzano e nei comuni limitrofi sollevano interrogativi su possibili rapporti privilegiati tra alcuni professionisti sanitari e specifiche imprese funebri. TanMagazine accende i riflettori sulla legalità

Nicolas Tiburzi 20/07/2026 0

Famiglie vulnerabili, segnalazioni di imprese, possibili conflitti di interesse e rapporti privilegiati: il settore funerario Marsicano e della Valle Roveto deve avere il coraggio di affrontare una questione che da troppo tempo viene raccontata sottovoce

TanMagazine apre una riflessione su uno dei temi più delicati del comparto funerario italiano: il possibile condizionamento della libera scelta delle famiglie attraverso segnalazioni, indicazioni o rapporti privilegiati tra professionisti che intervengono al momento del decesso e determinate imprese di onoranze funebri.

C'è un momento nel quale una famiglia è più vulnerabile di qualsiasi altro.

È il momento della morte.

Quando muore una persona cara non si ragiona come in una situazione normale. C'è dolore, confusione, urgenza. Bisogna affrontare documenti, certificazioni, autorizzazioni, trasferimenti, organizzare il funerale e prendere in poche ore decisioni che normalmente richiederebbero giorni.

È proprio in questo momento che la libertà di scelta deve essere protetta più che mai.

E invece è proprio in questo momento che può diventare estremamente facile condizionarla.

Da anni, nel mondo funerario, si parla di un fenomeno che merita finalmente di essere affrontato apertamente: quello delle segnalazioni di imprese funebri da parte di soggetti che, per il ruolo professionale ricoperto, entrano inevitabilmente in contatto con le famiglie immediatamente dopo un decesso.

Medici curanti.

Medici necroscopi.

Medici legali.

Personale sanitario.

Operatori che, direttamente o indirettamente, vengono a conoscenza di un decesso prima ancora che la famiglia abbia scelto liberamente l'impresa alla quale affidarsi.

È necessario essere estremamente chiari.

Non stiamo accusando un'intera categoria.

La stragrande maggioranza dei medici italiani svolge quotidianamente il proprio lavoro con serietà, indipendenza e rispetto assoluto della propria funzione.

Proprio per questo, però, eventuali comportamenti scorretti di pochi devono essere individuati e isolati.

Perché anche pochi episodi possono compromettere la credibilità di un intero sistema.

LA DOMANDA CHE DOBBIAMO AVERE IL CORAGGIO DI PORCI

La domanda è semplice:

può un professionista che interviene istituzionalmente o professionalmente in occasione di un decesso indicare alla famiglia una specifica impresa funebre?

E soprattutto:

cosa accade quando determinate segnalazioni sembrano ripetersi sistematicamente sempre verso le stesse aziende?

Un conto è rispondere a una richiesta generica di informazioni.

Un altro è suggerire esplicitamente:

“Chiamate questa impresa.”

“Conosco io qualcuno.”

“Vi mando una persona di fiducia.”

“Telefonate a loro, penseranno a tutto.”

Frasi apparentemente innocue possono assumere un peso enorme quando vengono pronunciate da una persona che, agli occhi della famiglia, rappresenta un'autorità o comunque un professionista di fiducia.

La famiglia, in quel momento, difficilmente percepisce quella frase come una normale indicazione commerciale.

La percepisce come un consiglio autorevole.

Ed è qui che nasce il problema.

IL CONFINE TRA CONSIGLIO E CONDIZIONAMENTO

Nel mercato ordinario il consumatore confronta.

Chiede preventivi.

Consulta internet.

Valuta recensioni.

Decide.

Nel settore funerario tutto questo spesso accade in poche ore.

Il tempo è limitato e la vulnerabilità emotiva è enorme.

Chi possiede per primo l'informazione relativa al decesso può quindi trovarsi, anche indirettamente, in una posizione capace di influenzare il mercato.

Per questo il settore funerario non può essere considerato un mercato come tutti gli altri.

La libera scelta della famiglia deve essere tutelata con particolare rigore.

Il problema non è soltanto economico.

È soprattutto etico.

