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Nicolas Tiburzi 20/07/2026 0
Marsica, ombre sul settore funerario: medici, segnalazioni e imprese privilegiate. È ora di fare chiarezza
Famiglie vulnerabili, segnalazioni di imprese, possibili conflitti di interesse e rapporti privilegiati: il settore funerario Marsicano e della Valle Roveto deve avere il coraggio di affrontare una questione che da troppo tempo viene raccontata sottovoce
TanMagazine apre una riflessione su uno dei temi più delicati del comparto funerario italiano: il possibile condizionamento della libera scelta delle famiglie attraverso segnalazioni, indicazioni o rapporti privilegiati tra professionisti che intervengono al momento del decesso e determinate imprese di onoranze funebri.
C'è un momento nel quale una famiglia è più vulnerabile di qualsiasi altro.
È il momento della morte.
Quando muore una persona cara non si ragiona come in una situazione normale. C'è dolore, confusione, urgenza. Bisogna affrontare documenti, certificazioni, autorizzazioni, trasferimenti, organizzare il funerale e prendere in poche ore decisioni che normalmente richiederebbero giorni.
È proprio in questo momento che la libertà di scelta deve essere protetta più che mai.
E invece è proprio in questo momento che può diventare estremamente facile condizionarla.
Da anni, nel mondo funerario, si parla di un fenomeno che merita finalmente di essere affrontato apertamente: quello delle segnalazioni di imprese funebri da parte di soggetti che, per il ruolo professionale ricoperto, entrano inevitabilmente in contatto con le famiglie immediatamente dopo un decesso.
Medici curanti.
Medici necroscopi.
Medici legali.
Personale sanitario.
Operatori che, direttamente o indirettamente, vengono a conoscenza di un decesso prima ancora che la famiglia abbia scelto liberamente l'impresa alla quale affidarsi.
È necessario essere estremamente chiari.
Non stiamo accusando un'intera categoria.
La stragrande maggioranza dei medici italiani svolge quotidianamente il proprio lavoro con serietà, indipendenza e rispetto assoluto della propria funzione.
Proprio per questo, però, eventuali comportamenti scorretti di pochi devono essere individuati e isolati.
Perché anche pochi episodi possono compromettere la credibilità di un intero sistema.
LA DOMANDA CHE DOBBIAMO AVERE IL CORAGGIO DI PORCI
La domanda è semplice:
può un professionista che interviene istituzionalmente o professionalmente in occasione di un decesso indicare alla famiglia una specifica impresa funebre?
E soprattutto:
cosa accade quando determinate segnalazioni sembrano ripetersi sistematicamente sempre verso le stesse aziende?
Un conto è rispondere a una richiesta generica di informazioni.
Un altro è suggerire esplicitamente:
“Chiamate questa impresa.”
“Conosco io qualcuno.”
“Vi mando una persona di fiducia.”
“Telefonate a loro, penseranno a tutto.”
Frasi apparentemente innocue possono assumere un peso enorme quando vengono pronunciate da una persona che, agli occhi della famiglia, rappresenta un'autorità o comunque un professionista di fiducia.
La famiglia, in quel momento, difficilmente percepisce quella frase come una normale indicazione commerciale.
La percepisce come un consiglio autorevole.
Ed è qui che nasce il problema.
IL CONFINE TRA CONSIGLIO E CONDIZIONAMENTO
Nel mercato ordinario il consumatore confronta.
Chiede preventivi.
Consulta internet.
Valuta recensioni.
Decide.
Nel settore funerario tutto questo spesso accade in poche ore.
Il tempo è limitato e la vulnerabilità emotiva è enorme.
Chi possiede per primo l'informazione relativa al decesso può quindi trovarsi, anche indirettamente, in una posizione capace di influenzare il mercato.
Per questo il settore funerario non può essere considerato un mercato come tutti gli altri.
La libera scelta della famiglia deve essere tutelata con particolare rigore.
Il problema non è soltanto economico.
È soprattutto etico.
QUANDO LE SEGNALAZIONI DIVENTANO SISTEMATICHE
Un episodio isolato può essere casuale.
Ma quando emergono segnalazioni ricorrenti, quando determinati professionisti sembrano indicare frequentemente le medesime imprese, quando alcune aziende sembrano beneficiare con particolare continuità di determinati canali di segnalazione, allora è legittimo chiedere maggiore trasparenza.
Attenzione: una ricorrenza non dimostra automaticamente l'esistenza di un illecito.
Ma può rappresentare un elemento che merita verifica.
Ed è proprio questo il punto.
Non servono processi mediatici.
Servono controlli.
Non servono accuse indiscriminate.
Servono accertamenti.
Se tutto è corretto, i controlli proteggeranno chi lavora onestamente.
Se invece dovessero emergere comportamenti incompatibili con le regole professionali o con la legge, sarà compito delle autorità competenti intervenire.
TANMAGAZINE HA RICEVUTO SEGNALAZIONI
La nostra redazione è venuta a conoscenza di segnalazioni relative a presunti episodi nei quali famiglie colpite da un lutto sarebbero state indirizzate verso determinate imprese funebri.
Disponiamo inoltre di materiale informativo e documentale che riteniamo meritevole di approfondimento.
Tra questo materiale figurano anche conversazioni e registrazioni la cui rilevanza, liceità di utilizzo e possibilità di eventuale pubblicazione dovranno essere preventivamente valutate nelle sedi competenti.
Non pubblicheremo nomi né attribuiremo responsabilità individuali senza verifiche adeguate.
Non è questo il nostro compito.
Ma non possiamo neppure ignorare ciò che ci viene segnalato.
Il giornalismo serio non deve emettere sentenze.
Deve fare domande.
E alcune domande, oggi, devono essere poste.
PERCHÉ SEMPRE LE STESSE IMPRESE?
Se un'impresa funebre riceve una chiamata perché una famiglia l'ha scelta liberamente, non esiste alcun problema.
È il normale funzionamento del mercato.
Ma se un'impresa riceve sistematicamente famiglie provenienti dallo stesso circuito professionale o sanitario, può essere legittimo chiedersi come avvenga quella scelta.
La famiglia conosceva già quell'impresa?
L'ha trovata autonomamente?
Ha confrontato diverse aziende?
Oppure qualcuno le ha fornito direttamente un numero telefonico?
Qualcuno ha fatto una telefonata al posto suo?
Qualcuno ha comunicato il decesso all'impresa prima ancora che la famiglia la contattasse?
Sono domande semplici.
Ma le risposte potrebbero raccontare molto sul funzionamento reale di una parte del mercato funerario.
IL VALORE ECONOMICO DELL'INFORMAZIONE SUL DECESSO
Nel settore funerario esiste una realtà economica evidente.
Sapere per primi che una persona è deceduta può rappresentare un enorme vantaggio commerciale.
Chi conosce il decesso prima degli altri può potenzialmente arrivare prima alla famiglia.
Ed è proprio per questo che l'informazione relativa alla morte di una persona deve essere trattata con estrema responsabilità.
Non può trasformarsi in una notizia commerciale.
Non può diventare una segnalazione privilegiata.
Non può essere utilizzata per creare corsie preferenziali tra determinati soggetti e determinate aziende.
Se questo dovesse accadere, non avremmo più un mercato basato sulla qualità.
Avremmo un mercato basato sull'accesso privilegiato all'informazione.
E sarebbe profondamente ingiusto.
LE IMPRESE ONESTE PAGANO IL PREZZO PIÙ ALTO
Immaginiamo due imprese funebri.
La prima investe.
Forma il personale.
Mantiene strutture adeguate.
Acquista mezzi moderni.
Rispetta i contratti di lavoro.
Investe nella qualità.
Comunica correttamente.
Costruisce nel tempo la propria reputazione.
La seconda, ipoteticamente, dispone invece di una rete di segnalazioni privilegiate.
Chi avrà più possibilità di acquisire servizi?
Se il mercato viene alterato da canali preferenziali, la qualità rischia di diventare secondaria.
Questo produce una concorrenza profondamente distorta.
E alla lunga danneggia tutti.
Le imprese serie.
I lavoratori.
Le famiglie.
E l'immagine dell'intero comparto funerario.
IL RUOLO DEL MEDICO DEVE RESTARE IMPARZIALE
Il medico occupa una posizione di enorme fiducia sociale.
Proprio per questo la sua indipendenza deve essere assoluta.
Il medico deve occuparsi della propria funzione sanitaria, certificativa, medico-legale o necroscopica secondo le competenze previste.
La scelta dell'impresa funebre appartiene invece alla famiglia.
Sono due piani che devono restare distinti.
Qualunque sovrapposizione sistematica tra funzione sanitaria e interesse commerciale deve essere osservata con grande attenzione.
Non perché ogni indicazione sia automaticamente illecita.
Ma perché il rischio di conflitto di interesse è evidente.
La fiducia del cittadino deve essere protetta anche dall'apparenza di possibili condizionamenti.
MEDICI NECROSCOPI: UNA FUNZIONE PARTICOLARMENTE DELICATA
Il medico necroscopo svolge una funzione fondamentale nell'ambito della polizia mortuaria.
Il suo intervento è collegato all'accertamento della morte e alle procedure previste dall'ordinamento.
Proprio per la natura della funzione esercitata, deve essere garantita una netta separazione rispetto agli interessi commerciali delle imprese funebri.
Il medico necroscopo non dovrebbe trasformarsi, direttamente o indirettamente, in un intermediario commerciale.
La sua autorevolezza non deve diventare uno strumento capace di orientare il mercato.
MEDICI CURANTI: IL RAPPORTO DI FIDUCIA NON DEVE DIVENTARE UN CANALE COMMERCIALE
Ancora più delicata può essere la posizione del medico curante.
Spesso conosce la famiglia da anni.
Ha seguito il paziente.
È una persona di fiducia.
Quando avviene il decesso, una sua indicazione può avere un peso enorme.
Se dice:
“Chiamate questa impresa, sono persone affidabili”,
la famiglia difficilmente interpreterà quella frase come una semplice opinione.
La considererà una raccomandazione autorevole.
Per questo occorre grande prudenza.
Il medico può certamente aiutare una famiglia a comprendere le procedure sanitarie e amministrative di propria competenza.
Ma la scelta commerciale dell'impresa funebre dovrebbe restare libera e autonoma.
MEDICI LEGALI: INDIPENDENZA E TRASPARENZA DEVONO ESSERE ASSOLUTE
Anche nell'ambito medico-legale la separazione tra funzione professionale e interessi commerciali deve essere rigorosa.
Il medico legale può intervenire in contesti estremamente delicati:
morti improvvise;
decessi sospetti;
autopsie;
riscontri diagnostici;
procedimenti giudiziari;
identificazione;
valutazioni medico-legali.
In questi contesti la famiglia vive una condizione di vulnerabilità ancora maggiore.
Qualunque indicazione commerciale proveniente da chi ricopre un ruolo tecnico o istituzionale può essere percepita come particolarmente autorevole.
Per questo l'indipendenza deve essere non soltanto reale.
Deve essere anche evidente.
E SE ESISTESSE UN CORRISPETTIVO?
Qui entriamo nello scenario più grave.
Se dietro una segnalazione dovesse emergere un vantaggio economico, una promessa, uno scambio di utilità o qualsiasi altra forma di accordo improprio, la questione cambierebbe completamente natura.
Non parleremmo più di semplice consiglio.
Saremmo davanti a fatti che dovrebbero essere valutati dalle autorità competenti sulla base delle circostanze concrete e delle norme applicabili.
È fondamentale non generalizzare.
Ma è altrettanto fondamentale non minimizzare.
Ogni eventuale scambio economico collegato all'indirizzamento di una famiglia verso un'impresa funebre dovrebbe essere oggetto di immediata attenzione.
LE REGISTRAZIONI: DOCUMENTARE, NON SPETTACOLARIZZARE
Oggi moltissime situazioni possono essere documentate.
Telefonate.
Messaggi.
Chat.
Email.
Testimonianze.
Documenti.
Registrazioni.
Ma possedere una registrazione non significa automaticamente poterla pubblicare.
Occorre distinguere tra la possibilità di utilizzare un elemento per tutelare un proprio diritto, la sua eventuale rilevanza in un procedimento e la possibilità di diffonderlo pubblicamente.
Per questo eventuali registrazioni devono essere conservate integralmente, senza manipolazioni, accompagnate da data, contesto e circostanze nelle quali sono state acquisite.
Prima della pubblicazione devono essere sottoposte a una verifica legale.
Il nostro obiettivo non deve essere creare uno scandalo mediatico.
Deve essere accertare la verità.
NON VOGLIAMO UNA CACCIA AL MEDICO
Questo deve essere chiarissimo.
Non stiamo accusando la categoria medica.
Sarebbe profondamente ingiusto.
Migliaia di medici lavorano quotidianamente con straordinaria professionalità.
Molti accompagnano le famiglie nei momenti più difficili con umanità e rispetto.
Proprio loro devono essere i primi a pretendere chiarezza.
Perché un eventuale comportamento scorretto di pochi danneggia la reputazione di tutti.
Lo stesso vale per le imprese funebri.
Non esistono “medici contro impresari”.
Esistono professionisti corretti e comportamenti che, se segnalati e documentati, devono essere verificati.
E LA ASL COSA FA?
Se pratiche di questo tipo dovessero risultare realmente diffuse e reiterate nel territorio della Marsica, sarebbe inevitabile interrogarsi anche sul ruolo di chi ha il dovere di vigilare. Possibile che i vertici e i dirigenti della ASL non si siano mai accorti di nulla? Si tratta di carenze nei controlli, di comportamenti tollerati o esistono interessi che meritano di essere approfonditi?
Non spetta a noi formulare accuse senza prove né affermare che qualcuno tragga vantaggi economici da tali situazioni. Ma proprio per fugare ogni dubbio è necessario che la ASL faccia piena chiarezza, verifichi eventuali rapporti anomali e renda trasparenti i controlli effettuati. Quando un fenomeno sospetto sembra protrarsi nel tempo, infatti, la domanda non riguarda più soltanto chi potrebbe esserne direttamente coinvolto, ma anche chi aveva il compito di controllare e, eventualmente, perché non sia intervenuto.
La trasparenza è nell'interesse di tutti, a cominciare dai dirigenti e dai professionisti che operano correttamente.
SERVE UN SISTEMA DI TRACCIABILITÀ?
Una proposta potrebbe essere quella di aumentare la trasparenza.
Perché non prevedere procedure più chiare affinché, nelle strutture sanitarie e nei contesti pubblici, alle famiglie venga esplicitamente ricordato che:
“La scelta dell'impresa funebre è libera.”
Nessun elenco privilegiato.
Nessuna indicazione selettiva.
Nessun numero telefonico consegnato informalmente.
Nessuna impresa avvisata prima della scelta della famiglia.
Si potrebbero prevedere protocolli uniformi.
Cartelli informativi.
Moduli di trasparenza.
Canali anonimi di segnalazione.
Controlli a campione.
Audit sui flussi anomali di servizi, laddove consentito dalla legge e nel rispetto della privacy.
Sono strumenti che proteggerebbero tutti.
ORDINI DEI MEDICI E ASL DEVONO VIGILARE
Gli Ordini professionali hanno un ruolo fondamentale nella tutela dell'etica della professione.
Le aziende sanitarie hanno il dovere di garantire trasparenza nelle strutture e nei servizi di propria competenza.
Quando emergono segnalazioni circostanziate, non dovrebbero essere ignorate.
Devono essere valutate.
Verificate.
Approfondite.
Naturalmente nel pieno rispetto del diritto di difesa e della presunzione di innocenza.
Ma il principio deve essere semplice:
chi non ha nulla da nascondere non deve temere la trasparenza.
ANCHE LE IMPRESE FUNEBRI DEVONO ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITÀ
Non possiamo parlare soltanto dei medici.