QUANDO LE SEGNALAZIONI DIVENTANO SISTEMATICHE

Un episodio isolato può essere casuale.

Ma quando emergono segnalazioni ricorrenti, quando determinati professionisti sembrano indicare frequentemente le medesime imprese, quando alcune aziende sembrano beneficiare con particolare continuità di determinati canali di segnalazione, allora è legittimo chiedere maggiore trasparenza.

Attenzione: una ricorrenza non dimostra automaticamente l'esistenza di un illecito.

Ma può rappresentare un elemento che merita verifica.

Ed è proprio questo il punto.

Non servono processi mediatici.

Servono controlli.

Non servono accuse indiscriminate.

Servono accertamenti.

Se tutto è corretto, i controlli proteggeranno chi lavora onestamente.

Se invece dovessero emergere comportamenti incompatibili con le regole professionali o con la legge, sarà compito delle autorità competenti intervenire.

TANMAGAZINE HA RICEVUTO SEGNALAZIONI

La nostra redazione è venuta a conoscenza di segnalazioni relative a presunti episodi nei quali famiglie colpite da un lutto sarebbero state indirizzate verso determinate imprese funebri.

Disponiamo inoltre di materiale informativo e documentale che riteniamo meritevole di approfondimento.

Tra questo materiale figurano anche conversazioni e registrazioni la cui rilevanza, liceità di utilizzo e possibilità di eventuale pubblicazione dovranno essere preventivamente valutate nelle sedi competenti.

Non pubblicheremo nomi né attribuiremo responsabilità individuali senza verifiche adeguate.

Non è questo il nostro compito.

Ma non possiamo neppure ignorare ciò che ci viene segnalato.

Il giornalismo serio non deve emettere sentenze.

Deve fare domande.

E alcune domande, oggi, devono essere poste.

PERCHÉ SEMPRE LE STESSE IMPRESE?

Se un'impresa funebre riceve una chiamata perché una famiglia l'ha scelta liberamente, non esiste alcun problema.

È il normale funzionamento del mercato.

Ma se un'impresa riceve sistematicamente famiglie provenienti dallo stesso circuito professionale o sanitario, può essere legittimo chiedersi come avvenga quella scelta.

La famiglia conosceva già quell'impresa?

L'ha trovata autonomamente?

Ha confrontato diverse aziende?

Oppure qualcuno le ha fornito direttamente un numero telefonico?

Qualcuno ha fatto una telefonata al posto suo?

Qualcuno ha comunicato il decesso all'impresa prima ancora che la famiglia la contattasse?

Sono domande semplici.

Ma le risposte potrebbero raccontare molto sul funzionamento reale di una parte del mercato funerario.

IL VALORE ECONOMICO DELL'INFORMAZIONE SUL DECESSO

Nel settore funerario esiste una realtà economica evidente.

Sapere per primi che una persona è deceduta può rappresentare un enorme vantaggio commerciale.

Chi conosce il decesso prima degli altri può potenzialmente arrivare prima alla famiglia.

Ed è proprio per questo che l'informazione relativa alla morte di una persona deve essere trattata con estrema responsabilità.

Non può trasformarsi in una notizia commerciale.

Non può diventare una segnalazione privilegiata.

Non può essere utilizzata per creare corsie preferenziali tra determinati soggetti e determinate aziende.

Se questo dovesse accadere, non avremmo più un mercato basato sulla qualità.

Avremmo un mercato basato sull'accesso privilegiato all'informazione.

E sarebbe profondamente ingiusto.

LE IMPRESE ONESTE PAGANO IL PREZZO PIÙ ALTO

Immaginiamo due imprese funebri.

La prima investe.

Forma il personale.

Mantiene strutture adeguate.

Acquista mezzi moderni.

Rispetta i contratti di lavoro.

Investe nella qualità.

Comunica correttamente.

Costruisce nel tempo la propria reputazione.

La seconda, ipoteticamente, dispone invece di una rete di segnalazioni privilegiate.

Chi avrà più possibilità di acquisire servizi?

Se il mercato viene alterato da canali preferenziali, la qualità rischia di diventare secondaria.

Questo produce una concorrenza profondamente distorta.