Se esistesse un sistema di segnalazioni improprie, dall'altra parte dovrebbe esserci qualcuno disposto a beneficiarne.
Per questo la responsabilità etica riguarda anche le imprese.
Un'impresa funebre seria non dovrebbe cercare scorciatoie.
Non dovrebbe pagare intermediari.
Non dovrebbe costruire reti occulte di segnalazione.
Non dovrebbe cercare informazioni privilegiate sui decessi.
Deve essere scelta perché è brava.
Perché è affidabile.
Perché offre un servizio dignitoso.
Perché pratica prezzi trasparenti.
Perché ha conquistato la fiducia della comunità.
Questa è concorrenza.
Il resto, se accertato, appartiene a un'altra logica.
LA FAMIGLIA DEVE POTER DIRE: “SCELGO IO”
Questo dovrebbe essere il principio più semplice dell'intero sistema funerario.
Muore una persona.
La famiglia sceglie.
Nessuno anticipa quella scelta.
Nessuno suggerisce interessatamente.
Nessuno telefona all'impresa prima della famiglia.
Nessuno trasforma il lutto in un'occasione commerciale.
La famiglia deve poter dire: “Scelgo io.”
E quella scelta deve essere rispettata.
Sempre.
UNA DOMANDA ALLE ISTITUZIONI
TanMagazine pone pubblicamente alcune domande.
Esistono controlli sufficienti per verificare eventuali rapporti anomali tra soggetti che vengono a conoscenza dei decessi e imprese funebri?
Esistono procedure uniformi per garantire alle famiglie una scelta realmente libera?
Esistono sistemi efficaci per segnalare comportamenti sospetti senza esporsi a ritorsioni?
Gli Ordini professionali dispongono di strumenti adeguati per intervenire quando ricevono segnalazioni documentate?
Le aziende sanitarie monitorano adeguatamente ciò che avviene nelle strutture e nei momenti immediatamente successivi al decesso?
Sono domande alle quali il settore merita risposte.
TANMAGAZINE NON SI FERMERÀ ALLE VOCI
La nostra posizione è chiara.
Non pubblicheremo accuse prive di riscontri.
Non costruiremo processi mediatici.
Non trasformeremo sospetti in sentenze.
Ma allo stesso tempo non faremo finta di non vedere.
Le segnalazioni documentate saranno approfondite.
Gli elementi disponibili saranno valutati.
Quando necessario, saranno trasmessi o messi a disposizione delle autorità competenti secondo le modalità previste dalla legge.
E qualora emergessero fatti di rilevanza pubblica adeguatamente verificati e legalmente pubblicabili, TanMagazine eserciterà il proprio diritto-dovere di informare.
Perché denunciare un possibile sistema non significa condannare qualcuno senza processo.
Significa chiedere che quel sistema venga controllato.
UN APPELLO AI PROFESSIONISTI ONESTI
Ai medici diciamo:
difendete l'indipendenza della vostra professione.
Alle imprese funebri diciamo:
competete sulla qualità, non sulle conoscenze.
Alle strutture sanitarie diciamo:
garantite procedure trasparenti.
Agli Ordini professionali diciamo:
vigilate e intervenite quando necessario.
Alle istituzioni diciamo:
non considerate il settore funerario un comparto marginale.
Alle famiglie diciamo:
nessuno deve scegliere al vostro posto.
Potete decidere liberamente a quale impresa affidarvi.
Chiedete informazioni.
Confrontate.
Fate domande.
Pretendete trasparenza.
IL LUTTO NON È UN MERCATO DA SPARTIRE
Dietro ogni servizio funebre c'è una persona morta.
Dietro quella persona c'è una famiglia.
Dietro quella famiglia c'è dolore.
Questo dovrebbe bastare a imporre a tutti un limite morale.
Il settore funerario ha bisogno di professionalità, formazione, innovazione e regole moderne.
Ma soprattutto ha bisogno di etica.
Non possiamo accettare l'idea che il successo di un'impresa possa dipendere dalla possibilità di conoscere un decesso prima degli altri.
Non possiamo accettare che un ruolo sanitario o istituzionale possa trasformarsi, anche indirettamente, in uno strumento di acquisizione commerciale.
Non possiamo accettare che una famiglia, nel momento della massima fragilità, possa essere considerata un “cliente da indirizzare”.
Se esistono comportamenti di questo tipo, devono emergere.
Se non esistono, controlli seri serviranno a dissipare ogni sospetto.
In entrambi i casi la trasparenza è la soluzione.
TanMagazine continuerà a fare domande.
Perché il settore funerario italiano ha bisogno di luce, non di zone d'ombra.
Perché le imprese corrette meritano un mercato corretto.
Perché i medici onesti meritano che la loro professione non venga macchiata dai comportamenti eventualmente scorretti di pochi.
E soprattutto perché una famiglia colpita da un lutto non è un'opportunità commerciale.
È una famiglia da rispettare.
TanMagazine
Informazione, trasparenza e cultura professionale per un settore funerario più etico.
Nicolas Tiburzi 14/01/2026 0
BioPreserv®: la nuova frontiera della conservazione, nata dall’esperienza di Andrea Fantozzi
Nel settore della conservazione delle salme e della tanatoprassi, l’innovazione non è solo una questione tecnologica, ma soprattutto etica, sanitaria e ambientale. In questo contesto nasce BioPreserv®, una soluzione rivoluzionaria che rappresenta un’alternativa concreta, efficace e non tossica alla formalina, frutto di anni di esperienza diretta, ricerca applicata e conoscenza profonda del settore maturata da Andrea Fantozzi.
Un’esigenza reale: superare la formalina
Per decenni la formalina è stata utilizzata come standard nella conservazione dei corpi, nonostante i ben noti rischi per la salute degli operatori, l’impatto ambientale e le crescenti restrizioni normative. BioPreserv® nasce proprio dalla necessità di superare definitivamente questo modello, offrendo una soluzione moderna che garantisca:
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elevata capacità conservativa,
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sicurezza per gli operatori,
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rispetto per il corpo,
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ridotto impatto ambientale.
BioPreserv® non è un compromesso, ma un salto di qualità.
BioPreserv®: cos’è e a cosa serve
BioPreserv® è una soluzione di conservazione, progettata per assicurare una conservazione a lungo termine delle salme, mantenendo un aspetto naturale, stabile e dignitoso, senza l’utilizzo di formaldeide o sostanze altamente tossiche.
Le sue principali caratteristiche:
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Alternativa non tossica alla formalina
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Formula senza formaldeide
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Elevata efficacia tanatopratica
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Maggiore sicurezza per operatori e ambienti di lavoro
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Compatibilità con protocolli moderni di tanatoprassi
BioPreserv® consente di operare in modo più sereno, professionale e conforme alle esigenze sanitarie contemporanee.
Un prodotto che nasce dall’esperienza, non dal laboratorio teorico
Ciò che distingue BioPreserv® da molte soluzioni presenti sul mercato è la sua origine concreta: non nasce da una teoria astratta, ma dall’esperienza diretta di chi il settore lo vive ogni giorno.
Andrea Fantozzi è un innovatore che ha già dimostrato nel tempo la propria capacità di anticipare i bisogni reali degli operatori funebri e della tanatoprassi. Prima di BioPreserv®, ha ideato e sviluppato prodotti come:
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Fluytan
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EcoFluytan
Soluzioni che hanno contribuito a migliorare pratiche operative, ridurre l’impatto ambientale e aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro.
BioPreserv® rappresenta la naturale evoluzione di questo percorso, sintetizzando competenza tecnica, sensibilità etica e visione futura.
Un cambio di paradigma per il settore funerario
Adottare BioPreserv® significa scegliere un nuovo paradigma:
non più conservare “a qualsiasi costo”, ma conservare nel rispetto.
Rispetto per:
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il defunto,
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gli operatori,
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le famiglie,
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l’ambiente,
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le normative presenti e future.
In un contesto in cui il settore funerario è chiamato a rinnovarsi, BioPreserv® si pone come strumento concreto di cambiamento, capace di coniugare tradizione professionale e innovazione responsabile.
BioPreserv® non è solo un prodotto, ma il risultato di una visione chiara: portare il settore oltre la formalina, senza rinunciare all’efficacia, alla dignità e alla professionalità.
Con BioPreserv®, l’esperienza di Andrea Fantozzi si traduce in una soluzione moderna, sicura e credibile, destinata a diventare un nuovo punto di riferimento nella conservazione delle salme.
"Chiamate il numero della Società Eirenè SRL Società Benefit 392 18.18.118 per ordini e informazioni"
Nicolas Tiburzi 04/12/2025 0
ECAC5: la nuova edizione del Codice Europeo contro il Cancro richiama l’attenzione sulla prevenzione nei luoghi di lavoro
La quinta versione del Codice Europeo contro il Cancro (ECAC5), pubblicata da IARC/OMS e dall’Unione Europea, aggiorna le indicazioni basate su evidenze scientifiche per ridurre il rischio oncologico nella popolazione. Tra i vari temi affrontati, il documento mette in luce anche un aspetto spesso sottovalutato: la protezione dei lavoratori dall’esposizione a sostanze cancerogene.
Nel capitolo dedicato ai rischi professionali, il Codice richiama alcuni punti chiave per migliorare la sicurezza:
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rispettare pienamente i limiti europei di esposizione a cancerogeni;
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promuovere il coinvolgimento attivo di imprese, lavoratori e rappresentanze sociali nelle azioni di prevenzione;
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integrare la sicurezza nei processi produttivi e nelle procedure di appalto;
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investire in formazione continua per favorire comportamenti e procedure corrette.
Il messaggio è chiaro: la prevenzione richiede una gestione solida, basata su dati, responsabilità condivise e un’organizzazione che consideri la sicurezza parte integrante della qualità del lavoro.
In Eirenè Srl Società Benefit, proprietaria del marchio Fluytan, operiamo proprio in quest’ottica. Le nostre soluzioni sono pensate per limitare il più possibile l’esposizione del personale funerario e sanitario ad agenti potenzialmente dannosi. Il fissatore FLUYTAN, sviluppato per la conservazione delle salme e per i processi diagnostici e istopatologici, nasce dall’esigenza di offrire strumenti che migliorino la tutela degli operatori e siano coerenti con gli orientamenti scientifici e internazionali più aggiornati.
- ECAC5 ribadisce un concetto fondamentale: proteggere chi lavora significa prevenire, e la prevenzione è una componente decisiva nella lotta contro il cancro. Le imprese del settore hanno un ruolo concreto nel favorire questo cambiamento.
- Il Codice dialoga non solo con i singoli cittadini, ma anche con organizzazioni e decisori pubblici, invitandoli a creare condizioni strutturali che rendano possibile una prevenzione reale e duratura.
Chi desidera approfondire può consultare la nuova edizione completa del Codice, che tratta anche temi come alimentazione, movimento, screening oncologici, radon, qualità dell’aria e rischi legati a infezioni.
Nicolas Tiburzi 24/10/2025 0
Fluytan ridefinisce la conservazione: efficacia, sicurezza e innovazione
Un sostituto innovativo della formalina che rivoluziona la conservazione dei tessuti
Nel mondo della tanatoprassi e non solo, la ricerca di prodotti sempre più efficaci, sicuri e rispettosi dell’ambiente è una sfida costante. Oggi questa sfida trova una risposta concreta in Fluytan, un prodotto brevettato di nuova generazione che si propone come autentico sostituto della formalina, offrendo risultati tecnici e qualitativi mai raggiunti prima.
Oltre la formalina: una nuova era nella conservazione
Per decenni, la formalina è stata la base dei trattamenti conservativi, ma la sua tossicità e le limitazioni operative hanno imposto la necessità di alternative più sicure. Fluytan nasce proprio da questa esigenza, con l’obiettivo di superare i limiti chimici e biologici della formalina mantenendone — e anzi potenziandone — l’efficacia conservativa.
I risultati ottenuti nei test pratici e nell’applicazione quotidiana da parte dei professionisti del settore sono sorprendenti:
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Eccezionale capacità di reidratazione dei tessuti, che restituisce naturalezza e tono ai tratti del viso e alle aree più delicate.
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Neutralizzazione immediata di odori, macchie ipostatiche ed ecchimosi, restituendo un aspetto sereno e realistico.
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Recupero di casi in avanzato stato di decomposizione, un risultato che fino a pochi anni fa sembrava impossibile.
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Maggiore sicurezza per gli operatori, grazie a una formulazione non tossica e priva di vapori nocivi.
Versatilità scientifica e multidisciplinare
La forza di Fluytan non si limita alla tanatoprassi. La sua stabilità molecolare e la capacità di fissazione tissutale lo rendono ideale anche per applicazioni in medicina legale, genetica, botanica, veterinaria e museologia. In ogni contesto in cui la conservazione e la fissazione della materia organica rappresentano una necessità, Fluytan offre una soluzione moderna, pulita e duratura.
Un nuovo standard professionale
Fluytan non è soltanto un prodotto: è un nuovo modo di intendere la conservazione.
Rappresenta una rivoluzione silenziosa ma profonda, che valorizza la professionalità dell’operatore e restituisce dignità e rispetto al corpo trattato.
Le esperienze raccolte nei laboratori e nei centri di formazione europei mostrano come l’utilizzo di Fluytan migliori sensibilmente la qualità del risultato finale, riducendo al contempo i rischi per chi lavora ogni giorno a contatto con i fluidi conservativi.
Conclusioni
Con Fluytan, la tanatoprassi entra in una nuova dimensione tecnologica e umana: più sicura, più efficace, più rispettosa.
Un’evoluzione che coniuga scienza e sensibilità, tecnica e umanità — perché anche nella conservazione della materia, la vita merita rispetto.
Per informazioni e contatti:
📧 info@fluytan.it
🌐 www.fluytan.it
📞 +39 392 18.18.118
Nicolas Tiburzi 12/01/2025 0
L'I.N.I.T. e Assotan affrontano l'emergenza igienico-sanitaria nei cimiteri italiani: il ruolo cruciale della tanatoprassi
Negli ultimi decenni, l'igiene pubblica nei cimiteri italiani ha rappresentato un problema sempre più grave, ma troppo spesso ignorato. L'introduzione del sistema di tumulazione ha portato a conseguenze inaspettate e allarmanti: perdite di liquidi cadaverici e odori nauseanti, che non solo compromettono la salubrità degli ambienti cimiteriali, ma rappresentano anche un rischio significativo per la salute pubblica. Questo fenomeno, persistente da oltre 70 anni, è rimasto sostanzialmente irrisolto, nonostante la sua crescente rilevanza. A fronte di questa emergenza, l'I.N.I.T. (Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi) e Assotan (Associazione Italiana Tanatoprassi) si sono impegnati a offrire soluzioni concrete, attraverso l'introduzione della tanatoprassi in Italia, sotto la guida e la determinazione del loro Presidente, Andrea Fantozzi.
Il contributo straordinario di Andrea Fantozzi
Andrea Fantozzi non è solo il Presidente dell'I.N.I.T. e di Assotan, ma un autentico pioniere nel settore funerario italiano. Dopo aver introdotto con successo il modello delle case funerarie in Italia, Fantozzi ha rivolto la sua attenzione a un'altra sfida cruciale: garantire la dignità e la sanità pubblica nel settore funerario, con un focus particolare sulla problematica igienico-sanitaria nei cimiteri.
La sua visione e il suo impegno costante hanno spianato la strada a un cambiamento epocale, mettendo in evidenza la necessità di una gestione più moderna e rispettosa dei defunti. Grazie alla sua leadership, l'I.N.I.T. e Assotan sono oggi in prima linea nella promozione della tanatoprassi come strumento indispensabile per affrontare le criticità dei cimiteri italiani e tutelare il benessere collettivo.