E alla lunga danneggia tutti.

Le imprese serie.

I lavoratori.

Le famiglie.

E l'immagine dell'intero comparto funerario.

IL RUOLO DEL MEDICO DEVE RESTARE IMPARZIALE

Il medico occupa una posizione di enorme fiducia sociale.

Proprio per questo la sua indipendenza deve essere assoluta.

Il medico deve occuparsi della propria funzione sanitaria, certificativa, medico-legale o necroscopica secondo le competenze previste.

La scelta dell'impresa funebre appartiene invece alla famiglia.

Sono due piani che devono restare distinti.

Qualunque sovrapposizione sistematica tra funzione sanitaria e interesse commerciale deve essere osservata con grande attenzione.

Non perché ogni indicazione sia automaticamente illecita.

Ma perché il rischio di conflitto di interesse è evidente.

La fiducia del cittadino deve essere protetta anche dall'apparenza di possibili condizionamenti.

MEDICI NECROSCOPI: UNA FUNZIONE PARTICOLARMENTE DELICATA

Il medico necroscopo svolge una funzione fondamentale nell'ambito della polizia mortuaria.

Il suo intervento è collegato all'accertamento della morte e alle procedure previste dall'ordinamento.

Proprio per la natura della funzione esercitata, deve essere garantita una netta separazione rispetto agli interessi commerciali delle imprese funebri.

Il medico necroscopo non dovrebbe trasformarsi, direttamente o indirettamente, in un intermediario commerciale.

La sua autorevolezza non deve diventare uno strumento capace di orientare il mercato.

MEDICI CURANTI: IL RAPPORTO DI FIDUCIA NON DEVE DIVENTARE UN CANALE COMMERCIALE

Ancora più delicata può essere la posizione del medico curante.

Spesso conosce la famiglia da anni.

Ha seguito il paziente.

È una persona di fiducia.

Quando avviene il decesso, una sua indicazione può avere un peso enorme.

Se dice:

“Chiamate questa impresa, sono persone affidabili”,

la famiglia difficilmente interpreterà quella frase come una semplice opinione.

La considererà una raccomandazione autorevole.

Per questo occorre grande prudenza.

Il medico può certamente aiutare una famiglia a comprendere le procedure sanitarie e amministrative di propria competenza.

Ma la scelta commerciale dell'impresa funebre dovrebbe restare libera e autonoma.

MEDICI LEGALI: INDIPENDENZA E TRASPARENZA DEVONO ESSERE ASSOLUTE

Anche nell'ambito medico-legale la separazione tra funzione professionale e interessi commerciali deve essere rigorosa.

Il medico legale può intervenire in contesti estremamente delicati:

morti improvvise;

decessi sospetti;

autopsie;

riscontri diagnostici;

procedimenti giudiziari;

identificazione;

valutazioni medico-legali.

In questi contesti la famiglia vive una condizione di vulnerabilità ancora maggiore.

Qualunque indicazione commerciale proveniente da chi ricopre un ruolo tecnico o istituzionale può essere percepita come particolarmente autorevole.

Per questo l'indipendenza deve essere non soltanto reale.

Deve essere anche evidente.

E SE ESISTESSE UN CORRISPETTIVO?

Qui entriamo nello scenario più grave.

Se dietro una segnalazione dovesse emergere un vantaggio economico, una promessa, uno scambio di utilità o qualsiasi altra forma di accordo improprio, la questione cambierebbe completamente natura.

Non parleremmo più di semplice consiglio.

Saremmo davanti a fatti che dovrebbero essere valutati dalle autorità competenti sulla base delle circostanze concrete e delle norme applicabili.

È fondamentale non generalizzare.

Ma è altrettanto fondamentale non minimizzare.

Ogni eventuale scambio economico collegato all'indirizzamento di una famiglia verso un'impresa funebre dovrebbe essere oggetto di immediata attenzione.

LE REGISTRAZIONI: DOCUMENTARE, NON SPETTACOLARIZZARE

Oggi moltissime situazioni possono essere documentate.

Telefonate.

Messaggi.

Chat.

Email.

Testimonianze.

Documenti.

Registrazioni.

Ma possedere una registrazione non significa automaticamente poterla pubblicare.

Occorre distinguere tra la possibilità di utilizzare un elemento per tutelare un proprio diritto, la sua eventuale rilevanza in un procedimento e la possibilità di diffonderlo pubblicamente.

Per questo eventuali registrazioni devono essere conservate integralmente, senza manipolazioni, accompagnate da data, contesto e circostanze nelle quali sono state acquisite.

Prima della pubblicazione devono essere sottoposte a una verifica legale.

Il nostro obiettivo non deve essere creare uno scandalo mediatico.

Deve essere accertare la verità.

NON VOGLIAMO UNA CACCIA AL MEDICO

Questo deve essere chiarissimo.

Non stiamo accusando la categoria medica.

Sarebbe profondamente ingiusto.

Migliaia di medici lavorano quotidianamente con straordinaria professionalità.

Molti accompagnano le famiglie nei momenti più difficili con umanità e rispetto.

Proprio loro devono essere i primi a pretendere chiarezza.

Perché un eventuale comportamento scorretto di pochi danneggia la reputazione di tutti.

Lo stesso vale per le imprese funebri.

Non esistono “medici contro impresari”.

Esistono professionisti corretti e comportamenti che, se segnalati e documentati, devono essere verificati.

E LA ASL COSA FA?

Se pratiche di questo tipo dovessero risultare realmente diffuse e reiterate nel territorio della Marsica, sarebbe inevitabile interrogarsi anche sul ruolo di chi ha il dovere di vigilare. Possibile che i vertici e i dirigenti della ASL non si siano mai accorti di nulla? Si tratta di carenze nei controlli, di comportamenti tollerati o esistono interessi che meritano di essere approfonditi?

Non spetta a noi formulare accuse senza prove né affermare che qualcuno tragga vantaggi economici da tali situazioni. Ma proprio per fugare ogni dubbio è necessario che la ASL faccia piena chiarezza, verifichi eventuali rapporti anomali e renda trasparenti i controlli effettuati. Quando un fenomeno sospetto sembra protrarsi nel tempo, infatti, la domanda non riguarda più soltanto chi potrebbe esserne direttamente coinvolto, ma anche chi aveva il compito di controllare e, eventualmente, perché non sia intervenuto.

La trasparenza è nell'interesse di tutti, a cominciare dai dirigenti e dai professionisti che operano correttamente.

SERVE UN SISTEMA DI TRACCIABILITÀ?

Una proposta potrebbe essere quella di aumentare la trasparenza.

Perché non prevedere procedure più chiare affinché, nelle strutture sanitarie e nei contesti pubblici, alle famiglie venga esplicitamente ricordato che:

“La scelta dell'impresa funebre è libera.”

Nessun elenco privilegiato.

Nessuna indicazione selettiva.

Nessun numero telefonico consegnato informalmente.

Nessuna impresa avvisata prima della scelta della famiglia.

Si potrebbero prevedere protocolli uniformi.

Cartelli informativi.

Moduli di trasparenza.

Canali anonimi di segnalazione.

Controlli a campione.

Audit sui flussi anomali di servizi, laddove consentito dalla legge e nel rispetto della privacy.

Sono strumenti che proteggerebbero tutti.

ORDINI DEI MEDICI E ASL DEVONO VIGILARE

Gli Ordini professionali hanno un ruolo fondamentale nella tutela dell'etica della professione.

Le aziende sanitarie hanno il dovere di garantire trasparenza nelle strutture e nei servizi di propria competenza.

Quando emergono segnalazioni circostanziate, non dovrebbero essere ignorate.

Devono essere valutate.

Verificate.

Approfondite.

Naturalmente nel pieno rispetto del diritto di difesa e della presunzione di innocenza.

Ma il principio deve essere semplice:

chi non ha nulla da nascondere non deve temere la trasparenza.

ANCHE LE IMPRESE FUNEBRI DEVONO ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITÀ

Non possiamo parlare soltanto dei medici.

Se esistesse un sistema di segnalazioni improprie, dall'altra parte dovrebbe esserci qualcuno disposto a beneficiarne.