Tanatoprassi: una disciplina indispensabile per affrontare le criticità dei cimiteri italiani
La tanatoprassi è una pratica che mira alla conservazione igienica del corpo umano dopo il decesso. Grazie a tecniche avanzate di trattamento, questa disciplina permette di prevenire la decomposizione precoce, contenendo il rilascio di liquidi e gas che rappresentano una delle principali cause del degrado ambientale nei cimiteri. Tuttavia, in Italia, la tanatoprassi è ancora poco conosciuta e scarsamente applicata, a differenza di molti altri Paesi europei dove è considerata una pratica standard.
L'iniziativa dell'I.N.I.T. e di Assotan, fortemente sostenuta dal Presidente Andrea Fantozzi, si colloca in questo contesto, con l'obiettivo di colmare il vuoto normativo e culturale che circonda la tanatoprassi nel nostro Paese. Attraverso il loro corso di formazione, queste due autorevoli istituzioni mirano a formare professionisti altamente qualificati, in grado di applicare le tecniche di tanatoprassi per migliorare le condizioni igienico-sanitarie nei cimiteri e garantire un approccio più rispettoso e dignitoso alla gestione dei defunti.
Una formazione di eccellenza per risolvere un problema strutturale
Il corso di tanatoprassi promosso dall'I.N.I.T. e da Assotan è concepito per fornire una preparazione teorica e pratica di altissimo livello. I partecipanti apprendono:
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Principi fondamentali di igiene e sanità: per comprendere gli effetti della decomposizione sui corpi e sull'ambiente circostante.
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Tecniche avanzate di tanatoprassi: incluso l'utilizzo di prodotti conservanti sicuri e di strumenti innovativi per il trattamento dei defunti.
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Normative e regolamenti vigenti: per operare nel rispetto delle leggi italiane ed europee in materia funeraria e sanitaria.
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Aspetti etici e psicologici: per affrontare con sensibilità le esigenze delle famiglie dei defunti, garantendo un servizio rispettoso e professionale.
Un problema ignorato per decenni: la responsabilità del Ministero della Salute
Nonostante le evidenze ormai lampanti, il Ministero della Salute ha trascurato per anni la questione delle condizioni igieniche nei cimiteri italiani. La mancanza di interventi strutturali ha portato a una situazione di degrado che non riguarda solo i cimiteri delle grandi città, ma si estende anche ai piccoli centri urbani. Le perdite di liquidi cadaverici e i miasmi generati dalla decomposizione non trattata rappresentano un problema che impatta la qualità della vita dei cittadini e mette a rischio l'integrità dell'ambiente.
L'I.N.I.T. e Assotan, grazie alla leadership di Andrea Fantozzi, non si limitano a evidenziare queste criticità, ma da anni si impegnano attivamente per sensibilizzare le istituzioni e l'opinione pubblica sull'urgenza di adottare soluzioni adeguate. La tanatoprassi, grazie alla sua capacità di prevenire e contenere i fenomeni legati alla decomposizione, si presenta come una risposta concreta ed efficace a questo problema.
L'importanza di un approccio culturale e normativo
La diffusione della tanatoprassi in Italia richiede un cambiamento culturale significativo, oltre che un aggiornamento delle normative vigenti. In molti Paesi europei, come la Francia e il Regno Unito, la tanatoprassi è già una prassi consolidata, regolamentata da leggi precise che garantiscono standard elevati di igiene e sicurezza. L'Italia, invece, è ancora lontana dal raggiungere questi livelli, a causa di una mancanza di consapevolezza e di interesse politico verso il tema.
Il corso di formazione dell'I.N.I.T. e di Assotan, frutto degli sforzi instancabili di Andrea Fantozzi, rappresenta un passo fondamentale in questa direzione, formando una nuova generazione di professionisti capaci di promuovere e applicare la tanatoprassi come strumento per migliorare la gestione dei defunti e degli spazi cimiteriali.
La problematica delle condizioni igieniche nei cimiteri italiani non è più ignorabile. Per decenni, il degrado causato dalla decomposizione incontrollata è stato trascurato, con gravi conseguenze per l'ambiente e la salute pubblica. Grazie all'impegno dell'I.N.I.T. e di Assotan, guidati dal Presidente Andrea Fantozzi, la tanatoprassi sta finalmente emergendo come una soluzione concreta e sostenibile per affrontare questa crisi.
Attraverso il loro corso di formazione, queste due istituzioni stanno ponendo le basi per un cambiamento profondo, che richiede non solo competenze tecniche, ma anche una nuova consapevolezza culturale e una volontà politica di intervenire.
Il futuro dell'igiene pubblica nei cimiteri italiani dipende dalla capacità di adottare pratiche moderne ed efficaci come la tanatoprassi. Solo attraverso un approccio integrato, che combini formazione, sensibilizzazione e regolamentazione, sarà possibile garantire spazi cimiteriali più salubri, dignitosi e rispettosi delle esigenze della collettività.
Nicolas Tiburzi 01/01/2025 0
"Il Ruolo Cruciale del Ministero della Salute nella Regolamentazione del Settore Funerario, Cimiteriale e della Tanatoprassi: Salute Pubblica e Dignità al Centro"
La Responsabilità del Dipartimento di Prevenzione Sanità Pubblica del Ministero della Salute nel Settore Funerario, Cimiteriale e nella Tanatoprassi
Il Dipartimento di Prevenzione Sanità Pubblica del Ministero della Salute è l’organo cardine nella regolamentazione e gestione del settore funerario, cimiteriale e della tanatoprassi in Italia. Questo ambito multidisciplinare, che intreccia salute pubblica, etica e tradizioni culturali, è essenziale per garantire il rispetto della dignità umana, il controllo igienico-sanitario e la sicurezza della popolazione. La tanatoprassi, in particolare, rappresenta una componente emergente e fondamentale per migliorare la gestione delle salme e per offrire un servizio dignitoso alle famiglie.
1. La Tanatoprassi: Definizione e Regolamentazione
La tanatoprassi è una pratica che comprende interventi conservativi e igienico-estetici sulle salme, finalizzati a preservarle temporaneamente, migliorandone l’aspetto e riducendo i rischi igienico-sanitari. Il Dipartimento di Prevenzione Sanità Pubblica si occupa di:
- Definire le norme tecniche: Stabilire requisiti e procedure per la tanatoprassi, con particolare attenzione ai prodotti chimici utilizzati e alle metodologie applicate.
- Garantire la sicurezza sanitaria: Regolamentando l’uso di disinfettanti e conservanti per minimizzare i rischi di esposizione chimica per gli operatori e per l’ambiente.
- Formare il personale: Promuovere programmi di formazione specifici per i tanatoprattori, definendo standard per certificazioni professionali.
La tanatoprassi offre vantaggi significativi, il primo una miglione igiene cimiteriale, poi la possibilità di rimandare i funerali per esigenze familiari o logistiche, e migliora la conservazione delle salme in caso di trasporti internazionali, inoltre lascia un aspetto naturale e sereno del defunto.
2. Regolamentazione e Supervisione del Settore Funerario, Cimiteriale e della Tanatoprassi
Il Dipartimento si occupa di emettere e supervisionare normative riguardanti:
- Gestione delle salme: Inclusa la tanatoprassi come pratica volontaria o obbligatoria in situazioni specifiche, come decessi legati a malattie infettive.
- Trasporto delle salme: Norme igienico-sanitarie che regolano il trasporto a breve e lunga distanza, garantendo condizioni adeguate anche in presenza di trattamenti tanatoprattici.
- Certificazione e autorizzazioni: Controlli sulle strutture che offrono servizi di tanatoprassi e sui professionisti del settore.
La tanatoprassi, se integrata correttamente nelle procedure funerarie, diventa uno strumento di prevenzione sanitaria e un’opportunità per elevare gli standard qualitativi del settore.
3. Prevenzione Sanitaria e Salute Pubblica
Il Dipartimento pone particolare attenzione all’aspetto preventivo, considerando il settore funerario e la tanatoprassi come elementi chiave per proteggere la salute pubblica. Le principali azioni includono:
- Riduzione dei rischi infettivi: La tanatoprassi elimina o riduce drasticamente la proliferazione di agenti patogeni nelle salme, proteggendo operatori e familiari.