Per questo la responsabilità etica riguarda anche le imprese.

Un'impresa funebre seria non dovrebbe cercare scorciatoie.

Non dovrebbe pagare intermediari.

Non dovrebbe costruire reti occulte di segnalazione.

Non dovrebbe cercare informazioni privilegiate sui decessi.

Deve essere scelta perché è brava.

Perché è affidabile.

Perché offre un servizio dignitoso.

Perché pratica prezzi trasparenti.

Perché ha conquistato la fiducia della comunità.

Questa è concorrenza.

Il resto, se accertato, appartiene a un'altra logica.

LA FAMIGLIA DEVE POTER DIRE: “SCELGO IO”

Questo dovrebbe essere il principio più semplice dell'intero sistema funerario.

Muore una persona.

La famiglia sceglie.

Nessuno anticipa quella scelta.

Nessuno suggerisce interessatamente.

Nessuno telefona all'impresa prima della famiglia.

Nessuno trasforma il lutto in un'occasione commerciale.

La famiglia deve poter dire: “Scelgo io.”

E quella scelta deve essere rispettata.

Sempre.

UNA DOMANDA ALLE ISTITUZIONI

TanMagazine pone pubblicamente alcune domande.

Esistono controlli sufficienti per verificare eventuali rapporti anomali tra soggetti che vengono a conoscenza dei decessi e imprese funebri?

Esistono procedure uniformi per garantire alle famiglie una scelta realmente libera?

Esistono sistemi efficaci per segnalare comportamenti sospetti senza esporsi a ritorsioni?

Gli Ordini professionali dispongono di strumenti adeguati per intervenire quando ricevono segnalazioni documentate?

Le aziende sanitarie monitorano adeguatamente ciò che avviene nelle strutture e nei momenti immediatamente successivi al decesso?

Sono domande alle quali il settore merita risposte.

TANMAGAZINE NON SI FERMERÀ ALLE VOCI

La nostra posizione è chiara.

Non pubblicheremo accuse prive di riscontri.

Non costruiremo processi mediatici.

Non trasformeremo sospetti in sentenze.

Ma allo stesso tempo non faremo finta di non vedere.

Le segnalazioni documentate saranno approfondite.

Gli elementi disponibili saranno valutati.

Quando necessario, saranno trasmessi o messi a disposizione delle autorità competenti secondo le modalità previste dalla legge.

E qualora emergessero fatti di rilevanza pubblica adeguatamente verificati e legalmente pubblicabili, TanMagazine eserciterà il proprio diritto-dovere di informare.

Perché denunciare un possibile sistema non significa condannare qualcuno senza processo.

Significa chiedere che quel sistema venga controllato.

UN APPELLO AI PROFESSIONISTI ONESTI

Ai medici diciamo:

difendete l'indipendenza della vostra professione.

Alle imprese funebri diciamo:

competete sulla qualità, non sulle conoscenze.

Alle strutture sanitarie diciamo:

garantite procedure trasparenti.

Agli Ordini professionali diciamo:

vigilate e intervenite quando necessario.

Alle istituzioni diciamo:

non considerate il settore funerario un comparto marginale.

Alle famiglie diciamo:

nessuno deve scegliere al vostro posto.

Potete decidere liberamente a quale impresa affidarvi.

Chiedete informazioni.

Confrontate.

Fate domande.

Pretendete trasparenza.

IL LUTTO NON È UN MERCATO DA SPARTIRE

Dietro ogni servizio funebre c'è una persona morta.

Dietro quella persona c'è una famiglia.

Dietro quella famiglia c'è dolore.

Questo dovrebbe bastare a imporre a tutti un limite morale.

Il settore funerario ha bisogno di professionalità, formazione, innovazione e regole moderne.

Ma soprattutto ha bisogno di etica.

Non possiamo accettare l'idea che il successo di un'impresa possa dipendere dalla possibilità di conoscere un decesso prima degli altri.

Non possiamo accettare che un ruolo sanitario o istituzionale possa trasformarsi, anche indirettamente, in uno strumento di acquisizione commerciale.

Non possiamo accettare che una famiglia, nel momento della massima fragilità, possa essere considerata un “cliente da indirizzare”.

Se esistono comportamenti di questo tipo, devono emergere.

Se non esistono, controlli seri serviranno a dissipare ogni sospetto.

In entrambi i casi la trasparenza è la soluzione.

TanMagazine continuerà a fare domande.

Perché il settore funerario italiano ha bisogno di luce, non di zone d'ombra.

Perché le imprese corrette meritano un mercato corretto.

Perché i medici onesti meritano che la loro professione non venga macchiata dai comportamenti eventualmente scorretti di pochi.

E soprattutto perché una famiglia colpita da un lutto non è un'opportunità commerciale.

È una famiglia da rispettare.

TanMagazine

Informazione, trasparenza e cultura professionale per un settore funerario più etico.

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Barbara Ruscitti 24/09/2024

L'Importanza della Conservazione delle Salme per i Trasporti Aerei, Marittimi e su Strada

Il trasporto di salme rappresenta un momento delicato e solenne, soprattutto quando il viaggio deve attraversare lunghe distanze, come nel caso dei trasporti aerei, marittimi o su strada. Questo processo non riguarda solo il trasferimento fisico, ma deve tenere conto di una serie di aspetti sanitari, legali e logistici. Tra questi, uno dei fattori più cruciali è la corretta conservazione delle salme, un passaggio essenziale per preservare la dignità del defunto e garantire la sicurezza di tutte le persone coinvolte nel trasporto.

1. Conservazione delle salme: una necessità sanitaria

La conservazione delle salme è fondamentale per motivi sanitari. Quando un corpo viene trasportato su lunghe distanze, specialmente in condizioni di temperature variabili, c’è il rischio di decomposizione accelerata, con conseguente proliferazione di batteri e cattivi odori. La conservazione della salma mediante refrigerazione o, in alcuni casi, mediante trattamenti chimici come l’imbalsamazione, serve a rallentare questo processo naturale, mantenendo il corpo in condizioni adeguate fino al suo arrivo a destinazione.

2. Regolamentazioni internazionali e requisiti legali

Ogni paese adotta regolamentazioni precise riguardo alla conservazione e al trasporto delle salme, con standard internazionali che si applicano soprattutto nel contesto di trasporti aerei o marittimi. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e le autorità nazionali di controllo sanitario, come l’International Air Transport Association (IATA) per i trasporti aerei, stabiliscono linee guida per garantire che le salme siano adeguatamente conservate, sigillate in casse ermetiche e accompagnate da tutta la documentazione necessaria, come il certificato di morte e il permesso di trasporto internazionale.

3. Trasporto aereo: sfide e protocolli di sicurezza

Il trasporto aereo delle salme presenta sfide particolari. L’altitudine e le pressioni atmosferiche cambiano durante il volo, e il tempo di viaggio può essere particolarmente lungo, specialmente nei voli intercontinentali. Per questi motivi, le compagnie aeree richiedono che la salma venga preparata in modo speciale, spesso con imbalsamazione obbligatoria, per evitare problemi legati alla decomposizione. Le salme devono essere collocate in bare a tenuta stagna, che garantiscono la sicurezza dei passeggeri e del personale dell’aereo.

Inoltre, esistono regolamentazioni rigorose riguardo alla documentazione richiesta. Prima del decollo, il vettore aereo deve verificare che siano state ottenute tutte le autorizzazioni per il trasporto internazionale di resti umani e che il corpo sia imballato in modo conforme agli standard di sicurezza.

4. Trasporto marittimo: conservazione prolungata e logistica complessa

Il trasporto via mare richiede una preparazione altrettanto meticolosa, ma le sfide sono differenti. Le navi spesso impiegano giorni o settimane per raggiungere la loro destinazione, il che rende fondamentale l’uso di celle frigorifere per mantenere le salme in condizioni idonee per periodi prolungati. Molte navi sono dotate di strutture speciali per la conservazione delle salme, che possono mantenere il corpo a basse temperature per evitare la decomposizione.