- Protocolli specifici: Per la gestione di salme di persone decedute per malattie infettive (es. COVID-19), stabilendo se e quando la tanatoprassi sia consentita o obbligatoria.
- Controllo sui prodotti chimici: Verifica dell’uso sicuro e conforme delle sostanze impiegate nella conservazione e igienizzazione delle salme.
4. Formazione e Qualificazione degli Operatori
Il Dipartimento è responsabile della formazione degli operatori del settore funerario, cimiteriale e della tanatoprassi. Questo include:
- Programmi di formazione certificata: Corsi specifici per tanatoprattori, con moduli su tecniche operative, sicurezza e gestione delle emergenze.
- Norme etiche e deontologiche: Linee guida per garantire il rispetto della dignità del defunto durante le pratiche di tanatoprassi.
- Aggiornamenti periodici: In base all’evoluzione delle normative europee e internazionali.
5. Innovazione nel Settore Funerario e della Tanatoprassi
L’innovazione tecnologica e procedurale è al centro delle attività del Dipartimento, con particolare attenzione a:
- Nuove tecniche di conservazione: Sviluppo e regolamentazione di metodi meno invasivi e più sostenibili per la tanatoprassi.
- Digitalizzazione del settore funerario: Sistemi di tracciabilità per monitorare le pratiche effettuate e garantire la conformità alle norme.
- Sostenibilità ambientale: Promozione di pratiche ecocompatibili, anche nell’ambito della tanatoprassi, per ridurre l’impatto ambientale delle sostanze chimiche.
6. Coordinamento con gli Enti Locali e Internazionali
Il Dipartimento di Prevenzione Sanità Pubblica coordina le attività con:
- Enti regionali e locali: Per armonizzare l’applicazione delle norme relative al settore funerario, cimiteriale e alla tanatoprassi.
- Organizzazioni internazionali: Per uniformare le pratiche in linea con standard globali, specialmente per la gestione di salme nei trasporti transfrontalieri.
7. Gestione delle Emergenze Sanitarie
In situazioni di emergenza, come pandemie o calamità naturali, il Dipartimento:
- Stabilisce linee guida: Per la gestione delle salme e l’applicazione della tanatoprassi in condizioni di emergenza.
- Fornisce supporto tecnico: Alle strutture funerarie e agli operatori locali per affrontare scenari complessi.
- Pianifica la logistica: Inclusa la costruzione di strutture temporanee per la gestione delle salme.
8. Comunicazione e Sensibilizzazione
Il Dipartimento lavora anche per informare e sensibilizzare il pubblico su:
- I benefici della tanatoprassi: Sottolineando come possa migliorare l’esperienza delle famiglie e ridurre i rischi igienico-sanitari.
- I diritti dei cittadini: Per garantire che siano rispettate le volontà del defunto e dei familiari.
- La professionalità del settore: Promuovendo una maggiore consapevolezza sul valore delle pratiche regolamentate.
Conclusioni
Il Dipartimento di Prevenzione Sanità Pubblica del Ministero della Salute svolge un ruolo fondamentale nel garantire che il settore funerario, cimiteriale e della tanatoprassi rispetti standard igienico-sanitari, etici e culturali elevati. L’attenzione alla regolamentazione, alla formazione degli operatori e alla prevenzione sanitaria rende questo Dipartimento un pilastro essenziale per il rispetto della dignità umana e la tutela della salute pubblica. La crescente integrazione della tanatoprassi come pratica riconosciuta e regolamentata rappresenta un ulteriore passo verso un sistema più moderno, sicuro e rispettoso delle esigenze delle famiglie e della comunità.
Nicolas Tiburzi 03/10/2024 0
Articolo 32 del Regolamento di Polizia Mortuaria (DPR 285/1990) : Interpretazione e Applicazione
L’articolo 32 del Regolamento di Polizia Mortuaria, contenuto nel DPR 285/1990, tratta delle procedure da seguire per il trattamento delle salme, in particolare per quanto riguarda l’introduzione di sostanze conservanti, come la formalina, nelle cavità corporee. Questo articolo, insieme all'articolo 48, che ne fa esplicito rimando, costituisce un elemento chiave nella regolamentazione delle pratiche di imbalsamazione e di iniezione conservativa delle salme destinate alla conservazione per lunghi periodi o al trasporto in determinate condizioni.
Il testo dell'articolo 32
Il testo dell’articolo 32 è chiaro nella sua formulazione. Esso specifica che le "cavità corporee" devono essere trattate con l’introduzione di formalina, facendo riferimento esplicito al termine "cavità" al plurale. Questo implica una suddivisione del quantitativo di sostanza tra più cavità del corpo, con l'obiettivo di garantire una distribuzione omogenea del conservante per evitare il rapido deterioramento dei tessuti.
La dicitura "cavità corporee" non lascia spazio a interpretazioni ambigue: il termine plurale impone che la formalina debba essere iniettata in più cavità del corpo, come addome, torace e cranio, e non concentrata in una sola. Questa formulazione è coerente con la logica della conservazione del cadavere, in cui è fondamentale che il trattamento venga eseguito in modo efficace su tutte le aree principali dove possono verificarsi processi decompositivi più rapidi.
Il quantitativo di formalina
L’articolo fa specifico riferimento a un quantitativo di 500 cc di formalina. Questo volume deve essere ripartito tra le diverse cavità corporee, secondo quanto previsto dal regolamento. Tale indicazione è fondamentale, poiché l'introduzione del conservante in una sola cavità non solo risulterebbe insufficiente per il trattamento corretto della salma, ma violerebbe chiaramente il dettato dell’articolo 32. La suddivisione tra le cavità permette infatti di trattare il cadavere in modo uniforme, riducendo i rischi di decomposizione localizzata che potrebbero verificarsi se si introducesse la formalina solo in un'area del corpo.
La violazione del dettato normativo
In base alla lettura dell’articolo 32, appare evidente che una pratica che preveda l’introduzione di formalina in **un'unica cavità** corporea non rispetti le prescrizioni normative. Un'operazione del genere sarebbe in violazione dell’articolo, che richiede esplicitamente la distribuzione del conservante tra le cavità corporee. Questo tipo di violazione può avere conseguenze importanti non solo dal punto di vista giuridico, ma anche sul piano etico e sanitario. L’inefficace trattamento conservativo di una salma, infatti, può comportare problemi igienico-sanitari, soprattutto in contesti in cui il corpo deve essere trasportato o conservato per un periodo prolungato.
Conclusioni
L’articolo 32 del DPR 285/1990 stabilisce chiaramente come debba avvenire il trattamento delle salme con formalina, imponendo che questa venga distribuita tra le varie cavità corporee, e non introdotta in un'unica cavità. Il rispetto di tale norma è essenziale per garantire l’efficacia del trattamento conservativo e per evitare violazioni della legge. Interpretare diversamente il testo di questo articolo significherebbe trascurare le finalità sanitarie e di decoro pubblico che il regolamento intende preservare, mettendo a rischio la corretta gestione delle pratiche funebri e cimiteriali.
In definitiva, il chiaro riferimento alle "cavità corporee" e il rimando all'articolo 48 dimostrano che ogni violazione del processo indicato nell’articolo 32 costituisce una mancanza di conformità al dettato legislativo e richiede interventi correttivi per garantire che la pratica funebre sia in linea con le norme vigenti.
Nicolas Tiburzi 20/09/2024 0
FORMALDEIDE: APPROVATE NUOVE RESTRIZIONI IN EUROPA
La formaldeide è stata classificata dal 2016 come agente chimico di Categoria 1B (con le frasi di rischio H350 e H341). Questo significa che ci sono prove sufficienti che attribuiscono alla sostanza proprietà cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione negli animali, mentre per l'uomo vi sono solo sospetti. La formaldeide possiede anche proprietà sensibilizzanti per le vie respiratorie, corrosive per la pelle, e un'elevata tossicità acuta.
Presenza e utilizzi della formaldeide
La formaldeide si trova naturalmente in molti organismi viventi e nell'ambiente. È presente in alimenti, frutta e viene prodotta come metabolita endogeno nei mammiferi, attraverso il metabolismo ossidativo.