Le lunghe distanze e i tempi di viaggio prolungati richiedono una gestione estremamente attenta della catena del freddo. Inoltre, come nel trasporto aereo, la documentazione è essenziale, e il rispetto delle norme internazionali e nazionali sulla gestione delle salme deve essere rigorosamente seguito.

5. Trasporto su strada: la soluzione più comune per brevi distanze

Il trasporto su strada è spesso utilizzato per trasferire salme su distanze più brevi, ad esempio tra ospedali, case funerarie e cimiteri, o per portare la salma dall’aeroporto o dal porto alla destinazione finale. Anche in questo caso, la conservazione è fondamentale, soprattutto se il viaggio dura più di poche ore. I veicoli funebri sono solitamente equipaggiati con sistemi di refrigerazione per mantenere la salma in condizioni adeguate, anche se per periodi di tempo più brevi rispetto al trasporto aereo o marittimo.

Per i trasporti su strada all'interno del paese, le normative possono variare, ma solitamente richiedono la verifica delle condizioni igieniche del veicolo e della bara in cui è contenuta la salma, assicurando così un trasferimento sicuro e rispettoso.

6. La dignità del defunto e il rispetto per le famiglie

Oltre agli aspetti sanitari e legali, la conservazione delle salme è importante anche per motivi etici. Le famiglie vogliono che i resti dei propri cari siano trattati con il massimo rispetto durante il viaggio, indipendentemente dal mezzo di trasporto utilizzato. Garantire che la salma arrivi in buone condizioni è un segno di rispetto per il defunto e per i suoi cari, che spesso devono affrontare già momenti di grande dolore e difficoltà organizzative.

Conclusione

La conservazione delle salme per i trasporti aerei, marittimi e su strada rappresenta un aspetto cruciale e complesso di un processo che richiede attenzione, competenza e rispetto per le norme sanitarie e legali. La capacità di trasportare salme in modo sicuro e dignitoso non solo risponde a esigenze igieniche, ma è anche un dovere verso le famiglie che affidano alle autorità il trasferimento dei propri cari. Rispettare le normative e garantire che il corpo sia adeguatamente conservato lungo il viaggio è essenziale per proteggere la salute pubblica e preservare la dignità umana.

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Nicolas Tiburzi 04/12/2025

ECAC5: la nuova edizione del Codice Europeo contro il Cancro richiama l’attenzione sulla prevenzione nei luoghi di lavoro

La quinta versione del Codice Europeo contro il Cancro (ECAC5), pubblicata da IARC/OMS e dall’Unione Europea, aggiorna le indicazioni basate su evidenze scientifiche per ridurre il rischio oncologico nella popolazione. Tra i vari temi affrontati, il documento mette in luce anche un aspetto spesso sottovalutato: la protezione dei lavoratori dall’esposizione a sostanze cancerogene.

Nel capitolo dedicato ai rischi professionali, il Codice richiama alcuni punti chiave per migliorare la sicurezza:

  • rispettare pienamente i limiti europei di esposizione a cancerogeni;

  • promuovere il coinvolgimento attivo di imprese, lavoratori e rappresentanze sociali nelle azioni di prevenzione;

  • integrare la sicurezza nei processi produttivi e nelle procedure di appalto;

  • investire in formazione continua per favorire comportamenti e procedure corrette.

Il messaggio è chiaro: la prevenzione richiede una gestione solida, basata su dati, responsabilità condivise e un’organizzazione che consideri la sicurezza parte integrante della qualità del lavoro.

In Eirenè Srl Società Benefit, proprietaria del marchio Fluytan, operiamo proprio in quest’ottica. Le nostre soluzioni sono pensate per limitare il più possibile l’esposizione del personale funerario e sanitario ad agenti potenzialmente dannosi. Il fissatore FLUYTAN, sviluppato per la conservazione delle salme e per i processi diagnostici e istopatologici, nasce dall’esigenza di offrire strumenti che migliorino la tutela degli operatori e siano coerenti con gli orientamenti scientifici e internazionali più aggiornati.

- ECAC5 ribadisce un concetto fondamentale: proteggere chi lavora significa prevenire, e la prevenzione è una componente decisiva nella lotta contro il cancro. Le imprese del settore hanno un ruolo concreto nel favorire questo cambiamento.

- Il Codice dialoga non solo con i singoli cittadini, ma anche con organizzazioni e decisori pubblici, invitandoli a creare condizioni strutturali che rendano possibile una prevenzione reale e duratura.

Chi desidera approfondire può consultare la nuova edizione completa del Codice, che tratta anche temi come alimentazione, movimento, screening oncologici, radon, qualità dell’aria e rischi legati a infezioni.

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Andrea Pastore 13/03/2026

Sorbel – Polvere Superassorbente Ecologica Multiuso per il Settore Funerario

Nel settore funerario la gestione dei liquidi biologici rappresenta un aspetto fondamentale sia dal punto di vista igienico-sanitario sia per garantire decoro e sicurezza durante tutte le fasi della gestione della salma. Sorbel nasce proprio con questo obiettivo: offrire agli operatori funerari un prodotto altamente assorbente, rapido ed efficace, progettato per rispondere alle esigenze specifiche del settore.

Elevato potere assorbente

Sorbel è una polvere superassorbente ad alta capacità, formulata per catturare rapidamente grandi quantità di liquidi biologici. Grazie alla sua particolare composizione granulare, il prodotto è in grado di assorbire i liquidi in tempi molto rapidi, trasformandoli in una massa compatta e stabile.

Questa caratteristica permette di:

  • ridurre rapidamente la presenza di liquidi all'interno della bara

  • limitare la formazione di percolazioni

  • migliorare le condizioni igieniche durante la preparazione della salma

L'elevata velocità di assorbimento consente agli operatori di intervenire in modo immediato ed efficace, garantendo sicurezza e controllo della situazione.

Sicurezza per operatori e ambiente

Uno degli aspetti distintivi di Sorbel è la sua formulazione ecologica e non tossica.

Il prodotto è infatti:

  • non tossico

  • non infiammabile

  • biodegradabile

  • sicuro per gli operatori professionali

Questo lo rende ideale per l'utilizzo quotidiano nelle attività funerarie, senza rischi per la salute degli operatori e con un impatto ambientale ridotto.

Applicazioni professionali

Sorbel è stato sviluppato per essere un prodotto multiuso specifico per il settore funerario, con diverse applicazioni operative.

Tamponamento della salma

La polvere può essere utilizzata per il tamponamento delle cavità della salma, in particolare:

  • bocca

  • naso

  • altre cavità anatomiche

In questi casi Sorbel contribuisce ad assorbire i liquidi biologici e a mantenere condizioni di maggiore igiene durante la preparazione della salma.

Raccolta dei liquidi nella bara

Un utilizzo fondamentale è la distribuzione sul fondo della cassa, in particolare sulla vasca di zinco prima dell'imbottitura. In questo modo il prodotto:

  • raccoglie i liquidi che si depositano nel tempo

  • evita accumuli indesiderati

  • contribuisce a mantenere la bara asciutta più a lungo

Assorbimento nei loculi cimiteriali

Sorbel è inoltre particolarmente utile nei loculi cimiteriali, dove può essere impiegato per:

  • assorbire liquidi che fuoriescono dalle bare

  • neutralizzare eventuali percolazioni

  • mantenere condizioni igieniche adeguate negli spazi cimiteriali

Utilizzi aggiuntivi

Grazie alla sua versatilità, il prodotto può essere utilizzato in tutte le situazioni in cui sia necessario assorbire liquidi, offrendo una soluzione efficace, semplice e sicura.

Qualità e affidabilità professionale

Sorbel rappresenta una soluzione professionale ad alte prestazioni, progettata per offrire:

  • elevata capacità assorbente

  • rapidità di intervento

  • sicurezza operativa

  • rispetto per l'ambiente

Per queste caratteristiche si configura come un prodotto di riferimento per le imprese funebri, gli operatori di tanatoprassi e le strutture cimiteriali che necessitano di un sistema affidabile per la gestione dei liquidi biologici.

Il controllo assoluto dei liquidi biologici

Per effettuare ordini o richiedere preventivi scrivere a : eirene.srlsb@gmail.com

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