Oltre alle fonti naturali, la formaldeide viene emessa dai processi di combustione, come le emissioni dei veicoli, impianti di produzione energetica, termovalorizzatori, fiamme libere e fumo di tabacco.
Viene ampiamente utilizzata come intermedio nella produzione di resine, materiali termoplastici e altre sostanze chimiche, a loro volta impiegate in una vasta gamma di applicazioni. Oltre all’industria del legno, dei materiali da costruzione, cosmetici e prodotti medico-sanitari (come disinfettanti), l'uso più delicato riguarda l'ambito alimentare (conservazione e disinfezione degli alimenti).
Tra le principali fonti di emissione di formaldeide si annoverano traffico veicolare, materiali da costruzione, tappeti, tessuti, rivestimenti, vernici e pitture.
Esposizione professionale alla formaldeide
I settori industriali in cui si utilizzano grandi quantità di formaldeide o suoi derivati includono:
- Produzione di resine fenoliche (bachelite), urea e melammina (plastiche, adesivi, schiume isolanti);
- Sintesi di composti chimici (es. 1,4-butanediolo, 4,4′-metilendifenil diisocianato, pentaeritritolo, esametilentetrammina);
- Conservanti;
- Verniciatura e lavorazione del legno;
- Servizi funerari e necroscopici (uso di formalina);
- Disinfettanti e fissativi in ambito medico.
In questi settori, in base al D.Lgs. 81/08, devono essere adottate misure di protezione collettive per limitare l'esposizione dei lavoratori. Inoltre, è obbligatorio fornire dispositivi di protezione individuale per le vie respiratorie e indumenti adeguati.
Restrizioni vigenti
Dal 2016, con la classificazione della formaldeide come cancerogeno di Categoria 1B, i prodotti contenenti formaldeide sono soggetti a restrizioni previste dal Regolamento REACH (Allegato XVII, voce n. 28), che regola le sostanze cancerogene di categoria 1A o 1B.
Il Regolamento vieta l'immissione sul mercato di prodotti con concentrazione di formaldeide pari o superiore allo 0,1%, destinati al pubblico. Tali prodotti devono riportare la dicitura “Uso ristretto agli utilizzatori professionali” in modo visibile e leggibile. Sono previste deroghe solo per medicinali e alcuni combustibili.
Sempre nel 2016, la Regione Lombardia ha approvato una “Linea guida regionale sulla stima e gestione del rischio da esposizione a formaldeide", che fornisce un importante riferimento per la valutazione del rischio.
Nuove restrizioni sull'uso della formaldeide
Negli ultimi anni, l’ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche) ha avviato, su richiesta della Commissione Europea, una procedura per introdurre ulteriori restrizioni sulle emissioni di formaldeide da miscele e articoli. Il 10 febbraio 2023, il Comitato degli Stati Membri UE ha approvato questa procedura.
I prossimi passaggi prevedono l'esame da parte del Parlamento e del Consiglio UE, con la pubblicazione finale attesa sulla Gazzetta Europea nei prossimi mesi.
La proposta prevede nuovi limiti di emissione per articoli contenenti formaldeide, in linea con quanto già stabilito per i pannelli di legno dalla norma EN 13986 e dal D.M. 10 ottobre 2008, che regola le emissioni di aldeide formica nei materiali a base di legno. Attualmente, tessuti, pelle e cuoio, già regolati dalla restrizione n. 72 dell'Allegato XVII del Regolamento REACH, dovrebbero restare esclusi.
Le nuove restrizioni vietano l’immissione sul mercato di articoli con emissioni di formaldeide superiori a:
- 0,062 mg/m³ per mobili, articoli a base di legno e veicoli stradali;
- 0,080 mg/m³ per altri articoli.
Sono previste deroghe per articoli destinati a uso esterno, materiali da costruzione, articoli e veicoli esclusivamente industriali o professionali, e per articoli regolati da altre normative, come biocidi, DPI, dispositivi medici e prodotti a contatto con alimenti.
È previsto un periodo di transizione di 36 mesi per la maggior parte degli articoli e di 48 mesi per i veicoli stradali.
La versione inglese del testo approvato è disponibile online.
Nicolas Tiburzi 08/02/2024 0
L'Importanza della Veglia Funebre e la Significativa Durata di Più Giorni
La veglia funebre è un rito antico che ha attraversato le epoche e le culture come una forma di rispetto e commemorazione per i defunti. Questo momento di condivisione e riflessione assume un'importanza significativa nelle comunità di tutto il mondo, poiché offre un'occasione per onorare la vita del defunto, confortare i familiari e permettere alla comunità di unirsi nel dolore e nel supporto reciproco.
**L'Essenza della Veglia Funebre: Un Momento di Commemorazione e Condivisione**
La veglia funebre è più di un semplice rituale. È un momento carico di significato, in cui familiari, amici e membri della comunità si riuniscono per commemorare la vita del defunto e condividere il dolore della perdita. Questo momento di condivisione offre un'opportunità preziosa per esprimere sentimenti di amore, gratitudine e rispetto verso il defunto e per confortare coloro che sono stati toccati dalla sua vita.
**Perché la Durata della Veglia Funebre è Importante**
La durata della veglia funebre svolge un ruolo cruciale nel processo di lutto e guarigione. Mentre alcune veglie possono durare solo poche ore, altre possono estendersi per giorni, e in alcune culture persino settimane. Questa prolungata durata può sembrare insolita per coloro che non sono familiari con le tradizioni culturali specifiche, ma porta con sé una serie di vantaggi che contribuiscono al processo di lutto e guarigione.
**1. Tempo per il Ricordo e la Riflessione**
Una veglia funebre prolungata offre agli individui e alle comunità più tempo per ricordare e riflettere sulla vita del defunto. Durante questo periodo esteso, i partecipanti hanno l'opportunità di condividere storie, ricordi e momenti significativi con altri, creando un legame più profondo con il defunto e con coloro che li circondano.
**2. Supporto Emotivo Continuo**
Il periodo prolungato di una veglia funebre consente un flusso costante di supporto emotivo per i familiari e gli amici del defunto. Mentre il dolore può manifestarsi in modi diversi e in momenti diversi per ciascun individuo, la presenza continua di altri offre un sostegno prezioso e una fonte di conforto nel corso dei giorni di lutto.
**3. Accettazione Progressiva della Perdita**
La veglia funebre prolungata può contribuire alla progressiva accettazione della perdita. Durante questo periodo, i partecipanti hanno il tempo di elaborare le loro emozioni, affrontare il dolore e iniziare il processo di guarigione interiore. Questo periodo prolungato offre un ambiente sicuro e solidale in cui il lutto può essere esplorato e compreso.
**4. Rafforzamento dei Legami Familiari**
La condivisione di esperienze e sentimenti durante una veglia funebre più lunga può rafforzare i legami familiari. La condivisione delle responsabilità organizzative e la partecipazione a rituali di lutto possono creare un senso di unità tra i familiari, contribuendo alla guarigione collettiva e alla costruzione di ricordi condivisi.
**Conclusione: Il Potere della Veglia Funebre Prolungata**
In conclusione, la veglia funebre è un momento di straordinaria importanza per onorare i defunti, confortare i vivi e rinforzare i legami comunitari. La sua durata prolungata offre un ambiente di supporto continuo, riflessione e guarigione che facilita il processo di lutto e consente alle persone di condividere il peso della perdita insieme. In un mondo in cui il tempo sembra scorrere sempre più veloce, la veglia funebre prolungata rappresenta un prezioso momento di pausa e di connessione umana, dimostrando che il valore del ricordo e della commemorazione rimane intatto nel tessuto stesso delle nostre vite.
Nicolas Tiburzi 11/12/2023 0
A Pordenone il 15 Gennaio 2024 si svolgerà il Corso: Conservazione di base della salma con il Fluytan
Desidero condividere con voi un'opportunità eccitante che potrebbe essere di grande valore per voi che siete interesati alla tanatoprassi e sopratutto alla cura della salma.
L' Associazione Italiana Tanatoprassi ASSOTAN Sta offrendo un corso di formazione intitolato "La cura di base della salma con il Fluytan" progettato per potenziare le competenze e l'efficacia nel settore. Questo corso mira a fornire conoscenze approfondite, strumenti pratici e strategie chiave per affrontare le sfide emergenti e sviluppare ulteriormente le capacità su come eseguire una efficace cura di base della salma assicurando l’eliminazione della decomposizione per 2/3 giorni.
Ecco alcuni punti salienti del corso:
- Recuperatore della decomposizione : Il Fluytan è un fluido per la cura di base della salma che consente di eliminare la decomposizione all’istante. Il corso dimostra le varie applicazioni e le tecniche per ottenere vantaggiose soluzioni nella gestione della salma sotto tutti i punti di vista.
- Applicazione Topica: Le tecniche di applicazione topica che consentono la stabilizzazione della decomposizione della salma.
- Presentazione estetica: . Sarà facile ottenere ottime presentazioni dopo l’uso corretto del Fluytan sulla salma.
Il corso sarà condotto da esperti dell’Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi, garantendo un approccio pratico e orientato ai risultati. Il corso della durata di un solo giorno si svolgerà presso i Servizi Funerari Funeral Home Prosdocimo il 15 Gennaio 2024. Offrono anche flessibilità riguardo alla tempistica e al formato del corso per adattarsi alle esigenze di tutti.
Se siete interessati a esplorare questa opportunità o desiderate ulteriori informazioni riguardo al corso, Telefonate al numero 392 18.18.118. o mail info@assotant.it saranno più che felici di organizzare una riunione o una chiamata per discutere in dettaglio come poter soddisfare le vostre esigenze di formazione esclusive per l'uso del Fluytan questo poderoso recuperatore della decomposizione.
Nicolas Tiburzi 13/06/2023 0
Ciao Silvio, Buon Viaggio!! il racconto di come e perchè abbiamo oggi le Case Funerarie in Italia
Andrea Fantozzi I.N.I.T. racconta una storia: quella del cambiamento e dell’innovazione del settore funerario italiano.
Iniziamo dalla fine. Un progetto enorme che oggi è realtà. I riflettori puntati sul settore, gli imprenditori del mondo funerario che investono nelle Case Funerarie. Le voci circolano. Si discute di un progetto rivoluzionario che vorrebbe evolvere il settore funebre, vengono presentati i numeri e ricerche. Perfino i non addetti ai lavori, hanno riconosciuto l’utilità dell’iniziativa.
I grandi delle imprese funebri italiane arrivano ad Avezzano quindi, per vedere in prima persona ciò di cui si parla. L’I.N.I.T. tesse le lodi del progetto. L’ex primo Ministro Silvio Berlusconi ha apprezzato l’iniziativa. Anche il Ministero della Salute si è espresso favorevolmente.

Effetto WOW
Le voci di corridoio si trasformano in aspettative realizzate. Il progetto Case Funerarie in Italia dell’Istituto Nazionale Italiano di Tanatoprassi è qualcosa di mai visto. Un modello di servizio sociale avvvincente, degno delle migliori attenzione delle grandi imprese del momento.
Le ambizioni
Andrea Fantozzi è il direttore di I.N.I.T.. Cura e professionalità per il viaggio dell’anima. Sono le parole chiave della sua filosofia. Nel 2002 il progetto muoveva i primi passi. Nessuno sapeva quale sarebbe stato l’esito. Eppure, per lei quel futuro aveva deciso che ci sarebbe stato. Non rimaneva che scriverlo. Chi ci ha seguiti in questa avventura ha pensato di prendere alla lettera le sue parole. E è iniziato il cambiamento. La scrittura, dopo, si è trasformata in una grande realtà. Gli imprenditori funebri accettano la sfida del Direttore di I.N.I.T. Costruiscono le Case Funeraie.
Se in Italia l’attenzione e il rispetto per la morte con la creazione delle Case Funerarie e l'introduzione della tanatoprassi nel sistema funerario sono diventati una realtà lo si deve anche a persone come Silvio Berlusconi che, nella loro vita governativa, hanno dimostrato che ogni persona con un progetto ha valore, è degna di rispetto e può agire per il bene di tutti.
La visione di Andrea Fantozzi si è rivelata profetica, aprendo nuove prospettive nel settore funerario italiano. La sua iniziativa ha conquistato il sostegno di importanti figure e istituzioni, dimostrando che il cambiamento e l'innovazione possono permeare anche i settori tradizionali come quello funerario. Il progetto delle Case Funerarie in Italia segna un passo significativo verso una visione più moderna e rispettosa delle esigenze e dei desideri delle persone in un momento così delicato come quello del lutto.
Le Case Funerarie rappresentano una nuova frontiera nel settore funerario italiano. Questi spazi offrono non solo servizi di elevata qualità, ma anche un ambiente accogliente e rispettoso per i familiari dei defunti. L'obiettivo è quello di offrire un supporto completo durante tutto il processo di lutto, garantendo una gestione adeguata delle pratiche funerarie e un ambiente confortevole per commemorare i propri cari.
Il settore funerario italiano si sta evolvendo grazie a questa iniziativa audace e all'avanguardia. Le Case Funerarie stanno ridefinendo il concetto stesso di come ci si possa prendere cura dei defunti e dei loro cari. È una storia di cambiamento che merita attenzione e che lascia spazio a ulteriori sviluppi nel panorama funerario italiano.
Oggi in Italia da quel lontano 2002 si contano oltre 600 Case Funeraie.
Effettivamente, il settore funerario è in costante evoluzione e ci sono ancora grandi progetti che devono essere realizzati. Negli ultimi anni, si è osservato un cambiamento significativo nel modo in cui vengono affrontati i servizi funerari, con un maggiore focus sull'aspetto personalizzato e sulla valorizzazione della memoria del defunto.
Tra i progetti in sviluppo nel settore funerario, si possono includere:
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Innovazione tecnologica: l'utilizzo di tecnologie avanzate, come la realtà virtuale e l'intelligenza artificiale, per migliorare l'esperienza dei servizi funerari e consentire alle persone di commemorare i loro cari in modi nuovi e significativi.
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Sostenibilità ambientale: la crescente consapevolezza ambientale sta portando a un aumento delle opzioni di sepoltura eco-sostenibili, come l'uso di materiali biodegradabili e la promozione di pratiche funerarie a basso impatto ambientale.
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Servizi personalizzati: sempre più persone cercano soluzioni personalizzate per onorare la memoria dei propri cari. Ciò ha portato alla creazione di servizi funerari su misura, che rispondono alle esigenze e alle preferenze individuali, offrendo cerimonie e rituali unici.
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Espansione delle infrastrutture: la richiesta di servizi funerari sta aumentando, e di conseguenza si sta assistendo all'espansione delle infrastrutture funerarie, inclusi nuovi cimiteri, crematori e case funerarie, per soddisfare le esigenze delle comunità locali.
Questi progetti e sviluppi nel settore funerario testimoniano un impegno costante per offrire servizi di alta qualità che rispondano alle esigenze e alle preferenze delle persone in un momento così delicato.
Caro Presidente, siamo veramente grati per il tuo impegno che hai dato nel promuovere il progetto Case Funerarie e Tanatoprassi nel sistema Italia e nel convincere il governo e le regioni a rivedere le leggi esistenti. Grazie a tutto questo, siamo riusciti a ottenere i cambiamenti necessari per realizzare questo grande obiettivo.
Senza il tuo supporto, questa trasformazione non sarebbe stata possibile. Il tuo apporto e la tua determinazione hanno reso un impatto significativo nel settore e nelle vite di coloro che beneficeranno di questo enorme servizio sociale.
Ancora una volta, grazie di cuore Presidente. Siamo entusiasti di continuare a lavorare per raggiungere ulteriori successi e miglioramenti.
Con profonda gratitudine,
I.N.I.T.
Istituto Nazionale Italiano Tanatoprassi